354. Baaasta con queste parabole . . . ( non fatte da noi ). 

La LEM e la Fracarro fanno dei multiswitch a 4, 6, 8 prelievi col TERRESTRE miscelato, che riconoscono se in casa da ognuno, vi è un decoder sat singolo ( legacy ) o SCR ( solo 3 porte ), e si dispongono automaticamente di conseguenza.




Partitore induttivo Siemens a 4 vie, attenuazione 7 dB, anni '70.




Due capi di ogni piattina, partono dal morsetto d'ingresso e vanno alle due uscite vicino all'entrata, le altre due, sempre unite fra loro, partono dall'altra parte dell'induttanza col cilindro di ferrite, e vanno ai morsetti più lontani.

Io però, a parte la fortissima vicinanza di un conduttore a fianco dell'altro, per cui prende segnale per induzione, non ho mai saputo il principio intrinseco su cui si basa questa configurazione di partitore a 4 vie.

So solo che anche qui, i 4 cavi ( montanti ) che vi venivano collegati, dovevano terminare su di un carico a 75 ohm, composto prima da partitori resistivi e poi da colonne di prese passanti in serie, con le ultime appunto terminate a 75 ohm.

Se i 4 montanti andavano subito a fare 4 colonne di prese induttive passanti, allora, subito dopo l'uscita del centralino, vi andava di norma un partitore a 4 vie RESISTIVO da - 11 dB ( anche l'Helman l'aveva in catalogo ).

Bisognava evitare di mettere in serie due componenti induttivi ( partitori o prese ), interponendovene uno resistivo.

Quindi: centralino > 1 div. induttivo > + div. resistivi > + colonne di prese passanti induttive con le ultime di ogni colonna / catena, chiuse a 75 ohm.

Oppure: centralino > 1 div. resistivo > + colonne di prese . . .

Ma adesso che i partitori resistivi non si usano più, non si fa più così, però era un sistema validissimo ancora presente al giorno d'oggi nei vecchi impianti.



Qui compare un'antenna di banda III^ verticale, con riflettore a tre elementi.


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Vincenzo, di preciso non lo so, ma penso io, per non peggiorare il ROS.
Perchè, induttivo il partitore principale, induttivi i partitori secondari, infine induttive pure le prese passanti ... qualcuno si accorse che qualcosa non quadrava e si andava peggiorando rispetto alla qualità di partenza.
Io ho visto "papiri", con formule e spiegazioni scritte in corsivo con la stilografica, e ti parlo di anni '60 - '70, sembrava una tesi di laurea, dove appunto si spiegava il perchè andavano messi i resistivi prima delle prese passanti induttive.
Un po' come non si deve mai mettere un partitore ( induttivo o resistivo che sia ), per andare ad alimentare delle sottocentrali di scala o condominio, ma ci vogliono sempre dei derivatori ( dal buon disaccoppiamento dalla linea e separazione fra i prelievi ), con l'ultimo chiuso a 75 ohm sul morsetto d'uscita.

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Bela frapenas, hai ragione, quella è proprio una KTR, l'ho zummata con la mia mega Sony e ho visto la punta arancione del tappo pure un po' storto, e soprattutto il gancio al palo, di inconfondibile fattura.
Non so poi se la B. III^ sia una Teleco o una Fagor o chissà cosa, non l'ho fatta io.

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Ciao Davide, il disaccoppiamento vero e proprio fra due prese provenienti dallo stesso derivatore, è dato dalla somma di due misure: una è quella della separazione dalla linea, cioè i - 12 dB del prelievo dichiarato, l'altra si chiama "disaccoppiamento fra derivazione e uscita", che non ho mai capito se è quella definita "mutua" o "inversa", questa magari dichiarata - 27 dB.

Perciò si fa 12 + 27 = 39 dB di disaccoppiamento fra due prese, all'epoca insufficienti quando le norme ne pretendevano minimo 48, e si diceva che i CAD Fracarro non erano a norme, perchè non raggiungevano quel così alto disaccoppiamento fra due prese, indispensabile per attenuare quasi del tutto, la frequenza immagine generata a ritroso dai gruppi dei vecchi televisori, verso gli altri televisori della casa, facenti capo allo stesso derivatore.

Se il derivatore, invece di essere induttivo direzionale, fosse invece ancora resistivo, allora sì che se sul prelievo dalla linea fatto con una sola resistenza, vi fossero 12 dB in meno, il disaccoppiamento fra due prese sarebbe dato da 12 + 12 = 24 dB . . . ma più che parlare di disaccoppiamento, forse allora si sarebbe solo detto "separazione / attenuazione" fra due prese.

Un appartamento, si fa di solito tutto a derivatori, poi se uno vuol mettere un partitore per andare sia nel TV che nella chiavetta di SKY, non vedo quali catastofi possano verificarsi, anche se la separazione fra i due, è in "zona" 20 dB ( separazione non disaccoppiamento, credo di poter dire ).

Siccome moltissimi derivatori, forse tutti, usano il principio "dell'accoppiamento direzionale", per via del quale non si può invertire l'ingresso con l'uscita, il termine disaccoppiamento deriva da lì, e sta ad indicare l'attenuazione totale che si ottiene entrando col segnale in un prelievo, e misurando sull'altro prelievo i dB rimasti, avendo avuto l'accortezza di chiudere l'uscita con un carico da 75 ohm.

I prelievi dei derivatori, vanno di solito a prese dirette, se i derivatori sono in casa.

Se i derivatori "calcolati" a scalare, sono nelle scale, in casa possono anche esserci 3 prese in serie, una - 14, - 14, e - 10 con resistenza di chiusura, dipende da chi progetta l'impianto condominiale alla costruzione.

Io sono sempre per fare, anche un numero elevato di prese dirette, collegate a derivatori, il primo da - 14, e il secondo da - 10 "terminato / chiuso" ... 8 prese, che vuoi di più ?!

Io che ho al centro dell'appartamento, in camera mia, 4 CAD 14 con 16 cavi che partono, vedo bene in tutte le prese, e se ad ogni presa collegassi 100 metri di cavo da 6,8 mm., non perderei un'emittente neanche .....

Adesso qui al 4° CAD ho dei 53 dBuV, ne togliamo 17 di una buona matassa di cavo, e andiamo a 36, vanno tutti come se niente fosse . . . usate cavo grosso e buono da 6,8 mm.

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Davide, il DG 113 è un cavo superiore al SAT 703 B sempre della Cavel che a volte compro anch'io, ma il problema del DTT in Italia non è certo il cavo.

Finchè i vecchi CAD della Fracarro li troverò in scansia, li comprerò.

I moderni derivatori in pressofusione, non hanno da parte mia controindicazioni, li fanno tutti, solo che i CAD li uso da una vita, e a parte le più TRISTE vitine stringi anima, mi soddisfano ancora.

Il problema è che il DTT, mi sembra funzioni meglio vicino ai ripetitori "importanti", di solito vicino alle città . . . più si è lontani e isolati, più TivùSat ha ragione di esistere.

Era così anche con l'analogico, ma purtroppo con i segnali numerici, invece di migliorare, la situazione si è aggravata, perchè è venuta a mancare quella che stava fra una "buona visione" e la "nebbia assoluta": la visione degradata da un sopportabile "effetto neve", che ci aveva salvato per 60 anni, rimanendo in moltissimi casi intelligibile.

Io sono nato e vissuto sempre in città, non posso avere la mentalità di uno che vive a 25 / 50 km da una città delle dimensioni di Bologna, non ho la verità assoluta per tutti i posti, e finirò i miei giorni qui.

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353. Il "piccolo" dell'Offel. 
Arrivata "R101 TV" in 16/9, A.R. 720 x 576i, lcn 66, sul mux ch 57 di Retecapri.
4 / 6 h 17:30.




Amplificatore ideale, per elevare la potenza del segnale, qualora ve ne fosse realmente il bisogno . . .



L'Offel amplifica tranquillamente anche 14 dB, quindi è ottimo se uno da una presa ne vuole ricavare 4 o più, impiegando derivatori da - 14 dB.
E' privo di attenuatori, ha il led rosso di funzionamento, l'interruttore 0 - 15 volt, per un'eventuale telealimentazione di un "pre" o "centralinino" da palo.

Per vedere se teneva la saturazione "lontana", sono entrato con la K 95 D di Barbiano, che mi fornisce diversi mux al di sopra degli 80 dbuV, con però il mux 49 a soli 66, lui però non ha fatto una piega, arrivando a 100 dBuV col ch 21 che entrava con 86, e ha mantenuto inalterata la qualità del 49 di Mediaset.

A questo punto, solita prova con l'aggiunta di un pre da + 13 dB in ingresso, e qui siam finiti per forza col degradare tutto ( però con classe ), e oltre i 110 ovviamente non "tiene".

Però come microcentralino per microcondominio va benissimo, 2-3 CAD 14 nel sottotetto, e giù con 8-12 cavi, o anche 4 + 4 + 4 nei pianerottoli, problemi zero ( LTE e FM esagerate a parte ).

L'amplificatore non è un "elimina squadrettature", è un "compensa perdite dell'impianto di distribuzione", perciò se sappiamo di perdere 20 dB dai calcoli fatti sulla componentistica passiva ( cavo, partitori, derivatori, o prese passanti in serie ), dobbiamo amplificare 20 dB per riottenere il segnale giusto che avevamo in partenza, avendo anche azionato gli attenuatori al ribasso presenti nel centralino, perchè in antenna vi erano segnali molto forti, e il medesimo tenuto al massimo, sarebbe risultato in saturazione completa.

Se siamo però vicinissimi ai ripetitori, e abbiamo una media di 80 dBuV su tutti i mux, è ovvio che se la distribuzione mi perde solo 20 dB, non ci metto alcun amplificatore e avrò alle prese segnali intorno a degli ottimi 60 dBuV.

I condomini medio - grandi, richiedono solitamente amplificazioni dai 30 ai 40 dB.

Sono i "4 gatti" a cui di solito basta un 12, 20, o 25 dB max, dipende dalla distribuzione + o - "mangereccia".

Se in casa, abbiamo in presa segnali di potenza sotto la norma ( 40 dBuV di media ), e un TV da solo va bene non presentando apparentemente nessun difetto, è ovvio che togliendone 14 + 4 di cavo, andiamo a 22 e tutti e 4 i TV cominciano a squadrettare, allora solo in quel caso un ampli come quello dell'Offel, recuperando fa un figurone, per il semplice fatto di aver compensato direttamente a monte, le perdite dell'impianto interno che segue, essendo partiti dal segnale "basso / scarso" offerto dalla presa condominiale ( che magari è quella del piano terra di un condominio, con cavi montanti di 50 anni fa ).


Massimo, che ci fai sulla "11 D".



Qui sono rappresentati i dati forniti dal Promax, riguardo il ch 31 preso da Barbiano, e canalizzato con modulo a 4 celle, presente nel mio impianto.

I valori sono tristi, perchè vi è presente anche un modulo ch 32 a 4 celle, sovrastato da un preamplificatore a cubo, sull'antenna che guarda Venda, per il mux "Sestarete" di Velo Veronese.

Se chiudo tutto l'attenuatore del 32, i dati del 31 migliorano drasticamente, fino ad arrivare come lo sono in antenna.

Nonostante ciò, diversi decoder, dopo un attimo di assestamento, dichiarano su questo 31, una qualità ai massimi, come se non esistesse un 32 di pari livello che lo sta interferendo vistosamente, trascinandosi un "mezzo" 31 preso chissà dove.

Nello strumento, l'immagine di un' emittente all'interno del mux 31 va ancora bene, ma so che sta lì lì per squadrettare.

Se capita un TV o decoder che ragiona come il Promax, non c'è per niente da star tranquilli, e comunque do più ragione al Promax che a certi "decoderonzoli".

Devo trovare un 6 celle del "gruppo 26 - 32", tararlo per bene, così "pesterò meno i piedi" al mux 31 . . .


---- Ricevo e pubblico ----


Ciao Claudio,
era un bel pezzo che non ti contattavo, da quando la nuova Direzione mi ha messo in " disarmo " ho perso un po' di " smalto ", anche perché anche gli " amici " sono scomparsi, compresi installatori che conoscevo da oltre 30 anni...

Bella Roba ! comunque ti metto al corrente di una novità di cui mi sono accorto accidentalmente ieri : erano stati istallati dall' azienda in cui lavoro molti ADB I can 3820T, ad un tratto sul canale 32 UHF dove qui ospita Focus, Cielo ecc, hanno cominciato a " squadrettare " per oltre un minuto dopo la sintonizzazione, poi andavano bene.. chi mi ha sostituito ha detto al cliente, in modo molto sbrigativo, di cambiare decoder.

Avevo ricevuto diverse telefonate di clienti che avevano ancora il mio cellulare e si lamentavano di tale problema, effettivamente l'apparecchio in mio possesso era esente dal problema, ma l'antenna in UHF del laboratorio di casa è una BLU 42 puntata su monte Morello e da tale postazione prelevo il segnale del 32, compreso anche il centralizzato del condominio, ma incuriosito dalle segnalazione provo ad installare un pannello UHF Fracarro, con mia sorpresa il ricevitore inizia a " squadrettare ", mentre altri apparecchi come l'FTE 115 funzionano come niente fosse, da accurata verifica strumentale mi accorgo che qualcosa no va nell'SFN, infatti il pannello è raggiunto da ben 4 postazioni : Morello ( primaria ), Albano, Secchieta e Serra, quindi mi rendo conto che se l'antenna è meno direttiva tale problema si presenta, quindi il ricevitore durava fatica ad agganciarsi.. ( alla faccia della sincronizzazione... )

Ripasso il ricevitore sulla BLU 42 e torna tutto a posto, ma ieri sera nell' accensione mi accorgo che è in corso un aggiornamento del decoder tramite il ch.30 UHF, vedi foto, ma una volta terminato l'upgrade vengo preso dalla curiosità e ricollego al pannello l'apparecchio e funziona benissimo... quindi era anche una anomalia del software che non gestiva correttamente alcune sincronizzazioni e ritardi.... comunque avviserò chi mi ha chiamato di effettuare l'aggiornamento.

Un Grandissimo Saluto.

Andrea









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352. Situazione attuale della centrale del mitico. 

Di questi moduli, sono alimentati solo il 6, 7, 8, 11, 12, mux attivi il 6, 8, 12, si aspetta il 7 della RAI a Barbiano.
L'uscita di questo gruppo, che è sotto al modulo dell'8, entra nell'ingresso VHF del centralino Offel da 30 dB.
L'8 è quello orizzontale di Venda, perchè il nostro verticale è ancora spento, gli altri sono serviti dalla loga verticale su Barbiano.


Mux dal 28 al 21, saltando il 32 che è preso da Velo Veronese con la 21 - 32 di Venda..
L'antenna è l'Offel K 47 B - 21 - 39 su Barbiano.


Qui siamo alla 36 - 82 dell'Offel K 95 E, che entra nel debole 53, poi va verso sinistra, salta il 41 ed esce dal 55 . . .
Il 52 verde e il 50 non sono alimentati perchè presi da CSM con altra antenna verticale.
Quello solitario verde è il 5 di Venda con dentro la 6 D STRATOS Offel, la sua uscita va sotto al 7 del gruppo dei moduli TEKO di terza.
L'uscita sotto il 53, porta tutti i mux presi in considerazione da Barbiano, nell'ingresso UHF 1 del centralino Offel da 30 dB.


Qui arrivano i due cavi che escono dal 55 di sotto, entrano nel 59 e andando verso sinistra, finiscono, l'autodemiscelazione sul 40, e l'automiscelazione sul lontano 21.
Il 6 sul modulo vuol dire che è un 6 celle, tutti gli altri sono a 4.


Qui la loga verticale fissa su CSM, entra sul 57, poi salta su i due moduli LTE di Vodafone 811 - 821 e Wind 791 - 801 e termina lì.
L'altra verticale R 47 D su CSM, entra sul 50, 52, 56, poi termina di là sul 41.

Il 41 da CSM ha dei dati favolosi: C/N >36dB, MER 32,6 dB, CBER < 1.0E-5, VBER < 1.0E-7.
Il 41 di Barbiano è molto peggio: C/N >23.5dB, MER 23.3 dB, CBER 2.9E-3, VBER < 1.0E-7.
Sembra un vecchio TX analogico adattato al DVB-T.

L'LTE di TIM 801 - 811, è presa dalla loga verticale che guarda l'Osservanza, e il traliccio telefonico passa per di lì.

L'uscita di questo gruppetto di moduli, entra nell'UHF 2 del centralino Offel da 30 dB.

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Ciao, Mario.

I moduli a 4 celle HE mi sembra guadagnino 4 dB, quelli a 6, 0 dB, cioè, se entri con 70 dBuV esci con 70 dBuV con l'attenuatore al massimo.
Se attenui molto, abbassi la tensione e il transistor amplifica meno.
Dopo i moduli, ci va il finale di potenza adeguato alla perdita / attenuazione dell'impianto ( rete d'utenza ).
Io ho un 30 dB perchè ho un partitore a tre vie da - 6 dB, i derivatori CAD da - 14, e quasi 10 dB di perdita nel cavo.
Uscita dai moduli = circa 66 dBuV + 30 del finale = 96 dBuV in uscita.
Segnale vicino al primo CAD = 66 dBuV.
Segnale al quarto e ultimo CAD, = 60 dBuV.
I calcoli sono pressochè questi.

Grazie per la stima.


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351. I 4 moduli in condominio per la RAI di Bologna. 
Oggi venerdì 23 / 5, da Barbiano è aumentato di 4 dB, il segnale del mux ch 28.
Il canalizzato, tenuto il più possibile "flat", non perdona.
Adesso in antenna, il 28 è forte come il 40 della RAI, 82 dBuV.
Il 45 sale e scende di 4 dB, 80 - 84 dBuV quasi di continuo.
Il 21 è sempre inutilmente il più alto di zona, 86,5 dBuV, basterebbero 80 come il 24 RAI MUX 1.
Il 27 ogni tanto "si spegne" ( da mesi ), poi riparte dopo 2 secondi.

Immagine cliccabile.

Foto dedicata a Massimo Cichèro, amante delle antenne mega di banda terza.

Questa è proprio una banda III^ in verticale su Barbiano RAI, ostacolata da un palazzo più alto.



I 4 moduli per i mux RAI, si montano quando abbiamo una buona ricezione di tutti i multiplex verticali ricevuti da Castelmaggiore.

L'unico inconveniente è se dalla verticale che può guardare un po' Monte Venda, arrivano pure i tre mux 26, 30, 40 del Veneto, che farebbero a pugni con i nostri di Barbiano, ma nei casi "pesi" mettiamo una trappola per eliminarli il più possibile.

Quindi, disponendo di un centralino con due entrate UHF, mettiamo la verticale in un ingresso e regoliamo l'attenuazione, i 4 mux RAI preselezionati tramite i moduli dedicati, li mandiamo dentro all'altro ingresso UHF.

Si entra col cavo dell'antenna puntata sul trasmettitore RAI, sul primo modulo di sinistra ( il 24 ), poi tramite i tre ponticelli come sotto, si porta il segnale anche agli altri 3 moduli rimanenti, questo "passaggio" superiore si chiama "autodemiscelazione", e va sempre chiusa a 75 ohm ( spinotto rosso isolato ).

Sotto, che abbiamo l'uscita dalla parte dello spinotto bianco, si chiama "automiscelazione", e va chiusa dall'altra parte sempre a 75 ohm.

E' vero che i moduli a 3 celle sono un po' "larghi", ma sempre meno della selettività di una programmabile, poi per giunta vanno sempre un po' attenuati, quindi, degli adiacenti indesiderati se ne vedono pochi.

Da noi qua imperava la TEKO, ma nulla vieta di usare tutte le altre marche.

Il risultato finale è migliore che se si usa un mix - trappola - passacanali, perchè intanto non perdo 6 dB su tutti i mux, non ho con le trappole compromesso gli OTTO mux adiacenti ai 4 mux RAI, e inoltre posso agire su diverse attenuazioni: dal centralino, l'intero insieme dei mux presi in verticale, e sempre dal centralino il gruppo dei 4 RAI in toto, e dai singoli moduli, su un mux RAI a piacere . . . "mi fai una casa !", diciamo qua a Bologna.

In più posso velocemente alla bisogna, inserire un pre UHF, o sulla verticale o su Barbiano, insomma, di tutto e di più.

Certo che nell'antenna singola, va usato il mix quadruplo ( come ho fatto in un occasione ), e se si può, E' SEMPRE MEGLIO METTERLO NEL SOTTOTETTO, perchè è a portata di mano, si lavora meglio e rimane NUOVO.

Anche nel piccolo condominio, il mix quadruplo può trovare impiego, tanto non è il numero degli utenti che determina una scelta o l'altra . . . certo che se sono in molti, preferisco un insieme più controllabile come il semi - canalizzato a 4 o più moduli.


Con solo 3 celle, si fa prima a tararli, e il modulo che è attivo per via di un transistor, guadagna anche di più del 5 celle.


L'interno è un po' spoglio, ma se raggiunge l'obiettivo che voglio io, dove sta il problema ?



Il famoso e anziano pre a cubo dell'HELMAN ELETTRONICA, 13 dB di guadagno e un uscita massima in analogico, che era di 113 dBuV.

Difatti, non "s'imballa" neanche con i segnali strapotenti della mia K 95 D di Barbiano, gli 83 dBuV del ch 40 arrivano a 99, e il mux Mediaset ch 49 di 18 dB più BASSO, conserva inalterati tutti i dati riguardanti la qualità ( anzi, il CBER, che è il BER prima di Viterbi, migliora pure inchiodandosi su 1.0E-5, tenessero "botta" così, in proporzione, tutti i centralini da condominio, quando pretendiamo in uscita, potenze "importanti" !


Il transistor è un BFR 91 A - PH 77.



L'altro componente è della SGS mod. BC 556 B, e penso serva a stabilizzare la tensione.



Io ho solo di questi sulla mia centrale . . .

In alto a destra, all'esterno vi era saldato il filettino blu con spinottino HELMAN, ma il "cubetto" supportava anche un'utile telealimentazione via cavo o proveniente dagli ingressi superiori dei loro moduli di preselezione dotati di jumper a molletta.

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Risposte ai commenti / domande.


Quelli lì sono a caso, ma sopra, che il 21, 22, 23, 24 sono alti, sono gli ultimi del gruppo servito dell'antenna 21 - 39, e sono entrato dall'altra parte.
La regola è mettere quelli con la frequenza più ALTA vicino al finale UHF, o comunque quelli che hanno i segnali in antenna più deboli ed entrare su di essi.
Ma con i moduli HELMAN, si poteva entrare e uscire ovunque, che i livelli erano pressochè uguali, tanto erano fatti bene nel mantenere costante l'impedenza nelle loro ponteggiature interne sopra e sotto.

Era lo schema del luglio 2010.
Adesso non c'è più il convertitore 42 in 4, cioè da 639,25 a 62,5 MHz, il mix Siemens per banda terza e banda prima, adesso i moduli dal 5 al 12 entrano nel VHF nel centralino, l'MVU8 demiscelava la loga in VHF e UHF.
Una centrale così costerebbe 4000 euro circa, 70 euro a modulo ... + il resto.
I cavi del rotore arrivano qui dietro al PC come tanti altri, ho lo strumento qua, per le antenne sarebbero bastate le 8 loga sul palo, poi ho aggiunto altri 2 pali con tre antenne ciascuno, per avere più riscontri, non per vedere necessariamente più mux.
Non ci sono più i moduli dal 61 al 69, però ne ho messi tre per i tre gestori telefonici, sui segnali LTE 4G da 791 a 821 MHz.
E' tutto scritto nel blog, basta partire dall'agosto di 5 anni fa, e venire in su ai giorni nostri, sono solo poco più di 200.000 parole, cosa vuoi che sia.

Vai alla pagina 10, poi dalla 10 vai alla 18, lì si vede la centrale, ma se vai nel sito linkabile lì a destra, il 4° dall'alto, ci trovi anche lo schema di com'era a quella data lì.
Forza !

Nooo Vince, ma sembra che tu non abbia visto le foto della mia centrale.
I moduli sotto si ponticellano quasi sempre tutti fra loro, per poi entrare nell'ingresso UHF del finale / centralino.
Io che ne ho tanti, ho fatto due gruppi e sono entrato nei due UHF che ha il centralino.
Per i moduli VHF si fa uguale, poi con un solo cavo sono entrato nel VHF dello stesso centralino Offel 30 dB VHF-UHF-UHF.
Vai indietro nel blog, e ne vedrai di tutti i colori.

VINCENZO, sei pronto ? ( ....... non sei ancora pronto ...... ).

Ti rispondo . . .

Sì, un modulo tende a far passare solo quel mux per il quale è tarato, poi in pendenza a destra e sinistra si vedono un po' i panettoni degli adiacenti ( perchè da noi ci sono anche i privati vicino a Barbiano ), e dipende da quanto è selettivo il modulo, 5 celle sono meglio di tre, ma per dare i 4 mux RAI qui in città bastano i 3.

Io sono entrato da sinistra e ho "chiuso" a destra, ma non vi è una regola precisa, a volte si entra sul modulo del mux RAI meno potente e si esce da quello mettendo la resistenza in fondo agli altri tre.

Le resistenze le ho messe "isolate" perchè sono rosse e le vedi meglio, ma sulla maggior parte dei moduli in commercio, incluso questi della TEKO, non importavano, non essendoci telealimentazioni attivabili dai singoli moduli come quelli dell'HELMAN.

E poi ci vogliono, se no l'impedenza del circuito / cavo non è controllata, e se ne va a farsi benedire con avvallamenti vari, visibili nello spettro sui MUX filtrati dai 4 moduli.

I valori di MER e BER rimangono pressochè identici, perchè un 3 celle ti restituisce un panettone pari più facilmente, che un 5 tarato un po' alla veloce.

I valori peggiorano se, quando alzo l'attenuatore dell'altra antenna, questa mi porta dentro altri RAI isocanale di altra regione, mandando in criticità l'SFN, allora bisogna trappolare, ma noi qui, gli "altri" li abbiamo in verticale, allora siamo più avvantaggiati.

Il canalizzato totale, si faceva di più una volta, perchè qua da noi, per vedere 15 canali analogici al meglio, li dovevi prendere da 3, 4, 5 o più postazioni, così potevi scegliere i MIGLIORI, canalizzare / filtrare solo loro, e regolarli pure singolarmente come livello.

Più è alto il numero dei condòmini da servire, e più si è propensi a fare una centrale a moduli, che costa di più, ma è più lavorabile, e la spesa viene divisa fra molti, quindi risulta bassa.

Con l'avvento del solo digitale, piano piano, tutte le emittenti nel frattempo, si sono sempre più piazzate in un posto, massimo due, quindi a seconda di dove ti trovi e soprattutto a cosa ricevi, decidi cosa fare, certo che più l'impianto è vasto, più un modulare è d'obbligo.

Nel semicanalizzato, all'infuori dei 4 MUX RAI, tutti gli altri, mica li puoi regolare singolarmente, ma comunque rimane sempre un buon compromesso, riuscendo a dare anche quei canalucoli che con un modulare ragionevole, lasceresti perdere, non montando circa 35 moduli, ma magari solo 25.

Se poi RAI e locali + network, sono sulla stessa postazione / collina / montagna con la stessa polarità, allora niente semicanalizzato . . . si fa un larga banda se i livelli sono abbastanza omogenei, altrimenti si livella tutto per il meglio con un canalizzato ben messo in opera.

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Sòccia Davide, devo andare indietro coi ricordi, quindi ti dico che prima del 1980, io spostavo la taratura dei moduli di pochi canali, usando lo strumento PreStel ad ago, cioè senza lo spettro, che ebbi poco dopo con l'acquisto del primo UNA OHM con immagine fornita da tubo catodico.

Se dovevo portare un modulo da ch 25 a ch 23, guardavo quanto c'era in antenna sul 25, lo mettevo nel modulo tutto aperto e misuravo quanto segnale c'era in uscita, se il segnale era pressochè lo stesso, sapevo che quel modulo tarato dalla casa rendeva TOT, cioè guadagno 0 dB.

Così facendo, sapevo il comportamento di quel modulo, allora misuravo in antenna il ch 23 e dovevo ristabilire la stessa resa ( sulla portante video analogica) che avevo prima sul ch 25.

Quindi, antenna col ch 23 dentro al modulo del ch 25, strumento in uscita sintonizzato sul ch 23, che ovviamente non dava quasi nulla, si inizia ad avvitare leggermente verso l'interno, tutti e 4 i nuclei dei Siemens minicaset ( fatti dall'HELMAN ) in egual maniera in diversi step, man mano che l'ago sale, trovo il massimo del guadagno dell'unica portante presa come riferimento ( che è sempre quella video ), a questo punto si scopre che ci sono circa 5 dB in più, rispetto al segnale d'ingresso, e questo vuol dire che la taratura, essendo tutta sulla portante video, non ha tenuto conto della portante audio che si trova a 5,5 MHz più a destra, cioè verso il ch 24, e il modulo ovviamente sembra rendere di più.

Per avvicinarsi il più possibile ( a occhio / all'incirca ), alla taratura ottimale della casa, adesso basta svitare leggermente un pelo i 4 nuclei, fino a che il segnale della portante video, ritorna ad essere del livello che vi era in antenna sul ch 23, e molto probabilmente, la portante audio ( che si poteva anche misurare, ma non lo facevo ), era pressochè la stessa che vi era in ingresso . . .

Durai non tanti mesi in queste condizioni, poi prendemmo l'UNA OHM che aveva l'analizzatore di spettro radiofrequenziale, e dopo quella gavetta fatta con la lancetta del PreStel, ciaoooooooo, per me era tutta discesa.

Col Promax, faccio come 34 anni fa, vedo il ch. dove sta lavorando il modulo, ho lo spettro UHF ( o VHF ), mi sposto dalla parte dove devo andare, e con solo 3 nuclei è un panino.

Poi un modulo originale di frequenza alta, va sempre ottimizzato internamente, se si vuole che renda al meglio nella parte bassa della banda quarta ( e viceversa ).

Con un 3 celle, quando in uscita si è raggiunto un segnale superiore a quello che si ha in entrata di oltre 6 - 8 dB, e gli adiacenti "scendono" più ripidamente che con una programmabile, siamo a posto.

Siccome un modulo è un passacanale "attivo", non è che ci siano tanti misteri, solo che senza un minimo di strumentazione, è impossibile in generale, avventurarsi in tarature . . . se ci fosse ancora l'analogico, con un TV e un attenuatore nel sottotetto, grazie all'effetto "neve", potrei ritararti un "MEF" su un altro canale alla portata di quel MEF, ma adesso i mef sono anche quadrupli, il segnale è digitale, senza uno strumento, bisogna essere dei "manici" . . .


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347. I palloni da calcio in gomma negli anni '60 - '70. 
NOTIZIA IN POSSIBILE AGGIORNAMENTO / MEN AT WORK / SCUSATE LA VARIANTE / TORNERO' SUL MONDO DELLE ANTENNE / INTANTO, SUPERATO IL TETTO DELLE 200.000 PAROLE.

Immagine cliccabile.

La mia collezione di valvole, arrivata a quota 520 ( 500 nel 1980 ca. ).


La mitica "SICA" di Vermezzo ( MILANO ), ora da tempo trasferitasi a Bertinoro ( FORLI' ).

ALCUNI PALLONI STORICI DELLA CASA


TELE BALL SUPER
.......5...SICA...5....... ( 1964, il mio 1° pallone bianco con stampo della gomma a finte sezioni e finte cuciture dal disegno tipo "COPPA EUROPA", a 12 pentagoni neri stampati, con tappino bianco, peso gr. 180 ca. ).

CHAMPION
...tele ball...
( Il mio del 1965 era rosso a pentagoni neri, stampo in gomma come sopra con tappino arancione, peso gr. 180 ca. ).

.JUNIOR.
4.SICA.4 ( n° 4, bianco a 12 pentagoni neri con tappino, 250 LIRE ).

ELITE ( prima versione 1969 circa, con scritto sul pallone "gr. 185 con valvola", a 12 pentagoni neri stampati, 350 LIRE ).

ELITE ( seconda versione anni '70, con tappone color silicone, senza la scritta "gr 185 con valvola" ).

DERBY ( bianco a pentagoni neri, superfice ruvida, peso gr. 240 ca. , costava 500 LIRE ).



Oggi 3 - 7 - 2016 ho trovato un "DERBY" di 50 anni fa che ha dell'incredibile !

Non era stato buttato nei rifiuti da allora, e appena l'ho visto all'aperto da un mio amico che abita a Pilastrino da poco, mi ha detto prendilo.

Per me nel 1966 il DERBY c'era già, nel '69 - '70 arrivò lo Yashin.

N° 5, OFFICIAL, TELE BALL, Gr. 240, VALVOLA, SICA.


Logo SICA di allora.



GR 240.


Il pallone è forato e piccolissimo, ideale per fare giocare un cane, ed è per quello che non l'hanno mai buttato via, ci sono i segni dei denti e due grossi tagli, così si arrotonda sempre e dura una vita anche da bucato.
Ho visto pochi anni fa anche uno Yashin marrone piccolissimo, nelle stesse condizioni, e c'era un cane presente col padrone.


TELE BALL.



La valvola che ho estratto e che era rimasta al suo posto per mezzo secolo.

E sembra della prima serie, col perno più sottile, l'ho misurata con il calibro, è la quarta da sinistra dopo i tappini.



GRAN GARA ( molto simile al "DERBY" con valvola in metallo, in vendita alla "UPIM" non marcato "SICA" ma fatto dalla SICA, inoltre, lo stampo in gomma ruvida puntellata, era come quella del DERBY, ma in un punto preciso era liscia a forma di scudetto, come per metterci qualcosa di indelebile, che però non venne mai messo, e rimase così bianco e liscio, spesso parzialmente occupato da un pentagono nero ).

CAMPIONI ( bianco, gr. 220 ca. con le foto indelebili di 11 calciatori, ALBERTOSI, DE SISTI, MAZZOLA, RIVERA, BURGNICH, DOMENGHINI, ROSATO, BONINSEGNA, ANASTASI, FACCHETTI, RIVA . . . ma non era sempre questa formazione ).

SPORTING ( arancione verso il marrone, prima versione gr. 320, dopo più leggero, dal peso non dichiarato ).

COPPA ITALIA ( bianco a 8 esagoni neri, stampo a 32 sezioni, valvola in ottone in un pentagono non al centro di una semisfera, 420 grammi ).

COPPA EUROPA ( già presente dal 1965, mio quello quello in foto, 420 gr. del 1975, costo 1000 LIRE, con valvola in gomma nera brevettata, infilata da un'altra marrone usata come tappo perchè usurata perdeva . . . ).

DRIBBLING ( solo e tutto arancione, dribbling scritto in corsivo con la D maiuscola, stesso stampo in gomma del "COPPA EUROPA", 420 gr. , 1000 LIRE ).

MATCH ( bianco, a sezioni tipo "COPPA EUROPA", ma di gr. 220 ca. ).

TACKLE ( gr. 420 credo, e non della "MONDO" spero ).

WEMBLEY ( gr. 280 credo, uno degli ultimi ).

Volleyball ( pallavolo secondo SICA )



BASKET BALL ( gr. 620 anni '70, logo SICA diverso )




La Sica fece anche un pallone da rugby



Superiormente, evoluzione dei "tappini" e valvole della "SICA", per i palloni fino a 320 grammi.
Sotto, l'evoluzione riguardante "I 420 grammi" ( scrivevano "regolamentare" ... ).

Le due marron in alto, hanno equipaggiato gli "ELITE" "DERBY" "CAMPIONI" e "SPORTING" che si sono "stancati", poi il "tappone" alla loro destra ha dilagato negli ultimi "ELITE" non più rigonfiabili ( se non togliendolo, gonfiandolo, e rimettendolo ).

La prima di metallo a sinistra, era formata da una molla in basso, che spingeva un pistoncino con in cima un "OR" in gomma, che a sua volta faceva la "battuta" in alto, a mo' di valvola da bici, e cedeva solo alla pressione esercitata dall'esterno, tramite pompa o compressore ( da me mai usato ).

Si poteva compiere la manovra di "sgonfiaggio", infilando il capo di un fermaglio di ferro dall'esterno dentro la valvola, vincendo la resistenza della molla più la pressione interna.

Semplice no ? E questo nel 1965, mentre la "Stroppiana MONDO" faceva i palloni pubblicitari per le caramelle "NATURELLA" della "FERRERO", con le prime valvole in plastica derivate dai loro "tappini".

Le due che seguono e quella cromata, seguivano un'altro principio di funzionamento: la pressione esercitata dall'esterno, vinceva la resistenza del cilindretto di gomma ( para ), che copriva il foro che si vede nella foto.

La funzione di sgonfiaggio vista sopra era evidentemente impossibile ( salvo l'estrazione della valvola stessa, tramite vite da 2 mm. circa che si avvitava all'ingresso di questa e molte altre valvole in ottone ).

L'ultima in ottone, seguiva il vecchio principio della pressione esercitata dall'esterno: la valvola restava nella sua posizione e l'aria si faceva largo passando dai due fori, forzando la resistenza del "budello" in gomma che la tratteneva dal muoversi e dal far fuoriuscire l'aria dalla parte terminale conica .

Alla fine la "SICA" inventò e brevettò la "valvola in gomma" ( quella nera a destra ), da usarsi con l'ago a punta arrotondata.
La parte bassa della valvola è divisa in due da un taglio longitudinale, l'ago scendendo fa divaricare le due metà, poi quando viene estratto, le due metà si ricongiungono anche sotto la forza dell'alloggiamento di dove si trova, solo che dopo un po' di infilaggi, alla fine perdeva, e allora era più intelligente appoggiarvi la pompa e con forza e maestria, darci dentro e far entrare l'aria senza nessun ago ( specialmente quello a punta, dai fori aventi un po' di bava "lacera gomma" ).


Pallina originale SICA anni '70, N° 2, con tappo gigante color silicone, notare i colori sfumati verde e blu su sfondo di gomma vagamente rosa metallizzato.

L'ho sempre avuta in un cassetto, poi un giorno l'ho rigonfiata, super lavata, et voilà, altra testimonianza della grande SICA di allora situata a VERMEZZO.

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In colonia, nel '65, all'età di 6 anni, mi portai da casa un "COPPA EUROPA" da 420 grammi.

Un giorno dentro la colonia, nel fare qualche scambio a calcio con gli altri amici di sventura, il pallone finì su un muretto largo pieno di edera, e non venne più giù, chiesi aiuto in giro, ma dovetti abbandonarlo al suo destino.

L'anno dopo, che per fortuna mi ci rimandarono, tornai all'attacco per il recupero del mio pallone, e forse una suora impietosita, prese una scala e me lo ritrovò, era rimasto fermo e immobile per un anno.

Mi ricordo che lo riconobbi quasi al volo, e nella parte che era rimasta in alto, si era un po' scolorito causa la pioggia e il sole di un anno lassù, passato ad aspettarmi.

Si era pure sgonfiato un po', ma in realtà poco, roba da ridere per me.

La "SICA" resterà per sempre la mia preferita, aveva in quegli anni un campionario veramente al TOP della qualità !



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L'eterna rivale della SICA : La "Stroppiana - MONDO" di Gallo d'Alba ( CUNEO ).


ALCUNI PALLONI STORICI DELLA CASA




Promozionale "Naturella Ferrero" ( pallone fine anni '60 raffigurante il prodotto, credo già con valvola ).

ZEUS BALL ( pallone arancione anni '70 con valvola ).

TOTO BALL ( pallone più piccolo arancione anni '70, con valvola ).



SUPER
......TELE
( era scritto così, ma senza i puntini, pallone del 1967 circa, bianco con i 12 pentagoni neri, scritto nei due ipotetici esagoni bianchi: SUPER sopra e TELE sotto partendo dalle P-E, e finendo dispari, prima di toccare perpendicolarmente un lato del pentagono, con tappino e poi valvola ).



Super Tele rigonfiabile / ( pallone anni '70 - '80, anche con punto nero "GIG": Gruppo Italiano Giocattoli, in vari colori e valvola nuova, prima serie corta, poi allungata ).


SUPERTELE made in italy 2017 ( Presente anche ai giorni nostri, con spessore della gomma ormai ridotto ai minimi termini possibili, con tappo gigante, vari colori, una longevità di vendita senza paragoni )

Questo verde semi-trasparente, ha la valvola in gomma e si gonfia con l'ago, e pesa 100 grammi con la retina.

EUROSPORT ( pallone anno 1969 meno leggero del SUPERTELE "volante", dotato di prima valvola evoluzione del tappino, vari colori, il mio era blu ).

Promozionale "AGIP" ( pallone giallo con cane a 6 zampe dell'AGIP Supercortemaggiore, anno 1969, tappino originale lungo e azzurro, usato solo per quel pallone lì, consegnato sgonfio ai benzinai in un discreto numero di esemplari, all'alba del primo luglio, da gonfiare sul posto col compressore e messa al volo del tappino ).

TELESPORT ( forse era un N° 4 ).

SUPER SANTOS ( Enorme successo di vendite per decenni, colore unico di un bellissimo arancione, peso gr. 280, rigonfiabile e corredato di una nuova valvola in ottone con cilindro in gomma rossa, a me pare lanciato nel 1972 e non nel 1962 come compare nel sito della "MONDO" ).
Nel '62, direi che non sapevano cosa fossero le valvole, semplicemente perchè non erano state ancora inventate.
Vi sono però foto veritiere che testimoniano la presenza di Super Santos nel 1967, ma da noi esplosero nel 1972, si vede che la distribuzione non era ancora capillare.

STOPPER ( Incredibile esistenza di un "fratello maggiore" del SUPER SANTOS, di un arancione mi sembra più scuro, gr. 420, rigonfiabile, valvola in ottone come sopra, targhetta "Stroppiana MONDO" come nei primi SUPER SANTOS ).
Chissà se la "MONDO" si ricorda di averlo mai fabbricato . . .

RIVER PLATE ( Uno dei tanti 420 grammi, a metà degli anni '70, a 32 sezioni con 8 esagoni neri stampati, rigonfiabile con valvola in plastica lunga combinata intelligente dell'epoca, non usata purtroppo più avanti nel "TANGO" ).
Io per la verità, ce l'ho davanti agli occhi con i 12 pentagoni neri, ma oramai mi crollano convinzioni errate tutti i giorni . . .

TANGO hot play ( Anno 1978, grammi 420, la "mazzata" finale all'eterna rivale "SICA", una volta ottenuta l'autorizzazione dell' "ADIDAS" ... ciao SICA, ... ne sta vendendo ancora oggi, innarrestabile successo di vendite dal 1978, unici difetti: un inglorioso "TAPPO nero" al posto di una valvola seria, e abbassamento della pressione lievemente superiore alla media ).
Fortunato chi lo riesce ad acquistare, "tonicamente" GONFIO !

ZICO / MARADONA / PLATINI 420 grammi a pentagoni stampati.

MATCH BALL NOTTURNO, anno 1976, 280 grammi rigonfiabile, bianco a 32 sezioni con 8 esagoni neri come il SAN SIRO, ( visto in rete ).

Incredibile ! La Mondo ha messo in commercio un pallone che si chiama ELITE, che era della SICA già dagli anni '60, ed era scritto proprio così, gli avranno dato lo stampo.


15 - 16 Giugno 2018: pallone in omaggio a chi fa spesa all'Euro Spin per almeno 30 euro, peso 360 grammi, meno del Tango (420) e più dei primi Supersantos (280).
Ottima scelta di festeggiare i 25 anni di attività del gruppo, scegliendo la Mondo per un pallone dignitosissimo.

E' rigonfiabile, essendo dotato della collaudata e riuscita valvola in gomma bianca, che oramai viene messa anche nei "Supertele".

Si gonfia con l'ago a punta arrotondata, oppure per pressione poggiando la pompa cilindrica da bici di una volta, così non si "consuma" con il passaggio non proprio delicato dell'ago.


Ecco quello fatto dalla Mondo per Famila, giallo e leggero, 125 grammi, da pallavolo non impegnativa in spiaggia, stessa valvola in gomma.



CORNER / EUROSPORT / WORLD STAR / BEACH FOOT / ELiTE / GoaL ( Varianti al nome del SUPER TELE ).

Incredibileeeeee, la MONDO ha prodotto un ELITE con gli stessi caratteri usati dalla SICA . . .

Mini Ball Piccola palla di vari colori con pentagoni neri.


Pallone "i BIG del calcio", anno 1972 circa, MONDO.



Simile al "Campioni" della SICA.


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Io andai in colonia sia nel 1965 che nel 1966, all'età di 6 e 7 anni.

E tutto il giorno, nel '65, la "PUBLIPHONO" di Rimini, trasmetteva dai suoi altoparlanti posti in alto, il successo del momento: A TASTE OF HONEY di HERB ALPERT & THE TIJUANA BRASS ( del quale fino ad oggi, grazie a quella "influenza martellante", ho tutti i dischi e CD ).

Colonia Albertina, viale Enrico Colli, Viserbella di Rimini, con le suore.

In un sottoscala, trovai un palloncino sgonfio bianco a piccoli ESAGONI neri stampati, ma lo stampo della gomma bianca era già a 18 sezioni con le finte cuciture che si usava mettere a quel tempo, e ricalcava con le stesse proporzioni, il disegno delle righe nere del SUPER SANTOS che sarebbe esploso dopo nel 1972.

Non ne ricordo però il nome . . . era tipo "match", scritto come nel pallone da pallacanestro arancione della MONDO, il BASKET BALL match da 620 grammi dei primi anni '70.




Prima fila sopra da sinistra a destra.

Tappini dei primi anni '60.
Evoluzione dei tappini, con testa allargata e due forellini sotto ai lati, a formare il primo concetto di valvola della "Stroppiana MONDO".
Tappini lunghi azzurri 1969, per facilitare i benzinai dell'AGIP . . .
Disegno nuove valvole per i Super Tele rigonfiabili, le prime erano come la gialla, a punta arrotondata . . .

Seconda fila.

Prime valvole dei SUPER SANTOS ( invertite ), prima nacquero le corte poi le medie e infine le lunghe, che ne ho molte di più.
La quarta mi sembra loro, e venne fuori in seguito, e tutte avevano un cilindretto in gomma rosso a coprire il forellino laterale.
I SUPER SANTOS di adesso saranno più leggeri di 280 grammi, e avranno il tappone da anni . . .
La valvolona intelligente, formata da tre pezzi, quello sopra entrava in quello sotto a pressione, ma all'interno dove non si vede, si assottigliava come un tubino chiuso in fondo, e un foro laterale coperto da un'altro tubicino di gomma ( para ) che non faceva uscire l'aria . . . la parte in fondo che si vede, era poi aperta.
Ed eccoci alla genialata del TAPPO nero usato per la prima volta in un "420 grammi": il TANGO hot play . . . 1978, non ho parole !
Il TAPPO maggiorato.
Le valvole allungate della versione sopra, abbandonate credo appunto attorno al 1978.

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Signori, la VINY BALL rubber toys di . . . non lo so, durata pochi anni.


ALCUNI PALLONI STORICI DELLA CASA




YASHIN, 1970, un "meteorite" a ciel sereno piombato sul mercato.

Fino a quel momento, non si era mai visto un pallone così perfetto . . . sfericità ai massimi livelli, valvola all'altezza della situazione, ottimo gonfiaggio, nelle sole due versioni, marron tendente al nocciola e in un più "semi-tranquillizzante" bianco, rigonfiabile, peso regolamentare gr. 420.

Disegno tipo COPPA EUROPA , ma a tinta unita ( come il DRIBBLING della SICA ).

Se a quei tempi prendevi una pallonata in faccia dallo YASHIN , diventavi subito un "bimbo - minkia", senza aver fatto nessun corso di apprendimento . . .

DYNAMO, lo ricordo bianco e marroncino, 280 gr. circa, tinta unita con righe nere stampate interrotte e gomma ruvida, lo YASHIN dei meno abbienti. Ne ha in mano uno il bambino con maglia dell'Inter, e scritta in basso PAGINE '70.

AMARILLO, 1971 circa, stupendo pallone color giallo a pentagoni neri, 32 sezioni, 240 gr. circa, ne avrò comprati due al massimo, ma era bellissimo e originalissimo.

JUNIORES, Il "super tele" della VINY BALL , leggero quanto basta, in diversi colori, a pentagoni stampati neri, comprati diversi.

SGARBI, non so se fosse il loro, era un pallone bianco, e la "LEDRAGOMMA" mi ha scritto, rispondendomi che non era presente nella loro produzione di quegli anni, ed è vero . . .




Le prime colorate in alto, di plastica dura e cristallina, erano in tutti gli JUNIORES .

I tappini dovrebbero esser stati di loro.

E a destra, due valvole in ottone, dal principio, molla, pistone, o-erre, una intera ( integra ), l'altra un po' distrutta da me . . . e sono quelle dello YASHIIIINN originaliiii . . . pezzi rari !!!


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La MAREL di VIGEVANO.


Il loro logo, era a forma di triangolo isoscele basso e largo, quindi la m era piccola a sinistra, poi la a, poi la R al centro, la e, e la l di nuovo piccola come la m.

A metà anni '60, la MAREL "viaggiava" forte.

ALCUNI PALLONI STORICI DELLA CASA


NOTTURNO, anni '60, 200 gr. circa, pentagoni neri su pallone bianco.

TELEVISIVO, come sopra, forse già più leggero.

TELE FOOT, anni '70, credo fosse il loro, pentagoni stampati su vari colori della gomma, peso alla SUPER TELE .



Fila dei loro tappini tutti uguali, a destra la loro valvola dall'originale "perno" disassato rispetto alla testa, per fare passare l'aria nel gonfiaggio.

Finalmente, una valvola decente ( nera ).

Tutti i palloni della Marel, avevano come un'aureola attorno al foro dove c'era il tappino o la valvola, ed era una loro inconfondibile e originale caratteristica.

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La LEDRASINTEX ( oggi LEDRAGOMMA )


Ricordo solo un pallone ( che ovviamente comprai ).

MAJORFLEX, tutto bianco a sezioni tipo COPPA EUROPA , peso 200 gr. circa.

Più comprai una palletta forse chiamata MINIFLEX, colorata, di grandezza circa numero 3, stessa valvola . . .



Pochi palloni tutti con la stessa valvola, peraltro molto efficiente.

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La FADIGATI di non so dove.


ALCUNI PALLONI DELLA CASA


SAN SIRO "Il pallone dei campioni", ho letto 1967, insieme allo YASHIN , un vero "BEST" nei campi da calcio, il pallone in "doppiopetto" visto l'eleganza, 32 sezioni, 420 gr. 8 esagoni neri indelebili sul resto delle 24 sezioni bianche, non terrificante come lo YASHIN , ma perfetto nel rimbalzo "morbidoso" e nella sua sfericità.
In vendita anche alla UPIM di allora.
Di collo pieno, essendo un po' arrendevole, non faceva per niente male . . . era un assoluto numero 1 pure lui !

DARDO ( DAR DO ), di gomma "rigidozza", molto leggero, 32 sezioni, disegno a 8 esagoni neri stampati su gomma rossa ( il mio ), stile SAN SIRO .

ARBITER ( ARB ITER ), pallone in gomma grigia morbida trasparente, molto leggero, 32 sezioni, e si vedeva dentro !!! Sempre a 8 esagoni neri come caratteristica della casa . . . mio anche quello !



La valvolina del SAN SIRO , troppo sottile . . . istruzioni per il gonfiaggio: appoggiare sul foro della valvola una pompa da bicicletta e gonfiare.
Istruzioni per lo sgonfiaggio: procurarsi un qualcosa di non appuntito, infilarlo nel foro della valvola, ed esercitare una leggera pressione, fino alla fuoriuscita dell'aria voluta.

Mio padre fece pressione, l'aria stava uscendo, poi la valvola finì sfortunatamente dentro, il SAN SIRO si sgonfiò, riuscì a tirarla fuori prendendola schiacciando il pallone in basso con le pinze, e indirizzando la punta dentro al budello d'uscita, solo che si "offese" quel tanto che la gomma si forò.

Io lo riparai col cacciavite scaldato sul fornello e alcuni pezzetti di gomma di altri defunti palloni, ma venne una "bogna" brutta e troppo alta, però non perdeva . . .

Riparai diversi palloni con quel sistema . . .

A destra le valvole a testa allargata ( troppo ) venute in seguito, ma molto fragili visto l'ultima . . .

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La Paravinil


ALCUNI PALLONI STORICI DELLA CASA:


super flex Paravinil, scritto in rilievo, avuto io all'epoca, senza foro per il gonfiaggio, diametro cm. 16, tinta unita color ocra, 12 curiose sezioni a finte cuciture, foto in rete.

Campioni del mondo euro ball paravinil, con foto di 9 calciatori mondiali 1966, bianco, 18 sezioni a finte cuciture, visto in rete.

Equipe Napoli Paravinil, svelatomi dal Museo Calcio Napoli, diametro 16 cm., con le effigi di ( credo anche lì ) 9 calciatori del Napoli anno 1965 - '66, senza foro per il gonfiaggio.

Inter Paravinil, visto in rete, diametro 16 cm., con le effigi di 8 calciatori dell'Inter anno 1965 + l'allenatore Herrera, senza foro per il gonfiaggio.




Questa strana casa fece un mucchio di palloni, tutti senza la possibilità di rigonfiarli, non c'era appunto un foro per "tappino" o "valvola", e difatti erano praticamente venduti sgonfi e piccoli ( 16 cm. di diametro ).
Io però, quando sentii che nei due poli dello stampo del pallone, vi erano delle grossezze in gomma di forma cilindrica, mi decisi ad arroventare un punteruolo / lesina sul fornello del gas, e praticai un foro passante atto a contenere una valvola di tante che ne avevo, così riuscii a gonfiarlo tranquillamente.

Solo poco dopo apparve un 420 grammi, bianco a pentagoni neri stampati, gomma durissima da calciare, che possedeva una valvola in ottone, me lo ricordo perchè comprai anche quello, e se non era della paravinil con quelle finte cuciture inclinate e per questo inconfondibili . . . di chi poteva mai essere ?

Dallo SCATOLONE dei palloni del mio cartolaio, ne sono usciti tanti verso il sottoscritto, che questa mia cultura sui palloni in gomma di quegli anni, la devo proprio a quel negozio.

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Immagine cliccabile.


Rimanenti valvole, con parecchie sconosciute, quindi non associabili a palloni dal nome conosciuto, tranne quelle di ottone e alluminio con cilindretto di gomma, che forse equipaggiavano l' AMARILLO e il DINAMO della VINY BALL .

Ci fu poi un pallone grande come quello per la pallavolo che sbucò in un'estate degli anni '70, molto leggero, gonfissimo, rigidissimo, con un rimbalzo da "palla magica", se ci si sedeva sopra cedeva pochissimo e faceva pure un po' male, era bianco con le 6 strisce larghe e nere, tipo il solito "COPPA EUROPA", ma tutto liscio e dal peso irrisorio, ideale da spiaggia, dove anche lo vidi, oltre che in città dove lo comprai.

Il suo nome era "SELENE", aveva un tappino bianco con scannellatura sulla testa dal centro verso fuori, come uno dei 7 nella foto sopra sulla destra, ma non ne ho mai individuato il produttore.

Mi ricordo solo che se si forava, diventava piccolo come un N° 3, da tanto era sottile la gomma quando era gonfio, un "masagno" leggerissimo.

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Questo pallone preso dal tabaccaio l'anno scorso a pochi euro, serve per far capire dove era la scritta SAN - SIRO, nei due esagoni centrali bianchi . . . DAR - DO, ARB - ITER . . .




Il mio ultimo COPPA EUROPA del 1975, comprato per me da mio nonno "alla festa della Madonna", in Via Altabella, traversa di Via dell'Indipendenza a Bologna.
Ultimi esemplari già con la valvola in gomma nera . . .
Un decennio di successo sul mercato, 1965 - 1975 . . . quanti ne ho comprati !!!




Vista dall'altra parte, a volte la scritta COPPA EUROPA capitava dove c'era la valvola . . .



Curioso pezzo di un pallone SUPER TELE , con però in questo caso il nome EUROSPORT , scritto con gli STESSI CARATTERI usati negli anni '60 !!!

Mi son sentito tornare a quando avevo 10 anni !!!

Si vede che non avevano buttato via lo stampo . . .




Questo pallone regolamentare, poggiato su di una tastiera gigantesca . . . ci eravate cascati eh . . . si tratta di una pallina ( CHINA ) di 3 cm. di diametro, ma è il suo disegno che ci interessa.

Esso è pressochè uguale a un pallone della SICA di metà anni '70, da 420 grammi, di un arancione un pelo più scuro, e con una valvola nuova in ottone, che è quella che precede quella nera di gomma sulla destra.

Il pallone ha sempre fatto pensare al disegno originale di quello usato nelle gare di PALLANUOTO, ma nel nostro caso era assolutamente venduto per scopi calcistici.

Ne ho avuti più di uno, ma non ne ricordo il NOMEEEEE da una vita . . . adesso sto leggendo l'elenco telefonico, e con tutti quei cognomi, un suggerimento mi dovrà saltar fuori.




Qui siamo ai giorni nostri, il pallone dei mondiali, il BRAZUCA modello "TOP GLIDER", penultimo di una scala da 1 a 5, dove l'uno è l'"OFFICIAL MATCH BALL" da 130 Euro, il secondo è il "COMPETITION" da 45 Euro, il terzo è il "TOP REPLIQUE" da 30 Euro ( che era quello che volevo io, ma ho perso l'attimo ), il quarto è il "TOP GLIDER" da 22 Euro, il quinto è il "GLIDER" da 17 Euro, a 32 sezioni ( come il "MONDO" made in CHINA del tabaccaio, sempre con lo stesso disegno ).

Esistono poi, un BRAZUCA "JUNIOR 350" grammi Power Lite, 6 pannelli.
Un "JUNIOR 290" grammi, Super Lite, 6 pannelli termosaldati, 15-25 euro.
Un "ARTIFICIAL TURF" a 32 sezioni sui 50 euro.
Un "TRAINING PRO" a 32 sezioni, un po'ruvido.
Un "PRAIA X - ITE" a 6 sezioni cucite, arancione.
Un "POWERORANGE" a 6 sezioni termosaldate, arancione ( in caso di neve ), OMB 130 euro.
Un "SALA TRAINING" a 6 sezioni termosaldate, giallo.
Un "SALA 65" a 32 sezioni, giallo.
Un "CAPITANO" a 32 sezioni cucite, 23 euro.

Non si finisce più coi modelli ...



Anche il mio è made in CHINA, però ha almeno le 6 sezioni a quadrifoglio stampate prima e cucite dopo.

Il "COMPETITION" ha di nuovo le 32 sezioni, però sarà fatto con del buon materiale o comunque all'altezza dei 45 Euro, visto pure l'omologazione FIFA "A" come quella "PESA" del TOP DI GAMMA.

Il "TOP REPLIQUE" ha le 6 sezioni "termoincollate", perchè non si vedono le cuciture, e per mia fretta e distrazione nell'acquisto, ho preso erroneamente quello dei semi-poveri, mannaggia.

Va bèh che per far la foto va più che bene, però . . . non finisce qua !



E difatti, sono andato a farmi sostituire il "TOP GLIDER" con L'OMB, L' "OFFICIAL MATCH BALL" ( sempre made in China ), perchè il "TOP REPLIQUE" era introvabile.
Mi sono mezzo rovinato ma sono contento, poi è scattato un confronto al limite della ragionevolezza.


Il pallone "SUPER DERBY" della tedesca "JOHN" sports.




In questi giorni, al discount dove vado io, il "D PIU'", vi è uno scatolone di palloni di tre tipi: CALCIO, PALLAVOLO, e per BAMBINI più piccoli ( di me ), tutti grandi uguali, ma dal peso ovviamente diverso.
Vi è uno sconto del 36%, partendo da 5,50 EURO.
Sono tutti venduti al prezzo unico di 3 EURO e CINQUANTA . . . ripeto 3,50 EURO !
Io avevo già soppesato due giorni prima questo "SUPER DERBY", e mi era parso pesantuccio e niente male . . .

Allora oggi 19 - 4 - 2014 ne ho preso uno, scegliendolo accuratamente fra i 7 o 8 dello scatolone, cercando di prendere quello più perfetto sotto tutti gli aspetti ( impresa ardua vista la qualità ).

L'azienda che lo produce è TEDESCA, e si chiama "JOHN sports" GmbH, e c'è scritto made in W. Germany, marchio C E, art 50785, non è indicato il peso . . .

E' vero che non esistono più i palloni di una volta . . . ma dopo questo modello, dobbiamo tutti ricrederci.

Arrivato a casa, ho preso la bilancia da cucina "SOEHNLE" ( tedesca ), e ho cominciato a pesare i due palloni in foto.

Il BRAZUCA si attesta sui 420 grammi, il SUPER DERBY teutonico, 440 grammi !!!

Il mio COPPA EUROPA, 420 grammi pesato, ha ancora la gomma elastica, e offrirebbe quel rimbalzo tipo "boiiiiigg", forse più del SAN SIRO, quindi un po' fuori norma,

Questo invece sarebbe più contenuto e controllato, e il campo mi darebbe ragione.

I tedeschi, piuttosto che darti 10 grammi in meno, te ne danno 20 in più !

Ho provato a immettergli un po' d'aria con alcuni colpi di pompa, e si tratta di una valvola ( in gomma bianca ) VERAAAAAA, non di un "VOLGARE TAPPAZZO" all'italiana !!!

Si può usare l'ago a punta arrotondata, ma credo sia meglio quel piccolo "cono" d'invito di plastica che s'avvita alla pompa e si infila un po' nella valvola.

Secondo punto ai Tedeschi.

Maneggiando questo pallone, cioè parlando di sensazioni al tatto premendolo con i pollici, mi sento di classificarlo tra il "SAN SIRO" e lo "YASHIN" di 44 anni fa, però complessivamente un pelino indietro ad entrambi, quindi siamo ai vertici.

Mi abbandono ad alcune considerazioni:

1) Può un pallone di 440 gr., "volare" più di uno di 420 gr. ? Io credo di no .

2) Con 130 Euro, si comprano in questo momento 35 palloni SUPER DERBY della "JOHN", non so se rendo . . .

3) Ai miei tempi, un 420 grammi costava 1000 LIRE, cioè 20 gelati da 50 LIRE.
Oggi, un 420 gr. ( pardon, 440 ), mi è costato 3 EURO e MEZZO, cioè come un gelato 5 volte più grande di quelli venduti a 50 LIRE, sempre di 44 anni fa . . .

4) In tutto questo tempo, i palloni professionali usati nei tornei più prestigiosi, si sono lentamente "avvicinati" nella somiglianza, ai palloni di gomma amatoriali, e i palloni come questo SUPER DERBY, non li vedo 35 volte più tristi del pallone che si userà ai mondiali, che è la versione uguale a quella che ho appena acquistato.

5) E' sempre chiaro però un fatto, un BRAZUCA da 130 EURO, andrà sempre "usato" su di un'erba "DA STADIO", un SUPER DERBY, in tutti gli altri posti che somigliano a un campo da calcio . . .

6) Venti grammi in più o in meno, su un etto di prosciutto, sono "schei" . . .

7) Vorrei vedere Messi e compagni, scambiare "due colpi" con questo "football" di gomma bianca, dipinto però con i disegni originali del BRAZUCA . . . per me, quelli con le "facce da svegli" ( e non solo ), ci cascherebbero pari pari.

8) Sembra assurdo, che per far correre 22 / 23 uomini in mutande su di un prato, si debba usare un pallone 35 volte più costoso ( e di 20 grammi più leggero ) . . . pensate a quante anime si darebbe da mangiare ridimensionando tutto il mondo del calcio.
Purtroppo però, questo pensiero passa per retorica.

Comunque sia, x 3 euro e mezzo l'uno, li avrei comprati tutti . . . per poi col tempo regalarli alle giovani leve dei miei conoscenti.

Fate i vostri conti.



Pallone da calcio "SUPER DERBY" della "john sports" tedesca. Un solo commento: "GUT" !!!



Veramente un gran pallone, come non se ne vedevano da decenni.

Sarà impossibile tenerlo in vita per 40 anni come ho fatto con il "COPPA EUROPA", anche perchè avrei 94 anni, e la forza di azionare la pompa per un gonfiaggio senza ago è già quasi al limite adesso.
Il COPPA EUROPA sarebbe da regalare alla "SICA", in segno di riconoscenza per i migliori palloni "sfornati" negli anni della mia infanzia . . . GRAZIE di cuore SICA !


Oltre 420 grammi . . . di buona fattura.



Raccordo ( AGO ) suggerito per pompa, ma è meglio il raccordino molto più corto.



Si gonfia poi anche senza ago, basta appoggiare la pompa e via ( ma ci vuole solo un "manico", cioè io ).



Dati in rilievo.



Pure il codice a barre.



Il SUPER DERBY versione rivisitata.



Pallone Mondo Convenienza, bianco e rosso, con lampada puntata sopra, peso 95 grammi, valvola in gomma bianca, ma fabbricante sconosciuto, gomma molto elastica, si potrebbe gonfiare fino a chissà quale grandezza prima di ottenere il "BOTTO".


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29 - 08 - 2019: Foto gentilmente inviatemi da Daniele di Trieste.



A pesca di SUPER TELE ( Mondo )



MAGIC ( SICA )



SUPER TELE semi-trasparente argentato / madreperla



SUPERSANTOS e Figlio ( Mondo )



ITALIA verde ( Mondo )



EUROSPORT: con i caratteri usati già nel 1969 dalla stessa Mondo.


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