417. Antenne UHF a pannello. 
Rispondo ad Alex, che scrivendomi, mi ha fatto notare la mancanza di mie "notizie" riguardanti le antenne UHF a pannello . . . tsè, io che raccattavo nei sottotetti, i dismessi riflettori a griglia della Fracarro, per farmi la carne alla brace già nei primi anni '90 . . .


---------- Quindi ----------



. . . Stamane sono uscito a piedi, per fare qualche foto a pannelli di mia conoscenza.


Questa antenna "TIPO" fatta da me nel periodo anni '80, avrà quasi 30 anni, poi qualcuno sfruttando il palo, se n'è servito per metterci anche una "4G" e una "7 BETA" . . . boooh.

Era il periodo "transgender", cioè, si stava passando lentamente dalla postazione dell'Osservanza ( molti canali tranne i RAI ) a quella di Barbiano ( tutti i canali solo lì ), e in quegli anni c'era ancora del "buono irrinunciabile" da entrambi i siti.

Dall'orientamento dei pannellini "2 PU" della Fracarro, si suppone un divario di 55-60 gradi, allora mettendo un solo pannello nel mezzo si sarebbero persi ampiamente più di 4 dB da entrambe le direzioni.

Allora io facevo così: puntamento preciso per il massimo del segnale sui due trasmettitori, tanto un pannello su una direzione, non è che mi facesse vedere super riflessi i canali dell'altra direzione ( come fanno più facilmente le direttive YAGI ), ma me li calava linearmente di circa credo oltre 12 dB, e stessa cosa faceva l'altro pannello.

Quando gli andavo a unire con il mix della TEKO "VHF-UHF-UHF", perdevo sì 4 dB in miscelazione UHF, ma vedevo bene tutto lo stesso, e con ( ovviamente ) più segnale, che se avessi messo un solo pannello nel mezzo.



Qui vediamo direi, un pannello UHF 21-69 datato dell'Offel.


L'antenna a pannello è formata da una rete protettiva sul retro che fa da riflettore + 4 dipoli disposti in verticale e uniti fra loro per avere più guadagno, oltre che ricevere qualcosa anche a 4 altezze vicine e diverse, cosa che l'unico dipolo di una YAGI direttiva non può fare.

Perciò, penso sia più indicata in zone dove il segnale varia un po' in altezza, causa ostacoli come colline, montagne, specchi d'acqua . . . sono situazioni tutte da verificare sul posto.

Poi vi sono i pannelli doppi accoppiati in orizzontale e anche i quadri-pannello accoppiati, già cablati con i loro 4 pezzi di cavo lunghi uguali, e i loro accoppiatori dedicati costruiti ad hoc.

Più pannelli, aumentano un po' il guadagno, la direttività, e riducono i lobi laterali che sono sempre indesiderati.

Per i segnali trasmessi in verticale, si mette il pannello in verticale, e non ho ancora visto una foto di un quadri-pannello messo in verticale, ma potrebbe già esistere su di un qualche tetto europeo, chissà ?

Agli inizi di Svizzera e Capodistria, qui in città se ne vedevano molti sui tetti, ma penso più per moda che per un reale e smisurato bisogno.

Andavano forte il WISI "EE04" e il Fracarro di sola banda V^ "4P5" dal guadagno dichiarato 9...12 dB, e rapporto av.-ind. >20 dB.


Un altro "2PU" in via Orfeo, non "mio".



Questo dovrebbe essere un Fracarro "4PU".


Io ricordo che ne montai uno, e veniva venduto incellofanato a caldo con i 2 pezzi in plastica a scatto, coperchio già ovale bianco in gomma, e attacchi per palo.

Era enorme, quasi come un flat 32", e quel giorno lì di primavera tirava anche un po' di vento . . . ancora da "s-cellofanare" faceva da vela di brutto, come le parabole adesso . . .

Io però agli inizi montavo delle gran "20 47-53 R" o "20 54-61 R", e in seguito "20 38-64 R" + culla di rinforzo CA 1, tutto Fracarro.

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Comunque, io mi ero dimenticato di parlare di antenne a pannello, perchè nelle città, con le potenze che abbiamo, basterebbero solo LOGA UHF tipo Fracarro LP 45 NF o le equivalenti Offel . . . la "preistoria" dei 34 dBuV = 50 uV in antenna è oramai alle spalle da quasi 4 decenni ( Dicembre 1979 RAI TRE Emilia R. ch 48, primo vero aumento di potenza irradiata in banda V^ ), punto.

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Antonio, in un pannello c'è solo la griglia posteriore che fa si che vi sia un rapporto A I, se la togli, i 4 dipoli "tirano" uguale davanti e dietro.

Una direttiva a 43 elementi che ha un riflettore a <----- ha sempre offerto un miglior rapporto A I di un pannello, poi se in una prova pratica vince il pannello, sarà stato un caso fortunato.

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Marion, sono sì vecchie, ma se vanno ancora bene insieme al cavo di discesa, chi le va a cambiare ?


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416. Ma dove sta il problema ? 
Immaginiamo di voler vedere due mux, che provengono da un'altra direzione rispetto a quella dove abbiamo praticamente tutti gli altri, MENO proprio quei due.

Un sistema non perfettissimo, ma collaudato ampiamEEEnte ( G. Fini ) da decenni, è quello del semi-canalizzato.

Qui abbiamo scelto completamente a casaccio, due frequenze qualsiasi per giunta adiacenti fra loro, il 24 e il 25 ( chissà cosa mi ha portato a scegliere e a tarare per il meglio queste due, mah ) .



Ecco cosa serve: base, alimentatore, 2 moduli a 5 celle, 2 ponticelli, due, poi una resistenza di chiusura per taratura accurata.

L'antenna per i due mux da aggiungere entra da sopra, l'uscita è sotto a destra.


Ecco il risultato del filtraggio tramite i due moduli "attivi", il ch 24 e il ch 25.



Attenzione, qui avevo tolto un'attimo la resistenza di chiusura sotto ai moduli, per entrare poi con l'altra antenna UHF che dà tutto il resto dei mux.

Ho voluto far vedere, che in questo "caso dei moduli", lo sbilanciamento dato da una linea "aperta", scombussola l'impedenza del circuito del cavo in uscita, avvantaggiando un po' la potenza del 24, ma danneggiando palesemente il 25.


Ecco infilato "sotto" lo spinotto bianco del cavo nero ( al posto della resistenza rossa che c'era prima ) , che fa capo all'antenna LOGA verticale del rotore verso Castelmaggiore, e che punta all'opposto di Barbiano, da dove ho preso appunto il 24 e 25 con la LOGA fissa orizzontale.



Ecco il risultato con 23, 24, 25, che fortunatamente se ne sono usciti alla grandissima, ma non va sempre così, qui è andata molto bene perchè una LOGA verticale, in direzione opposta rispetto a chi irradia quelle due frequenze in orizzontale, ci crea un bel calo di segnale su quei mux che ci interessano.

Se fosse stata in orizzontale, avrebbe discriminato meno, ma non in maniera clamorosa, al massimo avremmo avuto i due "panettoni" 24 e 25, un po' meno precisi orizzontalmente, ma in questo caso gli abbiamo anche fortini, quindi veniva a nostro vantaggio.

L'inserimento "sotto" dell'altra antenna, ha fatto quasi da chiusura a 75 ohm, visto il risultato . . . anche se lassù, nella LOGA, si sa che il cavo E' e segna "CORTO" ( come il PP 12 dal resto ).


OCCIO, qui ho disalimentato un'attimo i due moduli, per far vedere cosa "TIRAVA" la LOGA vert. da tergo, su quei due mux che DESIDERAVAMO "ASFALTARE"


Notare nella seconda foto sopra, che il 23 non ne risente molto della presenza del 24 che ha di fianco, rimane praticamente uguale, e anche tutti i mux della verticale, passando un'attimo "sotto" ai due moduli, non ne risentono per niente, e questa è una cosa che rientra nella normalità . . . se peggiorassero nettamente, vorrebbe dire che, o un ponticello è difettoso, o dentro a un modulo vi è una saldatura interrotta o un "corto" con la "massa", e poi sarebbero andati male anche il 24 e 25.

A questo punto, è come se verso il Penice ci fossero anche un 24 e 25, quindi il cluster della programmabile si arricchisce di due frequenze altrimenti ASSENTI !


Qui abbiamo tutto lo spettro di Castelmaggiore VERTICALE + un 24 e 25 presi da un'altra parte, e il tutto funziona.

A destra, gli immancabili "buontemponi" dei segnali "LTE".

Certo, mancano all'appello il 26, 30, 40 della RAI, ma l'esempio era solo per quelle due curiose frequenze.


I dati del 24 ( che sono un pelo peggiorati, ma averne . . . ).



Il 25 ha retto un po' meglio.


Il problema sta che: come fa un giovane/privato a farsi "un viaggio" del genere, senza uno strumento e una buona dose di pratica in questo campo ( che in giro ci sono anche sedicenti antennisti che non hanno mai montato un modulo di preselezione ), conoscono solo centralini a larga banda o multibanda, e vi entrano con tre antenne UHF senza gli opportuni accorgimenti e/o filtraggi . . .

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Davide, vanno bene anche i 4 celle, i 3 celle sono ancora più larghi e io li uso per dare i 4 mux RAI 24, 26, 30, 40, tanto gli adiacenti non sono mux nazionali ( 25 escluso ), quindi per adesso me ne "strafrego al cubo", basta che vadano i RAI bene, poi per i "secondari" ci do un'occhiatina di sufficenza.

Guarda che se c'è un sottotetto con la 220 V ( che poi c'è per forza, se c'è un centralino . . . ), aggiungere 2 moduli, anche senza base, un'alimentatore switching a 12 volt da "quattro gubbi", il gioco è fatto, cosa vuoi mai che costi.

Un passacanale-trappola per 2 canali costa pure lui, poi non sai quanti di questi dismessi ne trovo nei sottotetti, perchè ad esempio da ELIO, se ci fosse stato un MEF 57 per Retecapri, quando gli hanno spento il 39 e abbassato il 59 da Barbiano, cosa mi sarebbe toccato fare ?
Togliere il MEF 57 e metterne uno triplo 39 57 e 59, ma ti pare logico ?

Ho aggiunto due moduli oltre a quello del 57, arrivederci e grazie.

Parola d'ordine: ESPANDIBILITA', chi più spende, meno spende, poi il semi-canalizzato non l'ho inventato io, semmai lo sto solo pubblicizzando-consigliando.

Per la casa mono e bi-famigliare non vedo altro che le due soluzioni: o mix-trapp o moduli come anche nei condomini piccoli o grandi serviti da un larga-banda, non se ne esce.

Una soluzione improponibile è quella di una centrale come la mia, che costerebbe sì una fortuna, ma da me sono tutti moduli di recupero, quindi a costo zero.

Ciao.

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Grazie Leo, diciamo che ti aspettavo . . . per un ringraziamento.

Il cluster sarà programmato 23.....29, che sono le solite 7 frequenze, poi passano agilmente il 22 e il 30, per i comuni clienti mortali verrebbe incontro un mix-passacanale 24 e 25, solo che con le trappole si va a calare gli adiacenti, però è fatto per farcela.

Io adotto un sistema più da antennista navigato, il 24 e 25 che mi interessano li salvaguardo con i moduli, dall'antenna sul Penice anche se entrano un po' le riflessioni dei suddetti canali, la forza generata dai moduli, li sovrascrive e vanno ( anche con l'antenna del Penice senza trappole ).

Se fossero un po' deboli ci andrebbe un preamplificatore sui due moduli . . . ma avendo dei segnali con buoni MER e C-BER in antenna, si fa di tutto ( anche senza pre ).

E' una soluzione vecchia come Noè, e non ne conosco altre ( oltre al mix-trapp dedicato ).

Ciao.

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Leo, c'è scritto "OCCIO", quando io tolgo corrente i due moduli si azzerano, e rimane il segnale che tira la loga verticale a nord ( infilata sotto ), dei due mux che entrano da sud, il 24 e 25.
La loga che entra nei due moduli sopra è quella orizzontale di Barbiano puntata a sud.
I moduli hanno sulla carta guadagno zero, difatti al massimo guadagnano 2 dB, ma non deve essere un grosso problema per te, avrai bene circa 55 dBuV su quei due canali, il 24 e 25, e dall'altra antenna ti entreranno debolissimi peggio che da me, quindi li "asfalterai", li "sovrascriverai", e anche se ti rimangono un po' bassi all'uscita della prog. fa lo stesso, basta che si vedano bene.

Ciao.

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415. Filtri a innesto di passa banda terza "844 b3", e "passacanale D" TEKO. 

Spettro totale compresso, e si vede un po' di "pulviscolo" di FM sotto al 30, la banda III^ che va da 174 a 230 MHz, e staccato, il "gruppone" UHF Tetra + 21 - 60 + LTE fino a 821 MHz.

Quel pelo di FM rimane anche se tolgo alimentazione alla centrale.


Qui ho inserito il passa banda III^ prima dello strumento, ed è sparito tutto il resto, compreso il "pulviscolo" di FM che entrava da tutta la distribuzione passiva ( c'era qualcosa come 45 dBuV sulle emittenti FM più forti ).


Spettro completo espanso della banda II^ ( FM con solo dipolo verticale, 87.50 - 108 MHz ), il segnale più forte qui a casa mia è quello sui 103.10 MHz, ben 97 dBuV.


A filtro inserito c'è un calo di 41 dB, che non sono certo pochi.



Questo filtro si metteva quando si aveva già alcuni canali in banda III^, e non si voleva perderli mettendo magari un "passa D", o "passa G" soltanto, e il motivo era un segnale FM esagerato in antenna, causa di saturazione della sezione VHF del centralino non dotato di ingressi separati di banda I^ - II^ e quello di III^ ( ma solo un "VHF" complessivo ), e nel contempo non si aveva un filtro FM ( che invece TRAPPOLA l'FM ) . . .


All'interno c'è quello che serve per far passare il più possibile solo la banda III^ ( un passacanale largo 56 MHz ), ma ci sono casi in cui si hanno segnali di servizi sui 170 MHz, e lì sono dolori perchè non ce la può fare, farà qualcosa sui 144 MHz dei radioamatori.


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Filtro passacanale sintonizzato in D / E5, e venduto chiuso "dalla casa".


Si metteva per salvaguardare il ch D ( il RAI UNO ANALOGICO, ora MUX UNO ) da tutte le altre frequenze del "mondo", quando si era obbligati ad entrare nell'unico ingresso VHF del centralino, il quale andava in saturazione perchè vi erano segnali "disturbatori" molto più forti di lui.


Filtro aperto "in casa", per far vedere i due condensatorini variabili, che assomigliano come principio a quelli delle radioline AM. Le viti non hanno un fine corsa, girano sempre su se stesse variando però la capacità e quindi la taratura.




Il mio spettro di banda III^ al completo, frutto di 5 moduli TEKO a 5 celle ( 5, 6, 9, 10, 12 ).


Il ch 10 è il mux Triveneta che arriva da Monte Cero, che insieme all'E9 RAI del Visentin, a volte aumentando per propagazione, mi fanno compagnia.


Con taratura sul ch D / E5, passa anche l'E6.



Con taratura sull'E9 . . .



Con taratura sul Block 12B del DAB ( un quarto di H2/E12 ).


Sembra però che la costruzione del filtro, abbia privilegiato una maggior discriminazione degli altri canali rispetto al D, che non nel caso opposto di taratura in pieno del canale H2, nella quale si nota una maggiore presenza dei canali indesiderati.

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Aaaah Everardo, è un bene che salti fuori al momento giusto, perchè io posso arrivare fino a un certo punto, e l'importante è che quello che scrivo corrisponda a verità.

Spiega pure quello che a me manca, si arricchisce il blog, ciao e grazie.

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414. Il tempo passa inesorabilmente. 

Centralino fine anni '90, rimesso in sesto con la sostituzione del solito condensatore, adesso va benissimo che sembra nuovo.

Il taglio in UHF è il solito 21-36 / 38-69, ma la "discesa" della banda IV^ consente ancora il passaggio del ch 37, attenuato di 10 dB rispetto alla parte alta dello spettro, poi in banda V^ riprende dal 37 e risale fino a piena amplificazione.

Usando l'ingresso UHF, all'uscita c'è tutto lo spettro ( 21-60 + LTE ) più alto di circa 34 dB e non fa una piega.

Dopo diversi anni, adesso il prodotto è tornato validissimo.



Partitore a due vie resistivo del 1992 HELMAN.



Si definisce "stellare", perchè si può "entrare" da qualsiasi dei tre morsetti.


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Nel condominio dove abita Elio, hanno tutto Barbiano UHF + un modulo x il 57 di Retecapri, mischiati tramite un partitore Mitan a due vie rovesciato e usato come mix, prima di entrare nel finale UHF di potenza Teko MP 48.

Nel tempo, aveva avuto un tracollo del mux 59, perchè a Barbiano avevano ridotto la potenza verso est, e ultimamente avevano pure SPENTO il 39 di Suzzi.

Siccome Elio deve avere più mux possibili ( per poter aggiornare meglio la tabella della situazione bolognese, se no non ci capiamo al meglio ), mi son deciso a salire su per recuperare una stabile visione dei due mux praticamente assenti.

Senza neanche vedere il finale, ho misurato cosa usciva dal modulo del 57, gli ho affiancato altri due moduli TEKO a 5 CELLE presi dalla sfilza che c'era lì un tempo, gli ho tarati sul 39 e 59 sempre presi da Castelmaggiore, il pre Teko da 10 dB era sempre presente, e ho regolato i tre mux tutti attorno ai 64 dBuV, perchè di più da alzare "NON CE N'ERA".

Ho rinfilato lo spinotto di uscita dei tre moduli, e sono andato in cantina da Elio per il collaudo, risultato, tutti a 97 % di qualità con 39 resuscitato e 59 senza visione a quadretti, un successone, anche perchè disponendo di un'altro 59 buono, con un modulo dedicato, si riesce ad "asfaltare" quello più debole e malconcio.


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Nel caso ci si trovi, a voler VEDERE un 24 e 25 provenienti da altra direzione rispetto a quella dove, in una centralina programmabile si è già usato un CLUSTER per selezionare i mux ricevibili dal ch 22 al ch 28 ( ma mancano proprio il 24 e 25 ), come minimo bisogna disporre di un mix-trappola per i ch 24 e 25.

Lo si installa per far si che le due antenne diventino come una sola, l'uscita del mix andrà di nuovo dove entrava prima nella programmabile, e ci saranno così due frequenze in più rispetto a prima, sempre nel gruppo programmato per "selezionare" i ch dal 22 al 28 ( 7 max per cluster come solito ).

Altra soluzione: Antenna che entra in due moduli attivi di preselezione, un ponticello, resistenza alla fine dei moduli, l'altra antenna che entra SOTTO al modulo di sinistra, ponticello, e uscita che va alla programmabile, non è una sicurezza totale per via di una miscelazione poco ortodossa ( il segnale dato dai due moduli esce sotto a destra e sinistra, quindi una parte va anche nel cavo proveniente dall'altra antenna, e questo sballa un po' i due panettoni e l'impedenza in gioco ), ci vorrebbe anche il partitore rovesciato come da Elio, ma è un'alternativa per provare . . .

Da me per i tre mux extra 50, 56, e 57 presi da 2 direzioni alternative, va benissimo senza partitore.

Riferito alla discussione extra lunga sul DTT FORUM, come includere un 24 e 25 da altra direzione rispetto a VALCAVA che ha altra "ROBA" notoriamente di IV^ banda.

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Ti ringrazio Stefano, difatti io leggo molto le problematiche che compaiono nella sezione "discussioni tecniche" del Digital Forum, e questo blog nacque appunto per aiutare quelli che a loro volta, dovevano dispensare consigli utili a neofiti, appassionati, fai da te, antennisti alle prime armi, e vedendo suggerimenti un po' errati, decisi di dire la mia, e da allora ne ho scritte veramente tante.

Spesso anticipo i tempi sulle problematiche che verranno, vedi un 25 nuovo in tutta Italia, che complica non poco la sua ottenibilità in particolari condizioni di ricezione da altra direzione.

Come il 40 della RAI, che dopo un po', si è capito che se fosse stato un 34, sarebbe stato meglio per l'Italia intera.

In questo mestiere, che si fa sui tetti, nei sottotetti, sui pianerottoli, e in casa dai clienti, non bisogna essere ingegneri con i mocassini e i fiocchetti, ma comunque prima vengono loro, poi il tecnico ( ripetitorista ) dell'alta frequenza, poi infine l'antennista.

Ma mentre l'ingegnere e il tecnico dell'A. F. possono viaggiare insieme, l'antennista ( che credo non possa essere una "CIMA", se no era uno degli altri due ), è sempre solo lui che deve risolvere i problemi che hanno gli impianti di ricezione, e sono due mondi diversi, io praticamente non capisco le loro "strade" RF, ASI ecc. ecc., ma loro, è meglio che non mettano mano a quello che fa di solito un'antennista ( perchè non è il loro mestiere ), a partire dall'antenna per finire alla presa TV.

I trasmettitori irradiano segnale grazie a questi tecnici dell'alta frequenza . . . dall'altra parte della barricata ci sono gli antennisti, in mezzo l'etere con ostacoli di tutti i generi, colline, palazzi, alberi, SFN fatta male, LTE, disturbi elettrici impulsivi non del tutto eliminabili e scarsamente mitigabili, solo per citarne alcuni ( poi vengono quelli dal sottotetto IN GIU', che sono pure di più ).

Il materiale è buono, e non manca certo quello, sono i segnali dei diversi gestori, che sono stati trasmessi NON con la stessa veduta di idee sul come si deve "uscire" dallo stesso punto di trasmissione. Chi "spara" vicino e poi si ferma, tanto spingiamo molto dall'altra parte ( da 130 Km. ), chi sceglie di "sparare" all'orizzonte per poi registrare i "ritardi" opportuni per far funzionare al meglio l'SFN.

Il povero antennista ci va sempre di mezzo, sembra che sia lui l'incapace, quando invece il problema è a monte ( anche se era improponibile ridisegnare tutta una rete di copertura nazionale, per far funzionare meglio la tecnologia SFN ).

Adesso aspetto le lamentele degli "aficionados" di LA 7 quando passerà sul 25 . . . .

Prima ????? . . . LA 7 ????? . . . Sempre vista benissimo, mai un'interruzione !!!

Per migliorare la sua copertura, forse neanche sui tralicci della RAI, sarebbe potuta andare meglio di adesso, visto che sta andando su quelli di Mediaset . . . AUGURIIIIIIIIII !!!

Cominciate a meditare gente, cominciate . . .

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413. Quando la Fracarro "inventò" la serie "CAD" ( 1, 2, 3, 4 ). 
Ancora vintage, buono pure oggi, anche se non schermato.


Quando la Fracarro negli anni '70, abbandonò progressivamente i derivatori resistivi della serie "FD", da - 20 dB di prelievo e - 3 dB di passaggio, a favore di questa fortunatissima serie induttiva ad accoppiamento direzionale, il principio di allora, sta ancora continuando nelle vendite ai giorni nostri, nella versione ormai trentennale schermata dal nome CAD 11, 12, 13, 14.

Il circuito era lo stesso della presa TV passante "PD 80", con piccole differenze sui disaccoppiamenti, dovute alle dimensioni più ridotte del circuito inserito nella presa.

Questo CAD 1 l'ho preso da una distribuzione fatta in un palazzo costruito nel 1983, per metterci un CAD 13, perchè con gli anni si erano aggiunte due prese TV nell'appartamento, e c'erano dei NODI più un cavo "sotto" al morsetto del montante.



Il CAD 1: Rosso = IN, giallo = OUT, blu = DERIVAZIONE ad attenuazione differenziata per banda.

Quando iniziai a lavorare, c'erano proprio questi bei derivatori, e sono sempre stati i miei preferiti.


Specifiche CHIARE, come si faceva una volta ( per ZIO ! ).


Atten. si riferisce all'attenuazione che il segnale ( montante ) subisce, quando attraversa quel CAD 1 lì, e per i CAD a più prelievi, questa attenuazione si alza proporzionalmente, ma sempre di poco.

Per "SEPARAZIONE" ( dalla linea in questo caso ), s'intende l'attenuazione di segnale rispetto a quello che transita sulla linea montante che attraversa il derivatore, e cioè se ho 90 dBuV in arrivo dal cavo, che mi transitano in banda III^ ( 3 ), sulla derivazione ne avrò 18 di meno = 72 dBuV.

La Fracarro diceva che il "DISACCOPPIAMENTO" fra due prese ( due morsetti blu . . . che servono due TV ), era DATO da: il valore della separazione PIU' il valore del disaccoppiamento fra derivazione e uscita ( attenuazione inversa ), che nel nostro caso di banda III^ è di ben 38 dB dichiarati, quindi 18 + 38 fa 56 che è un bel valore . . . ma in UHF si scendeva a 46 nel CAD 11, 42 nel 12, e 40 nei 13 e 14, quando in quei lontani anni anche antecedenti, le norme erano arrivate fino a chiederne 48 !

Che poi, questo metodo di calcolo sul disaccoppiamento, espresso dalla Fracarro di allora, non mi ha mai convinto, e sarebbe credibile se si fosse riferito a due derivazioni di due CAD in serie, allora capirei meglio la presa in esame dell'attenuazione inversa . . .

Fra due inquilini che stanno, uno al terzo, e l'altro al quarto piano, mi sta bene che il disaccoppiamento sia più elevato, che a due attaccati ai prelievi dello stesso CAD.

Difatti, dalle mie prove passate, su di una derivazione di 14 dB di prelievo del CAD in UHF, immettendo segnale nel prelievo stesso, se ne avevano circa 28 di meno, misurati sull'altro prelievo vicino, quindi mica tutto questo disaccoppiamento elevato ( 42 ).

E fu appunto alla "prova del 9" fra due TV color del passato, totalmente incompatibili in banda III^ ( ch D su ch H in entrambi ), che il povero CAD si ritirò con la coda fra le gambe, non riuscendo ad eliminare del tutto, il disturbo "PESISSIMO" generato dagli oscillatori locali dei due TV, cedendo la corona al ben più quotato " - 26 db ad alta direzionalità" dell'HELMAN che fece una pulizia assoluta, e fu lì che crollò un mito sul vero disaccoppiamento utile che sarebbe servito in quel caso LIMITE.

Ma un solo caso limite in 40 anni, non pregiudicò la mia predilezione verso questi derivatori Fracarro, e quei TV non esistono più.

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Oggi però venerdì 13 - 11 - 2015, riprendo il discorso perchè avendo a disposizione un frutto presa passante da - 14 dB ( quello già visto notizie indietro ), ho capito bene il concetto di "disaccoppiamento fra due prese passanti".

La presa passante è un derivatore a un prelievo, al suo interno vi è un trasformatorino che attenua il segnale verso l'utilizzatore ( cioè dove ci attacchiamo lo spinotto del cavo d'antenna che va poi collegato al TV ) di 14 dB.

E siccome il prelievo è direzionale, se immettiamo segnale nell'attacco coassiale della nostra presa, e poi misuriamo cosa esce dal morsetto dell'uscita montante che andrebbe alla presa passante successiva ( l'inquilino di sotto per esempio ), ecco che vi è un calo netto di quasi 30 dB, e questa si chiama "attenuazione inversa".

Quindi, se quando accendo il mio TV, questo mi manda fuori dei disturbi nocivi verso la presa TV, intanto so che vengono attenuati di 30 dB verso l'inquilino che segue, ma se ne aggiungono altri 14 perchè quello di sotto ha anche lui una presa che attenua 14 dB, perciò 30 + 14 fanno 44 dB di disaccoppiamento fra le due prese, che è come dire fra i due TV.

E se il disturbo si pensa anche che ovviamente salga, il problema è identico perchè la mia presa attenua 14 dB misurati anche sul morsetto di "ingresso montante" ( che è quello che arriva dall'inquilino di sopra ), e anche lui ha 30 dB di attenuazione dai segnali che provengono dal basso, misurati qui a banco immettendo segnale nel morsetto di uscita montante della presa, e misurandolo dall'attacco frontale.

Il discorso non cambia, si è sempre abbondantemente protetti da 44 dB di separazione / disaccoppiamento fra le due prese TV, quindi è vero che bisogna sommare l'attenuazione di prelievo con l'attenuazione inversa per avere il giusto dato di protezione fra due TV.

Le misure le ho fatte sempre mettendo la resistenza di chiusura, alternativamente sui due morsetti della presa, ingresso e uscita montante.

A questo punto si capisce ulteriormente, che le divisioni dei cavi TV fatte "a mazzettature" di tanti cavi, tutti fasciati insieme con del nastro isolante, è un lavoraccio deleterio per qualsiasi discorso di partizione del segnale televisivo !

Impedenza a pallino e disaccoppiamento pure !

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Pista adiacente "cattura segnale".


Qui si vede bene che il segnale del montante corre in un senso, dal morsetto rosso a quello giallo, ma il segnale prelevato per induzione, sembra preso nel senso contrario, tenuto "controllato" da una resistenza verso massa da 75 ohm.
E' sempre stato così, anche nelle più vecchie prese induttive direzionali degli altri costruttori, è un sistema consolidato da decenni "fitti" ( 5 ).

Se uno si sbaglia e collega l'arrivo del segnale nel morsetto giallo, al derivatore che segue, cambia quasi nulla, ma nel nostro prelievo blu, le misure saranno molto sballate verso il basso ( con panettoni orrendi ), rispetto alla potenza e spettro che ci aspettavamo di avere.


Resistenza di chiusura verso massa da 75 ohm, a fine pista di prelievo.


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Nah, nah, nah, qui casca l'asino, la banda I^, grazie alle sue proprietà intrinseche, poteva sfoggiare visioni ottime anche con 52 dBuV di segnale analogico in presa, quindi quei - 27 dB di prelievo sulla montante, non mi davano mai visioni annebbiate quando guardavo RAI TRE ch 48 UHF, convertito in banda I^ VHF = B - 04 negli impianti di allora.

Se però la calza del cavo non toccava la massa del componente, non si vedeva quasi più un TUBO, quindi si capiva da lì, se avevi fatto tutti i collegamenti BENE.

I CAD non erano sbagliati, erano fatti apposta perchè nella distribuzione di un condominio, la banda I^ perdeva POCHISSIMO, e grazie al CAD la si ridimensionava quasi alla perfezione, poi si sa che le frequenze più basse, fanno più fatica a transitare per induzione nei derivatori, e perdono molto meno lungo i cavi coassiali.

Poi uscirono i CD 11, CD 12, CAD 102, 104, CD 141, 142, 144, CD 201, 202, 204, CD 261, 262, 264, ad attenuazione lineare x tutte le bande da - 10, 14, 20, 26 dB.

Così si ripassa la "storia" ( che non ho mai retto a scuola ).

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Davide, negli schemi della Fracarro, non compaiono mai partitori all'interno degli appartamenti, solo derivatori opportunamente terminati, quindi se ci sono 6 prese per appartamento, si monterà un -14 dB a quattro prelievi, seguito da un -10 a due "chiuso".

Poi, se ho 30 appartamenti in condominio, mi andranno 60 derivatori, ma se ci metterò invece 30 partitori a 6 uscite da - 10 dB, ai fini delle misure di collaudo, non cambierà molto, basta che siano quelli in pressofusione con attacchi "F" che non fanno "buchi", e che nel pianerottolo vi siano derivatori a scalare sempre buoni, con l'ultimo in fondo "chiuso".

E se devo scegliere fra partitori fuori e derivatori in casa, o derivatori fuori e partitori in casa, scelgo la seconda, almeno non mi "aprono" l'impianto principale manomettendo la distribuzione nell'appartamento, perchè la montante è chiusa in fondo nella scala fuori e non in casa.




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