355. Ehi, ma adesso il canale 65 UHF è completamente libero ... e "caso". 
Chi avesse un non recentissimo modulatore analogico solo UHF, operante su di un canale venutosi a trovare in conflitto con un mux proveniente dalla propria antenna, e di conseguenza afflitto da una visione parecchio annebbiata, può benissimo cambiargli il canale di uscita in ch 65, perchè questa frequenza risulta per forza liberissima.

Difatti il GAP lasciato fra le frequenze di down-link e quelle di up-link, della banda degli "800 MHz" della telefonia LTE 4G, è di 11 MHz, e va da 821 a 832 MHz.

Quindi il ch 65 che va da 822 a 830, ci sta dentro benissimo, e con un modulatore digitale, può anche crearsi un mux con 4 canali TV in SD che gira per tutta la casa . . . SKY, telecamera, PC, e DVD, su 4 numeri LCN impostati da noi, 4 sorgenti che diventano visibili in DTT su tutti i TV della casa.

Questo vale, per chi non si vedrà costretto ( causa i terminali mobili futuri presenti in casa ) a mettere un filtrino LTE anche nella presa d'antenna posta nel televisore, perchè se no, ciao canali UHF dal ch 61 in su.

E proprio volendo "esagevave", se esiste, modulatore digitale HD, e visione HD di SKY sui TV che supportano questo tipo di tuner.

. . . Sono pensieri da antennista, non da tecnico di domotica o informatica.

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Poi giorni fa è successa "questa" !


Veniamo chiamati in un appartamento, e il problema è che non si vedono diversi canali DTT nell'ultima stanza, che poi è la sala TV con anche SKY, mentre nel resto della casa si vede di tutto.

Vediamo che ci sono due prese in parete a distanza di un metro una dall'altra, e vi sono collegati due cavi, uno va al TV Sony, l'altro alla chiavetta di SKY.

Misuriamo, ed entrambe presentano un "buco" ( notch ) che parte dal ch 36, scende sempre di più, fino a risalire dopo il ch 44, ed era proprio la zona che conteneva tutti quei canali non visibili nel TV.

Smonto la presa di sinistra molto più comoda, e vedo che il cavo di arrivo proviene dalla stanza dietro al muro, fa la presa, va a destra a fare l'altra presa, ritorna indietro passando dentro la mia scatola "503" e va a sinistra dove c'era un po' nascosta una terza presa, si spera "terminata" a dovere.

Misuriamo il segnale in arrivo dal cavo diretto, e il buco è presente in egual maniera, quindi il problema nasce prima, e le 3 prese passanti "T 9" della TEKO non hanno colpe.

Cosa c'è di là da questo muro ? C'è una camera da letto dove una volta avevamo il TV nell'armadio.

Vado di là, apriamo le ante, e per fortuna vi è un telaio con presa fissato sul piano d'appoggio opportunamente forato.

Misuriamo e il buco non c'è, ASSENTE ! GASP ! Smonto il telaio dalla base in legno e fortunatamente vi sono i due cavi d'antenna, d'arrivo e partenza collegati alla presa.

La presa in questione era un vecchio frutto AVE, usato impropriamente come presa passante, e le due anime dei cavi andavano insieme "sotto" l'unica vite per il polo caldo.

E difatti, sulla fiancata della presa AVE, c'era scritto a caratteri cubitali "PRESA TV DIRETTA", che differisce da quella "PASSANTE" da - 20 dB con le due resistenze che ci sarebbe dovuta essere.

Quando sono arrivato, in questa presa vi era inserito un raccordo "maschio-maschio" di metallo passo IEC 9,5 che sbucava poco più di un centimetro, ed era senz'altro servito per collegare il TV con un cavo nero da videoregistratore "femmina-maschio".

Siccome l'avevo momentaneamente TOLTO, quello di là si era accorto per caso dallo strumento, che il buco era SPARITO !!!

Allora lo rimetto, e il buco ritorna, lo tolgo e sparisce.

Sono andato di là a vederlo di persona, non che non ci credessi, ma era bello sincerarsene visivamente.

Ho lasciato la presa diretta nell'armadio come giuntacavo, tanto non la usavano più, nel Sony sono saltati fuori tutti i canali mancanti, e l'abbiamo conclusa lì.

Sarebbe bastato sostituirla con una passante da - 10 dB, ma il telaio era AVE, vi era anche la presa di corrente, una brutta "fazenda".

Riguardando indietro i notch autocostruiti, anche qui, era bastato inserire un "cilindretto" di metallo lungo una "cicca", per creare un mezzo casino . . .

Mai usare prese DIRETTE = DERIVATE lungo una catena di prese PASSANTI, perchè in questo caso curioso, è bastato un raccordino ( stub ) dimenticato nella presa ERRATA lungo il tragitto, per alterare così fortemente l'impedenza, tanto da creare un SUPER NOTCH bello e buono, riscontrabile su tutte le prese a seguire.

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354. Baaasta con queste parabole . . . ( non fatte da noi ). 

La LEM e la Fracarro fanno dei multiswitch a 4, 6, 8 prelievi col TERRESTRE miscelato, che riconoscono se in casa da ognuno, vi è un decoder sat singolo ( legacy ) o SCR ( solo 3 porte ), e si dispongono automaticamente di conseguenza.




Partitore induttivo Siemens a 4 vie, attenuazione 7 dB, anni '70.




Due capi di ogni piattina, partono dal morsetto d'ingresso e vanno alle due uscite vicino all'entrata, le altre due, sempre unite fra loro, partono dall'altra parte dell'induttanza col cilindro di ferrite, e vanno ai morsetti più lontani.

Io però, a parte la fortissima vicinanza di un conduttore a fianco dell'altro, per cui prende segnale per induzione, non ho mai saputo il principio intrinseco su cui si basa questa configurazione di partitore a 4 vie.

So solo che anche qui, i 4 cavi ( montanti ) che vi venivano collegati, dovevano terminare su di un carico a 75 ohm, composto prima da partitori resistivi e poi da colonne di prese passanti in serie, con le ultime appunto terminate a 75 ohm.

Se i 4 montanti andavano subito a fare 4 colonne di prese induttive passanti, allora, subito dopo l'uscita del centralino, vi andava di norma un partitore a 4 vie RESISTIVO da - 11 dB ( anche l'Helman l'aveva in catalogo ).

Bisognava evitare di mettere in serie due componenti induttivi ( partitori o prese ), interponendovene uno resistivo.

Quindi: centralino > 1 div. induttivo > + div. resistivi > + colonne di prese passanti induttive con le ultime di ogni colonna / catena, chiuse a 75 ohm.

Oppure: centralino > 1 div. resistivo > + colonne di prese . . .

Ma adesso che i partitori resistivi non si usano più, non si fa più così, però era un sistema validissimo ancora presente al giorno d'oggi nei vecchi impianti.



Qui compare un'antenna di banda III^ verticale, con riflettore a tre elementi.


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Vincenzo, di preciso non lo so, ma penso io, per non peggiorare il ROS.
Perchè, induttivo il partitore principale, induttivi i partitori secondari, infine induttive pure le prese passanti ... qualcuno si accorse che qualcosa non quadrava e si andava peggiorando rispetto alla qualità di partenza.
Io ho visto "papiri", con formule e spiegazioni scritte in corsivo con la stilografica, e ti parlo di anni '60 - '70, sembrava una tesi di laurea, dove appunto si spiegava il perchè andavano messi i resistivi prima delle prese passanti induttive.
Un po' come non si deve mai mettere un partitore ( induttivo o resistivo che sia ), per andare ad alimentare delle sottocentrali di scala o condominio, ma ci vogliono sempre dei derivatori ( dal buon disaccoppiamento dalla linea e separazione fra i prelievi ), con l'ultimo chiuso a 75 ohm sul morsetto d'uscita.

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Bela frapenas, hai ragione, quella è proprio una KTR, l'ho zummata con la mia mega Sony e ho visto la punta arancione del tappo pure un po' storto, e soprattutto il gancio al palo, di inconfondibile fattura.
Non so poi se la B. III^ sia una Teleco o una Fagor o chissà cosa, non l'ho fatta io.

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Ciao Davide, il disaccoppiamento vero e proprio fra due prese provenienti dallo stesso derivatore, è dato dalla somma di due misure: una è quella della separazione dalla linea, cioè i - 12 dB del prelievo dichiarato, l'altra si chiama "disaccoppiamento fra derivazione e uscita", che non ho mai capito se è quella definita "mutua" o "inversa", questa magari dichiarata - 27 dB.

Perciò si fa 12 + 27 = 39 dB di disaccoppiamento fra due prese, all'epoca insufficienti quando le norme ne pretendevano minimo 48, e si diceva che i CAD Fracarro non erano a norme, perchè non raggiungevano quel così alto disaccoppiamento fra due prese, indispensabile per attenuare quasi del tutto, la frequenza immagine generata a ritroso dai gruppi dei vecchi televisori, verso gli altri televisori della casa, facenti capo allo stesso derivatore.

Se il derivatore, invece di essere induttivo direzionale, fosse invece ancora resistivo, allora sì che se sul prelievo dalla linea fatto con una sola resistenza, vi fossero 12 dB in meno, il disaccoppiamento fra due prese sarebbe dato da 12 + 12 = 24 dB . . . ma più che parlare di disaccoppiamento, forse allora si sarebbe solo detto "separazione / attenuazione" fra due prese.

Un appartamento, si fa di solito tutto a derivatori, poi se uno vuol mettere un partitore per andare sia nel TV che nella chiavetta di SKY, non vedo quali catastofi possano verificarsi, anche se la separazione fra i due, è in "zona" 20 dB ( separazione non disaccoppiamento, credo di poter dire ).

Siccome moltissimi derivatori, forse tutti, usano il principio "dell'accoppiamento direzionale", per via del quale non si può invertire l'ingresso con l'uscita, il termine disaccoppiamento deriva da lì, e sta ad indicare l'attenuazione totale che si ottiene entrando col segnale in un prelievo, e misurando sull'altro prelievo i dB rimasti, avendo avuto l'accortezza di chiudere l'uscita con un carico da 75 ohm.

I prelievi dei derivatori, vanno di solito a prese dirette, se i derivatori sono in casa.

Se i derivatori "calcolati" a scalare, sono nelle scale, in casa possono anche esserci 3 prese in serie, una - 14, - 14, e - 10 con resistenza di chiusura, dipende da chi progetta l'impianto condominiale alla costruzione.

Io sono sempre per fare, anche un numero elevato di prese dirette, collegate a derivatori, il primo da - 14, e il secondo da - 10 "terminato / chiuso" ... 8 prese, che vuoi di più ?!

Io che ho al centro dell'appartamento, in camera mia, 4 CAD 14 con 16 cavi che partono, vedo bene in tutte le prese, e se ad ogni presa collegassi 100 metri di cavo da 6,8 mm., non perderei un'emittente neanche .....

Adesso qui al 4° CAD ho dei 53 dBuV, ne togliamo 17 di una buona matassa di cavo, e andiamo a 36, vanno tutti come se niente fosse . . . usate cavo grosso e buono da 6,8 mm.

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Davide, il DG 113 è un cavo superiore al SAT 703 B sempre della Cavel che a volte compro anch'io, ma il problema del DTT in Italia non è certo il cavo.

Finchè i vecchi CAD della Fracarro li troverò in scansia, li comprerò.

I moderni derivatori in pressofusione, non hanno da parte mia controindicazioni, li fanno tutti, solo che i CAD li uso da una vita, e a parte le più TRISTE vitine stringi anima, mi soddisfano ancora.

Il problema è che il DTT, mi sembra funzioni meglio vicino ai ripetitori "importanti", di solito vicino alle città . . . più si è lontani e isolati, più TivùSat ha ragione di esistere.

Era così anche con l'analogico, ma purtroppo con i segnali numerici, invece di migliorare, la situazione si è aggravata, perchè è venuta a mancare quella che stava fra una "buona visione" e la "nebbia assoluta": la visione degradata da un sopportabile "effetto neve", che ci aveva salvato per 60 anni, rimanendo in moltissimi casi intelligibile.

Io sono nato e vissuto sempre in città, non posso avere la mentalità di uno che vive a 25 / 50 km da una città delle dimensioni di Bologna, non ho la verità assoluta per tutti i posti, e finirò i miei giorni qui.

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353. Il "piccolo" dell'Offel. 
Arrivata "R101 TV" in 16/9, A.R. 720 x 576i, lcn 66, sul mux ch 57 di Retecapri.
4 / 6 h 17:30.




Amplificatore ideale, per elevare la potenza del segnale, qualora ve ne fosse realmente il bisogno . . .



L'Offel amplifica tranquillamente anche 14 dB, quindi è ottimo se uno da una presa ne vuole ricavare 4 o più, impiegando derivatori da - 14 dB.
E' privo di attenuatori, ha il led rosso di funzionamento, l'interruttore 0 - 15 volt, per un'eventuale telealimentazione di un "pre" o "centralinino" da palo.

Per vedere se teneva la saturazione "lontana", sono entrato con la K 95 D di Barbiano, che mi fornisce diversi mux al di sopra degli 80 dbuV, con però il mux 49 a soli 66, lui però non ha fatto una piega, arrivando a 100 dBuV col ch 21 che entrava con 86, e ha mantenuto inalterata la qualità del 49 di Mediaset.

A questo punto, solita prova con l'aggiunta di un pre da + 13 dB in ingresso, e qui siam finiti per forza col degradare tutto ( però con classe ), e oltre i 110 ovviamente non "tiene".

Però come microcentralino per microcondominio va benissimo, 2-3 CAD 14 nel sottotetto, e giù con 8-12 cavi, o anche 4 + 4 + 4 nei pianerottoli, problemi zero ( LTE e FM esagerate a parte ).

L'amplificatore non è un "elimina squadrettature", è un "compensa perdite dell'impianto di distribuzione", perciò se sappiamo di perdere 20 dB dai calcoli fatti sulla componentistica passiva ( cavo, partitori, derivatori, o prese passanti in serie ), dobbiamo amplificare 20 dB per riottenere il segnale giusto che avevamo in partenza, avendo anche azionato gli attenuatori al ribasso presenti nel centralino, perchè in antenna vi erano segnali molto forti, e il medesimo tenuto al massimo, sarebbe risultato in saturazione completa.

Se siamo però vicinissimi ai ripetitori, e abbiamo una media di 80 dBuV su tutti i mux, è ovvio che se la distribuzione mi perde solo 20 dB, non ci metto alcun amplificatore e avrò alle prese segnali intorno a degli ottimi 60 dBuV.

I condomini medio - grandi, richiedono solitamente amplificazioni dai 30 ai 40 dB.

Sono i "4 gatti" a cui di solito basta un 12, 20, o 25 dB max, dipende dalla distribuzione + o - "mangereccia".

Se in casa, abbiamo in presa segnali di potenza sotto la norma ( 40 dBuV di media ), e un TV da solo va bene non presentando apparentemente nessun difetto, è ovvio che togliendone 14 + 4 di cavo, andiamo a 22 e tutti e 4 i TV cominciano a squadrettare, allora solo in quel caso un ampli come quello dell'Offel, recuperando fa un figurone, per il semplice fatto di aver compensato direttamente a monte, le perdite dell'impianto interno che segue, essendo partiti dal segnale "basso / scarso" offerto dalla presa condominiale ( che magari è quella del piano terra di un condominio, con cavi montanti di 50 anni fa ).


Massimo, che ci fai sulla "11 D".



Qui sono rappresentati i dati forniti dal Promax, riguardo il ch 31 preso da Barbiano, e canalizzato con modulo a 4 celle, presente nel mio impianto.

I valori sono tristi, perchè vi è presente anche un modulo ch 32 a 4 celle, sovrastato da un preamplificatore a cubo, sull'antenna che guarda Venda, per il mux "Sestarete" di Velo Veronese.

Se chiudo tutto l'attenuatore del 32, i dati del 31 migliorano drasticamente, fino ad arrivare come lo sono in antenna.

Nonostante ciò, diversi decoder, dopo un attimo di assestamento, dichiarano su questo 31, una qualità ai massimi, come se non esistesse un 32 di pari livello che lo sta interferendo vistosamente, trascinandosi un "mezzo" 31 preso chissà dove.

Nello strumento, l'immagine di un' emittente all'interno del mux 31 va ancora bene, ma so che sta lì lì per squadrettare.

Se capita un TV o decoder che ragiona come il Promax, non c'è per niente da star tranquilli, e comunque do più ragione al Promax che a certi "decoderonzoli".

Devo trovare un 6 celle del "gruppo 26 - 32", tararlo per bene, così "pesterò meno i piedi" al mux 31 . . .


---- Ricevo e pubblico ----


Ciao Claudio,
era un bel pezzo che non ti contattavo, da quando la nuova Direzione mi ha messo in " disarmo " ho perso un po' di " smalto ", anche perché anche gli " amici " sono scomparsi, compresi installatori che conoscevo da oltre 30 anni...

Bella Roba ! comunque ti metto al corrente di una novità di cui mi sono accorto accidentalmente ieri : erano stati istallati dall' azienda in cui lavoro molti ADB I can 3820T, ad un tratto sul canale 32 UHF dove qui ospita Focus, Cielo ecc, hanno cominciato a " squadrettare " per oltre un minuto dopo la sintonizzazione, poi andavano bene.. chi mi ha sostituito ha detto al cliente, in modo molto sbrigativo, di cambiare decoder.

Avevo ricevuto diverse telefonate di clienti che avevano ancora il mio cellulare e si lamentavano di tale problema, effettivamente l'apparecchio in mio possesso era esente dal problema, ma l'antenna in UHF del laboratorio di casa è una BLU 42 puntata su monte Morello e da tale postazione prelevo il segnale del 32, compreso anche il centralizzato del condominio, ma incuriosito dalle segnalazione provo ad installare un pannello UHF Fracarro, con mia sorpresa il ricevitore inizia a " squadrettare ", mentre altri apparecchi come l'FTE 115 funzionano come niente fosse, da accurata verifica strumentale mi accorgo che qualcosa no va nell'SFN, infatti il pannello è raggiunto da ben 4 postazioni : Morello ( primaria ), Albano, Secchieta e Serra, quindi mi rendo conto che se l'antenna è meno direttiva tale problema si presenta, quindi il ricevitore durava fatica ad agganciarsi.. ( alla faccia della sincronizzazione... )

Ripasso il ricevitore sulla BLU 42 e torna tutto a posto, ma ieri sera nell' accensione mi accorgo che è in corso un aggiornamento del decoder tramite il ch.30 UHF, vedi foto, ma una volta terminato l'upgrade vengo preso dalla curiosità e ricollego al pannello l'apparecchio e funziona benissimo... quindi era anche una anomalia del software che non gestiva correttamente alcune sincronizzazioni e ritardi.... comunque avviserò chi mi ha chiamato di effettuare l'aggiornamento.

Un Grandissimo Saluto.

Andrea









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352. Situazione attuale della centrale del mitico. 

Di questi moduli, sono alimentati solo il 6, 7, 8, 11, 12, mux attivi il 6, 8, 12, si aspetta il 7 della RAI a Barbiano.
L'uscita di questo gruppo, che è sotto al modulo dell'8, entra nell'ingresso VHF del centralino Offel da 30 dB.
L'8 è quello orizzontale di Venda, perchè il nostro verticale è ancora spento, gli altri sono serviti dalla loga verticale su Barbiano.


Mux dal 28 al 21, saltando il 32 che è preso da Velo Veronese con la 21 - 32 di Venda..
L'antenna è l'Offel K 47 B - 21 - 39 su Barbiano.


Qui siamo alla 36 - 82 dell'Offel K 95 E, che entra nel debole 53, poi va verso sinistra, salta il 41 ed esce dal 55 . . .
Il 52 verde e il 50 non sono alimentati perchè presi da CSM con altra antenna verticale.
Quello solitario verde è il 5 di Venda con dentro la 6 D STRATOS Offel, la sua uscita va sotto al 7 del gruppo dei moduli TEKO di terza.
L'uscita sotto il 53, porta tutti i mux presi in considerazione da Barbiano, nell'ingresso UHF 1 del centralino Offel da 30 dB.


Qui arrivano i due cavi che escono dal 55 di sotto, entrano nel 59 e andando verso sinistra, finiscono, l'autodemiscelazione sul 40, e l'automiscelazione sul lontano 21.
Il 6 sul modulo vuol dire che è un 6 celle, tutti gli altri sono a 4.


Qui la loga verticale fissa su CSM, entra sul 57, poi salta su i due moduli LTE di Vodafone 811 - 821 e Wind 791 - 801 e termina lì.
L'altra verticale R 47 D su CSM, entra sul 50, 52, 56, poi termina di là sul 41.

Il 41 da CSM ha dei dati favolosi: C/N >36dB, MER 32,6 dB, CBER < 1.0E-5, VBER < 1.0E-7.
Il 41 di Barbiano è molto peggio: C/N >23.5dB, MER 23.3 dB, CBER 2.9E-3, VBER < 1.0E-7.
Sembra un vecchio TX analogico adattato al DVB-T.

L'LTE di TIM 801 - 811, è presa dalla loga verticale che guarda l'Osservanza, e il traliccio telefonico passa per di lì.

L'uscita di questo gruppetto di moduli, entra nell'UHF 2 del centralino Offel da 30 dB.

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Ciao, Mario.

I moduli a 4 celle HE mi sembra guadagnino 4 dB, quelli a 6, 0 dB, cioè, se entri con 70 dBuV esci con 70 dBuV con l'attenuatore al massimo.
Se attenui molto, abbassi la tensione e il transistor amplifica meno.
Dopo i moduli, ci va il finale di potenza adeguato alla perdita / attenuazione dell'impianto ( rete d'utenza ).
Io ho un 30 dB perchè ho un partitore a tre vie da - 6 dB, i derivatori CAD da - 14, e quasi 10 dB di perdita nel cavo.
Uscita dai moduli = circa 66 dBuV + 30 del finale = 96 dBuV in uscita.
Segnale vicino al primo CAD = 66 dBuV.
Segnale al quarto e ultimo CAD, = 60 dBuV.
I calcoli sono pressochè questi.

Grazie per la stima.


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351. I 4 moduli in condominio per la RAI di Bologna. 
Oggi venerdì 23 / 5, da Barbiano è aumentato di 4 dB, il segnale del mux ch 28.
Il canalizzato, tenuto il più possibile "flat", non perdona.
Adesso in antenna, il 28 è forte come il 40 della RAI, 82 dBuV.
Il 45 sale e scende di 4 dB, 80 - 84 dBuV quasi di continuo.
Il 21 è sempre inutilmente il più alto di zona, 86,5 dBuV, basterebbero 80 come il 24 RAI MUX 1.
Il 27 ogni tanto "si spegne" ( da mesi ), poi riparte dopo 2 secondi.

Immagine cliccabile.

Foto dedicata a Massimo Cichèro, amante delle antenne mega di banda terza.

Questa è proprio una banda III^ in verticale su Barbiano RAI, ostacolata da un palazzo più alto.



I 4 moduli per i mux RAI, si montano quando abbiamo una buona ricezione di tutti i multiplex verticali ricevuti da Castelmaggiore.

L'unico inconveniente è se dalla verticale che può guardare un po' Monte Venda, arrivano pure i tre mux 26, 30, 40 del Veneto, che farebbero a pugni con i nostri di Barbiano, ma nei casi "pesi" mettiamo una trappola per eliminarli il più possibile.

Quindi, disponendo di un centralino con due entrate UHF, mettiamo la verticale in un ingresso e regoliamo l'attenuazione, i 4 mux RAI preselezionati tramite i moduli dedicati, li mandiamo dentro all'altro ingresso UHF.

Si entra col cavo dell'antenna puntata sul trasmettitore RAI, sul primo modulo di sinistra ( il 24 ), poi tramite i tre ponticelli come sotto, si porta il segnale anche agli altri 3 moduli rimanenti, questo "passaggio" superiore si chiama "autodemiscelazione", e va sempre chiusa a 75 ohm ( spinotto rosso isolato ).

Sotto, che abbiamo l'uscita dalla parte dello spinotto bianco, si chiama "automiscelazione", e va chiusa dall'altra parte sempre a 75 ohm.

E' vero che i moduli a 3 celle sono un po' "larghi", ma sempre meno della selettività di una programmabile, poi per giunta vanno sempre un po' attenuati, quindi, degli adiacenti indesiderati se ne vedono pochi.

Da noi qua imperava la TEKO, ma nulla vieta di usare tutte le altre marche.

Il risultato finale è migliore che se si usa un mix - trappola - passacanali, perchè intanto non perdo 6 dB su tutti i mux, non ho con le trappole compromesso gli OTTO mux adiacenti ai 4 mux RAI, e inoltre posso agire su diverse attenuazioni: dal centralino, l'intero insieme dei mux presi in verticale, e sempre dal centralino il gruppo dei 4 RAI in toto, e dai singoli moduli, su un mux RAI a piacere . . . "mi fai una casa !", diciamo qua a Bologna.

In più posso velocemente alla bisogna, inserire un pre UHF, o sulla verticale o su Barbiano, insomma, di tutto e di più.

Certo che nell'antenna singola, va usato il mix quadruplo ( come ho fatto in un occasione ), e se si può, E' SEMPRE MEGLIO METTERLO NEL SOTTOTETTO, perchè è a portata di mano, si lavora meglio e rimane NUOVO.

Anche nel piccolo condominio, il mix quadruplo può trovare impiego, tanto non è il numero degli utenti che determina una scelta o l'altra . . . certo che se sono in molti, preferisco un insieme più controllabile come il semi - canalizzato a 4 o più moduli.


Con solo 3 celle, si fa prima a tararli, e il modulo che è attivo per via di un transistor, guadagna anche di più del 5 celle.


L'interno è un po' spoglio, ma se raggiunge l'obiettivo che voglio io, dove sta il problema ?



Il famoso e anziano pre a cubo dell'HELMAN ELETTRONICA, 13 dB di guadagno e un uscita massima in analogico, che era di 113 dBuV.

Difatti, non "s'imballa" neanche con i segnali strapotenti della mia K 95 D di Barbiano, gli 83 dBuV del ch 40 arrivano a 99, e il mux Mediaset ch 49 di 18 dB più BASSO, conserva inalterati tutti i dati riguardanti la qualità ( anzi, il CBER, che è il BER prima di Viterbi, migliora pure inchiodandosi su 1.0E-5, tenessero "botta" così, in proporzione, tutti i centralini da condominio, quando pretendiamo in uscita, potenze "importanti" !


Il transistor è un BFR 91 A - PH 77.



L'altro componente è della SGS mod. BC 556 B, e penso serva a stabilizzare la tensione.



Io ho solo di questi sulla mia centrale . . .

In alto a destra, all'esterno vi era saldato il filettino blu con spinottino HELMAN, ma il "cubetto" supportava anche un'utile telealimentazione via cavo o proveniente dagli ingressi superiori dei loro moduli di preselezione dotati di jumper a molletta.

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Risposte ai commenti / domande.


Quelli lì sono a caso, ma sopra, che il 21, 22, 23, 24 sono alti, sono gli ultimi del gruppo servito dell'antenna 21 - 39, e sono entrato dall'altra parte.
La regola è mettere quelli con la frequenza più ALTA vicino al finale UHF, o comunque quelli che hanno i segnali in antenna più deboli ed entrare su di essi.
Ma con i moduli HELMAN, si poteva entrare e uscire ovunque, che i livelli erano pressochè uguali, tanto erano fatti bene nel mantenere costante l'impedenza nelle loro ponteggiature interne sopra e sotto.

Era lo schema del luglio 2010.
Adesso non c'è più il convertitore 42 in 4, cioè da 639,25 a 62,5 MHz, il mix Siemens per banda terza e banda prima, adesso i moduli dal 5 al 12 entrano nel VHF nel centralino, l'MVU8 demiscelava la loga in VHF e UHF.
Una centrale così costerebbe 4000 euro circa, 70 euro a modulo ... + il resto.
I cavi del rotore arrivano qui dietro al PC come tanti altri, ho lo strumento qua, per le antenne sarebbero bastate le 8 loga sul palo, poi ho aggiunto altri 2 pali con tre antenne ciascuno, per avere più riscontri, non per vedere necessariamente più mux.
Non ci sono più i moduli dal 61 al 69, però ne ho messi tre per i tre gestori telefonici, sui segnali LTE 4G da 791 a 821 MHz.
E' tutto scritto nel blog, basta partire dall'agosto di 5 anni fa, e venire in su ai giorni nostri, sono solo poco più di 200.000 parole, cosa vuoi che sia.

Vai alla pagina 10, poi dalla 10 vai alla 18, lì si vede la centrale, ma se vai nel sito linkabile lì a destra, il 4° dall'alto, ci trovi anche lo schema di com'era a quella data lì.
Forza !

Nooo Vince, ma sembra che tu non abbia visto le foto della mia centrale.
I moduli sotto si ponticellano quasi sempre tutti fra loro, per poi entrare nell'ingresso UHF del finale / centralino.
Io che ne ho tanti, ho fatto due gruppi e sono entrato nei due UHF che ha il centralino.
Per i moduli VHF si fa uguale, poi con un solo cavo sono entrato nel VHF dello stesso centralino Offel 30 dB VHF-UHF-UHF.
Vai indietro nel blog, e ne vedrai di tutti i colori.

VINCENZO, sei pronto ? ( ....... non sei ancora pronto ...... ).

Ti rispondo . . .

Sì, un modulo tende a far passare solo quel mux per il quale è tarato, poi in pendenza a destra e sinistra si vedono un po' i panettoni degli adiacenti ( perchè da noi ci sono anche i privati vicino a Barbiano ), e dipende da quanto è selettivo il modulo, 5 celle sono meglio di tre, ma per dare i 4 mux RAI qui in città bastano i 3.

Io sono entrato da sinistra e ho "chiuso" a destra, ma non vi è una regola precisa, a volte si entra sul modulo del mux RAI meno potente e si esce da quello mettendo la resistenza in fondo agli altri tre.

Le resistenze le ho messe "isolate" perchè sono rosse e le vedi meglio, ma sulla maggior parte dei moduli in commercio, incluso questi della TEKO, non importavano, non essendoci telealimentazioni attivabili dai singoli moduli come quelli dell'HELMAN.

E poi ci vogliono, se no l'impedenza del circuito / cavo non è controllata, e se ne va a farsi benedire con avvallamenti vari, visibili nello spettro sui MUX filtrati dai 4 moduli.

I valori di MER e BER rimangono pressochè identici, perchè un 3 celle ti restituisce un panettone pari più facilmente, che un 5 tarato un po' alla veloce.

I valori peggiorano se, quando alzo l'attenuatore dell'altra antenna, questa mi porta dentro altri RAI isocanale di altra regione, mandando in criticità l'SFN, allora bisogna trappolare, ma noi qui, gli "altri" li abbiamo in verticale, allora siamo più avvantaggiati.

Il canalizzato totale, si faceva di più una volta, perchè qua da noi, per vedere 15 canali analogici al meglio, li dovevi prendere da 3, 4, 5 o più postazioni, così potevi scegliere i MIGLIORI, canalizzare / filtrare solo loro, e regolarli pure singolarmente come livello.

Più è alto il numero dei condòmini da servire, e più si è propensi a fare una centrale a moduli, che costa di più, ma è più lavorabile, e la spesa viene divisa fra molti, quindi risulta bassa.

Con l'avvento del solo digitale, piano piano, tutte le emittenti nel frattempo, si sono sempre più piazzate in un posto, massimo due, quindi a seconda di dove ti trovi e soprattutto a cosa ricevi, decidi cosa fare, certo che più l'impianto è vasto, più un modulare è d'obbligo.

Nel semicanalizzato, all'infuori dei 4 MUX RAI, tutti gli altri, mica li puoi regolare singolarmente, ma comunque rimane sempre un buon compromesso, riuscendo a dare anche quei canalucoli che con un modulare ragionevole, lasceresti perdere, non montando circa 35 moduli, ma magari solo 25.

Se poi RAI e locali + network, sono sulla stessa postazione / collina / montagna con la stessa polarità, allora niente semicanalizzato . . . si fa un larga banda se i livelli sono abbastanza omogenei, altrimenti si livella tutto per il meglio con un canalizzato ben messo in opera.

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Sòccia Davide, devo andare indietro coi ricordi, quindi ti dico che prima del 1980, io spostavo la taratura dei moduli di pochi canali, usando lo strumento PreStel ad ago, cioè senza lo spettro, che ebbi poco dopo con l'acquisto del primo UNA OHM con immagine fornita da tubo catodico.

Se dovevo portare un modulo da ch 25 a ch 23, guardavo quanto c'era in antenna sul 25, lo mettevo nel modulo tutto aperto e misuravo quanto segnale c'era in uscita, se il segnale era pressochè lo stesso, sapevo che quel modulo tarato dalla casa rendeva TOT, cioè guadagno 0 dB.

Così facendo, sapevo il comportamento di quel modulo, allora misuravo in antenna il ch 23 e dovevo ristabilire la stessa resa ( sulla portante video analogica) che avevo prima sul ch 25.

Quindi, antenna col ch 23 dentro al modulo del ch 25, strumento in uscita sintonizzato sul ch 23, che ovviamente non dava quasi nulla, si inizia ad avvitare leggermente verso l'interno, tutti e 4 i nuclei dei Siemens minicaset ( fatti dall'HELMAN ) in egual maniera in diversi step, man mano che l'ago sale, trovo il massimo del guadagno dell'unica portante presa come riferimento ( che è sempre quella video ), a questo punto si scopre che ci sono circa 5 dB in più, rispetto al segnale d'ingresso, e questo vuol dire che la taratura, essendo tutta sulla portante video, non ha tenuto conto della portante audio che si trova a 5,5 MHz più a destra, cioè verso il ch 24, e il modulo ovviamente sembra rendere di più.

Per avvicinarsi il più possibile ( a occhio / all'incirca ), alla taratura ottimale della casa, adesso basta svitare leggermente un pelo i 4 nuclei, fino a che il segnale della portante video, ritorna ad essere del livello che vi era in antenna sul ch 23, e molto probabilmente, la portante audio ( che si poteva anche misurare, ma non lo facevo ), era pressochè la stessa che vi era in ingresso . . .

Durai non tanti mesi in queste condizioni, poi prendemmo l'UNA OHM che aveva l'analizzatore di spettro radiofrequenziale, e dopo quella gavetta fatta con la lancetta del PreStel, ciaoooooooo, per me era tutta discesa.

Col Promax, faccio come 34 anni fa, vedo il ch. dove sta lavorando il modulo, ho lo spettro UHF ( o VHF ), mi sposto dalla parte dove devo andare, e con solo 3 nuclei è un panino.

Poi un modulo originale di frequenza alta, va sempre ottimizzato internamente, se si vuole che renda al meglio nella parte bassa della banda quarta ( e viceversa ).

Con un 3 celle, quando in uscita si è raggiunto un segnale superiore a quello che si ha in entrata di oltre 6 - 8 dB, e gli adiacenti "scendono" più ripidamente che con una programmabile, siamo a posto.

Siccome un modulo è un passacanale "attivo", non è che ci siano tanti misteri, solo che senza un minimo di strumentazione, è impossibile in generale, avventurarsi in tarature . . . se ci fosse ancora l'analogico, con un TV e un attenuatore nel sottotetto, grazie all'effetto "neve", potrei ritararti un "MEF" su un altro canale alla portata di quel MEF, ma adesso i mef sono anche quadrupli, il segnale è digitale, senza uno strumento, bisogna essere dei "manici" . . .


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