321. Martinetto alzapali mod. "DAVIDE" by brevetti LI - BU. 

Il nostro martinetto si compone di 5 pezzi: staffa agguanta palo inferiore, pezzo di palo di grosso spessore, blocco superiore con i 2 rulli avente una sede dove si infila il paletto, e si stringe con una manopola solo dopo aver tirato i 2 rulli stretti al palo da alzare, manovella spostabile, barretta di aiuto - rinforzo, quando si gira la manovella messa frontalmente per avvicinare i 2 rulli.


Vista da sopra.



Martelletto di tenuta anti discesa con molla, forzando la manovella in alto e pigiando col pollice sinistro si può far scendere il palo dolcemente a giro "manezza" invertito.


Due manopole per bloccaggio paletto, bastano e avanzano. Bulloni ben dimensionati ( viti di 12 MA con teste esagonali di 19 ), e sempre ingrassati.



Manovella in posizione "avvicinamento rulli" con corsa autoregolante fra i due, in combinazione alla sbarretta di aiuto, con pomellino a tiraggio manuale.

I 2 perni della manovella, andarono fuori uso prestissimo, ed io in men che non si dica, li sostituii, con 2 bulloni Fracarro, presi da un'antenna yagi di allora, segando via la parte filettata superflua dopo il dado . . . sono ancora lì che tengono.


Barretta in sede di utilizzo, che impedisce ai perni dei 2 rulli di divaricarsi a V, consentendo una presa del rullo di gomma sul palo, più parallela e di conseguenza più rassicurante.



Altra angolazione. Brevettato LI - BU ( Libero Buttazzi ) Antennista bolognese molto ingegnoso.



Manovella in posizione di leva lunga, per fare meno fatica durante l'innalzamento.



Il pezzo al centro scorre in libertà, non ha filettatura.



Rullo in alluminio, che grazie alle 2 molle laterali, si autocentra al palo da alzare.


Quando rifeci la mia antenna "tutte loga" nel 2005, verificai allo smontaggio della vecchia fatta nel 1981, di quanto non ero riuscito ad alzare l'ultimo dei 3 pali ( il 42 ), fino a farlo appoggiare.

A 22 anni non ce la feci causa il reale troppo peso della struttura negli ultimi centimetri, rotore, paletto, 11 D, 6 G, 20 BL 4, 20 BL 5, 10 BL 5, cavo e ancoraggi, allora questa volta usai il martinetto, e fu un "panino".

Attesi 24 anni, prima di sapere di quanto non fossi riuscito nell'impresa di sollevamento . . . 12 luridi cm., la stanchezza si vede prese il sopravvento, e il fatto di non essere riuscito allora ad appoggiarmi su quell'ultimo bullone, mi lasciò per tutti quegli anni, un bell'amaro in bocca.

Ma stavolta mi presi la rivincita, fatica zero e gusto ai massimi livelli, va là che grazie al martinetto, c'è andata su fino sopra al 5° bullone !

Sotto c'è sempre il palo base da 50, sorretto da subito, da 3 staffe a espansione in linea da cm. 10, causa colonna di mattoni fortemente fuori piombo . . . sicurezza operativa già a 22 anni, mica dilettantismo, tsè.




Immagine cliccabile. Articolo tratto dal quotidiano il Corriere della Sera Domenica 16 giugno 2013 Cronaca di Milano pag. 9


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320. La vera ragione del perchè, esiste nei pali La 5^ vite sotto al centro. 



Almeno io la interpreto così.

Quando si decide di fermare il palo interno all'altezza voluta, si parte col stringere la 5^ vite, che lo assesta bello pressato al centro verso il palo che lo contiene, a questo punto possiamo tranquillamente avvicinare tutti le altre 4 viti anche a due mani, fino a farle toccare il palo interno, poi ad una ad una, passare a stringerle in successione, partendo con un mezzo giro ognuna, fino a che dopo averle girate più volte, ci sembrano belle strette tutte in maniera uniforme ( un po' come fa il gommista, che però segue un'ordine incrociato ).

Un'ultima "tiratina" per sicurezza e tranquillità alla 5^, e siamo a posto.

In questa maniera si ottiene un serraggio uniforme di tutte le 5 viti, cosa più difficile da ottenere con solo 4, senza uno che ti tenga su il palo per un tempo a piacere ( la 5^ vite o un'altra persona ).

Avendone solo 4, quando si parte a stringere, magari se ne stringe una sopra poi l'altra proprio sotto, così le due viti vanno giù ( come farebbero 2 quinte viti ) spingendo bene il palo interno contro l'altro, ma le 2 viti rimanenti farebbero meno corsa delle altre, non riuscendo poi a pressare bene pari il palo, interessandolo più col bordo finale della vite che con tutta la sua superfice quasi piana, come hanno fatto le altre 2 inizialmente.

Quando si dovranno allentare le viti per far scendere il palo, si userà la procedura inversa:
1 ) controllo iniziale che la 5^ vite sia ben stretta.
2 ) totale allentamento in successione delle 4 viti superiori.
3 ) salda presa del palo superiore con una mano e progressivo allentamento della 5^ vite che ridurrà la pressione del palo interno verso quello esterno ( frizione-sfregamento per contatto ), e quella della vite stessa sul palo interno che deve scendere, e così si opererà in una giusta maniera.

Un palo stretto a caso da solo 4 viti, può essere più pericoloso nella fase di abbassamento, perchè a volte può non cominciare facilmente a scendere, e a un certo punto dell'allentamento, venir giù in maniera molto più decisa rispetto alle aspettative, perciò bisogna fare molta attenzione e tenere le mani lontano dalla fessura dell'infilaggio palo in discesa, facendo sempre forza verso l'alto, reggendo il palo con braccio teso e la mano in alto !!!

Nei pali di 2 metri, che hanno 3 viti, quella sotto è sempre al centro, e si usa alla stessa maniera di quelli a 5 viti.

Pazienza io che lo usi come appoggio, ma lo scopo era un'altro, e ho cercato di spiegarlo.

La 5^ vite è il mio "servo", poi avvicino simultaneamente le altre 4 viti, e le stringo tutte alla pari, con leggero disappunto della filettatura della 5^ vite sottostante.

Ma per dirla tutta, mi son trovato anche quinte viti usate come appoggio, che si svitavano benissimo, senza avere ancora allentato nulla delle 4 sopra . . . forse era freddo, e il palo dentro si era ritirato su di 2 decimi di millimetro, succedono cose strane a questo mondo . . .

Grazie a tutti ragazzi !

Mario, lo pensavo anch'io, ma non l'ho scritto perchè non ve n'è la prova, ci vorrebbe la sonda da videoispezione su dal palo base.

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319. Pali che "scendono", o nastro isolante che "sale" ? 
Prendo spunto da quanto letto sul DTT forum, nella sezione "discussioni tecniche".

Oh, meno male che solo per "uno", non ne dico e non ne faccio una che sia una, giusta.

Piccolo OT: Un solo grido, GRANDE liebherr ! ! !

OT 2: E allora io sostituisco la vite del 5° bullone con una d'acciaio ( visto che mi è capitato di farne in passato, di antenne anche con TUTTE le viti sostituite con quelle in acciaio ), come la mettiamo ?

Vorrei segnalare che, 4 pali da tre metri l'uno, di spessore 2 mm. ( 28, 35, 42, 50 ), più 3 o 4 antenne, più i loro cavi, più 9 fili di controventi ancora lenti, non possono arrivare a pesare più di 50 Kg, se no non ce la farei a tirarli su a mano come faccio di solito. E 50 Kg che poggiano su di una vite da 10 MA, non possono che fargli solletico, altro che spezzarla.
E dirò di più, se al palo di 50 che poggia sulla vite di appoggio avvitata nel 60, si esercitasse una graduale pressione fino a 200 Kg, sono convinto che non si "affetterebbe", perchè la forza impostata è vicinissima al punto di sostegno della vite stessa, quindi penso che per spezzarla ne occorrerebbero senz'altro molti di più.
Certo se il palo di 60 fosse lungo 20 metri, e con una gru, vi lasciassimo cadere al suo interno, il 50 da 3 metri e 2 mm. di spessore, liscio senza bulloni, forse ma forse si troncherebbe anche la vite . . . ma vorrei esserci di persona.

E' lo stesso principio dello stuzzicadenti tagliato pari ( cioè senza punta ) che fuoriesce per soli 2 mm., da un foro appena superiore al suo diametro . . . VALLO A SPEZZARE CON LE DITA SE SEI CAPACE !
Se invece lo fai uscire di 4 cm., è facile che lo spezzi con un grissino tenuto in verticale, facendo semplicemente pressione sulla sua punta.

Non è la legge della leva ?

Acc, scomodare pure Archimede . . . dove andremo a finire !

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Che poi, è per merito di un'antennista bolognese della vecchia guardia, che disse al nostro "costruttore" di pali per antenne Nino Polazzi di Sala Bolognese . . . _ Ci metteresti un 5° bullone al centro sotto 5 cm. dagli ultimi 2 ? Ce lo fai pagare un po' di più, ma vuoi mettere l'utilità ?!.

Credo fosse stato, quella "vecchia arguta volpe" di Mauro Alberghini ( l'esperto filatelico che si vede a volte sul mux di TeleStudio Modena ch 43 ).

E difatti me lo stavo chiedendo da tempo anch'io, il perchè dover star lì a tribolare a tenere su il peso per far scendere poi il palo al di sotto di tot cm., per stringerlo prima moderatamente con tutti e 4 i bulloni, girarlo faticosamente per il giusto orientamento ( col rischio che ci scendesse rovinandoci una mano ), e serrare a fondo dopo.

Se ci fosse stato un 5°, e assolutamente intelligente bullone d'appoggio, l'operazione sarebbe stata di gran lunga più agevole e non pericolosa !

Il 5° bullone, non l'hanno di certo implementato perchè avevano paura che con "solo" 4, il palo scendesse . . . SVEGLIA !

Solo che bisogna fermarsi al suo utilizzo, fino alla "situazione", palo 60 dentro palo 70, e con normali antenne televisive, non catafalchi da radioamatori, lì siamo su altri parametri inerenti la sicurezza operativa, e ci sono in gioco pesi, ingombri, e carichi al vento molto più "IMPORTANTI" ! ! !

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Dovendo abbassare i pali che sorreggono una o un insieme di antenne riceventi, spesso ci capita, srotolando il nastro che proteggeva le giunzioni da ovvie infiltrazioni d'acqua, che questo si sia autoammassato in gran parte nel punto di confine fra i due pali, e ne sia scivolata pure una parte all'interno della fessura leggermente allargata, che si forma avendo stretto a fondo le due viti superiori.

Vedendo ciò, la prima cosa che viene in mente a molti è: non sarà mica sceso di un po' il palo ? Visto che si è incuneato il nastro di qualche mm. dentro la fessura . . . ( ma non molto dal lato opposto, dove i pali sono a super contatto, grazie ai bulloni che tengono spinto quello interno proprio da quella parte ).

Quindi, se quel giorno, ( per "tisi" ) non si erano lasciate le viti a testa esagonale LENTE, i pali NON scendono . . . specialmente i miei che hanno 5 bulloni e quello da solo sotto ai 4 soliti, lo uso come appoggio, e alla fine, insieme agli altri 4, lo fascio col nastro come un matto ! ( Dovranno pur svitarsi, per far scendere i pali un domani ).

Le temperature che incontrano le antenne stando sempre all'esterno, vanno da diversi gradi "sotto zero" al caldo record più opprimente, quindi il comportamento del nastro varia di molto.

Se ci capita di fasciare un palo stando un pelo sotto allo zero termico, il nastro, già farà fatica a srotolarsi senza rompersi, in più non cederà in lunghezza facilmente, perciò dovremo usarlo con attenzione "scaldandolo" per quel che si può, con le nostre mani e il fiato.

Se invece l'antenna verrà fatta durante una temperatura di 20 / 25 gradi, sarà facile che mentre fasciamo i pali, il nastro ceda e si allunghi un po'. Si verificherà così, che quando si raggiungeranno temperature dal calore proibitivo, il nastro che noi abbiamo avvolto attorno ai pali tirando un po' troppo, si andrà veramente a "muovere" in salita nei giri più interni, sfidando la forza di gravità, alla ricerca del diametro inferiore offerto dal palo più piccolo, "ammalloppandosi" abbondantemente proprio in zona fessura e anche un po' più in alto sopra di essa.

Nei giorni di caldo africano, non si tengono le mani sui pali esposti al sole anche messi in verticale ( antenna già fatta ), figuriamoci il nastro grigio ( Asia ) che uso io, se sta fermo ( balla l'hula-hop al rallenty ).

Quest'inverno ho dovuto abbassare un'antenna fatta da me tanti anni fa, perchè aveva le antenne e i cavi distrutti da vecchie grandinate. Pali 60, 50, 42, da tre metri, che poggiavano su un cubo di cemento e pietre, su un terrazzo solare.

Temperatura "0 meno", pozzanghere ghiacciate, un freddo al limite delle mie anziane possibilità, scala allungata e poggiata al palo "60" sotto ai 5 bulloni tutti ancora fasciati e un po' congelati, 4 ancoraggioni di base che tengono il palo "60" diritto perchè sopra al cubo vi è una staffa annegata, sola ma tosta.

Io imbragato al palo con cintura e scala legatissima anti sorprese, fasciatura 60 - 50 tostissima da togliere e rigida come un baccalà, tattica: SEGA e taglio in diagonale sul nastro che avvolge il palo di 60 fino a vedere il metallo, taglio in diagonale della fasciatura in direzione dell'altra, su palo di 50, scalzatura tramite cacciavite dal basso verso l'alto, del "malloppo" di nastro, prendendolo fra dita e palmo della stessa mano, spingendo forte verso il senso opposto della propria faccia, fino a staccarne una parte a sinistra e con la mano destra il pezzo di destra, stessa storia sopra sul 50, cacciavite che penetra a fatica nella fessura, atto a scalzare il nastro imbucatosi dentro e duro come pochi ( intanto che si continua a sognare l'estate ).

Finalmente si sono liberati e ripuliti i 2 pali, ora tocca ai 5 bulloni: cacciavite orizzontale per riuscire, partendo dalla testa esagonale, ad andare sotto al nastro più che si può, e far leva verso l'alto per togliere dopo alcuni tentativi, i diversi giri ( sempre di nastro ) dati a suo tempo.

Allentamento bulloni e discesa PESISSIMA di 2 pali ( 50 e 42 ), 5 antenne, 2 traversini da 1 metro, e 5 cavi dentro ai pali, mano destra che allenta e sinistra che tiene tutto il peso per un attimo prima che intervenga in aiuto anche la mano destra . . . IL TUTTO A ZERO GRADI DI TEMPERATURA ! ! !

Stessa "menata" ma con un palo in meno di peso, fra il 42 e il 50, pulizia totale dei pali e risalita con tre antenne: UHF vert. su CSM, UHF orizz. su Barbiano, VHF banda III^ vert. su Barbiano, e cavi esterni al palo.



Risalita con antenne nuove, un po' meno faticosa ma al limite delle mie forze, pali che poggiano categoricamente sul 5° bullone, 8 ancoraggi in quadrato, e fasciature abbondanti fra i pali, a nastro freddo, e per questo non allungabile, ma messo meglio che si può !



Chi la rismonterà, non dovrebbe trovare tanto nastro ammassato dentro la fessura, visto che il medesimo, avvolto senza allungamenti, non deve ritrovare grazie al super caldo, la sua dimensione di larghezza originaria . . .



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Il mio fiore all'occhiello: 4 antenne gemelle di 5 pali, K 27 D e 4 G stratos messe prima che Barbiano accendesse il MUX 1 sul G, 4 appartamenti di proprietà con 4 parabole rosse da 85 dual feed, e non volevano i controventi.



Ancoraggio brevettato by Claudio Bergamaschi . . . inutile che vi spieghi la sua non per niente modesta utilità in caso di forte vento ( uragani "hugo" e "gilda" esclusi ).


Pali base da 3 metri e da 3 mm., diametro 60, annegati nei muri portanti, più 4 pali da 2 metri, dal 50 al 28, solo il 35 credo abbia solo 3 bulloni, perche vedo gli altri che ne hanno 5.



Non importa che mi chiediate se i pali poggiano sull'ultima vite in basso . . . non compro pali da 3 mt. per tenerli dentro un metro l'uno, io.

Feci poi preventivamente le prove con una coppia di pali da 3 metri, ancor prima che finissero il tetto, camminando sul muro perimetrale vicino al ponteggio . . . e i rilievi furono già più che incoraggianti.

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Mario, i vantaggi di avere i pali appoggiati sull'ultimo bullone ( a 3 cm. dagli altri 2 ) sono più di uno:

1) Comodità di poter ruotare il palo o i pali, già provvisoriamente sviluppati in altezza, al fine di trovare il miglior segnale che ci occorre, sapendo che l'altezza a lavoro finito, risulterà la stessa.
2) Infilando i pali uno dentro l'altro, si possono "segnare" col pennarellone indelebile, nel momento di appoggio tutt'intorno al palo uscente, per dopo sapere quando il medesimo nel salire sarà finito, e senza chiave, avvitare velocemente a mano la V^ vite per appoggiare tutto il peso, e fare un orientamento calibrato in tutta sicurezza.
3) Dovendo tirare giù un'antenna con 3, 6, 9 ancoraggi, per sostituire solo antenne e cavi, siamo pressochè sicuri che se i pali appoggiavano, ritirandola su, gli stessi fili di ancoraggio ancora in buono stato, ritorneranno semi-tesi come lo erano prima dello smontaggio.
4) Chi smonterà le mie antenne, vedendo che i pali "poggiano", potrà regolarsi su come abbassarli, e saprà anche che non vi sarà presente alcun spezzone di palo tenuto all'interno di quello che segue come diametro, e alla fine non potrà alzarla ulteriormente ( se non aggiungendo la misura di palo che gli servirà alla bisogna ).
5) Se si sa di dover fare un'antenna alta 5 pali per superare un'ostacolo, che senso ha tener dentro sotto al 5° bullone ogni palo di 10 o 20 cm., se sappiamo che ci metteremo 3 ordini di ancoraggi per forza, io non lascio inutilizzato neanche 1 cm., ne stanno già dentro 35 con l'appoggio.

Se poi sono in una posizione comoda, serro i bulloni dei pali, un gruppo verso di me ( quello del palo di base sempre ), e quello dopo, sta girato di 180° coi bulloni dal lato opposto, poi di nuovo verso di me, poi di là, e così via, in modo che l'antenna salga praticamente diritta.

Se tenessi tutti i bulloni dalla mia parte, quando avrei finito di alzare l'ultimo palo, si avrebbe l'effetto "canna da pesca" in leggera tirella verso di me, questo perchè ad ogni serraggio, il palo bloccato dai bulloni tende a incurvarsi in direzione degli stessi, e con 4 "striccature" si nota molto, e dopo è pure difficile rimediare la "gobbona" lunga verticale causata da un simile bloccaggio a ripetizione, anche ( come sempre ) con l'ausilio di ancoraggi attorcigliati e legati attorno ai 2 bulloni superiori di ogni palo.

Domani vado a fotografare l'antenna ACER case popolari dei "ZEROGRADI" di Via delle Borre, così vi rifate gli occhi . . . altro che Coca Cola Zero . . . "basta -ghiaccio- fra i ditiiiii" ( SKIANTOS ).



Un'antenna sola, tanti alloggi, tesata autoportante di cavo Cavel CATV 11 AP, centrale Tekmedia a moduli UHF tutti su Barbiano, e sottocentrale a larga banda da 40 dB nel fabbricato di destra, servita da un derivatore Siemens da - 24 dB, posto dopo l'uscita della centrale a moduli.

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Mario hai ragione, ma li sostituii su ordine di terzi, perchè non si arrugginissero e non importasse fasciarli, solo che dopo si infiltrò acqua "a balocchi", ah, ah, acciaio contro filettature zincate NON dovrebbero mai incontrarsi, perchè l'acciaio nel girare mangia le filettature consumandole molto più della solita vite di ferro zincata . . . SCONSIGLIATISSIMO !

Sempre per esperienza professionale s'intende, ed anche a rigor di logica.

Poi, le antenne più alte di 6 metri dall'ultima staffa di sopra, o comunque sporgenti dal tetto, andrebbero per le norme sempre ANCORATE !

Ma chi lo fa ?

Le 4 antenne gemelle, sono 10 anni che sono su, e io ho sempre pensato che la presa sul vento che offrono una 27 elementi Kolor + una 4 G stratos + un PV 1 Fracarro, non avesse la forza di far collassare uno di quei 5 pali . . . poi un filo di aiuto l'ho messo, e per me conta più che se non l'avessi messo affatto, ondeggeranno nel complesso ben meno, e delle due, con quel minimo di legatura, mi vedevo il bicchiere mezzo pieno.

Sono mie personalissime idee, non sprono gli altri ad imitarle . . . ( se no perdo la mia finta posizione di "leadership" ).

Comunque, per me, visto che la discussione è stata troncata di forza, sono sempre dell'idea che la vite del 5° bullone, sia meglio che faccia da perno, piuttosto che faccia da pirla ... ( come quello che gli è "sguillato" il palo e si è fregato il palmo della mano, io vidi un mio collega proprio in diretta, stessa ditta, eravamo in tre sul tetto, ci fu quasi il sangue, brrrr, "cheddolore", povero Vittorio ).

Oh, era una battuta ... non chiamate le guardie.

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Mario, perchè 10 anni fa, avevo solo apparentemente più professionalità, e la "convinzione" loga l'avevo riposta un'attimo nel cassetto, causa idee dei capi ( io sono dipendente capirai ).

Comunque, visto la mancanza degli ancoraggi, dovetti fare una scelta di compromesso fra un'antenna LEGGERA e un'antenna BUONA ma un po' pesante per la circostanza a rischio, causa presa sul vento maggiore ( K 47 D ), e d'istinto la MIA scelta cadde sulle Offel K 27 D.

E mi sembrò di aver fatto la scelta migliore.

Adesso usiamo le più economiche R 47 D, ma in macchina tengo sempre 2 loga Fracarro per aggiunte veloci su pali esistenti . . .

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318. L'avevano visto tutti ... ( in 2 ) ... poteva mancare il mitico ? 
NEWS - NOTA BENE - CLICCA AGCOM: Revisione del Piano di Assegnazione delle frequenze per il servizio televisivo terrestre in tecnica digitale per le reti nazionali, di cui alla delibera n. 300/10/CONS 18 luglio 2013 .

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Ebbene no, la notte scorsa mi è scattata la "malvasia" e mi son chiesto: e il 25 ? Possibile che non lo veda mai affiorare con quel caldo che fa ?

Colpo di fortuna, all'una e mezza provo, e si vede un po' di panettone sul 25 in "bassa marea", 38 / 40 dBuV . . . troppo poco, non ce la fa neanche il decoder X - FAIT.

Allora inserisco il pre a cubo, avvio la ricerca nello strumento e si vede "CARICAMENTO LISTA ...", incredibile, il suo apporto qui a valle non aveva mai vinto una causa . . . colpo d'orgoglio del 25 e la sua propagazione vincente, proprio in quel momento lì, arriva quella "doppia cioppa" di dB in più ( 4 ), che accade il miracolo . . .

Presto, fotocamera e clic, ho appena fatto in tempo, poi sempre nello stesso mux ho visto anche un Rai tre bis, chissà a che regione si riferiva, forse il Veneto ? Macchè, dev'essere quello col TG sloveno ripetuto anche da tele Capodistria.

Tutti comunque dichiarati provvisori . . . poi in pochi secondi il panettone si è sgonfiato e "ciao Udine" . . . sono quei bei momenti che mi riportano sempre agli anni '60, e allo stesso segnale che allora era il secondo canale analogico sul ch 22 UHF di Udine Baldasseria, stessa propagazione ogni anno che mi passa sul groppone.

Quando spegneranno questo 25 provvisorio da lassù, mi sa che mi rimarrà solo il ch E9 di Col Visentin, sperando di beccare un'altro momento clou come questo.



CBD Electronic S.r.l. / CB VICKY / Cesana & Bonacina, da decenni sul mercato.

Amplificatore da collocare all'interno dell'appartamento, come dice l'esaustivo foglietto delle istruzioni, con tanto di "esempio tipico di installazione".

Centrale TV, discesa del montante, derivatore a un prelievo al piano, cavo che entra in casa e va nell'ingresso di questo ampli, l'uscita va a servire 3 prese in serie. Esempio che non fa una piega !

Oppure, segnale proveniente dalla presa passante TV condominiale che si ha in casa ( da non smontare mai, se non si è antennisti ), che poi, come principio, è già un derivatore.


Il segnale, dopo l'ingresso unico viene demiscelato ( VHF / UHF ), incontrando i 2 attenuatori dedicati da poco più di 10 dB, l'amplificazione però è UNICA, onestamente dichiarata, e arriva ai 30 dB promessi.

Con i miei mux alti e bassi ( max 76 dBuV ), tenuto al massimo, va ovviamente in saturazione, però rientrando nei dovuti limiti va benissimo.

Ho tenuto sotto controllo il MER del PROMAX e la barra qualità dell'X - FAIT, quest'ultimo attenuato all'ingresso con un 20 dB regolabile tutto chiuso.

Il livello massimo di uscita, non può essere di "fascia alta", difatti è 108 dBuV sia per VHF che UHF, questo significa che quando siamo arrivati al livello di 98 dBuV sul mux più alto presente nel cavo d'arrivo, siamo già giunti "al capolinea". Perciò guai azzardarsi a pretendere livelli più alti !

Si capisce che i circuiti di amplificazione VHF - UHF NON sono separati, perchè portando uno dei due al massimo e l'altro verso il minimo, quello tenuto verso il minimo, che prima andava bene, comincia a dar segni di forte squilibrio, ma è una cosa normale che faccia così, avendo un'unica amplificazione 40 - 860 MHz.


Aperto e tolto coperchietto in metallo.



Dopo aver tolto il coperchietto anche qua, si vedono i componenti con montaggio in tecnica SMD che formano l'amplificatore "larga banda".

Il segnale entra sulla destra, viene demiscelato per i 2 attenuatori, poi forse rimiscelato e amplificato a stadi successivi.

Oppure preamplificato separatamente, poi rimiscelato prima di entrare nell'ultimo transistor ad amplificazione totale ( non lo so, però dallo schema, potrebbe essere ).

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317. Filtro ( passa basso ) LTE rapido Terra . . . a norme "din don dan". 

Peso 20 grammi, avvitabile, art. LF 002, Lowpass Filter 790 MHz.



Spettro all'ingresso.



Intervento dolcissimo, praticamente è calato solo VODAFONE, che non si scorge per un pelo ma è lì sotto.

Ho voluto provare dov'era il massimo dell'attenuazione di questo filtrino, ed è risultato sul canale 67 con 40 dB di calo vero, portante analogica a 68 dBuV in ingresso, e soli 28 in uscita.

Di qua e di la dal 67, il segnale risaliva fino ad attenuare pochissimo in zona WIND.

Lo vedrei più utile come filtro retro TV, proteggerebbe dai segnali di uplink di smartfhone, tablet, chiavette per PC, ecc.

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Hai ragione Nicola, me lo sono chiesto anch'io, ma non ci crederai, dietro alla tua saggia osservazione, mi sono sforzato di misurare nella banda dei "900", cosa succedeva . . .

Dalla loga verticale girata sulla cella qua fuori, vi sono dei 90 dBuV.

Mi sono messo in banda IF SAT e sintonizzato sui 956 MHz, lo strumento mi diceva ovviamente "CORTO CIRCUITO" perchè le sue tensioni in uscita, andavano in corto "marcio" arrivando su dalla loga.

Ho disabilitato le alimentazioni nello strumento, e inserendo il filtrino, con mia grande sorpresa, lo spettro della telefonia mobile sui "900" è scomparso TOTALMENTE ! ! !

Quindi questa "pulce", è realmente un filtro "passabasso", blando all'inizio se vogliamo, ma vero, la leggera risalita oltre il CH 67 ( 68 e 69 ) mi aveva tratto in inganno, e per pigrizia non avevo fatto la prova sui "900" . . . MEA CULPA !

Però, credere che nessuno sia un "trappolone" ( notch ), mi sembra strano . . . per esserne sicuro, dovrò in futuro verificarlo tutte le volte che mi ricapiterà un filtro LTE fra le mani.


Spettro raffigurante il traffico della telefonia mobile nella "banda dei 900 MHz", che essendo a pieno regime da mo', presenta per adesso livelli sensibilmente più alti di quelli "a riposo" della "banda degli 800 MHz" riservata ai servizi LTE 4G.
Al massimo, si spera che quando l'LTE 4G sarà a regime, non vengano superati i livelli che si hanno adesso osservando questo spettro.

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