345. Dipolo di una "7 BETA" Fracarro senza traslatore. 
Domenica 16 - 3, h. 00:35.
Noto un calo di 6 dBuV, alla misura qua in casa ( modulare livellato "pari" ), solo dei mux di Ferretti ch 21, 22, 29 dalla postazione di Barbiano, ed era già successo un altra sola volta tempo fa, prontamente ripresosi.
Sembra "in riserva".
Ore 8:30, ora sono già tornati a piena potenza.



Questa 7 BETA era insieme sul palo con una 4 D e un miscelatore per piattina a 300 ohm, con uscita per cavo a 75 ohm di marca Befer, quello che si metteva in alto fra le due antenne.



L'antenna penso sia stata fatta alla fine degli anni '60, primi '70.

Ero a Caselle di Crevalcore, via del Papa 1a ( con Google Maps ho trovato casa e antenna ), una casa abbandonata da Dio, ho tolto questa "due pali" e ne ho fatta una di tre, con "Velo" in alto e Barbiano a metà palo, poi ho miscelato con un MIX / TRAPPOLA Offel il 24, 26, 30, 40, e ho accontentato la famiglia di albanesi in casa ACER che vedevano solo i loro canali tramite parabola.

L'antenna del "primo" aveva il traslatore / adattatore d'impedenza / balun, incorporato nello scatolino verde, e la Fracarro si raccomandava, se veniva usata la piattina, di tagliare i 2 filettini che provenivano dal balun e collegarsi direttamente ai terminali del dipolo sotto ai dadini, ma lì non mi pareva fossero stati tagliati.

Invece per la beta, non si sa se sia stata prodotta così per un certo periodo, o se l'antennista abbia tolto tutto il trasfomatorino d'impedenza prima di collegarci la piattina.

Ma è difficile che sia andata così, una con e l'altra senza, non si capisce . . .





Parlando dei tempi andati, anche questa vale la pena di essere raccontata, perchè ai giorni nostri ha dell'incredibile.

Nel rifare la distribuzione delle 3 colonne dell'impianto TV, in una palazzina di tre piani di prese in serie in Via delle Tofane, mi capitò di sfilare oltre al cavo TV del montante vecchio, anche due o tre fili elettrici, non ricordo, che in parallelo vicino a tutte e 9 le prese degli appartamenti, consentivano, tramite un interruttore a levetta affiancato da una piccola lampadina rossa da 3 candele, di togliere e ridare corrente al centralino TV nel sottotetto, probabilmente a VALVOLE, visto il periodo.

Per me funzionava così: tutti e 9 i condomini avevano la possibilità di aprire e chiudere il circuito, così il primo che lo chiudeva, dava tensione al centralino, l'ultimo che lo apriva gliela toglieva.

Così succedeva che verso mezzanotte / l'una, quando la RAI finiva le trasmissioni, il nottambulo del condominio apriva il circuito, si spegneva la lampadina rossa, e il centralino si riposava fino alle ore 17 del giorno dopo, quando il primo dei condomini spostava la levetta, chiudeva il circuito, e faceva ripartire il centralino.

Se il nottambulo "staccava", mentre era ancora in onda la sigla di "FINE DELLE TRASMISSIONI" su una delle due reti ( mentre l'altra aveva già finito la programmazione ), poteva sincerarsi se era veramente lui l'ultimo a staccare la corrente, perchè avrebbe visto arrivare la "nebbia" quasi istantaneamente ( valvole ) sul suo televisore, mentre se continuava a vedere, vuol dire che un'altro o più condomini, dovevano ancora "tirare giù" il proprio interruttore.

Risparmiare le valvole di un centralino TV per circa 17 ore al giorno non era mica male, visto che andavano per esaurimento.

Verso le ore 17, il primo che voleva vedere la TV, aveva sempre la possibilità di "accendere" il centralizzato, e nessuno poteva impedirglielo ( se ero io, anche alle 10 di mattina, per vedere le prove tecniche per il "COLORE" ).

A volte poteva succedere che non tutti spegnessero quella luce rossa nel tinello prima di andare a letto, ma era difficile perchè si sapeva che sia lei che il centralino "consumavano" . . .


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Per risparmiare corrente in casa propria, non bisogna non accendere la luce quando si entra in una stanza scarsamente illuminata, bisogna spegnerla SEMPRE, anche quando la si lascia "per un attimo" pensando di ritornarci poco dopo . . . spesso a volte anche mai !!!

Il consumo in eccesso, non è dato dall'utilizzatore che si accende, ma da quello acceso inutilizzato CHE NON SI SPEGNE !!!

E' stato anche abbandonando questi sani principi di NON SPRECO, che ci ritroviamo così mal ridotti, sessant'anni dopo.




ALFA ( giallo 21, 22, 23 ), BETA ( rosso 24, 25, 26 ), GAMMA ( azzurro 27, 28, 29, 30 ), DELTA ( verde 31, 32, 33, 34 ).

Ecco come la Fracarro, suddivise in gruppi di canale la banda IV^, per servire al massimo, gli antennisti italiani alle prese con il "SECONDO CANALE" della RAI.

Questa azzeccatissima produzione, ci accompagnò per più di trent'anni, insieme agli altri 5 "gruppi", venuti fuori in seguito, fino al ch 69.

marrone 35-39, bianco 40-46, ? 47-53, ? 54-61, ? 62-69. Fu prodotta anche una lunga 20 elementi ch 38-64 R, che aveva il dipolo della 47-53, ma però me lo ricordo rosso.


Questa antenna aveva il coperchietto quadrato in plastica grigia, con sopra in rilievo alcune specifiche riguardo i quattro tipi di antenne, il gommino passacavo era nocciola, più tozzo e rigido, a differenza del suo successore che era un cono nero di gomma morbida . . .

In seguito, lo scatolino divenne rettangolare con coperchietto bianco di gomma morbida liscia e senza scritte.



Se come dicono, la potenza delle celle LTE in futuro, si alzerà ulteriormente ( visto che ne ho una qua fuori ), non garantisco la prossima volta di riuscire a reggere la fotocamera . . .


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Davide hai ragione, ma se mi capita materiale vintage e contemporaneamente non ho di che parlare sui temi attuali, piuttosto che saltare un week, illustro il "vecchiume" per i nostalgici e i giovani in erba.

Ciao.

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Vincenzo hai ragione, sono andato a vedere e il bulbo è uguale, ma l'occhio strabico mezzo chiuso e l'altro che guarda dritto, sono un mio "brevetto".
Pensa se "alzeranno" davvero, come mi dovrò ripresentare :-).

Ciao.

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Ciao frapenas, la tua osservazione è giustissima, ma quante ne ho dette in proposito ?! Di tutti i colori !

Io uso "R 43 Z" 21-60 Offel, "oppppure" la loga UHF "LP 45 NF" Fracarro se ho fretta, BONA !!!

Le vecchie "10 BL 45" o "10 RD 45" col riflettore a diedro, erano delle 21 - 64, e avevano il dipolo della 40 - 46 che mi "suonava" male pensando ai ch 21 e 64, ma era più un pregiudizio, come tanti ne abbiamo noi antennisti.

Dove c'è tanta qualità e di conseguenza anche segnale, fai fatica a NON farlo proprio andare questo "digitale terrestre", pensaci mo' un po'.

E' dove non ce n'è, che invece di provare tante antenne, è meglio che ti lanci in fretta su TivùSat !

Io poi, sono un sostenitore delle loga UHF già da 20 anni, quando montavo le ottime Offel ( difatti a casa mia . . . ).

Io, abituato in città, vicino ai trasmettitori, pensavo prima dello switch - off : _ Dopo si monteranno solo delle gran "LOGA", tanto basterà meno segnale, il problema "nebbia" ( rapporto SN ) non esisterà più, cosa vuoi mai "guadagnare" . . .

E sono ancora di quel parere . . . quando "ne hai tanto" che lo regaleresti via, cosa stai a spendere in più da fare ?

Le "triplex" non le posso vedere.

In un posto, ne ho tolta una perchè squadrettava il 49, sostituendola con una LOGA FR messa alla stessa altezza, il ber finale che prima era sopra, è migliorato finendo sotto il "QEF", e l'impianto condominiale a larga banda UHF su Barbiano ( ero a Castelmaggiore ) ha detto GRAZIE ! BONA LE'.

Ciao.

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Gianluigi, io ne montai tante di 20 elementi 47 - 53 R e 54 - 61 R, però non mi ricordo un dipolo "BLU", mancherebbe un grigio, però dove lo collochiamo, sulla 47 - 53 R ?

Ciao.

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Grande Mario, quella è vecchissima, direi prima del 1976, perchè quando iniziai io erano già stati fatti gli scatolini più bassi e rettangolari, con coperchietto sempre bianco senza indicazioni di gruppi di canali, e col gommino passa cavo morbido nero, il tuo è bianco come nei mix MVU 2 di allora.

Bellissime foto, il cimelio in perfette condizioni ha dell'incredibile.

Forse nel cartone non compariva ancora la prima scritta "ANTENNE PER TV A COLORI", modificata in seguito in "antenne adatte per tv a colori".

Quando "accende" Cairo il suo "25", avrai per le mani l'antenna migliore della storia, ma io la terrei "intonsa", come dice Silvan.

Se ti serve la chiavetta infila elementi . . . io ne ho unaaaaaaaa, però con pinze e straccio, entrano lo stesso.

Mandami una e-mail su cosa ti è piaciuto in particolare sul blog, che scambiamo alcuni pareri ( non un romanzo s'intende ).

Ciao.



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344. Bologna, la città delle tesate aeree per la distribuzione del segnale TV. 

Attraversamento del segnale da sx a dx di Via della Barca.



Dettaglio del tipo di fascette, alluminio e plastica.



Entrata in diagonale sotto la capriata.



Da grattacielo a grattacielo.



Da sotto la capriata a dx, a sotto la capriata a sx.



La diagonale vista prima con segnale dal manufatto sopra al tetto, da dx a sx.



L'altra tesata alta fra i primi due grattacieli ( che in totale sono tre ).

Le andai a restaurare tutte e due, sopra un cestello di un'autoscala di "Tagliavini" grande sempre, a un'altezza da decimo piano, da lassù l'autoscala sembrava quasi un modellino, ed eravamo in tre sopra, il manovratore e io con il collega di tutti i giorni.



Nodo di distribuzione con parabola abusiva.

Probabilmente, il segnale che arriva da sinistra ( montante ), scende giù, incontra un derivatore a due prelievi, uno rimane lì che alimenta l'amplificatore VHF - UHF Siemens da 45 dB del fabbricato, l'altro fuoriesce insieme al montante di uscita, il prelievo va a servire una casa vicina, il montante va oltre a incontrare altri derivatori BOSCH . . .


13 Canne da tre metri, per tre, due da 25 e una da 20, a spinta col grasso e manicotti saldati col mastice bianco, fascette "Legrand", anno 1985.



Purtroppo molte sono già saltateeeeeeee, bisogna arrivarci addosso con l'autoscala prima che si stacchino le ultime tutte in un colpo !!!





Via Gnudi ( BO ), fabbricato originale, con distribuzione TV orizzontale ! ! !


Ci sono 4 scale da 6 appartamenti ciascuna, ogni appartamento ha due prese TV in serie che lo attraversano, la partenza principale è nella scala 3 dove c'è la sottocentrale di fabbricato, l'uscita incontra prima un derivatore a due prelievi da - 10 dB ( CD 12 FR ) alloggiato sul pianerottolo del terzo piano, da lì le due linee vanno in orizzontale e servono i terzi piani, una a sx che fa 10 prese in serie ( 5 app. ), e una a dx che ne fa 6 ( 3 app. ).

Tutte le prese sono uguali: Siemens passanti da - 10 dB in UHF, la prima avrà senz'altro un segnale "robusto", e l'ultima, sicuramente sufficente.

L'uscita montante del CD 12 ( che perde 1,6 dB di passaggio ), scende al secondo piano dove c'è un PP 14 FR da - 7 dB con due linee che ripetono lo stesso schema per quel piano lì, le altre due scendono al primo piano e fanno uguale come sopra, di verticale c'è solo quel po' di cavo del montante e le 2 linee dal secondo e primo piano.

Se uno scollega una presa nel mezzo di una linea, quelli che seguono in orizzontale rimangono a piedi, le prese servono cucina e sala sempre in serie, poi il montante va da quello dopo, o di pianerottolo o del civico che segue, ma se l'antennista non sa che l'impianto viaggia in orizzontale, trovare quale sia l'appartamento con l'interruzione, sono "uccelli per diabetici" ! ! !

((( Specialmente se la chiamata la fa quello delle ultime due prese, la 10^ e la 9^ in scala 1, e chi ha interrotto il collegamento in casa sua, è quello all'inizio della catena delle prese 1 e 2 in scala 3, e ci sei arrivato dopo aver visitato quelli delle prese 8 - 7, 6 - 5, 4 - 3, e che non vede pure lui . . . così oramai sei sicuro che "lo stacco" è dal primo della scala 3, vai di là, suoni, e non c'è nessunooooo ...... ma porc ... d'una putt ... oh, non c'è quasi mai quello che crea il danno !!!!! Allora prendi il nome, chiedi all'ACER, cerchi il telefono, e ritornerai una seconda volta su appuntamento, se ti andrà fatta bene ! )))



Altra avventura.



Poco tempo fa, siamo andati a Bazzano in un palazzo ACER di 3 piani su 3 porte, con l'antenna e la centrale nel mezzo.

Chi aveva chiamato stava al terzo piano di una scala laterale, e non aveva più segnale . . . misuriamo e niente, zero, smontiamo la presa e i due tubi arrivano entrambi dal pavimento ( ??? ), ha due prese HELMAN da - 14, infilo la sonda in un tubo dei due della presa della cucina, e si sente battere nell'altra presa della sala, molto scomoda se fosse stata da smontare.

Mi infilo nell'altro tubo per quasi 15 metri, e non si riesce a capire dove la sonda va a finire.

Andiamo dall'inquilina di sotto e il segnale è presente bello tonico, apro la presa, e anche lì due tubi che vanno a pavimento, gasp, mi sto perdendo . . . ma vuoi vedere che i cavi viaggiano in orizzontale come in Via Gnudi là alla "Barca" ?

Anche la dirimpettaia di pianerottolo di quello che ci aveva chiamato, non vedeva una mazza, allora siamo andati al terzo piano della scala di mezzo, e cercando di non "imbananarci", anche con l'aiuto del cliente, abbiamo suonato il campanello di quello che era confinante con loro due, e che oramai doveva essere il colpevole, la centrale era pure sulla sua porta.

Difatti, appena entriamo, nella sala c'era un frutto presa penzolante col cavo in arrivo staccato dalla presa, l'uscita scossando il cavo, andava in cucina ( altra presa penzolante ma con i cavi attaccati bene ), l'uscita di quest'ultima presa andava finalmente di là dagli ultimi due inquilini con le 4 prese.

Troviamo una presa passante da - 10 dB della Vimar "plana" in macchina, e con telaio e mascherina, gli facciamo la presa nuova . . . lui, bene o male, per induzione vedeva quasi bene lo stesso, stava in alto, e non si era nemmeno accorto del cavo staccato.

Finito il tutto, ho detto: adesso torniamo di là e vedrà che funzionerà alla grande, poi ho aggiunto scendendo le scale: ha visto cosa succede ? Lei e l'altra, dipendete da lui, se lui "stacca" siete a piedi un'altra volta, adesso lo sa come è fatto l'impianto.

Arrivati in casa andava tutto bene, abbiamo suonato da quella di fronte, che anche lei ce l'aveva col digitale terrestre . . .

Ah par f0rza, s'iv stàchen i "fil" da cl'ètra pèrt dal mur, xà vut ch'às vàdda ?

Ah per forza, se vi staccano i "fili" dall'altra parte dal muro, cosa vuoi che si veda ?

E' sempre più un mondo difficile . . .

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343. Tutto in quel sottotetto . . .  
11 - 03 Altra cella accesa di WIND, direzione Via Titta Ruffo ( dove mi trovavo ), Benedetto Marcello ( che vedevo ), cella WIND ( pure / oltre ), e Barbiano ( dietro a tutti ), saturazione su larga banda UHF, messo filtro Offel 35 dB, che faceva passare sempre però, un bel po' del mux WIND.

Consiglierei all'Offel, per la prossima produzione, un "low pass filter" 0,1 - 783 MHz, così "l'asfaltatura" sarà più completa.



Amplificatori monocanale a valvole ELCIV Milano ( manca il modulo alimentatore e il diplexer VHF - UHF ), ch D e 25, anni '60, guadagno 12 dB, i morsetti del D hanno il "centrale" schermato, erano 8 appartamenti a calate indipendenti, serviti dal sottotetto con un div 2 e due div 4 resistivi di allora ( - 16/18/ o 20 dB in totale ), quindi, con div induttivi, 12 dB di oggi.



Valvole EC 8100 per il D, e EC 8010 per il 25.


Veduta da sotto.



Interno modulo ch D.



Interno modulo ch 25.



Preamplificatore a due transistor Elektra per i ch 52 e 54, e miscelatore VHF UHF
in versione precedente all' MVU 2 Fracarro dal coperchio arrotondato.


Interno del preamplificatore 52 - 54 ( KC e TSI ).


Vecchio codice colore morsetti.


"STECCA" MP 20 Teko autoalimentata da 32 dB non regolabile,
per i ch 52 - 54 ( Capodistria e Svizzera ).


L'interno.


Fine dei ritrovamenti nel sottotetto di via Ferrarese 187.


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Tre attenuatori "AVV", blu, giallo, azzurro, due "IP 2" bianchi, di cui uno è quello "ATT", un "DEV 1" rosa ( deviatore per due cavi d'antenna ), e un MVU 8 giallo ( demix VHF - UHF a 75 ohm ).

Mancano l'MVU 9 verde ( demix a 300 ohm "isolato" ), che ce l'ha Elio, ma è già presente nel blog, un MVU 7 di colore uguale ( demix a 300 ohm non "isolato", dal coperchio azzurro identico a quello dell'AVV in centro ), a sua volta uguale al mix TV - FM, e un rarissimo MVU 8 marrone con vite di fissaggio coperchio, prima che li modificassero tutti con l'attuale incastro a pressione.



Risultato con il decoder KAON in T2 di Europa 7.


Decoder Technisat.

Ce la farò ad arrivare a 400 ? Qui non sono compresi i canali del MUX di Europa 7, e tutti gli HD tranne RAI HD e STUDIO 1 HD ( che poi non me li fa vedere lo stesso, ovviamente ).


Samsung, la verità sul totale dei canali ricevibili in Bologna centro ( 8 / 3 / 14 ).

Rimesso in opera la preselezione totale a moduli ... con il S.C. non si andava più sù nel sottotetto ...

( Ma non perchè non si ricevessero alcuni mux, avendo "virato" per quasi un anno sul "semicanalizzato".)


Che poi per dirla tutta, nel frattempo ero già tornato al discorso "tutto a moduli", solo che mi ero sbizzarrito a ponteggiare tutti quelli di Barbiano dal 21 al 60, e invece di servirli su due gruppi con le due antenne top Offel Kolor, li avevo serviti con l'unica antenna più "scarsa" che si potesse utilizzare per quello scopo.

La loga - combi III^-IV^-V^ fissa, orizz, su Barbiano ( il muletto per intenderci ), che anche se è un' Offel, è l'accostamento che è "comico", non l'antenna in se stessa.

Vi era andato un'irrinunciabile "pre" UHF da 13 dB a cubo HE, se no non ce la facevo a raggiungere i livelli ( con conseguente "escursione di regolazione moduli" ) che avevo prima con le antenne ad alto guadagno.

Tutto stava filando liscio per il meglio, tanto che da in casa, non si poteva pensare che su, l'insieme dei mux di Barbiano fosse ricevuto da una così antiprestazionale "loga - combi" . . .

Senonchè, e qui fate attenzione, un bella sera, dopo giorni e giorni di pioggia e acqua e pioggia e acqua di continuo, ho notato che lo spettro era diventato meno "pseudo splendido" di come di solito me lo ritrovo utilizzando una preselezione a moduli, che già a vedersi, è comunque inferiore a tutti i mux pari che vi sono in antenna, e che vengono mantenuti tali utilizzando un ingresso UHF di un largabanda.

Sembrava come quando si appoggia la neve sull'antenna, le condizioni di ricezione / spettro, osservando uno strumento, variano di molto.

Quindi ho pensato che tutta quell'acqua venuta giù per tantissimo tempo, avesse avuto il coraggio di raggiungere il punto di collegamento del cavo in punta, anche perchè il coperchietto delle loga sta in orizzontale e non in verticale come un bicchiere capovolto, di conseguenza, a forza di goccie sulla culla in prossimità del tappo a scatto, non è detto che la somma degli schizzi, non abbia portato a bagnare una zona che assolutamente deve rimanere all'asciutto !

Difatti, dopo 24 ore che aveva smesso, piano piano lo spettro era ritornato a sembianze "umane", ma siccome negli anni passati, le abbondanti nevicate avevano pregiudicato sì la resa delle antenne ( anche - 15/20 dBuV ), ma non fino al punto da causare squadrettamenti, ho pensato bene di tornare ai massimi livelli con le antenne, così da stare più tranquillo sia dal lato "acqua a non finire" che "neve inzuppa KOLOR".

Approfittando della riconfigurazione di tutto il sistema, ho ritoccato nelle tarature alcuni moduli: 36, 37, 38, 53, i tre dell'LTE, quindi si è tornati ai vecchi tempi delle ripetute sortite nel sottotetto ( che è sempre un bel vedere ) . . . e come ho detto sopra, causa Barbiano preso a L.B., oramai non ci andavo quasi più . . .


Logo di nettuno TV lcn 99.



TELEREGGIO inserita nel mux di E' TV, ch 42 di Bologna.

Foto scattate da Elio il 4 / 3 alle h 22:46, e l'8 / 3 alle h 10:15 . . . di male in "Reggio".



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342. TV Samsung 32" .......... "greco". 
Accesa a fine Febbraio cella LTE di WIND ( 791 - 801 MHz / zona ch 61 UHF ) in Via Capramozza 4, zona Via Saragozza centro.

Messo filtro Offel bianco a innesto da 35 dB, su centralino L B Offel 40 dB con antenna 26 el. UHF Yagi 21 - 60 mod. S43410 A-C Siemens di 30 anni fa, che puntata su Barbiano, coincideva con la cella situata a 100 metri.

La parziale saturazione, causava squadrettature visibili su quasi tutti i MUX UHF . . . dopo l'inserimento del filtro, è rientrata tranquillamente.


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Sono incappato in un TV di un cliente, appena comprato al grosso centro commerciale di Casalecchio.

Mi metteva tutti i canali in ordine alfabetico invece che LCN, allora ho provato a vedere su che "paese" fosse settato, ed era su "altre", perchè l'ordine disponibile era solo di alcuni paesi diciamo dell'est.

Mancavano Italia, Francia, Germania, Spagna, insomma tutti quelli a ovest, allora ho provato con Croazia, niente, alla fine con la Grecia l'LCN è magicamente entrata in funzione, però rimane un TV non destinato al nostro mercato, bisogna vedere se con un appropriato aggiornamento, diventasse "paneuropeo" come tutti quelli che ci capitano di solito.

Io ho una mia idea: se faccio su un TIR di televisori costruiti o destinati in pieno est, e decido di smerciarli a ovest, in quale paese "gonzo" penso di "piazzarli" ? L'Italia !

Se no, come si spiega la presenza di un TV così settato, qua da noi ?

Non deve esistere !

Eppure, non è una novità, mi viene in mente negli anni '80 il VCR VHS National NV G-10 ( mono ), che aveva il modulatore in banda I^ sul ch 03 o "B" ch 04, mentre il suo "fratello" Panasonic destinato al nostro mercato, usciva in ch 36 UHF ( più o meno 4, 32.......40 ).



Vecchio miscelatore / demiscelatore ( diplexer ) di banda IV^ e V^, oppure VHF e V^, e anche VHF + IV^ con V^ Fracarro.

Il morsetto blu faceva da "passa basso" per B. I^ - II^ - III^ - IV^ ...... il morsetto giallo = B. V^ only.

A me è sempre sembrato un prototipo, perchè dopo fu suddiviso in 3 modelli con tagli differenti, e lui corrispondeva a quello di mezzo.

La presenza della bobina, consentiva il passaggio della c.c. dall'ingresso di V^ per alimentare eventuali preamplificatori.

M = miscelatore, 45 = IV^ e V^, e la "S" ? Cosa sta a dire ?????????? ( Che non c'arrivo. )

M45/36 non faceva passare il 33, 34, 35 in banda IV^.

M45/38 non faceva passare il 34, 35, 36, 37 in banda IV^.

M45/42 non faceva passare il 38, 39, 40, 41 in banda V^.



L'interno.



Presa resistiva passante Fracarro, "passo 13", anni '70.



Con un'attenuazione di prelievo di 20 dB, gli utenti sopra e sotto aventi la stessa presa - 20 dB, erano tutti disaccoppiati ( separazione ) fra di loro di minimo 40 dB, più la perdita del cavo che li collegava.

Qui manca il coperchietto ROSSO, che distingueva quella passante ( o terminale ) da quella DIRETTA / semplice / a perdita 0 dB, che era invece di colore VERDE.

La "terminale" di colonna montante ( l'ultima della catena ), aveva saldate TRE resistenze, un morsetto solo d'arrivo, e sempre - 20 dB di attenuazione.

Erano gli anni dei soli canali "NAZIONALE" e "SECONDO" RAI in bianco e nero ...

L'evoluzione di questa presa, fu quella col circuito induttivo direzionale schermato del "CAD 11", sempre dai morsetti però non schermati, stesso frontalino quadrato in bachelite chiara a due viti, anni '80, e passo femmina IEC 9,5.

Si chiamava PD 80.


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Ottimo ragazzi, i commenti costruttivi sono il complemento di questo blog, continuate così.

Andrea, quel mix lì ha più di 35 anni, i canali "S" c'erano, ma non ce ne servivamo ancora.

Ermanno, mentre tu avevi l'NV G-10 National, mio padre nel 1986 mi comprava, su mio desiderio, il top di gamma, l'NV 870 EO Panasonic, stereo HI - FI, audio rec anche in simulcast, moviola al rallenty solo in avanti, 2 milioni di lire ( oltre 2 stipendi dei miei ).

Il JVC top ( inventore del VHS ), aveva la moviola anche all'indietro . . .

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341. Converse per pali d'antenna. 
Buon compleanno con panettone salato da 48 tramezzini e torta dei 55 anni alla meringa ( ma io mi sono fermato a un rassicurante "anni 49" ), portati a sorpresa dalla mia compagna nel pomeriggio.


La conversa di lamiera zincata classica, ottima per il tetto a tegole pari.


Esempio di sistemazione della conversa, quando il palo coincide col coppo superiore.

La conversa si sistema al posto di un coppo solo, le due raccogli acqua sono rimaste al loro posto, sotto la plastica a sinistra e a destra del palo.


Il caso opposto, quando il palo cade in direzione delle tegole raccogli acqua.

Qui si infila la conversa SOTTO alla tegola raccogli acqua superiore, e in basso la si lascia SOPRA a quella inferiore.

Anche in questo caso la conversa prende solo il posto di una tegola raccogli acqua.

Cosa mi tocca fare la domenica mattina del 23 / 02 per i lettori del blog . . .


Questa è la mia conversa in piombo, costruita sul posto dal lattoniere quando rifecero il tetto, togliendo forse la mia in lamiera che misi nell' '81, e coprendo magistralmente i cavi delle antenne lasciati in verticale lungo il palo con una "maronata" di silicone.

Quando l'ho rifatta nel 2005, ho rimesso i cavi ( 9 ) come li vedete, una parte dei vecchi è rimasta "murata" in mezzo alla conversa tutta fasciata da me, e di sotto gli ho tagliati in alto dalle assi e lasciati "morti".


Converse in plastica tenera, molto facili da posizionare.



Conversa in piombo tipica.

La conversa in piombo, come quella in plastica o quella semi-rigida in lamiera zincata, si posiziona con la parte alta ( che qui è a sinistra ) SOTTO alla fila di tegole che vanno in salita dietro al palo, e che quando piove, scaricano l'acqua sulla conversa, la quale a sua volta la fa andare SOPRA alla fila di tegole davanti al palo, che in buona parte le scorre sotto, comportandosi ne più e ne meno, come una tegola.

Una o due tegole che sono coperte dal foglio di piombo, vanno tagliate in maniera che il palo impiegato ci passi bene senza toccarle . . . viene fatto un passaggio di forma quadrata ( con flessibile ), o circa rotonda ( con martello e scalpello ), lasciando anche lo spazio per i cavi delle antenne, che si infileranno prima sotto la fine della conversa in basso, poi volteranno verso il sottotetto affiancando il palo base, passando anche loro dal buco grande fatto in precedenza.


Il modello "aperto"



Si richiude come una giacca e si silicona come una cintura lampo.

Ne hanno fatto una versione in plastica sullo stesso principio di "conversa aperta", ma non mi sembra abbia riscosso un gran successo.


Il piombo, è un bel metallo malleabile, il meno duttile di tutti, e per niente elastico !

Ed è per quello che dopo alcuni anni, ritornando sul posto, ci accorgiamo che alla base del cono, la conversa si è tutta screpolata, tanto che da sotto al tetto si vede il cielo, ed ovviamente "piove di sotto".

Negli anni abbiamo capito, che quella leggera oscillazione che fa il palo base, di un'antenna di due o tre pali "autoportante", e quindi senza ancoraggi, porta alla rottura inesorabile della parte piana della conversa in piombo !

Morale: costa molto di più, e rompendosi, porta rapidamente di sotto una buona dose d' acqua, molto prima di una conversa in lamiera zincata !

Siccome sostituire una conversa in piombo, significa smontare tutta l'antenna, qualcuno ha avuto l'ingegno di inventare quella apribile, che si sistema sopra a quella "bucherellata", e per ancora del tempo evita infiltrazioni d'acqua.


Ma non finisce mica così, senza aver risolto il problema dato dall'oscillazione del palo.

Adesso, quando si sa di dover mettere una conversa in piombo, per ovviare al grave problema della rottura prematura della medesima ( causa i movimenti impercettibili del palo di base ), si adotta la seguente procedura:

Nel cono dove ci passerà il palo, si effettua un taglio di diametro superiore di un cm. al diametro del palo impiegato, così quando il palo "scossa", ci balla dentro, non lo tocca, e la conversa non sollecitata, resterà ferma e non si romperà.

Si vabbè, ma non possiamo lasciarlo così, con la fessura di mezzo centimetro tutt' intorno aperta, si berrà l'acqua che scende dal palo, più quella diretta . . .

Ecco che a questo punto, si capisce cos'è quel cono di gomma morbida della foto sopra.

Esso si infila subito a rovescio, fino quasi ai bulloni del palo base, si sistema la conversa in mezzo alle tegole, si cala il palo nel cono allargato che corrisponde al foro nel tetto, qualcuno di sotto serra i bulloni delle staffe a parete, quando il palo è ben stretto, si prende il cono di gomma ribaltato a due mani, e lo si tira giù addrizzandolo fino a coprire per bene la fessura come un ombrello, senza però far toccare ovviamente i due coni ( gomma e piombo ), se no è inutile.

Il taglio del cono di gomma, sarà stato fatto un pelo più piccolo del diametro del palo in questione, questo per rendere più sicura la sua presa su di esso, e la sua nastratura finale.

Così avremo un palo che "balla" con cono di gomma, 2 coni coassiali che non si toccano, e finalmente, una costosa conversa in piombo che non si ridurrà a un "emmental" nel giro di due anni.


Cono di protezione . . . in piombo.

Io temo che, causa il suo peso, quando fa quel caldo "inenarrabile", il nastro ceda e il cono scenda . . .

Vabbè, potrei adattarlo al palo non tagliandolo orizzontalmente, MA, verticalmente a "tagliatelle", così potrei fermarlo all'altezza giusta con poderose fascette nere in PVC Legrand, fasciare il tutto, e non dovrebbe scendere più da lì, però per adesso, preferisco il "cono nero".

Però mi chiedo, perchè costruire un cono "sbilenco" come quello giustamente saldato alla conversa completa, quando devo solo proteggere in punta quell'altro che circonda un palo rotondo, messo dritto a piombo ? Deve solo fare da ombrello ? !
Non potrebbe essere fatto a cono quasi regolare come quello in gomma ?

Ah, ho capito, i coni sbilenchi li preparano a parte, allora vanno bene sia da saldare per fare la conversa, sia come coni da "ombrello" ( me l' ero scordato ).


Ecco signora, le sue "QUATTRO" prese TV: tinello, cucina, camera da letto, e camera dei bambini . . .

Anche se è una "ladrata", è quasi meno grave, che se l'ha fatta per 4 appartamenti ben distinti . . .

Ma come ? La MIA antenna è in comune sull'unico palo con gli altri tre ???

Ma sei "semo" ? E se voglio apportare delle modifiche alla MIA antenna, come faccio ?

Allora, tanto valeva metterci una 95 elementi . . . e un "PA 4" Fracarro !

In Via Zamboni, vicino alla porta, mi sono trovato una BLU 90 Fracarro su Barbiano, che ai tempi dell'analogico "tirava" tanti ma tanti di quei dBuV, che a suon di partitori ( perchè nel sottotetto mancava "la 220 Volt" ), ho servito 10 appartamenti con 10 discese "a pioggia", cioè "a stella" . . . anche se adesso potrei metterci 3 CAD 14 in rapida successione, chiudere il montante, e avere 12 uscite DISACCOPPIATE fra loro, come va fatto a regola d'arte . . .

Oggigiorno, vista la posizione d'oro, con i segnali digitali che vanno quasi con "ridicole potenze", i condòmini saranno messi ancora meglio di allora.

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Grazie a tutti ragazzi !

Daniele, è vero, la plastica del cono si secca, ma io lo fascio un bel po', dall'alto in basso col nastro grigio, fino a un diametro superiore a quello del cono sotto, così "l'ombrello" si mantiene molto di più.

E per le converse in plastica, bisognerebbe metterne due, così quella sotto rimarrebbe nuova per molto tempo.

Sono tornato in un posto venerdì 28 / 2, dove 4 anni fa misi una conversa di "plastica" come quelle sopra della "HERTZ", e devo dire che era ancora morbidissima come nuova, si vede che non è della stessa "pasta" dei coni, i quali, causa sole, caldo e freddo, col tempo si sbriciolano come crackers.


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