357. Derivatore a 4 prelievi da - 10 dB, e . . .  

Il derivatore marcato MVision, distribuito da AURIGA, perciò VALIDO.


L'ho provato in lungo e in largo:
di passaggio attenua 3,5 dB circa,
la C.C. passa solo sul montante ( come è evidenziato ),
con resistenza messa in uscita, all'ingresso si misurano i 75 ohm come deve essere,
dai prelievi si passa dai - 9 dB sul ch 21 ai - 12 sul ch 60, e ci sta,
l'attenuazione fra due prelievi presi a caso ( attenuazione mutua ), si attesta sui 26 dB ( + o - 1 dB ),
L'attenuazione inversa, cioè da prelievo a ingresso, è di 12 dB ( ch 40 ).


E' assolutamente "direzionale", perchè mi sono azzardato ad entrare nell'OUT, mettere la resistenza sull'IN, e dai prelievi uscivano circa 40 dB di meno !

Immagine cliccabile.


L'ingresso è in basso a sinistra, l'uscita è in alto a sinistra, il prelievo è induttivo direzionale e si dirige verso destra, dove segue un partitore a 4, cioè uno splitter, però appunto discretamente disaccoppiato dalla linea montante.

Il prelievo sarà "dolcissimo", come l'attenuazione di passaggio ( 3,5 dB ), e il presunto partitore che segue attenuerà circa 7 dB come un PP 14, così 3,5 + 7 fa 10,5, che è circa l'attenuazione media che si ha su ognuno dei 4 prelievi.

Un derivatore a 4 prelievi da - 8 dB NON può esistere ! Già questa soluzione è al limite.

Difatti il loro impiego è FORTEMENTE CONSIGLIATO come "terminale di linea".

Come ultimo derivatore di piano BASSO ( 1° piano / ammezzato / rialzato / piano terra / interrato - 1, etc. etc. ).

Oppure negli appartamenti che hanno 4 prese ( ma anche 5: 4 + una - 10 passante terminata a 75 OHM, risultante la presa più VICINA al derivatore ), serviti dal vano scala, ove vi sono, piano per piano, derivatori lineari "A SCALARE" con l'ultimo in fondo SEMPRE "chiuso"!

In questo caso, tutti gli appartamenti, possono tranquillamente avere al loro interno questi - 10 dB, ovviamente terminati a 75 ohm ( perchè sono derivatori ).

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Mi sono trovato in un appartamento ristrutturato al 1° piano, che mi avevano tolto l'ultima presa Siemens passante con resistenza di chiusura, fatto scatola grande contenente il "solito" PP 14 Fracarro ( che poi vi erano 5 prese ), quindi, o ulteriore div 2 "imboscato", o molto più probabilmente una passante - 10 dB e quattro prese "dirette".

Io non avendo ( stranamente ) questo derivatore basilare in macchina, ho dovuto ripiegare con 2 "CD 12" Fracarro in serie, con resistenza sull' uscita del secondo.

Soluzione direi, ugualmente professionale.

Però, non mi voglio trovare un "pellegrino", che mi va a mettere un "- 10" a 4 prelievi, a ridosso dell'uscita del centralino condominiale . . . perchè così mi va a togliere quasi 4 dB a tutto il condominio !!! ( PER DIO ! )

Ma mettici un - 26 dB, che per lì sotto è anche poco . . . ci saranno sui 100 dB in uscita . . . almeno mi togli sì e no 1 dB di passaggio, e così ti fai anche perdonare.


Anche guardando negli anfratti di Bologna, si possono scorgere le inconfondibili antenne centrali "extra" fatte dal mitico.

Sarebbe bello indire un premio, a chi riesce a dirmi da che punto esatto è stata scattata la foto, se lo meriterebbe.


Dettaglio che un po' aiuterebbe l'occhio di un vero antennista bolognese.




Quando "dettavo legge" in quartiere.

In quella di sinistra direi che montai tutte Fuba, escluso il "G" messo anni dopo.



Oh, non mi son mosso, ce ne sono altre 2, fine di via Pasubio ( Bologna ), e ne ho tante altre in giro.



Queste erano antenne ! . . . Il "G" l'abbiamo "impattaccato" dopo.


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frapenas, c'è un po' di tutto, un tempo andavo molto di K 47 D, Fuba, Cober, poi F M Elettronica, poi R 47 D, e dalle foto non le distinguo fra loro, escluso quelle con i riflettori più piccoli che saranno R 47 D.

Adesso vado solo di R 43 Z.

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Antonio, dalle sigle si direbbero, un derivatore 5 - 2400 a 2 prelievi da - 11 dB e l'altro a 4 prelievi.

Bah, cosa vuoi che ti dica, se li provi poi li apri, saranno uguali, l'importante è impiegarli nei punti giusti.

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Vincenzo, ero stato chiamato perchè di punto in bianco, si era staccata l'anima dalla vite di uscita della presa passante Ticino ( quella vecchia magic a 4 viti ) al piano di sopra, che aveva rimontato il mio collega alcuni mesi fa, dopo che avevamo sostituito il vecchio montante che partiva dal partitore a 4 nel vano scala, allora mancando circa 30 dB all'appello, quello di sotto non vedeva quasi più nulla.
E' un fabbricato lunghissimo chiamato "treno", e non ci sono più di 2 piani, quindi ci sono solo 2 prese in serie, con la metà tutte chiuse con la resistenza, allora quando vedo una "non chiusura", devo ripristinare l'impianto.
Si parte dal N° 2, 4, 6, fino al N° 34, e tutta la distribuzione con 5 finali è nel lunghissimo sottotetto.
Lui abitava nella staccata "locomotiva" al N° 42 ( 36, 38, 40, 42, 44 ) = un finale Siemens da 45 dB x 40 prese, sempre 8 alloggi x numero civico.

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Davide, i - 26 dB li facevano in diversi, Helman, FR, 3B.
La Fracarro aveva i CD 262 e 264, a 2 e 4 prelievi, poi anche i - 20 dB, CD 202 e 204, i - 14 dB, CD 142 e 144, e i - 10 dB, CD 12 e CAD 104 che questi ultimi non li fanno più.

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Antonio, quell'elemento piccolo ha una posizione di buco obbligata, a cosa serva di preciso non lo so, lo avevano anche le storiche FUBA e SIVA, sembra faccia "da collegamento" / "guida" tra la sequenza di elementi davanti sopra la culla e il dipolo che sta sotto la culla . . . qualcuno lo sa di preciso di sicuro, forse me l'avevano detto, ma chi si ricorda.



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356. Antenna rifatta, attacchi "F", e 3 "CD 12" fulminati. 
Presentiamo qui . . . l'antenna di un condominio rifatta da solo.



Antenna stamane.

L'antenna in cima era un'Offel loga di III^ IV^ e V^ su Serramazzoni.

La parabola singola a destra con LNB "SCR", era "volata via" col ventaccio, perchè avevano montato il braccio a "L" coi tasselli nel "forato".

Allora son tornati "i tennici di schiiiii?" a metterci le barre filettate passanti con contropiastre all'interno . . . ( ua ua ).


Antenna alle 13.

2 Offel R 43 Z, una B^ III^ Fagor su Venda ( a malincuore ), e una Stratos 6 el. E9 esistente.



Solo 2 tipi di connettori "F", per cavo da 6,8 e 5 mm.


Io li monto così perchè tutta la schermatura rimane al centro della filettatura, e una parte della guaina si trova ben avvitata, per una protezione maggiore riguardo l'ossidazione del metallo della calza stessa e il foglio d'alluminio.

Ribaltare la calza all'indietro sulla guaina, richiede una misura di connettore più grande, in più si ha la netta sensazione di "segare" tutti i filettini, quindi per il contatto utile, si spera nella "battuta" in fondo, e ciò non mi garba, ecco perchè preferisco il mio "modus operandi".

Quelli a crimpare sono monouso, e di questi tempi, vogliamo scherzare ? !

Se facessi molti cantieri, allora sì che crimperei quelle centinaia di connettori "F", destinati a rimanere lì per molto tempo, lontano da manomissioni improprie, ma per qualche parabola e collegamenti sottotetto, preferisco avvitare.


Chi lascia fuoriuscire i fili della calza più il foglio d'alluminio, sarà sempre un "cagnaccio".

Ci sono certe calze con fili "acciaiosi" che se li prendi, ti bucano le dita da far sangue, zio lèder !


Il CD al 2° piano.



Il CD al 1° piano.



Il CD al piano rialzato.



C'è un buco !



Il fulmine dietro la casa non ha perdonato.


Il centralino Fracarro bianco, era diventato nero, diverse prese in serie in casa dai 6 inquilini, fulminate.

Erano le passanti da - 10 dB a frutto magic dell'Helman, comodissime da sostituire quando sono dietro all'armadio, o quando non le trovi.

Curiosamente, le 4 antenne sembravano non avere i balun dei dipoli interrotti, perciò ho ridato il D, la quarta di Barbiano e la quinta di Serramazzoni, e per adesso non hanno un 36 e 40 come si deve, mi trovavo a Pieve di Cento.

La casa gemella di fianco, ha avuto solo il 30 dB dell'Offel "morto" nonostante il fusibile "buono".

Abbiamo proposto, antenna nuova unica al top semicanalizzata, e tesata verso l'altra casa sempre dell'ACER.

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Davide, io sono stato chiamato perchè NON si vedeva più il SAT, il palo si era piegato e la parabola guardava più in basso.

La centrale era un modulare della 3 B con metà moduli su Barbiano e metà su Castelmaggiore, un finale da 39 + 39 dB ( VHF - UHF ), un ampli SAT della SPAUN a 9 ingressi, 4 + 4 sat con 8 preamplificatori a cilindro e l'ingresso per il terrestre, poi ci saranno stati dei multiswitch lungo le scale.

Avevo misurato l'uscita del finale 3 B prima di fracassare tutto, ad antenna finita, ho ricollegato le due antenne e avevo più o meno lo stesso segnale.

Ho livellato dai moduli per il meglio senza toccare il finale, ho visto che il SAT "sgommava", ho sgomberato e me ne sono andato.

La centrale non era da foto, non era opera mia come invece l'antenna fuori.

CIAO.

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355. Ehi, ma adesso il canale 65 UHF è completamente libero ... e "caso". 
Chi avesse un non recentissimo modulatore analogico solo UHF, operante su di un canale venutosi a trovare in conflitto con un mux proveniente dalla propria antenna, e di conseguenza afflitto da una visione parecchio annebbiata, può benissimo cambiargli il canale di uscita in ch 65, perchè questa frequenza risulta per forza liberissima.

Difatti il GAP lasciato fra le frequenze di down-link e quelle di up-link, della banda degli "800 MHz" della telefonia LTE 4G, è di 11 MHz, e va da 821 a 832 MHz.

Quindi il ch 65 che va da 822 a 830, ci sta dentro benissimo, e con un modulatore digitale, può anche crearsi un mux con 4 canali TV in SD che gira per tutta la casa . . . SKY, telecamera, PC, e DVD, su 4 numeri LCN impostati da noi, 4 sorgenti che diventano visibili in DTT su tutti i TV della casa.

Questo vale, per chi non si vedrà costretto ( causa i terminali mobili futuri presenti in casa ) a mettere un filtrino LTE anche nella presa d'antenna posta nel televisore, perchè se no, ciao canali UHF dal ch 61 in su.

E proprio volendo "esagevave", se esiste, modulatore digitale HD, e visione HD di SKY sui TV che supportano questo tipo di tuner.

. . . Sono pensieri da antennista, non da tecnico di domotica o informatica.

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Poi giorni fa è successa "questa" !


Veniamo chiamati in un appartamento, e il problema è che non si vedono diversi canali DTT nell'ultima stanza, che poi è la sala TV con anche SKY, mentre nel resto della casa si vede di tutto.

Vediamo che ci sono due prese in parete a distanza di un metro una dall'altra, e vi sono collegati due cavi, uno va al TV Sony, l'altro alla chiavetta di SKY.

Misuriamo, ed entrambe presentano un "buco" ( notch ) che parte dal ch 36, scende sempre di più, fino a risalire dopo il ch 44, ed era proprio la zona che conteneva tutti quei canali non visibili nel TV.

Smonto la presa di sinistra molto più comoda, e vedo che il cavo di arrivo proviene dalla stanza dietro al muro, fa la presa, va a destra a fare l'altra presa, ritorna indietro passando dentro la mia scatola "503" e va a sinistra dove c'era un po' nascosta una terza presa, si spera "terminata" a dovere.

Misuriamo il segnale in arrivo dal cavo diretto, e il buco è presente in egual maniera, quindi il problema nasce prima, e le 3 prese passanti "T 9" della TEKO non hanno colpe.

Cosa c'è di là da questo muro ? C'è una camera da letto dove una volta avevamo il TV nell'armadio.

Vado di là, apriamo le ante, e per fortuna vi è un telaio con presa fissato sul piano d'appoggio opportunamente forato.

Misuriamo e il buco non c'è, ASSENTE ! GASP ! Smonto il telaio dalla base in legno e fortunatamente vi sono i due cavi d'antenna, d'arrivo e partenza collegati alla presa.

La presa in questione era un vecchio frutto AVE, usato impropriamente come presa passante, e le due anime dei cavi andavano insieme "sotto" l'unica vite per il polo caldo.

E difatti, sulla fiancata della presa AVE, c'era scritto a caratteri cubitali "PRESA TV DIRETTA", che differisce da quella "PASSANTE" da - 20 dB con le due resistenze che ci sarebbe dovuta essere.

Quando sono arrivato, in questa presa vi era inserito un raccordo "maschio-maschio" di metallo passo IEC 9,5 che sbucava poco più di un centimetro, ed era senz'altro servito per collegare il TV con un cavo nero da videoregistratore "femmina-maschio".

Siccome l'avevo momentaneamente TOLTO, quello di là si era accorto per caso dallo strumento, che il buco era SPARITO !!!

Allora lo rimetto, e il buco ritorna, lo tolgo e sparisce.

Sono andato di là a vederlo di persona, non che non ci credessi, ma era bello sincerarsene visivamente.

Ho lasciato la presa diretta nell'armadio come giuntacavo, tanto non la usavano più, nel Sony sono saltati fuori tutti i canali mancanti, e l'abbiamo conclusa lì.

Sarebbe bastato sostituirla con una passante da - 10 dB, ma il telaio era AVE, vi era anche la presa di corrente, una brutta "fazenda".

Riguardando indietro i notch autocostruiti, anche qui, era bastato inserire un "cilindretto" di metallo lungo una "cicca", per creare un mezzo casino . . .

Mai usare prese DIRETTE = DERIVATE lungo una catena di prese PASSANTI, perchè in questo caso curioso, è bastato un raccordino ( stub ) dimenticato nella presa ERRATA lungo il tragitto, per alterare così fortemente l'impedenza, tanto da creare un SUPER NOTCH bello e buono, riscontrabile su tutte le prese a seguire.

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354. Baaasta con queste parabole . . . ( non fatte da noi ). 

La LEM e la Fracarro fanno dei multiswitch a 4, 6, 8 prelievi col TERRESTRE miscelato, che riconoscono se in casa da ognuno, vi è un decoder sat singolo ( legacy ) o SCR ( solo 3 porte ), e si dispongono automaticamente di conseguenza.




Partitore induttivo Siemens a 4 vie, attenuazione 7 dB, anni '70.




Due capi di ogni piattina, partono dal morsetto d'ingresso e vanno alle due uscite vicino all'entrata, le altre due, sempre unite fra loro, partono dall'altra parte dell'induttanza col cilindro di ferrite, e vanno ai morsetti più lontani.

Io però, a parte la fortissima vicinanza di un conduttore a fianco dell'altro, per cui prende segnale per induzione, non ho mai saputo il principio intrinseco su cui si basa questa configurazione di partitore a 4 vie.

So solo che anche qui, i 4 cavi ( montanti ) che vi venivano collegati, dovevano terminare su di un carico a 75 ohm, composto prima da partitori resistivi e poi da colonne di prese passanti in serie, con le ultime appunto terminate a 75 ohm.

Se i 4 montanti andavano subito a fare 4 colonne di prese induttive passanti, allora, subito dopo l'uscita del centralino, vi andava di norma un partitore a 4 vie RESISTIVO da - 11 dB ( anche l'Helman l'aveva in catalogo ).

Bisognava evitare di mettere in serie due componenti induttivi ( partitori o prese ), interponendovene uno resistivo.

Quindi: centralino > 1 div. induttivo > + div. resistivi > + colonne di prese passanti induttive con le ultime di ogni colonna / catena, chiuse a 75 ohm.

Oppure: centralino > 1 div. resistivo > + colonne di prese . . .

Ma adesso che i partitori resistivi non si usano più, non si fa più così, però era un sistema validissimo ancora presente al giorno d'oggi nei vecchi impianti.



Qui compare un'antenna di banda III^ verticale, con riflettore a tre elementi.


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Vincenzo, di preciso non lo so, ma penso io, per non peggiorare il ROS.
Perchè, induttivo il partitore principale, induttivi i partitori secondari, infine induttive pure le prese passanti ... qualcuno si accorse che qualcosa non quadrava e si andava peggiorando rispetto alla qualità di partenza.
Io ho visto "papiri", con formule e spiegazioni scritte in corsivo con la stilografica, e ti parlo di anni '60 - '70, sembrava una tesi di laurea, dove appunto si spiegava il perchè andavano messi i resistivi prima delle prese passanti induttive.
Un po' come non si deve mai mettere un partitore ( induttivo o resistivo che sia ), per andare ad alimentare delle sottocentrali di scala o condominio, ma ci vogliono sempre dei derivatori ( dal buon disaccoppiamento dalla linea e separazione fra i prelievi ), con l'ultimo chiuso a 75 ohm sul morsetto d'uscita.

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Bela frapenas, hai ragione, quella è proprio una KTR, l'ho zummata con la mia mega Sony e ho visto la punta arancione del tappo pure un po' storto, e soprattutto il gancio al palo, di inconfondibile fattura.
Non so poi se la B. III^ sia una Teleco o una Fagor o chissà cosa, non l'ho fatta io.

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Ciao Davide, il disaccoppiamento vero e proprio fra due prese provenienti dallo stesso derivatore, è dato dalla somma di due misure: una è quella della separazione dalla linea, cioè i - 12 dB del prelievo dichiarato, l'altra si chiama "disaccoppiamento fra derivazione e uscita", che non ho mai capito se è quella definita "mutua" o "inversa", questa magari dichiarata - 27 dB.

Perciò si fa 12 + 27 = 39 dB di disaccoppiamento fra due prese, all'epoca insufficienti quando le norme ne pretendevano minimo 48, e si diceva che i CAD Fracarro non erano a norme, perchè non raggiungevano quel così alto disaccoppiamento fra due prese, indispensabile per attenuare quasi del tutto, la frequenza immagine generata a ritroso dai gruppi dei vecchi televisori, verso gli altri televisori della casa, facenti capo allo stesso derivatore.

Se il derivatore, invece di essere induttivo direzionale, fosse invece ancora resistivo, allora sì che se sul prelievo dalla linea fatto con una sola resistenza, vi fossero 12 dB in meno, il disaccoppiamento fra due prese sarebbe dato da 12 + 12 = 24 dB . . . ma più che parlare di disaccoppiamento, forse allora si sarebbe solo detto "separazione / attenuazione" fra due prese.

Un appartamento, si fa di solito tutto a derivatori, poi se uno vuol mettere un partitore per andare sia nel TV che nella chiavetta di SKY, non vedo quali catastofi possano verificarsi, anche se la separazione fra i due, è in "zona" 20 dB ( separazione non disaccoppiamento, credo di poter dire ).

Siccome moltissimi derivatori, forse tutti, usano il principio "dell'accoppiamento direzionale", per via del quale non si può invertire l'ingresso con l'uscita, il termine disaccoppiamento deriva da lì, e sta ad indicare l'attenuazione totale che si ottiene entrando col segnale in un prelievo, e misurando sull'altro prelievo i dB rimasti, avendo avuto l'accortezza di chiudere l'uscita con un carico da 75 ohm.

I prelievi dei derivatori, vanno di solito a prese dirette, se i derivatori sono in casa.

Se i derivatori "calcolati" a scalare, sono nelle scale, in casa possono anche esserci 3 prese in serie, una - 14, - 14, e - 10 con resistenza di chiusura, dipende da chi progetta l'impianto condominiale alla costruzione.

Io sono sempre per fare, anche un numero elevato di prese dirette, collegate a derivatori, il primo da - 14, e il secondo da - 10 "terminato / chiuso" ... 8 prese, che vuoi di più ?!

Io che ho al centro dell'appartamento, in camera mia, 4 CAD 14 con 16 cavi che partono, vedo bene in tutte le prese, e se ad ogni presa collegassi 100 metri di cavo da 6,8 mm., non perderei un'emittente neanche .....

Adesso qui al 4° CAD ho dei 53 dBuV, ne togliamo 17 di una buona matassa di cavo, e andiamo a 36, vanno tutti come se niente fosse . . . usate cavo grosso e buono da 6,8 mm.

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Davide, il DG 113 è un cavo superiore al SAT 703 B sempre della Cavel che a volte compro anch'io, ma il problema del DTT in Italia non è certo il cavo.

Finchè i vecchi CAD della Fracarro li troverò in scansia, li comprerò.

I moderni derivatori in pressofusione, non hanno da parte mia controindicazioni, li fanno tutti, solo che i CAD li uso da una vita, e a parte le più TRISTE vitine stringi anima, mi soddisfano ancora.

Il problema è che il DTT, mi sembra funzioni meglio vicino ai ripetitori "importanti", di solito vicino alle città . . . più si è lontani e isolati, più TivùSat ha ragione di esistere.

Era così anche con l'analogico, ma purtroppo con i segnali numerici, invece di migliorare, la situazione si è aggravata, perchè è venuta a mancare quella che stava fra una "buona visione" e la "nebbia assoluta": la visione degradata da un sopportabile "effetto neve", che ci aveva salvato per 60 anni, rimanendo in moltissimi casi intelligibile.

Io sono nato e vissuto sempre in città, non posso avere la mentalità di uno che vive a 25 / 50 km da una città delle dimensioni di Bologna, non ho la verità assoluta per tutti i posti, e finirò i miei giorni qui.

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353. Il "piccolo" dell'Offel. 
Arrivata "R101 TV" in 16/9, A.R. 720 x 576i, lcn 66, sul mux ch 57 di Retecapri.
4 / 6 h 17:30.




Amplificatore ideale, per elevare la potenza del segnale, qualora ve ne fosse realmente il bisogno . . .



L'Offel amplifica tranquillamente anche 14 dB, quindi è ottimo se uno da una presa ne vuole ricavare 4 o più, impiegando derivatori da - 14 dB.
E' privo di attenuatori, ha il led rosso di funzionamento, l'interruttore 0 - 15 volt, per un'eventuale telealimentazione di un "pre" o "centralinino" da palo.

Per vedere se teneva la saturazione "lontana", sono entrato con la K 95 D di Barbiano, che mi fornisce diversi mux al di sopra degli 80 dbuV, con però il mux 49 a soli 66, lui però non ha fatto una piega, arrivando a 100 dBuV col ch 21 che entrava con 86, e ha mantenuto inalterata la qualità del 49 di Mediaset.

A questo punto, solita prova con l'aggiunta di un pre da + 13 dB in ingresso, e qui siam finiti per forza col degradare tutto ( però con classe ), e oltre i 110 ovviamente non "tiene".

Però come microcentralino per microcondominio va benissimo, 2-3 CAD 14 nel sottotetto, e giù con 8-12 cavi, o anche 4 + 4 + 4 nei pianerottoli, problemi zero ( LTE e FM esagerate a parte ).

L'amplificatore non è un "elimina squadrettature", è un "compensa perdite dell'impianto di distribuzione", perciò se sappiamo di perdere 20 dB dai calcoli fatti sulla componentistica passiva ( cavo, partitori, derivatori, o prese passanti in serie ), dobbiamo amplificare 20 dB per riottenere il segnale giusto che avevamo in partenza, avendo anche azionato gli attenuatori al ribasso presenti nel centralino, perchè in antenna vi erano segnali molto forti, e il medesimo tenuto al massimo, sarebbe risultato in saturazione completa.

Se siamo però vicinissimi ai ripetitori, e abbiamo una media di 80 dBuV su tutti i mux, è ovvio che se la distribuzione mi perde solo 20 dB, non ci metto alcun amplificatore e avrò alle prese segnali intorno a degli ottimi 60 dBuV.

I condomini medio - grandi, richiedono solitamente amplificazioni dai 30 ai 40 dB.

Sono i "4 gatti" a cui di solito basta un 12, 20, o 25 dB max, dipende dalla distribuzione + o - "mangereccia".

Se in casa, abbiamo in presa segnali di potenza sotto la norma ( 40 dBuV di media ), e un TV da solo va bene non presentando apparentemente nessun difetto, è ovvio che togliendone 14 + 4 di cavo, andiamo a 22 e tutti e 4 i TV cominciano a squadrettare, allora solo in quel caso un ampli come quello dell'Offel, recuperando fa un figurone, per il semplice fatto di aver compensato direttamente a monte, le perdite dell'impianto interno che segue, essendo partiti dal segnale "basso / scarso" offerto dalla presa condominiale ( che magari è quella del piano terra di un condominio, con cavi montanti di 50 anni fa ).


Massimo, che ci fai sulla "11 D".



Qui sono rappresentati i dati forniti dal Promax, riguardo il ch 31 preso da Barbiano, e canalizzato con modulo a 4 celle, presente nel mio impianto.

I valori sono tristi, perchè vi è presente anche un modulo ch 32 a 4 celle, sovrastato da un preamplificatore a cubo, sull'antenna che guarda Venda, per il mux "Sestarete" di Velo Veronese.

Se chiudo tutto l'attenuatore del 32, i dati del 31 migliorano drasticamente, fino ad arrivare come lo sono in antenna.

Nonostante ciò, diversi decoder, dopo un attimo di assestamento, dichiarano su questo 31, una qualità ai massimi, come se non esistesse un 32 di pari livello che lo sta interferendo vistosamente, trascinandosi un "mezzo" 31 preso chissà dove.

Nello strumento, l'immagine di un' emittente all'interno del mux 31 va ancora bene, ma so che sta lì lì per squadrettare.

Se capita un TV o decoder che ragiona come il Promax, non c'è per niente da star tranquilli, e comunque do più ragione al Promax che a certi "decoderonzoli".

Devo trovare un 6 celle del "gruppo 26 - 32", tararlo per bene, così "pesterò meno i piedi" al mux 31 . . .


---- Ricevo e pubblico ----


Ciao Claudio,
era un bel pezzo che non ti contattavo, da quando la nuova Direzione mi ha messo in " disarmo " ho perso un po' di " smalto ", anche perché anche gli " amici " sono scomparsi, compresi installatori che conoscevo da oltre 30 anni...

Bella Roba ! comunque ti metto al corrente di una novità di cui mi sono accorto accidentalmente ieri : erano stati istallati dall' azienda in cui lavoro molti ADB I can 3820T, ad un tratto sul canale 32 UHF dove qui ospita Focus, Cielo ecc, hanno cominciato a " squadrettare " per oltre un minuto dopo la sintonizzazione, poi andavano bene.. chi mi ha sostituito ha detto al cliente, in modo molto sbrigativo, di cambiare decoder.

Avevo ricevuto diverse telefonate di clienti che avevano ancora il mio cellulare e si lamentavano di tale problema, effettivamente l'apparecchio in mio possesso era esente dal problema, ma l'antenna in UHF del laboratorio di casa è una BLU 42 puntata su monte Morello e da tale postazione prelevo il segnale del 32, compreso anche il centralizzato del condominio, ma incuriosito dalle segnalazione provo ad installare un pannello UHF Fracarro, con mia sorpresa il ricevitore inizia a " squadrettare ", mentre altri apparecchi come l'FTE 115 funzionano come niente fosse, da accurata verifica strumentale mi accorgo che qualcosa no va nell'SFN, infatti il pannello è raggiunto da ben 4 postazioni : Morello ( primaria ), Albano, Secchieta e Serra, quindi mi rendo conto che se l'antenna è meno direttiva tale problema si presenta, quindi il ricevitore durava fatica ad agganciarsi.. ( alla faccia della sincronizzazione... )

Ripasso il ricevitore sulla BLU 42 e torna tutto a posto, ma ieri sera nell' accensione mi accorgo che è in corso un aggiornamento del decoder tramite il ch.30 UHF, vedi foto, ma una volta terminato l'upgrade vengo preso dalla curiosità e ricollego al pannello l'apparecchio e funziona benissimo... quindi era anche una anomalia del software che non gestiva correttamente alcune sincronizzazioni e ritardi.... comunque avviserò chi mi ha chiamato di effettuare l'aggiornamento.

Un Grandissimo Saluto.

Andrea









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