319. Pali che "scendono", o nastro isolante che "sale" ? 
Prendo spunto da quanto letto sul DTT forum, nella sezione "discussioni tecniche".

Oh, meno male che solo per "uno", non ne dico e non ne faccio una che sia una, giusta.

Piccolo OT: Un solo grido, GRANDE liebherr ! ! !

OT 2: E allora io sostituisco la vite del 5° bullone con una d'acciaio ( visto che mi è capitato di farne in passato, di antenne anche con TUTTE le viti sostituite con quelle in acciaio ), come la mettiamo ?

Vorrei segnalare che, 4 pali da tre metri l'uno, di spessore 2 mm. ( 28, 35, 42, 50 ), più 3 o 4 antenne, più i loro cavi, più 9 fili di controventi ancora lenti, non possono arrivare a pesare più di 50 Kg, se no non ce la farei a tirarli su a mano come faccio di solito. E 50 Kg che poggiano su di una vite da 10 MA, non possono che fargli solletico, altro che spezzarla.
E dirò di più, se al palo di 50 che poggia sulla vite di appoggio avvitata nel 60, si esercitasse una graduale pressione fino a 200 Kg, sono convinto che non si "affetterebbe", perchè la forza impostata è vicinissima al punto di sostegno della vite stessa, quindi penso che per spezzarla ne occorrerebbero senz'altro molti di più.
Certo se il palo di 60 fosse lungo 20 metri, e con una gru, vi lasciassimo cadere al suo interno, il 50 da 3 metri e 2 mm. di spessore, liscio senza bulloni, forse ma forse si troncherebbe anche la vite . . . ma vorrei esserci di persona.

E' lo stesso principio dello stuzzicadenti tagliato pari ( cioè senza punta ) che fuoriesce per soli 2 mm., da un foro appena superiore al suo diametro . . . VALLO A SPEZZARE CON LE DITA SE SEI CAPACE !
Se invece lo fai uscire di 4 cm., è facile che lo spezzi con un grissino tenuto in verticale, facendo semplicemente pressione sulla sua punta.

Non è la legge della leva ?

Acc, scomodare pure Archimede . . . dove andremo a finire !

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Che poi, è per merito di un'antennista bolognese della vecchia guardia, che disse al nostro "costruttore" di pali per antenne Nino Polazzi di Sala Bolognese . . . _ Ci metteresti un 5° bullone al centro sotto 5 cm. dagli ultimi 2 ? Ce lo fai pagare un po' di più, ma vuoi mettere l'utilità ?!.

Credo fosse stato, quella "vecchia arguta volpe" di Mauro Alberghini ( l'esperto filatelico che si vede a volte sul mux di TeleStudio Modena ch 43 ).

E difatti me lo stavo chiedendo da tempo anch'io, il perchè dover star lì a tribolare a tenere su il peso per far scendere poi il palo al di sotto di tot cm., per stringerlo prima moderatamente con tutti e 4 i bulloni, girarlo faticosamente per il giusto orientamento ( col rischio che ci scendesse rovinandoci una mano ), e serrare a fondo dopo.

Se ci fosse stato un 5°, e assolutamente intelligente bullone ( vite + dado saldato ) d'appoggio, l'operazione sarebbe stata di gran lunga più agevole e non pericolosa !

Il 5° bullone, non l'hanno di certo implementato perchè avevano paura che con "solo" 4, il palo scendesse . . . SVEGLIA !

Solo che bisogna fermarsi al suo utilizzo, fino alla "situazione", palo 60 dentro palo 70, e con normali antenne televisive, non catafalchi da radioamatori, lì siamo su altri parametri inerenti la sicurezza operativa, e ci sono in gioco pesi, ingombri, e carichi al vento molto più "IMPORTANTI" ! ! !

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Dovendo abbassare i pali che sorreggono una o un insieme di antenne riceventi, spesso ci capita, srotolando il nastro che proteggeva le giunzioni da ovvie infiltrazioni d'acqua, che questo si sia autoammassato in gran parte nel punto di confine fra i due pali, e ne sia scivolata pure una parte all'interno della fessura leggermente allargata, che si forma avendo stretto a fondo le due viti superiori.

Vedendo ciò, la prima cosa che viene in mente a molti è: non sarà mica sceso di un po' il palo ? Visto che si è incuneato il nastro di qualche mm. dentro la fessura . . . ( ma non molto dal lato opposto, dove i pali sono a super contatto, grazie alle viti che tengono spinto quello interno proprio da quella parte ).

Quindi, se quel giorno, ( per "tisi" ) non si erano lasciate le viti a testa esagonale LENTE, i pali NON scendono . . . specialmente i miei che hanno 5 bulloni e quello da solo sotto ai 4 soliti, lo uso come appoggio, e alla fine, insieme agli altri 4, lo fascio col nastro come un matto ! ( Dovranno pur svitarsi, per far scendere i pali un domani ).

Le temperature che incontrano le antenne stando sempre all'esterno, vanno da diversi gradi "sotto zero" al caldo record più opprimente, quindi il comportamento del nastro varia di molto.

Se ci capita di fasciare un palo stando un pelo sotto allo zero termico, il nastro, già farà fatica a srotolarsi senza rompersi, in più non cederà in lunghezza facilmente, perciò dovremo usarlo con attenzione "scaldandolo" per quel che si può, con le nostre mani e il fiato.

Se invece l'antenna verrà fatta durante una temperatura di 25 / 30 gradi, sarà facile che mentre fasciamo i pali, il nastro ceda e si allunghi un po'. Si verificherà così, che quando si raggiungeranno temperature dal calore proibitivo, il nastro che noi abbiamo avvolto attorno ai pali tirando un po' troppo, si andrà veramente a "muovere" in salita nei giri più interni, sfidando la forza di gravità, alla ricerca del diametro inferiore offerto dal palo più piccolo, "amaloppandosi" abbondantemente proprio in zona fessura e anche un po' più in alto sopra di essa.

Nei giorni di caldo africano, non si tengono le mani sui pali esposti al sole anche messi in verticale ( antenna già fatta ), figuriamoci il nastro grigio ( Asia ) che uso io, se sta fermo ( balla l'hula-hop al rallenty ).

Quest'inverno ho dovuto abbassare un'antenna fatta da me tanti anni fa, perchè aveva le antenne e i cavi distrutti da vecchie grandinate. Pali 60, 50, 42, da tre metri, che poggiavano su un cubo di cemento e pietre, su un terrazzo solare.

Temperatura "0 meno", pozzanghere ghiacciate, un freddo al limite delle mie anziane possibilità, scala allungata e poggiata al palo "60" sotto ai 5 bulloni tutti ancora fasciati e un po' congelati, 4 controventoni di base che tengono il palo "60" diritto perchè sopra al cubo vi è una staffa annegata, sola ma tosta.

Io imbragato al palo con cintura e scala legatissima anti sorprese, fasciatura 60 - 50 tostissima da togliere e rigida come un baccalà, tattica: SEGA e taglio in diagonale sul nastro che avvolge il palo di 60 fino a vedere il metallo, taglio in diagonale della fasciatura in direzione dell'altra, su palo di 50, scalzatura tramite cacciavite dal basso verso l'alto, del "malloppo" di nastro, prendendolo fra dita e palmo della stessa mano, spingendo forte verso il senso opposto della propria faccia, fino a staccarne una parte a sinistra e con la mano destra il pezzo di destra, stessa storia sopra sul 50, cacciavite che penetra a fatica nella fessura, atto a scalzare il nastro imbucatosi dentro e duro come pochi ( intanto che si continua a sognare l'estate ).

Finalmente si sono liberati e ripuliti i 2 pali, ora tocca ai 5 bulloni: cacciavite orizzontale per riuscire, partendo dalla testa esagonale, ad andare sotto al nastro più che si può, e far leva verso l'alto per togliere dopo alcuni tentativi, i diversi giri ( sempre di nastro ) dati a suo tempo.

Allentamento viti e discesa PESISSIMA di 2 pali ( 50 e 42 ), 5 antenne, 2 traversini da 1 metro, e 5 cavi dentro ai pali, mano destra che allenta e sinistra che tiene tutto il peso per un attimo prima che intervenga in aiuto anche la mano destra . . . IL TUTTO A ZERO GRADI DI TEMPERATURA ! ! !

Stessa "menata" ma con un palo in meno di peso, fra il 42 e il 50, pulizia totale dei pali e risalita con tre antenne: UHF vert. su CSM, UHF orizz. su Barbiano, VHF banda III^ vert. su Barbiano, e cavi esterni al palo.



Risalita con antenne nuove, un po' meno faticosa ma al limite delle mie forze, pali che poggiano categoricamente sul 5° bullone, 8 controventi in quadrato, e fasciature abbondanti fra i pali, a nastro freddo, e per questo non allungabile, ma messo meglio che si può !



Chi la rismonterà, non dovrebbe trovare tanto nastro ammassato dentro la fessura, visto che il medesimo, avvolto senza allungamenti, non deve ritrovare grazie al super caldo, la sua dimensione di larghezza originaria . . .



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Il mio fiore all'occhiello: 4 antenne gemelle di 5 pali, K 27 D e 4 G stratos messe prima che Barbiano accendesse il MUX 1 sul G, 4 appartamenti di proprietà con 4 parabole rosse da 85 dual feed, e non volevano i controventi.



Ancoraggio brevettato by Claudio Bergamaschi . . . inutile che vi spieghi la sua non per niente modesta utilità in caso di forte vento ( uragani "hugo" e "gilda" esclusi ).


Pali base da 3 metri e da 3 mm., diametro 60, annegati nei muri portanti, più 4 pali da 2 metri, dal 50 al 28, solo il 35 credo abbia solo 3 bulloni, perche vedo gli altri che ne hanno 5.



Non importa che mi chiediate se i pali poggiano sull'ultima vite in basso . . . non compro pali da 3 mt. per tenerli dentro un metro l'uno, io.

Feci poi preventivamente le prove con una coppia di pali da 3 metri, ancor prima che finissero il tetto, camminando sul muro perimetrale vicino al ponteggio . . . e i rilievi furono già più che incoraggianti.

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Mario, i vantaggi di avere i pali appoggiati sull'ultimo bullone ( a 3 cm. dagli altri 2 ) sono più di uno:

1) Comodità di poter ruotare il palo o i pali, già provvisoriamente sviluppati in altezza, al fine di trovare il miglior segnale che ci occorre, sapendo che l'altezza a lavoro finito, risulterà la stessa.
2) Infilando i pali uno dentro l'altro, si possono "segnare" col pennarellone indelebile, nel momento di appoggio tutt'intorno al palo uscente, per dopo sapere quando il medesimo nel salire sarà finito, e senza chiave, avvitare velocemente a mano la V^ vite per appoggiare tutto il peso, e fare un orientamento calibrato in tutta sicurezza.
3) Dovendo tirare giù un'antenna con 3, 6, 9 controventi, per sostituire solo antenne e cavi, siamo pressochè sicuri che se i pali appoggiavano, ritirandola su, gli stessi fili di controventatura ancora in buono stato, ritorneranno semi-tesi come lo erano prima dello smontaggio.
4) Chi smonterà le mie antenne, vedendo che i pali "poggiano", potrà regolarsi su come abbassarli, e saprà anche che non vi sarà presente alcun spezzone di palo tenuto all'interno di quello che segue come diametro, e alla fine non potrà alzarla ulteriormente ( se non aggiungendo la misura di palo che gli servirà alla bisogna ).
5) Se si sa di dover fare un'antenna alta 5 pali per superare un'ostacolo, che senso ha tener dentro sotto al 5° bullone ogni palo di 10 o 20 cm., se sappiamo che ci metteremo 3 ordini di controventi per forza, io non lascio inutilizzato neanche 1 cm., ne stanno già dentro 35 con l'appoggio.

Se poi sono in una posizione comoda, serro le viti dei pali, un gruppo verso di me ( quello del palo di base sempre ), e quello dopo, sta girato di 180° con viti dal lato opposto, poi di nuovo verso di me, poi di là, e così via, in modo che l'antenna salga praticamente diritta.

Se tenessi tutte le viti dalla mia parte, quando avrei finito di alzare l'ultimo palo, si avrebbe l'effetto "canna da pesca" in leggera tirella verso di me, questo perchè ad ogni serraggio, il palo pressato dalle viti tende a incurvarsi in direzione delle stesse, e con 4 "striccature" si nota molto, e dopo è pure difficile rimediare la "gobbona" lunga verticale causata da un simile bloccaggio a ripetizione, anche ( come sempre ) con l'ausilio di controventi attorcigliati e legati attorno ai 2 bulloni superiori di ogni palo.

Domani vado a fotografare l'antenna ACER case popolari dei "ZEROGRADI" di Via delle Borre, così vi rifate gli occhi . . . altro che Coca Cola Zero . . . "basta -ghiaccio- fra i ditiiiii" ( SKIANTOS ).



Un'antenna sola, tanti alloggi, tesata autoportante di cavo Cavel CATV 11 AP, centrale Tekmedia a moduli UHF tutti su Barbiano, e sottocentrale a larga banda da 40 dB nel fabbricato di destra, servita da un derivatore Siemens da - 24 dB, posto dopo l'uscita della centrale a moduli.

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Mario hai ragione, ma li sostituii su ordine di terzi, perchè non si arrugginissero e non importasse fasciarli, solo che dopo si infiltrò acqua "a balocchi", ah, ah, acciaio contro filettature zincate NON dovrebbero mai incontrarsi, perchè l'acciaio inox nel girare mangia le filettature consumandole molto più della solita vite di acciaio zincato . . . SCONSIGLIATISSIMO !

Sempre per esperienza professionale s'intende, ed anche a rigor di logica.

Poi, le antenne più alte di 6 metri dall'ultima staffa di sopra, o comunque sporgenti dal tetto, andrebbero per le norme sempre CONTROVENTATE !

Ma chi lo fa ?

Le 4 antenne gemelle, sono 10 anni che sono su, e io ho sempre pensato che la presa sul vento che offrono una 27 elementi Kolor + una 4 G stratos + un PV 1 Fracarro, non avesse la forza di far collassare uno di quei 5 pali . . . poi un filo di aiuto l'ho messo, e per me conta più che se non l'avessi messo affatto, ondeggeranno nel complesso ben meno, e delle due, con quel minimo di legatura, mi vedevo il bicchiere mezzo pieno.

Sono mie personalissime idee, non sprono gli altri ad imitarle . . . ( se no perdo la mia finta posizione di "leadership" ).

Comunque, per me, visto che la discussione è stata troncata di forza, sono sempre dell'idea che la vite del 5° bullone, sia meglio che faccia da perno, piuttosto che faccia da pirla ... ( come quello che gli è "sguillato" il palo e si è fregato il palmo della mano, io vidi un mio collega proprio in diretta, stessa ditta, eravamo in tre sul tetto, ci fu quasi il sangue, brrrr, "cheddolore", povero Vittorio ).

Oh, era una battuta ... non chiamate le guardie.

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Mario, perchè 10 anni fa, avevo solo apparentemente più professionalità, e la "convinzione" loga l'avevo riposta un'attimo nel cassetto, causa idee dei capi ( io sono dipendente capirai ).

Comunque, visto la mancanza degli tenditori, dovetti fare una scelta di compromesso fra un'antenna LEGGERA e un'antenna BUONA ma un po' pesante per la circostanza a rischio, causa presa sul vento maggiore ( K 47 D ), e d'istinto la MIA scelta cadde sulle Offel K 27 D.

E mi sembrò di aver fatto la scelta migliore.

Adesso usiamo le più economiche R 47 D, ma in macchina tengo sempre 2 loga Fracarro per aggiunte veloci su pali esistenti . . .

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318. L'avevano visto tutti ... ( in 2 ) ... poteva mancare il mitico ? 
NEWS - NOTA BENE - CLICCA AGCOM: Revisione del Piano di Assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo terrestre in tecnica digitale per le reti nazionali, di cui alla delibera n. 300/10/CONS 18 luglio 2013 .

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Ebbene no, la notte scorsa mi è scattata la "malvasia" e mi son chiesto: e il 25 ? Possibile che non lo veda mai affiorare con quel caldo che fa ?

Colpo di fortuna, all'una e mezza provo, e si vede un po' di panettone sul 25 in "bassa marea", 38 / 40 dBuV . . . troppo poco, non ce la fa neanche il decoder X - FAIT.

Allora inserisco il pre a cubo, avvio la ricerca nello strumento e si vede "CARICAMENTO LISTA ...", incredibile, il suo apporto qui a valle non aveva mai vinto una causa . . . colpo d'orgoglio del 25 e la sua propagazione vincente, proprio in quel momento lì, arriva quella "doppia cioppa" di dB in più ( 4 ), che accade il miracolo . . .

Presto, fotocamera e clic, ho appena fatto in tempo, poi sempre nello stesso mux ho visto anche un Rai tre bis, chissà a che regione si riferiva, forse il Veneto ? Macchè, dev'essere quello col TG sloveno ripetuto anche da tele Capodistria.

Tutti comunque dichiarati provvisori . . . poi in pochi secondi il panettone si è sgonfiato e "ciao Udine" . . . sono quei bei momenti che mi riportano sempre agli anni '60, e allo stesso segnale che allora era il secondo canale analogico sul ch 22 UHF di Udine Baldasseria, stessa propagazione ogni anno che mi passa sul groppone.

Quando spegneranno questo 25 provvisorio da lassù, mi sa che mi rimarrà solo il ch E9 di Col Visentin, sperando di beccare un'altro momento clou come questo.



CBD Electronic S.r.l. / CB VICKY / Cesana & Bonacina, da decenni sul mercato.

Amplificatore da collocare all'interno dell'appartamento, come dice l'esaustivo foglietto delle istruzioni, con tanto di "esempio tipico di installazione".

Centrale TV, discesa del montante, derivatore a un prelievo al piano, cavo che entra in casa e va nell'ingresso di questo ampli, l'uscita va a servire 3 prese in serie. Esempio che non fa una piega !

Oppure, segnale proveniente dalla presa passante TV condominiale che si ha in casa ( da non smontare mai, se non si è antennisti ), che poi, come principio, è già un derivatore.


Il segnale, dopo l'ingresso unico viene demiscelato ( VHF / UHF ), incontrando i 2 attenuatori dedicati da poco più di 10 dB, l'amplificazione però è UNICA, onestamente dichiarata, e arriva ai 30 dB promessi.

Con i miei mux alti e bassi ( max 76 dBuV ), tenuto al massimo, va ovviamente in saturazione, però rientrando nei dovuti limiti va benissimo.

Ho tenuto sotto controllo il MER del PROMAX e la barra qualità dell'X - FAIT, quest'ultimo attenuato all'ingresso con un 20 dB regolabile tutto chiuso.

Il livello massimo di uscita, non può essere di "fascia alta", difatti è 108 dBuV sia per VHF che UHF, questo significa che quando siamo arrivati al livello di 98 dBuV sul mux più alto presente nel cavo d'arrivo, siamo già giunti "al capolinea". Perciò guai azzardarsi a pretendere livelli più alti !

Si capisce che i circuiti di amplificazione VHF - UHF NON sono separati, perchè portando uno dei due al massimo e l'altro verso il minimo, quello tenuto verso il minimo, che prima andava bene, comincia a dar segni di forte squilibrio, ma è una cosa normale che faccia così, avendo un'unica amplificazione 40 - 860 MHz.


Aperto e tolto coperchietto in metallo.



Dopo aver tolto il coperchietto anche qua, si vedono i componenti con montaggio in tecnica SMD che formano l'amplificatore "larga banda".

Il segnale entra sulla destra, viene demiscelato per i 2 attenuatori, poi forse rimiscelato e amplificato a stadi successivi.

Oppure preamplificato separatamente, poi rimiscelato prima di entrare nell'ultimo transistor ad amplificazione totale ( non lo so, però dallo schema, potrebbe essere ).

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317. Filtro ( passa basso ) LTE rapido Terra . . . a norme "din don dan". 

Peso 20 grammi, avvitabile, art. LF 002, Lowpass Filter 790 MHz.



Spettro all'ingresso.



Intervento dolcissimo, praticamente è calato solo VODAFONE, che non si scorge per un pelo ma è lì sotto.

Ho voluto provare dov'era il massimo dell'attenuazione di questo filtrino, ed è risultato sul canale 67 con 40 dB di calo vero, portante analogica a 68 dBuV in ingresso, e soli 28 in uscita.

Di qua e di la dal 67, il segnale risaliva fino ad attenuare pochissimo in zona WIND.

Lo vedrei più utile come filtro retro TV, proteggerebbe dai segnali di uplink di smartfhone, tablet, chiavette per PC, ecc.

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Hai ragione Nicola, me lo sono chiesto anch'io, ma non ci crederai, dietro alla tua saggia osservazione, mi sono sforzato di misurare nella banda dei "900", cosa succedeva . . .

Dalla loga verticale girata sulla cella qua fuori, vi sono dei 90 dBuV.

Mi sono messo in banda IF SAT e sintonizzato sui 956 MHz, lo strumento mi diceva ovviamente "CORTO CIRCUITO" perchè le sue tensioni in uscita, andavano in corto "marcio" arrivando su dalla loga.

Ho disabilitato le alimentazioni nello strumento, e inserendo il filtrino, con mia grande sorpresa, lo spettro della telefonia mobile sui "900" è scomparso TOTALMENTE ! ! !

Quindi questa "pulce", è realmente un filtro "passabasso", blando all'inizio se vogliamo, ma vero, la leggera risalita oltre il CH 67 ( 68 e 69 ) mi aveva tratto in inganno, e per pigrizia non avevo fatto la prova sui "900" . . . MEA CULPA !

Però, credere che nessuno sia un "trappolone" ( notch ), mi sembra strano . . . per esserne sicuro, dovrò in futuro verificarlo tutte le volte che mi ricapiterà un filtro LTE fra le mani.


Spettro raffigurante il traffico della telefonia mobile nella "banda dei 900 MHz", che essendo a pieno regime da mo', presenta per adesso livelli sensibilmente più alti di quelli "a riposo" della "banda degli 800 MHz" riservata ai servizi LTE 4G.
Al massimo, si spera che quando l'LTE 4G sarà a regime, non vengano superati i livelli che si hanno adesso osservando questo spettro.

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316. A momenti mi sfuggiva pure questa . . .  
Giovedì 25 - 07, segnalo 2 celle Telecom attivate, verificate con prove sul posto.
1 ) Rotonda "35° Reggimento Fanteria Pistoia" ( da via Terracini / Istituto Rosa Luxemburg ).
2 ) Via Savonarola 1, a Borgo Panigale, dove c'è una sede Telecom con pannellatura e palone in cemento armato.

Elettt aggiorna.

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Scusate il ritardo, ma ero a corto di idee, poi mi son venute 2 coliche renali lunedì e venerdì scorsi, fangala, domattina ecografia e vediamo cosa mi dicono.



MIX passa - porzioni di banda UHF, con relativo filtraggio ( trappole ) sull'altro ingresso "banda UHF".

Possibilità di ricevere solamente da "quella" direzione, i canali 36, 37, e 47, 48, 49, 50, 51, 52, come si fa con 2 cluster di una centralina "programmabile".

La cosa si fa interessante per quelle zone, dove questi canali - mux, sono buoni ( es. verso Velo Veronese ), e tutto il resto ci va bene preso da Barbiano, o un'altra direzione come Serramazzoni.

Attenuazioni varie su gli ingressi: 3 - 4 dB.

Attenuazioni delle trappole: 20 - 25 dB.

Ci si chiede però, e il 33, 42, 44, 56, 60, li prenderemo ?

Lì ragazzi, il caso va visto prima sul posto, volta per volta finito l'antenna ( parte esterna ), in scansia c'era questo, e per farvi vedere la mezza novità, mi sembrava andasse più che bene.

Se sono lì, significa che qualcuno ne ha fatto richiesta, il buon Roberto di Videocomponenti li ha commissionati all'Offel, e qualche antennista li sta già montando in zone dove cascano a fagiolo.



Visto davanti.




Totale dell'interno.




Lato passa - porzioni di banda UHF.




Lato trappole.




Spettro all'ingresso.




Spettro all'uscita del mix, dopo l'intervento dei filtri trappola sui gruppi 36/37 e 47/52.



Onesto come sempre, nella misura di passacanale 36/37 e 47/52 ( visione espansa a 200 MHz ).

Nel gruppetto di sinistra, svettano proprio il 36 e 37, poi a destra, avendo un 45 altissimo, questo passa lo stesso, poi vi è il 46 e tutti gli altri fino al non eliminabile 53, che ci volete fare, mica si tratta di moduli a 8 CELLE . . .



Prove . . . "incrociate".




L'LTE non spaventa, 56 dBuV dalla finestra, per me fa più male il cellulare, tenuto molto tempo vicino alla pelle, in tasca come faccio io.

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315. Il "carousel" dei CAD 13 e 14 Fracarro. 

Perdite di passaggio di 10 CAD 13 / 14 Fracarro in serie, e da un prelievo di un solo CAD 14 con montante "chiuso":

E5 = 5 ------ 17 dB
E11 = 7 ---- 16 dB
21 = 13 ---- 11 dB
24 = 14 ---- 12 dB
30 = 16 ---- 11 dB
35 = 16 ---- 11 dB
40 = 16 ---- 12 dB
45 = 17 ---- 13 dB
50 = 18 ---- 12 dB
56 = 20 ---- 12 dB
60 = 24 ---- 12 dB

Saltano agli occhi quei 20 e 24 dB sul 56 e 60.
La Fracarro dichiara da decenni, una perdita di transito di 1,6 dB in banda V^ sui modelli CAD 13 e 14, e difatti sul ch 40 sono 16 ( 1,6 x 10 passaggi = 16 dB ), e fin qui ci siamo, solo che man mano si sale di frequenza le cose cambiano.

I pezzetti di cavo, sono gli stessi usati per le prove sulle prese passanti TV Siemens, solo che la serpentina in metallo, racchiusa in un contenitore metallico che la scherma per bene, è tutta un'altra cosa che i filettini in aria.

Fra il prelievo / derivazione del primo cad e il prelievo / derivazione all'ultimo CAD, sul CH 60 vi sono 19,5 dB di differenza: 68 contro 48,5 dB, cioè circa 2 dB in meno ogni CAD che aggiungo, e questo si può imputare a quei 2 filettini nudi ( più un terzo isolato verde ) di montante, contenuti all'interno di ogni CAD 13 / 14.

Ho visto però, che andando verso il CH 69, le misure invece di peggiorare, ritornavano in quota ( ho usato il solito modulatore dell'Humax ), quindi alla fine, ho constatato che sembra proprio essere il CH 60, il tallone d'Achille di questi CAD ... pazienza, non me n'ero mai accorto, e in fondo è difficile metterne più di 6 in serie, perciò lasciamo che vada . . .

Qui in camera mia, fra il prelievo del primo CAD che mi arriva diretto qui dall'armadietto e quello del quarto e ultimo che è qua vicino, vi sono sul CH 60, 73,7 contro i 69,2 dBuV misurati adesso ( 4,5 dB di differenza ), per questo non mi sono mai scandalizzato, si vede che con 10 in serie, si arriva alla "mazzata" finale.

Su 9 piani, meglio dividere in cima su 2 colonne con un PP 12, una di 5 e una di 4 CAD ( o anche un solo montante e derivatori ad attenuazione fissa differenziata per piani ), andrà molto meglio che fare 9 CAD in serie.


Oggi 2 - 01 - 2014, rifatto la prova con cavetti super corti.


Il "buco" attorno al ch 60, era dato dalla lunghezza deleteria dei cavetti fra un CAD e l'altro, adesso la perdita di passaggio su 10 CAD misti ( 12, 13, 14 ), è di 13,5 dB sul ch 21, e di 14,5 sul ch 60, quindi i derivatori non avevano colpe, coi cavetti corti il "buco / notch", finisce col cadere sui 1300 MHz, cioè fuori dalla banda TV, e i CAD Fracarro sono stati scagionati da colpe che non avevano.

Difatti mi pareva strano, e in conclusione 10 CAD misti perdono 14 dB di passaggio cavettini inclusi, in media 1,4 dB ciascuno, perciò siamo a cavallo, e per le sole bande TV rimangono sempre i migliori !


Quando ci si vuol giocare il tutto per tutto: OFFEL 4 elementi FM "COAX", il resto è "fil di ferro" o "infime leghe" sagomate . . .


E difatti, obiettivo raggiunto, cioè il superamento dei fatidici 100 dBuV, e li ho qua in casa non sul tetto ( vabbè che sugli 87.5 - 108 MHz, il cavo non perde un tubo ).

Su vicino all'antenna ho raggiunto i 104, puntando però in pieno verso l'Osservanza e su un'altra frequenza 103.100 MHz, e alla fine mi sono dovuto accontentare di posizionarla circa a metà fra Barbiano e Osservanza, così da avere uno spettro con un po' di tutto.

Non escludo un futuro rotore . . . sempre per passione, non perchè ho poco segnale, s'intende, ma non se ne trovano più, mannaggia.

Temo però che i 110 dBuV siano irraggiungubili ... ( mi faccio costruire appositamente dall'Offel una "11 FM COAX" lunga quasi come un'autobus ... )

Così com'è orientata, sulle 3 frequenze della Rai ho:
89.5 MHz = 79.6 dBuV
91.7 MHz = 82.4 dBuV
93.9 MHz = 90.2 dBuV
( non ho provato in orizzontale, anche perchè ho sempre quel malefico campanile, proprio "a filo" con Barbiano ).


E pensare che il mio tuner d'annata Technics ST-S 505, dà come massima indicazione di segnale già al top, 54 dBuV ! ! ! ! !
Come dire: se ti dico 54, "sei già arrivato", non importa che ti indichi valori più alti anche se hai in realtà molto di più . . .
Poi all'interno, vi era un trimmerino che faceva variare questa indicazione, ricordo di averlo girato, e di aver visto un 74 . . .

Pansa té, qué avàn piò'd zàint dibì ... sòccmel !!!


Vi ricordate RAMBO ?


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Ma Angelo, è l' Offel che si raccomanda di tenerlo in alto, poi è l'antenna stessa che andrebbe posizionata oltretutto più in alto di dove si trova . . . difatti anche adesso sui 103.10 ci sono 98 dBuV come dalla 21 - 32 che è in cima ai 4 pali là x aria.

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Ah, Nicola, a trovarla la 5 FM della Fracarro, non è neanche più a listino, se no avrei preso quella.

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Andrea, eccomi a te, son partito con 2 CAD in serie, e avevo già perso 4 dB e rotti, poi ne ho aggiunto uno alla volta e perdevo sempre 2 dB e un po', dopo 5 CAD ho misurato ( sempre coi cavetti corti Wisi - MK 90 ) quello che mi usciva dal montante, e sul 60 avevo già perso 12 dB per strada ( sul 24 circa 7 ) .

Allora ho sostituito i 4 cavetti corti Wisi con 4 pezzi lunghi più del doppio, di cavo STAR cinese, ma affidabile per questa prova, e il 60 mi è calato di altri 0,6 dB, quindi il problema del 60 e paraggi risiede nei CAD.

Dato che ne avevo 11, alè, li ho collegati tutti, cavi corti, cavi lunghi, una "fagiolada" di CAD, e alla fine sul 60 ho perso 26 dB, e sul 24, 19.

E' come le sabbie mobili: più ti agiti, e più affondi, l'unica salvezza per questi CAD, sarà un domani la dipartita dei canali 51 - 60 UHF.

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Hai ragione Ermanno, una volta ne feci uno così anch'io, ed era ancor più equilibrato, ma tu alla Meridiana hai le montanti nelle scale con dei "tuboni", allora è più facile far gli impianti ancora meglio.


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