334. Capitani coraggiosi . . .  
Andare a sostituire il palo di sostegno alla mia "4 FM COAX", più aggiunta del dipolo verticale, sostituire i 2 cavi, miscelarli col partitore / miscelatore universale SIEMENS S 43106 KA 2 "sottocoppo", alle 4 e mezza del pomeriggio di giovedì . . . Aiuto, cala il buio.

Avevo recuperato due giorni prima, una "coppietta" leggera da 2 + 2 metri, e mi son detto, so io dove metterla . . .

Era già nel sottotetto, quindi, posiziona la scala, apri il lucernaio, sali con palo, matassa di cavo e sacchetto di attrezzi, il tutto poggiato lì vicino, poi, raggiunto il paletto vecchio, via le fasciature, abbassare il palo, togliere la 4 COAX, scollegare la giunta "F F" sottocoppo, togliere la coppia "mignon", poggiarla vicino al lucernaio, prendere la nuova, fissarla lascamente, sostituire il cavo all'antenna e fissarla sul primo palo, fasciare e cominciare a salire, fissare dipolo COAX verticale con annesso cavo nuovo, salire ancora, stringere i 2 bulloni, nastrare fra palo e palo, nastrare i bulloni, salire ancora col palo base fino alla staffa inferiore, orientare verso Barbiano e stringere definitivamente il palo, collegare la discesa FM precedente all'ingresso del partitore, collegare le 2 linee provenienti dalle antenne FM alle uscite del partitore, nascondere il tutto sotto i coppi, finito, e c'era ancora un po' di luce.

I tre RAI sono "a palla", più alcuni "verticali" forti e siamo a posto.

Lo spettro FM, assomiglia molto a quello offerto dalla K 95 D, che è solo UHF ( grrrr ), però fa lo stesso, adesso HO un'antenna FM per conto proprio . . . punto !

. . . Che scende in casa, ed entra nella "Tivoli Audio Model One", preceduta da un attenuatore 0 - 20 dB.



I potenti mezzi del gruppo E' TV. Foto scattata ieri venerdì alle 19:44, sul mux 42 LCN 17.

La schermata del decoder non è la mia, è la loroooooooooo.



Presa passante Radio - TV Philips, passo "13", a cavallo del 1980.

Che poi questa presa ha una sua storia.

Giorni addietro, ci chiama una signora preoccupata dicendo che non si vede più la TV da loro, da quelli sotto fino in fondo, in tutta la porta, e anche negli altri due numeri civici . . .

Si sarà guastato l'alimentatore, penso io, arriviamo là e questi stanno al penultimo piano, vediamo che tutto squadretta e facciamo per andare nel sottotetto, ma scopriamo però che nell'appartamento sopra di loro all'ultimo piano c'è un cantiere, vabbè saliamo lo stesso per controllare . . . azz, funziona tutto, allora scendiamo e si sentono delle voci nell'appartamento che non si erano udite prima, suoniamo e ci aprono due imbianchini italiani che ci "stavano dando" con rullo e vernice, illuminati da un faretto, e una puzza di vernice più umidità che non ci si stava.
Cerchiamo la presa condominiale e non la troviamo, vediamo solo nuove scatole 503 con cavi da 5 mm. già infilati che fanno capo a una scatola nell'ingresso, e un cavo volante vecchio con spinotto che scende dal soffitto in un angolo della cucina, prelevato regolarmente da un derivatore nel sottotetto.

Allora torniamo di sotto a renderci conto per bene di dove era veramente la montante, e la troviamo, così risaliamo e in corrispondenza della parete avevano CHIUSO e MURATO le tre scatole : luce, scatola quadrata di passaggio e svolta >>> cavi TV, + terza scatola rotonda da "65" alla destra di quella quadrata, e la presa era ancora lì per terra . . . ma porca puttana, chi è quell' "albanese" che ha murato le scatole condominiali tagliando il cavo della TV ?

Casino poi fatto la mattina stessa.

Allora l'imbianchino più giovane che aveva già capito tutto, con una cazzuolina mi apre nel punto della scatola quadrata, che si vedeva poi che erano più scure, e io finisco di pulirla tirando fuori i due montanti tagliati, li giunto con due "F" e un barilotto riuscendo a metterlo perfino in linea verticale, così che passerebbe nei tubi rigidi esistenti.

Ci siamo raccomandati che perlomeno ci facciano mettere un coperchio più grande con 4 tasselli e 4 viti, così da poter intervenire un domani.
Lo faranno ? Chi lo sa.

Ma anche andare a eliminare un servizio che già hai funzionante . . . SARAI BEN SSTUPPPIDO !!!!!!!!!! Anche se ti serviva la presa sull'altra parete, non si fa una cazzata così !!!!!

Poi vogliamo sperare di uscire dalla crisi, con 'sta gente qua tra i piedi ?

A volte, quando vedo certe cose, son felice che la "buca" non sia poi così tanto lontana da me . . . pensate un po'.



Indicazione "eingang" ( entrata in tedesco ), per il cavo montante che porta il segnale d'arrivo, e lo schiaccia calze spostato.


Retro con stampigliato il modello.



Interno, che ricorda molto da vicino, le prese FUBA Radio - TV passo "13" a coperchio rotondo però, dello stesso periodo, anzi, dalla componentistica, per me gliele faceva proprio la tedesca FUBA, scommettiamo ?
A sinistra, prelievo segnale TV induttivo direzionale, con resistenza verso massa da 62 ohm, come andava in quel periodo.
A destra, prelievo per i segnali radio, "chiuso" dalla stessa resistenza.
In UHF attenua 8 / 9 dB, sul ch E 05 attenua 20 dB su entrambe le prese, l'FM è più forte su "radio".



Diplexer TV / SAT "TERRA", - 40 dB di UHF visto sull'uscita "SAT", B^ III^ sparita, e - 60 dB sulla mia FM da 94 dBuV in entrata sull'ingresso "in - out".


Vecchio filtro FM, di fabbricazione Elektra di "Mingardi Napoleone" di Sasso Marconi ( BO ).



Interno con bobine sintonizzabili, per ottenere il massimo dell'attenuazione sugli 87,5 - 108 MHz . . . circa 20 dB.

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Giovanni, è la RAI che mi arriva molto meglio in orizzontale che col solo dipolo in verticale ( trasmette a doppia polarità ), e ho un campanile a filo trasmettitore, così invece ho gli uni e gli altri, senza tanti problemi, 89.5 MHz = Rai radio uno, 89.8 MHz = altra emittente molto forte in verticale.

Ciao, e buone feste anche a te.

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333. Giunta su giunta, idea sopra idea . . . ce la farò. 
( Pietra su pietra, Fred Bongusto, 1977. )

Se è vero che ogni giunzione o contatto di cavo, deve essere considerata come una perdita di 1 dB di segnale, chissà io che ne ho fatte 10 ( 11 con quella vicino allo strumento ), che tracollo andrò mai a misurare.

In un primo tempo, avevo usato gli spezzoni da circa 12 cm. impiegati per le prove delle prese Siemens e dei CAD FR. del passato, e succedeva che gli ultimi 2 mux a destra ( 59 e 60 ), si erano abbassati vistosamente.

Strano, è cavo WISI, e andava bene, poi mi son detto: vuoi vedere che a giuntare il cavo a distanze ( quasi ) regolari, ci rimette la lunghezza d'onda / frequenza che coincide con la misura dello spezzoncino di cavo impiegato a più riprese ?

Difatti, mi sono alzato per vedere il dipolo della mia 61 - 69 Offel che ho qui in camera e ... gasp, è lungo come quei spezzoncini . . .

Allora, si cambia piano: cerchiamo un buon cavo ... eccolo, 6,5 metri di buon FMC 00399 d'annata ancora in ottimo stato, lo provo attentamente e perde 1 dB soltanto sul ch 60, bene.

Adesso faccio tanti pezzetti molto più corti, così finisco col far dei danni oltre i 1000 MHz di sicuro . . . mi consumo le mani, e alla fine ottengo la "collana" di bei giunti "F" come volevo.

Non ci crederete, ma con ben 10 giunte, a momenti non perdo neanche 1 dB intero, un'inezia, lo spettro si abbassa di un "pelinino", e non ci sono "notch" di sorta.

Sfatato il mito che le giunte "perdono" chissà quanto segnale . . . se fatte bene con gli attacchi "F", NO.

E intanto dove sarò finito col "buco", andiamo a verificarlo !




Garagulp, che "voragine" che ho causato attorno ai 1300 MHz, saranno oltre 40 dB.

Ho usato il segnale di una banda IF Sat, per vedere la mia malefatta.
E mi sono pure sincerato che non fosse il tipo di cavo, usando i quasi 6 metri di FMC che mi erano rimasti ... negativo, tutti i "panettoni" presenti !

A questo punto, risulta chiaro, che se uno si prepara dei pezzetti di cavo lunghi tutti uguali e li giunta con degli "F", ottiene un "notchone" della Madonna, perché si vede che la frequenza interessata, si annulla per colpa della ridondanza regolare data dalle giunzioni del cavo.

Dato che questa ripetività è altamente nociva, mi viene in mente una situazione nella quale occorrerebbe avere con se un filtro LTE, e oltre a non averlo, non abbiamo neanche uno straccio di trappola, siamo lontanissimi da un fornitore, e siamo arrivati dal cliente constatando che vi è il centralino in saturazione, proprio perché lì vicino gli hanno acceso da poco, una bella cella LTE sugli 800 MHz . . .

Vi vedrei bene a fare delle "collanine notch", attenua LTE, con spezzoncini della lunghezza giusta, ottenuta per tentativi . . .

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Riceviamo e pubblichiamo, due esempi di notch per frequenze radioamatoriali.
Quello sopra, fatto pare con cavo Pirelli "ANTEX 23" corrisponde alla frequenza di 144 MHz, e si interpone fra l'antenna TV di banda III^ e l'ingresso relativo del centralino multibanda.
Quello sotto corrisponde alla frequenza di 435 MHz, e si interpone fra l'antenna TV di banda IV^ o UHF, e l'ingresso dedicato sempre del centralino.

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In questi giorni, siamo ritornati ad Anzola Emilia, in una palazzina a due piani, 1° e 2° con due appartamenti in totale, dove in giugno avevamo messo un centralino nuovo Teleco da 34 dB, con Barbiano in UHF 1 e Serramazzoni in UHF 2, preceduto da un passabanda V^ Siemens, come quelli che ho a casa io.

Non si vedevano più i programmi del mux 49 sia sopra che sotto, difatti anche i dati dello strumento erano pessimi.

Allora facciamo un salto nel sottotetto, controlliamo, ma praticamente i valori erano corretti e si vedeva tutto.

Torniamo giù al primo piano e controlliamo i dati del montante, prima che entri nel derivatore resistivo terminale a tre prelievi, con resistenza di chiusura saldata a massa, e non va.

Andiamo al 2° piano, stacchiamo il montante in arrivo dal 1° derivatore resistivo sempre a tre prelievi, e non va ancora . . . ma come, siamo sotto al centralino e da sopra usciamo bene.

Allora, siccome sopra in uscita dal Teleco, vi era un PP 12 con una linea che abbiamo capito essere il montante unico di una volta, e l'altro cavo va un po' più in là, scendendo con un buco a soffitto, perché si fecero fare una presa in una stanza, dato che era l'unica che ne era sprovvista, ho detto: tu rimani qui con lo strumento sul 49 che non va, poi sono salito, ho scollegato l'altro cavo dal PP 12, e si è messo a funzionare per bene il tutto.

Ho tolto il partitore e ci ho messo un derivatore CAD 11 a un prelievo, e abbiamo risolto.

Io non sono andato a vedere che TV c'era in quella camera, ma in tutti i casi, i problemi erano dati da quel collegamento errato nel sottotetto.

Si creava un "qualcosa", tipo disturbi a ritroso, mancata chiusura della linea, onde stazionarie, che, causa scarsa separazione del PP 12 ( 18 dB ), andava a pregiudicare PESANTEMENTE, il corretto funzionamento di tutto l'impianto, tranne probabilmente quel solo TV lì.

Poi, se ci avessi messo al posto del CAD 11, un derivatore da - 26 dB, il TV mi avrebbe anche ringraziato . . . il centralino è da 34 dB quasi tenuto al massimo.

Se uno in emergenza, usa un partitore per fare andare 2 TV, non viene giù il mondo, al 99 % va tutto bene, però questo caso lampante, fa capire che non fare le cose come vanno fatte, arriva quel giorno che te ne accorgi.

E a giugno, il partitore PP 12 era già lì nel sottotetto da anni, ma speravo che fosse in qualche modo, la divisione per i 2 appartamenti, e mi pare di ricordare che i Mediaset del 49, già allora non fossero giù in casa, una "cannonata" fra BER e MER, ma ce la facevano . . .

Si vede che col tempo trascorso da allora, si sono "offesi" ancora di più, tanto da venir richiamati sul posto per stanare la vera causa.

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Nuovo ampli Teleco da 34 dB, con filtro LTE escludibile !


Grazie allo spostamento di un jumper, possiamo scegliere se usufruirne o lasciare tutto l'UHF libero.

L'inserimento del filtro comporta un leggerissimo abbassamento di tutto lo spettro, ma è poco più di 1 dB.

Il dispositivo è elettrico o elettronico, perché dopo aver scelto dove posizionare il jumper, anche se lo togliamo, rimane l'impostazione scelta ( come fa un commutatore Disecq, quando lo settiamo in A o B dallo strumento ).



Con jumper su "UHF"




Con jumper su "LTE"




Il filtro LTE è sempre sullo stampato, ma non ho capito come fa a fare il "giochino" della selezione SI / NO.
Ho il sospetto che siano quei 2 "quadratini" mezzi neri, nel vecchio mi sembra non ci fossero.



Wella, un derivatore resistivo a tre prelievi Elciv, anni '60-'70.




Qualcuno ha tolto la 3^ resistenza.




Front.




Derivatore resistivo passante, 5 max per colonna, 3 derivazioni.




Curioso derivatore a 2 prelievi, attenua dai 4 agli 8 dB del ch 60, è quasi un partitore, comunque una ciofecata.




Montante nero, ma quei condensatori ( condensatori ? ! ? ), mi fanno pensare tanto all'Offel degli anni '60-'70, e c'è scritto D 8, saranno i dB ?




Sul bordo corre una pista ramata a mò di rondella, ma è tanto ossidata che quasi non si vede ( contatto di massa in comune per le calze dei cavi ).


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332. Non ci volevo credereee ! ! ! 

Il "partitore amplificato".


Dietro un mobile ad angolo, in un tinello di via Lemonia 4, ho trovato questo "PP 14 attivo" autocostruito / modificato, che ha dell'incredibile. L'anziano cliente ci ha detto che era lì da 13 anni.

Quando siamo arrivati c'erano 91 dBuV sul 24 della Rai, nella presa più lontana, e i Mediaset squadrettavano vistosamente, misuriamo il BER ed era ben oltre la barra del QEF, allora andiamo su dal "Teleco 34" per vedere se si era alzato qualcosa di troppo da saturarlo, invece niente, andava benissimo entro i limiti ( poi gli altri condomini non si erano lamentati ).

Caliamo un pelino l'UHF per sicurezza, poi torniamo in casa, e misuriamo il prelievo di un CAD 11 dalla montante che passa dalle terrazze, e c'erano 87 dBuV e BER a posto, con in presa sempre quasi 90 di Rai e i Mediaset "zoppi".

Qui con 3 prese TV, ci deve essere un ampli per FORZA, allora per sincerarcene, abbiamo usato il vecchio trucco del "tirar giù la corrente", e zac, spettro scomparso . . . dev'essere ariperforza dietro 'sto 'azz di mobile ad angolo del menga ( quanto li odioooooo ).

Appena riusciamo a spostarlo, vedo da lontano l'alimentatorino e il filo che entra nel PP 14 . . . NAAAAAAAAAAAH !!! ( Massimo Boldi ).

Questa è bella, quando credi di aver visto quasi tutto nella vita sugli impianti d'antenna, ti capita 'sto "number" qua.

Ecco perché non mi hanno fatto andare in pensione . . .




A me dava quasi 10 volt.



Il BFR 91A, marcato Siemens, un classico sempre presente nei preamplificatori UHF Teko da 10 dB, qua si vede che amplificava tutto, VHF e UHF.

Forse era difettoso l'alimentatore, perché anche dopo aver calato l'UHF a monte, in casa il difetto era rimasto uguale.

Noi, tolto il tutto, gli abbiamo messo un PP 13, e avevamo ancora un mucchio di segnale, stavolta perfetto.

In terrazza si poteva sostituire il CAD 11 con un 13, entrare con tre cavetti, e collegarli ai tre cavi di casa direttamente . . . ma non ho voluto strrrafare . . . poi avevo già troppo . . .



Esecuzione "pulita", il segnale appena entra dal morsetto, va di là e grazie al condensatorino entra nel transistor, poi alla fine, sempre con un condensatore, ritorna di qua amplificato e saldato alla basetta ramata che poi serve i due splitter esistenti a due vie del partitore.

Con tutto ancora questo "spazio" qua, adesso, altro che filtro LTE ci farebbe stare dentro ( un'equalizzatorino 174 - 790 MHz ? No ? ).



Lui, è riuscito a far star tutto dentro in metà cubo, metà partitore, ha messo una resistenza da 75 ohm saldata nel quarto morsetto inutilizzato, e ha fatto pure un nodo all'interno al cavo rosso e nero, perché non si strappasse tirandolo inavvertitamente !

Forse adesso lavora come progettista alla Televes, per la serie "Picokom".

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Giovanni, lui amplificava 10 dB per poi perderne 7, quindi andava a + 3.
Se sostituiva il CAD 11 fuori con un 13, non metteva un PP 13 da - 6 dB in casa, quindi andava a + 6 ( da antennista = soluzione migliore ).

L'ho provato qui, amplifica anche il VHF, e non fa alternata, il BER è a posto, però escono 2 dBuV in meno rispetto a quello che entra . . . boh, allora là era in saturazione perché gli entrava si vede troppo segnale . . . vabbè, adesso va bene.

O l'inquilino di sopra ha sistemato la montante, ed è arrivato giù di sotto molto più segnale di un tempo . . . tutto è possibile.

Esco dal Teleco nel sottotetto a 106 max sul ch 24, - 7 di un PP 14 fa 99 dBuV per colonna, 2 piani sotto c'è il cliente col CAD 11 in terrazza . . .

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Ma se il cavo impiegato per costruire questi cavallotti, era l'RG 58 da 52 ohm, quando si assemblavano 20 moduli di preselezione, l'impedenza che doveva essere mantenuta a 75 ohm, dove andava a finire ?
Allora erano meglio i ponti fissi da 75 ohm, che venivano forniti a corredo una volta.

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Presa coassiale derivata / diretta / semplice . . . ( a perdita pressochè zero ).
Attenuazione di contatto / collegamento / allacciamento . . . 1 dB ( non di derivazione ).

L'attenuazione di derivazione ( o prelievo ) è quella fissa ( meno 6, 7, 8, 10, 12, 14, 18, 20, 22, 26 dB ), misurabile sul prelievo di un derivatore o dall'attacco frontale di una presa passante . . . ( che dentro è fatta come un derivatore a un prelievo ).


Il "davanti" di una presa TV originale Vimar.

Questa presa della serie "IDEA", mod. 1630601, non è "passante", e vi si collega un cavo solo, proveniente dal prelievo di un derivatore o dalla discesa della propria antenna singola !

La "passante" è quella che accetta solo 2 cavi, uno di arrivo segnale, e uno di ri-partenza segnale, riservato di solito alla presa successiva della "catena", o di rado ad un derivatore ( per servire una o più prese "derivate" ) chiuso infine a 75 ohm sull'uscita "montante".

La presa passante più in uso, è quella con attenuazione di prelievo da -10 dB ( sul segnale del cavo "montante" che la attraversa / alimenta ).

La presa "terminale" ( o "finale" ) è l'ultima della catena di prese passanti ( su di una colonna montante, orizzontale o verticale che sia ), e si tratta sempre di una passante, con però una resistenza di chiusura ( carico ) da 75 ohm sul morsetto di uscita ( cioè "terminata" o "finita" da noi ). Ed è obbligatoria, al fine di garantire al "sistema", la giusta impedenza lungo tutta la linea attraversata dalle prese passanti o da derivatori del caso.

Le "terminali d'ufficio", sempre con attenuazione di prelievo, resistenza di chiusura interna a 75 ohm messa dal costruttore e un solo morsetto di collegamento, oramai non esistono quasi più, e non facendo appunto l'elettricista / antennista, non incappo nell'acquisto di quelle "terminali" della Ticino.

Dire "presa terminale diretta" è come dire, "donna sposata nubile", non si può essere entrambe le cose.

Anche "presa passante derivata" non si può dire, perchè una esclude l'altra. Una è come se fosse un derivatore, l'altra è un semplice contatto . . . al massimo "isolato" da un condensatore posto all'interno di essa.




Adatta per frequenze TV e IF SAT da 5 a 2400 MHz, sopporta 500 mA, e massimo 24 volt in continua DC ( e alternata AC ).
In uscita, se c'è anche il segnale SAT, ci vuole un demix TV - SAT, volendo anche ad innesto, che poi è simile come forma a quella di un "T".


Un solo collegamento obbligato dalla parte della freccia in ingresso, l'altro è "murato".


Due modi diversi di vedere la "prima della Scala" su RAI 5.


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331. "Centro diurno" . . . ( anziani partitori ). 

Oh, questo è vecchio davvero.


Divisore a 4 uscite, con 2 dichiarate da - 7 dB e 2 da - 6 dB . . . come mai ?

Non se ne conosce la marca, ma quel GZA 741, quando in seguito si videro delle sigle "GZE", fa pensare alla tedesca FUBA quasi fuor di dubbio.
Se poi è un WISI o un BOSCH, allora ditelo !

E' un "Eltronic", l'ho rincontrato altrove con il coperchio, ma non volevo fregarglielo.



Il retro, ricorda il lato non visibile di una serratura da portone.




L'interno è tutto un programma, ma seguirà un sano principio di allora, almeno spero.

Il segnale entra da sinistra, si biforca in 2, entra nella "galleria" isolata superiore dei nuclei di ferrite, e fuoriesce direttamente sui 2 morsetti lontani da - 6 dB, e sembrerebbe un "nodo" belle e buono . . . ( un "T" cinese da "fai da te center", quello a chiodo ).

Le altre due uscite da - 7 dB vicine all'ingresso, provengono dalla galleria isolata inferiore, prelevando il segnale per induzione dalle due viste prima, e si congiungono fra di loro appena fuoriescono dai tunnel, saldandosi su di un dischetto, che in vista frontale diventa un cilindretto, tutto circondato dalla "massa", ma non ovviamente a contatto con essa.

Come si vede anche sul lato sinistro con quei due filettini saldati da massa a superfice ramata, sarà tutta una "questione" fra poli centrali e masse, atta a ottenere l'impedenza del sistema / prodotto, sui canonici 75 ohm, ( pur non sapendolo di preciso, non vedo altre spiegazioni ).



Resistenza marron-verde-marron fra i due morsetti da - 7 dB.




Le due uscite da - 6 dB.




Gli schiaccia-calza erano reversibili, per cavi come minimo di due
diametri.




Provandolo, un'uscita da - 6 dB dà una media di 6,84, l'altra da - 7 dà addirittura una media di 9,23 . . . bah.

Io le 3 resistenze di chiusura sui morsetti inutilizzati ( cioè senza carico ) le avevo messe . . .

Però sul ch E5 in VHF ci hanno preso, l'avranno collaudato solo lì ? . . .



Il VGD 207, nella versione - 2 con passaggio di tensione.



Ho provato anche qui con gli stessi segnali e resistenza di chiusura.

Sull'uscita da - 7 dB, ho una media di 8,23, e su quella da - 2, ho 2,38.



Ho un dubbio dal 1985: sarà un partitore o un derivatore ? Il confine è lì.
4 e 4 dB fanno un partitore, 12 e 1 dB fanno un derivatore, e fin qui ci siamo, ma questo 7 e 2 dB, pare che a seconda dell'uso che se ne fa, possa appunto assumere le sembianze di uno o dell'altro . . .

A me sembra un partitore differenziato: servi il palazzo che hai lì col - 7, poi vai in tesata aerea col - 2 a servire l'ultimo palazzo ( con sempre tutte le chiusure a 75 ohm, nelle prese passanti finali di colonna del caso ).




A parte le due grosse induttanze, rame e ferrite, per la telealimentazione in C.A. a 44 volt, vi è un avvolgimentino su ferrite, 2 resistenze e 2 condensatori verso massa.
Se non è identico al circuito della presa passante da - 7 dB dell'Helman, poco ci manca.

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Sì Everardo, compravo Fuba e me lo ricordo, era il "GAL 16" a 6 uscite da - 10 dB, poi vi era il "GAL 14" a 4 vie da - 8 dB, e ricordo che il cavetto coassiale avvolto a matassina dentro la ferrite, terminava con centrale da una parte e calza dall'altra, e da queste due terminazioni partivano 3 resistenze uguali per parte, a fornire le 6 uscite del GAL 16 . . . anni '80.

La sua evoluzione con inserimenti a baionetta fu il "GLV 534", partitore a 6 uscite schermato e coperchio rettangolare bianco a pressione con nervature a scatto.

I GAL 14 e 16, avevano il coperchio bianco rotondo a vite centrale, ed erano i più grandi sul mercato.



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330. Centralino d'annata . . . afflitto da "alternata". 

Anno di costruzione, direi attorno al 1980, un esempio di qualità costante nel tempo, marcato HELMAN ELETTRONICA.

L'ho dismesso da un sottotetto, dove tutto il condominio formato da 8 famiglie, lamentava la non ricezione delle reti Mediaset ( mux 49 e altri ).

Arrivo sul posto, e il Samsung di turno spernacchia sull'audio del mux 49 a schermo nero, misuro potenze anche esagerate ( 83 dBuV sul ch 24 della RAI ), e il 49 a 64 ma con mer a 22 e ber oltre il solito QEF.

L'ho sostituito con il mio collaudato 34 dB della Teleco, messo un equalizzatore Offel ( per abbassare la banda IV^ causa ch 24, 26, 30 troppo forti rispetto al resto ) sull'unica antenna UHF che guarda Barbiano, attenuato l'ingresso UHF del Teleco fino a portare il 24 a circa 100 dBuV, tenendo così la saturazione abbastanza lontanuccia, e ottenendo così un discreto segnale anche sul 49, dal mer praticamente non degradato rispetto a quello che vi era in antenna.

Arrivo giù e tutto andava ovviamente "a palla", poi mi ero tenuto il vecchio centralino, così da farci un articolino . . .


Veduta senza il coperchio con incastro a molla.



Targhetta esplicativa delle caratteristiche, manca solo il consumo in watt, che ipotizzo per l'epoca attorno ai 10 - 15, anche perché ha delle resistenze all'interno che scaldano non poco, e come transistor finale UHF monta un Siemens BFT 98 650 fissato a massa per dissipare meglio il calore . . . oh, il tutto funziona ancora egregiamente, perfino gli attenuatori, lineari come nuovi, escluso quello di banda III^, che è spalato e gira un po' a vuoto . . .

Certo che montare un centralino di questa potenza, per soli 8 appartamenti, era un'esagerazione comunque . . . era più indicato per il grande condominio.

Poi, L. B. ( larga banda ), semmai "multi banda" o "multi ingresso", i larga banda sono quelli che hanno un ingresso UNICO, con al massimo le due regolazioni separate per VHF e UHF e l'amplificazione magari pure, o anche amplificazione a larga banda totale ( 40 - 860 MHz ), con un attenuatore unico in ingresso o due ( VHF - UHF ), a seconda del modello.

Questo addirittura, era ad amplificazioni VHF - UHF separate, cioè dal comportamento qualitativamente migliore, di quello invece offerto da un mediocre L. B. ad amplificazione unica / totale, per l'intero spettro RF TV.

Per esempio, le "sotto centrali" o "sotto stazioni di rilancio", sono tutte dei "larga banda" di qualità ad ingresso unico, con amplificazione e regolazioni SEPARATE, perché devono essere "trasparenti" a qualsiasi segnale VHF / UHF, proveniente dalla centrale di testa / pilota.

Se mi arriva un cavo unico, con tutti i segnali elaborati e livellati dalla centrale pilota, come faccio a servirmi di "questo" centralino, definito " L. B." ? ? ?

Mi devo procurare un demiscelatore a 3 uscite con B^ I^ - B^ III^ - UHF, e poi entrare nei tre ingressi su cinque di cui dispone, ignorando i due di B. IV^ e B. V^ che hanno il "buco" sul ch 36 . . .

Alla fine vedo tutti i canali / mux lo stesso, però la definizione di "larga banda" è ( era ) appunto in questo caso impropria e fuorviante al tempo stesso.

Adesso gli amplificatori con un solo ingresso e l'uscita, vengono definiti giustamente "amplificatori di linea", e possono avere le due regolazioni solite VHF - UHF, o addirittura tre: VHF - IV^ . V^, come in alcuni modelli dell'OFFEL . . . spero solo che, trattandosi di un'ampli di linea, il "buco" fra IV^ e V^ non esista assolutamente, ma abbiano fatto 21/36 - 37/60, poi noi ci arrangiamo . . .



Spettro in uscita senza alcun segnale sugli ingressi, praticamente è rumore, ma è tutto seghettato causa condensatore elettrolitico sull'alimentazione, completamente in perdita ( di prestazioni ).

Il picco a destra, è la solita LTE che non si abbassa neanche mettendo le tre resistenze di chiusura sulle entrate ( per me, in questi contesti, da sempre considerate all'atto pratico inutili ) UHF, V^ e IV^ + gli attenuatori tutti chiusi . . . si abbassa solo mettendo le due mani una sull'altra poggiate sopra la zona ingressi ( a coperchio levato ).


I 5 ingressi, il led rosso di accensione e il vecchio condensatore sostituito da 50 volt - 1000 uF(M) con uno dalle stesse caratteristiche e incredibilmente marca: ELNA.


Risposta sull'ingresso di IV^ con marker sul ch 36, e segnale in ingresso della discesa dei moduli UHF tutti a cavallo dei 63 dBuV.


Risposta sull'ingresso di V^, lo "spartiacque" è il ch 36, che ci rimette in entrambi gli ingressi . . .


In UHF, ragazzi, l'eccellenza italiana di un tempo, amplificazione media ( guadagno ) di 39 dB sul dichiarato "maggiore di 36" !

33 Anni e non sentirli, una "roccia", 2,4 Kg di peso, faccio fatica a tenerlo su con una mano, una serie credo prima degli chassis in pressofusione, che io che son quasi vecchio, non ho mai visto in vendita . . . e va quasi meglio di uno nuovo . . . è rimasto lì attaccato al muro per oltre 3 decenni, ha sopportato distacchi e sbalzi di tensione, fulmini nei paraggi, impedenze in - out non proprio ortodosse ( serviva ultimamente un PP 12 e due PP 14 lì nel sottotetto, per fare gli 8 utenti ), 4 + 8 dB di attenuazione, cioè 12, ci sarebbero dovuti andare 2 CAD 14 ravvicinati con montante chiuso in uscita, ma per questioni di tempo, budget, e 2 dB di perdita in più, non ho voluto rischiare sorprese, ma era tecnicamente da fare, così anche i "casini" in casa degli 8 condomini non si ripercuotevano fra di loro.

L'ennesimo pezzo d'Italia manifatturiera che non c'è più . . . si sente già dire in giro: quando c'era l'Helman . . .

Il marchio "HELMAN Elettronica" è stato assorbito dalla BTK TEL Srl, che continua a produrre il materiale d'antenna con gli stessi standard qualitativi.

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22 / 11 / 2013


Pranzo a Monte Calderaro offerto da TELEROMAGNA, con visita agli impianti di Monte Grande.


Purtroppo, mi scuso per essere stato assente per la seconda volta.




Il tecnico dell'alta frequenza di Teleromagna Luigi Pambianco, e il rappresentante dell'Emme Esse per l'Emilia Romagna e Toscana, Gian Nicola Giovannini.


Ristorante normale, mica come quelli frequentati dai politici.



Mauro Macchiavelli e un suo amico con Billy Clay.



Pranzo...



Su a Monte Grande con il naso per aria.



Elio, da dove vieni ? . . . Hai trovato il bagno ? . . .



l'Incompiuta


Venerdi 22 novembre alcuni di noi si sono ritrovati alla trattoria La Quercia di Montecalderaro. Il programma prevedeva un buon pranzo (gentilmente offerto da Teleromagna) e la successiva visita agli impianti trasmittenti di Monte Grande. Nell'occasione, sono stati dei nostri oltre che ben 2 tecnici di Teleromagna, anche il (quasi) ex tecnico ripetitorista di Ferretti, Mauro Macchiavelli. Ex perchè ormai sulla soglia della pensione, visto che lascerà l'attività a fine anno.
Ovviamente a tavola l'argomento principe è stata l'alta frequenza, e non poteva essere altrimenti, ma le chiacchiere non hanno impedito di "ingozzarsi" al limite del possibile. Tutto MOLTO buono, penso ci ritorneremo.
Il pomeriggio, purtroppo con un tempo pessimo e molto freddo, la seconda, interessantissima parte: la visita sul campo. Alla fine di una stradina tutta buche (Davide avrà maledetto di aver preso la sua auto!) arriviamo in uno spiazzo in leggera pendenza. Mai visti tanti tralicci tutti assieme, piccoli, grandi, enormi, uno persino...incompiuto. Luigi Pambianco ovviamente fa da cicerone, indicando le proprietà dei "ferri". C'è veramente di tutto, dall'emittente televisiva privata a quella Nazionale, dall'emittente FM fino agli impianti militari. Da rimanere a bocca aperta. Infine, apre la porta di due "casette" e ci mostra le apparecchiature di trasmissione, raccomandandosi di non diffonderne le foto. Da notare l'ordine maniacale in casa Teleromagna, non un filo fuori posto, tutto pulito ed ordinato. Non si può dire la stessa cosa di un altro container di cui ometterò la proprietà per pura pietà: un vero casino!
Praticamente la cima del monte è occupata da una serie di tralicci con relativa casetta, di tutte le fogge e di tutte le dimensioni. Stranamente quello Mediaset non è il più alto, di fianco a quello GTV sembra un nano. Ci viene spiegato che ora è anche più alto di prima in quanto i pannelli sul fianco della struttura sono stati sostituiti da un torrino che ne ha alzato la quota. A lato si notano dei pannelli indirizzati verso Bologna, ma dovrebbero essere staccati. In casa Teleromagna la cura si nota ovunque, addirittura i cavi di acciaio delle controventature sono coperti di grasso marino!
Il freddo è micidiale, l'unico punto dove si sta benino è sotto alla fuoriuscita dell'aria calda degli impianti di raffreddamento. Decidiamo quindi di rientrare. Bella giornata, da ricordare.

Cesare Celin


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