290. Un "gioiello" di rara fattura, by Televés. 


La confezione è grande come quella di 10 fette quadrate di formaggio fuso, con dentro ampli, cordone, e istruzioni.

Il suo costo è di 39 euro al pubblico.

E' un ampli da appartamento, o proprio al limite, da sottotetto per DUE appartamenti con derivatori al seguito, inseriti sui rispettivi montanti ( 2 uscite ) di cui si avvale questo prodotto.




Eccoci al "diamante" di casa Televés, un microscopico amplificatore ad ingresso unico da 10 dB in VHF e 20 dB in UHF, con la rivoluzionaria peculiarità di non andare mai oltre gli 84 / 85 dBuV in uscita ( solo con tutti i mux pari in arrivo ) , e questo è reso possibile grazie a un "controllo automatico" sull'ingresso, atto ad evitare saturazioni indesiderate ! ! !

Ha 2 uscite, di cui una l'ho chiusa con la resistenza da 75 ohm, che non si vede.

In pratica, se entriamo con tutti segnali UHF, di intensità uguale fino a 64 dBuV, lui amplifica sempre 20 dB, se entriamo con 74, amplifica 10, se entriamo con 94, esce con un massimo di 84 dBuV.

E 84 dBuV di potenza, sono un segnale ottimo per servire una distribuzione interna di un appartamento, fatta di derivatori da - 14 dB = poco meno di 70 dBuV alle prese ( scarsa attenuazione del cavo esclusa ) . . . semplicemente PERFETTO !

Sono entrato con Barbiano rotor e FM filtrata: il ch 21 che aveva 78 dBuV, è andato a 94, il ch 60 è passato da 67 a 84.

Togliendo il filtro FM, una radio che entrava con 93 dBuV, è uscita a 91, e di conseguenza si è abbassata l'uscita dell'UHF di 11 - 12 dB sia sul ch 21 che sul 60, e di 11 dB anche ( ch E 6 ) la banda III^, uscendone malconcia ( saturazione VHF 47 - 400 MHz, causa esagerato segnale FM analogico 87,5 - 108 MHz presente ).

Ne esiste un'altra versione, con una terza uscita chiamata "TV" adiacente all'ingresso, che fornisce 2 dB in più in VHF e 8 in UHF, per far sì che venga a non mancare un'attacco TV in loco, se abbiamo appunto occupato la presa TV che c'era lì vicino per fornire il segnale al centralino.

E un'altra ancora, che non poteva mancare, che amplifica 15 dB la banda terrestre VHF - UHF, e 23 dB la banda IF SAT 900 - 2150 MHz, sempre con lo stesso chassis !




Qui mi sono sbizzarrito con attenuatore variabile 0 - 20 e pre UHF da 13 dB, era bello vedere fin dove il controllo "teneva duro", prima di arrendersi a un segnale troppo "basso" in ingresso ( - di 64 dBuV ), facendomi vedere i livelli scendere sotto da gli 84 dBuV.

Sul retro, vi è un micro-interruttore alloggiato internamente per evitare telealimentazioni accidentali, ma accessibile dall'esterno tramite un cacciavitino, peccato che l'articolo ( brevettato ), venga venduto con l'interruttore su "ON" !!!

Prima ho provato con i 64 dBuV dell'ultimo CAD FR, poi con gli 81 del montante diretto che mi entra in casa, selezionato dall'armadietto.

Così mi sono spinto fino con un segnale in UHF, dai proibitivi 94 dBuV, all'ingresso del povero NV20PICO Televés, e lui, su di un mux che aveva in partenza 34 dB di MER, me li ha conservati TUTTI senza un minimo di sbavatura ! ! !

Quindi c'erano i "rumori", dell'attenuatore regolabile a innesto, del pre Helman a cubo, del Televés stesso ( 4,5 in UHF ), e il risultato in uhf, è stato praticamente ottimo.

Una prestazione di altissimo livello ( sarà lo stesso principio che c'è nelle loro antenne dotate di circuito BOSS-tech, con in aggiunta spero, un filtro "passa UHF 21 - 60" ).




Qui la cosa si fa curiosa, ma è ragionevolmente giusta.

Io poco tempo fa, ho miscelato nel sottotetto tramite quel mix TV - FM Fracarro, la discesa della loga orizzontale del rotore, con la K 47 A Offel ( ch UHF 21 - 32 ), perchè questa mi forniva uno "SBANDERNO" di segnale in banda FM ( 87,5 - 108 MHz ), e quaggiù mi arrivano alcune emittenti radio con oltre 90 dBuV.

Ho inserito questa discesa, e il Televés si è basato giustamente sul segnale di livello più alto, che in questo caso era proprio dato dall' "ammucchiata" di emittenti FM, è bastato inserire un filtro di blocco FM Fracarro da - 50 dB, che l'amplificatorino mi ha aumentato automaticamente l'uscita UHF del momento ( rotore orizz. su Barbiano ), di 12 dB buoni, segno che non bisogna avere segnali troppo forti di FM e VHF in genere, all'ingresso del "cipollino".

Ma io ero in possesso di un segnale FM quasi volutamente esagerato . . .

Nella realtà, è molto difficile che accada.

Poi, la scelta di amplificare il VHF solo 10 dB, in linea di massima va bene, perchè capita spesso che con distribuzioni vecchie, i mux in VHF arrivino in casa più alti di quelli UHF.

Io nominerei questo amplificatore, "AMPLIFICATORE dell'ANNO 2012 - 2013", tante sono le sue "features" rispetto alla concorrenza: AUTO ADJUST LEVEL, miniaturizzazione spinta, telealimentazione selezionabile manualmente, prestazioni RF, doppia uscita per 2 montanti, led verde di funzionamento, surriscaldamento minimo, cordone rete staccabile, estetica accattivante, 2 sedi vite per fissaggio a parete . . . le ha proprio tutte dalla sua parte !

Poi che io, non ho mai comprato quasi una "vite" da Televés ( solo tre coppie di ripetitori di telecomando ) !



Spettro UHF che giustamente, non sale più di così.



La banda III^ con 10 dB di meno, e il bianco cordoncino d'alimentazione in dotazione.



Parte posteriore, con chiusura a incastro senza viti.



Frontale senza coperchio superiore.



Retro.



Veduta anteriore del circuito dell'ampli.



Posteriore.


Immagine cliccabile. (Caratteristiche in tedesco).



Spettro UHF di Barbiano ( senza FM tra i piedi ) , che con l'ampli, aumenterà di 16 dB sul ch 21, arrivando a 94, e 17 dB sul ch 60, arrivando a 84.



Ma è un amplificatore MATV ( Master Antenna TV ), non un preamplificatore, come qualche "distratto" del forum crede di poterlo impiegare . . .

E dire che fra la neve e la fuliggine, ce ne passa !

In un appartamento condominiale, non mi deve arrivare del segnale FM in presa TV, deve essere neutralizzato a monte dall'antennista !

Av salùt, "avveniEristici" . . .

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Mezzi RAI in Piazza del Nettuno ( Bologna ).


RAI HD ( e si è visto ! )


LOGA "sgangherat" ma "efficens". Immagini di Noemi di Leonardo

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Radiotelescopio di Medicina (Bo)


Un'antenna U-SHF utilizzata anche dai Radioamatori
per collegamenti radio via (EME - Earth Moon Earth) riflessione lunare.


Una parte della Croce del Nord, la quale è costituita da due rami perpendicolari lunghi 564 metri (Est-Ovest) e 640 metri (Nord-Sud) e possiede un’area di raccolta complessiva di 30.000 mq. Una tale superficie rende l’antenna sensibile a sorgenti radio molto deboli.


Clicca per vedere l'Antenna parabolica da 32 metri di diametro, tramite la WEBCam


Apparato SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence
Immagini di Noemi di Leonardo


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289. Vecchi pannelli provvisori, di 2 anni fa ( a Barbiano ) . 


Ci sono ancora i 4 pannelli di Banda III^ ( quelli usati in ultimo per l'ex Mux 1 sul ch 09 ) della Kathrein, che sono per terra appoggiati al muro.

Forse ritorneranno su quelli, che non erano niente male, vedremo.

Hai ragione Cesare, quelli rossi sono i 16 pannelli UHF provvisori di 2 anni fa, mi ero scordato di loro e che li avevano proprio distesi laggiù, solo che con il cellophan, mi sembrava roba nuova come l'altra volta, pazienza, mi devo convincere che le antenne per il VHF sono altre.

Vi sono pure 2 bobinone di cavo di trasmissione . . . sarà un altro lavoro, però meno lungo del sistema UHF . . . ma lo seguiremo anche questa volta.




7/8/2010: La stazione Col Alto in Badia di Raiway, esattamente sopra Corvara, in corrispondenza della omonima funivia. Attualmente trasmette un mux1 sul 5 polarita' mista e un 22 in orizzontale. Come si puo' vedere, i pannelli VHF sono coperti da un radome, sono a 2000 metri e della neve ne viene parecchia. I Pannelli piu' grandi e bassi sono per la FM, Quelli VHF sono tra questi e il sigaro, hanno anche uno schermo posteriore, un po come quelli UHF a S. Marino funivia. I pannelli UHF ricordano parecchio il sigaro di Barbiano. (Foto by Cesare Celin )


Contrada Omagnano - Funivia (RSM): Antenne dei ripetitori dei Mux di San Marino Rtv e Rai 1, 2, 3. La foto di destra e' stata fatta il 16 Febbraio 2013 da Cesare Celin.



Belle parabole in ricezione con telo coperta plastificato piatto antineve, quella a sinistra sembra a 13 gradi est, quella a destra a 5 ovest per i loro segnali in down - link ( credo ).




Qui manca la fascetta nel cappuccio dell' LNB . . . grave.




Qui invece c'è !




Strano marchingegno.




Electric Vibrators ? ? ? Fa tremare la copertura per far scendere la neve ?
( Dettaglio estrapolato dalla precedente immagine )




Sensore di neve, acqua, o che ? ( Cavo tagliato ).




Supporto AZ - EL, il palo base sarà un "100".



"L'alieno dalle braccine corte"
Ho visto "opere" su Telemarket molto più brutte.


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288. Come piovevaaaaa, . . . Come calavaaaaa !!! 
Dal giorno 7 luglio 2007, data in cui montai una Record 47 D Offel in verticale sotto le 2 antenne verso Venda, ogni volta che piove con una certa intensità e durata, i segnali provenienti da Castel Maggiore, ricevuti e immessi nel mio impianto canalizzato "super livellato", calano inesorabilmente e si riprendono solo quando "la faccenda" si sta progressivamente asciugando, e quindi è in corsa per tornare alla normalità.

Adesso con l'ultima nevicata, è stato "il fiocco" che ha fatto traboccare il vaso.

Alcuni mux che prendo da CSM vert. sono: il 41, 43, 44, 45, 50, 52, 56, e dato che la neve di questa volta era bagnata e pesa, e prima era nevischio, sul dipolo si è appoggiata una "spugna d'acqua" che deve averne fatta entrare più delle altre volte, rispetto a quando le condizioni erano di normale pioggia.

Fatto stà che il 43, una sera ha toccato un minimo storico di - 18 dB, in raffronto con quello che di solito ha insieme a tutti gli altri mux dell'impianto, e anche le altre 5 frequenze ricevute dalla stessa antenna, non se la passavano troppo bene.

Ho perfino fatto un salto nel sottotetto, per rendermi conto rapidamente della situazione in antenna, e sul 43 vi erano appena 45 dBuV contro i 63 di quando "c'è il sole".

Non era colpa del pre a ponte Helman, tantomeno falsi contatti nella ponteggiatura moduli, è proprio che quando piove l'acqua va alla bassa, e un dipolo come quello messo in verticale ( non è l'unico ), "trangugia" H2O che è un piacere.

La fessura a occhio, sarà di mezzo millimetro, e sotto vi è quell'altra, quindi vi è in fretta uno "scarico" e un ricambio d'aria, difatti la mattina seguente che non vi erano più precipitazioni, lo spettro era tornato pressochè pari.

Poi è trent'anni che le montiamo in verticale, e non ci ha mai chiamato nessuno, e comunque, da me, anche il 43 con 18 dB di meno, non azzardava a squadrettare come dal resto tutti gli altri che erano sotto un bel po' di neve !

Oggi, 6 Marzo, ha piovuto tutto il giorno, arrivo a casa alle 18 : 30 e guardo lo spettro se mi dà degli ammanchi sulla verticale, macchè, i mux ci sono tutti, allora daremo la colpa solo alla neve, che sull'Offel messa in verticale, crea dei grossissimi cali di segnale, mentre dalla loga fissa verticale Fracarro LP345HV puntata su Barbiano, quando piove cala sempre e solo di 10 dB ( per poi ritornare ), il DAB sull'E 12 ( 12 A ), e per adesso la concludo così.


Oggi, 9 Marzo, sta piovendo, sarà il tipo di acqua, ma qua son calati solo i mux dell' Offell R 47 D verticale, ch 41, 43, 44, 45, 50, 52, 56, e quest'ultimo staziona a 42 dBuV, mentre il 51 e il 53 da Barbiano sono fermi a 66 ! ! !

Il ch 57 non cala mai perchè è ricevuto dalla loga fissa vert. su CSM, dalla quale arriva un po' meglio.



10 Marzo mattina, ha smesso di piovere, tutto tornato alla normalità . . . va là che l'acqua entra !



Dipolo recuperato da una vecchia Offel K 47 E ( ch 36 - 82 ), che era stata montata in orizzontale su Serramazzoni.



La fessura incriminata ( si vede la testa della vite situata internamente ).




Scatola aperta e asciutta, anche se vecchia e con contatti arrugginiti e ossidati.




Qualche minuto sotto la doccia ( perchè l'acqua costa ), e poi per me doveva bastare.





Difatti . . . Veneziaaaaa, l'acqua entra che è un piacere, provate se vi capita, poi nella foto non si vede, ma c'era già appunto un rivolo d'acqua che collegava il lamierino del semidipolo superiore, col lamierino del semidipolo inferiore, creando un "corto" e falsando non poco l'impedenza dell'insieme . . . hai voglia che il segnale non calasse, poi che sarò stato lì con la doccia, non più di 4 minuti !

Dico solo una cosa: il dipolo delle BLU Fracarro è costruito in modo che, anche se messa in verticale, la cosa è ininfluente ai fini dell'infiltrazione di acqua, semplicemente perchè i due semidipoli sono fissati esternamente al contenitore tramite viti passanti con dadino all'interno, e da lì acqua non ne passa, in più il coperchio è rotondo e a vite . . . una "roccia" !




Cad 13 aperto.





Uno crede che, vedendo i due morsetti dei montanti così vicini, il tragitto sia breve . . . sé, domani !

Saranno circa 20 cm, 7 di una pista, x 2 fa 14, + i 2 filetti nudi = 16, + il filo verde = 20, va mò là . . . perde anche poco di passaggio ! ! !





Il segnale entra, ed è convogliato subito per mezzo di quel filettino nudo, su di una pista di rame ( con adiacente un'altra per il prelievo ), che fa un giro in quadrato, per poi terminare sul contatto dell'unico filettino verde, che trasporta il montante di là sull'altra basetta . . .





Una volta arrivato sull'altra basetta, il segnale ( sempre del montante ) ripercorre una seconda pista ramata in senso quadrato, e quando arriva alla fine della pista, vi è un'altro filettino nudo che riporta il montante in uscita all'esterno sul morsetto out.

In questa foto, si vedono 2 piste che affiancano quella centrale col segnale montante, e per induzione, fanno appunto il prelievo induttivo direzionale da mandare ai 2 morsetti di prelievo.

Dall'altra parte vista prima, vi era solo una pista di prelievo perchè è un CAD 13.

Ogni prelievo, ha poi una resistenza verso massa da 75 ohm a fine pista, a inizio pista, vicino a dove c'è l'arrivo, parte il filetto nudo che va al morsetto di prelievo in uscita.

Quindi, i morsetti dei prelievi lasciati inutilizzati, è inutile chiuderli ( escluso la presenza di celle BTS a un metro dal CAD, non si sa mai ).



Le resistenze: due di qua e una di là.





Centralino programmabile per 3 antenne UHF ( NO VHF ), privo di finale di potenza, ma comunque con guadagno superiore ai 5 dB.

Gli ho collegato in UHF 2, il mio cavo "comodino", programmato tutti i gruppi di mux: 21 - 27, 28 - 34, ecc., attenuazione tutta disinserita, ed è tornato fuori tutto il mio spettro con dei 75 dbuV un po' su tutti i mux.

Si tratta di una Johannson fatta per conto della Mitan, e va bene.

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287. Angelo Lombardi: un tuffo nel passato ! 

Immagine cliccabile.

Prese, spine e traslatore dove veniva impiegata la "piattina" raffigurata sotto.




Piattina a 300 ohm impiegata prima del cavo coassiale a 60 ohm, portato poi in seguito a 75.


Immagine cliccabile.


Ricevo e pubblico

12 febbraio 2013, 13:32

Buon giorno, ho visto nel blog il TV Irradio, sono un ex riparatore, a suo tempo ho visto i fratelli minori del TV in oggetto,( la versione soprammobile non consolle ) uguale in tutto, faccio notare che erano costruiti negli anni '57 - '58.
Possiedo un Grundig del '59 che ho revisionato qualche anno fa, e che ha funzionato fino all'avvento del DTT. Ultimamente volevo tentare una modifica inserendo il segnale video e audio dopo i rispettivi rivelatori.
avrei voluto allegare una foto.
La ringrazio, leggo sempre con curiosità le sue prove.

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17 Feb 2013, 02:19:01 PM

Buon giorno,
ho appena visto sul suo sito la foto della presa FR anni '60, ne ho montate diverse, veramente ardue da collegare ed infilare nella scatola a incasso !
Per curiosità le allego la foto di alcune prese volanti e da muro che si usavano alla fine degli anni '50, per piattina 300 ohm e rarissimamente cavo, ( notare nella presa a muro il trasformatore isolatore 1:1 !! )
Mi farebbe piacere vederle pubblicate nel suo sito.
Ho altre diavolerie del tempo: centralini valvolari Siemens e FR, attenuatori da parete Siemens, antenna bi-banda V - UHF Lionello Napoli, oggi Aldena.
Mi scuso per il disturbo, continui cosi', grazie.
Angelo

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17 Feb 2013, 07:22:06 PM

Il pezzo è un traslatore VHF 75 / 300 ohm, ho il catalogo FR dell'epoca che descrive l'articolo.
Ho iniziato la mia attività nel mese di giugno 1961, il mio incontro con la televisione era avvenuto nel 1954.
Frequentavo le scuole elementari, una mattina di ottobre, le maestre con le rispettive scolaresche, ci accompagnarono in un bar del paese, dove da qualche mese era stato installato un televisore. Infatti, un giorno di quell'estate, avevo notato che sulla ringhiera nel cortile di quel bar, era stato issato uno strano rastrello metallico, dal quale scendeva un filo (antenna Lionello Napoli can. G 4 elementi, Milano Sempione) Giunti nella sala del bar, senza sapere il motivo di quella strana passeggiata, ci sedemmo davanti ad una strana scatola da dove uscivano immagini e voci.
Ad un tratto ci fu ordinato di alzarci, e mentre nel frattempo una banda intonava l'Inno di Mameli ci mettemmo a cantare.
Dopo ci dissero che erano i festeggiamenti per il ritorno di Trieste all'Italia.
Durante i primi mesi della mia attività di garzone in un negozio di radio e TV di un paese vicino, acquistai un televisore Radioson predisposto per il 2° programma.
Col tempo mi ero procurato il gruppo UHF adatto al mio TV, e la mattina 4 novembre di quell'anno, essendo festa, di buon'ora montai il gruppo UHF.
Al momento di provare il tutto, dopo aver sintonizzato il canale 23 ( M. Penice ) dai fori imperiali una fanfara intonò l'Inno famoso.
L'antenna l'avevo già montata con L'UHF ( can.B e can 23, Lionello Napoli )
Nell'estate 1975, utilizzando materiale di recupero, misi in funzione una piccola trasmittente sul can. B, utilizzando un registratore a nastro portatile con telecamera che aveva l'uscita RF sul can B .
Dopo aver filmato alcuni scorci del paese e montato una colonna musicale adatta, il VCR era collegato ad un modulo FR di canale dotato di CAG, seguito da un vecchio modulo valvolare FR con uscita regolabile collegato ad una antenna 2 elementi FR con balun in cavo.
Durante le pause che la RAI spegneva il trasmettitore,( dalle 12.05 alle 14.45 circa e la sera dopo le 23 circa ) io mandavo in onda il filmato.
La voce era circolata, e la gente bastava che accendesse la TV che apparivano le mie immagini.
Conservo tuttora tutto il materiale tranne il VCR che mi era stato prestato.
Spero di non aver approfittato della sua pazienza, se vuole posso postare qualche foto delle immagini fotografate dal tv, e del materiale suddetto.
A proposito, un mio amico mi aveva portato una foto polaroid con il monoscopio che avevo disegnato e che usavo nelle prove di trasmissione, ricevute a Lonate Pozzolo, circa 15 Km in linea d'aria da casa mia.
La saluto e la ringrazio per l'ospitalità.
Angelo Lombardi

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17 Feb 2013, 10:13:24 PM

Dimenticavo, il 4 novembre 1961 alle ore 11.00, iniziavano ufficialmente le trasmissioni del 2° programma RAI con la cerimonia della sfilata delle forze armate dai Fori Romani.
Mi va bene che pubblichi quello che ritiene opportuno, grazie.
Angelo

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Per me, ci sono 2 elementi invertiti nell'antenna del "G": il 1° col 3°, il riflettore deve stare dietro al dipolo, e deve essere il più lungo dei tre che si vedono . . . è quello con i 2 segni.









22 Feb 2013, 03:38:14 PM

Buon giorno Claudio,

ho riesumato il "trasmettitore" can B che le avevo detto, nella scatola c'era anche il monoscopio RAI modificato in TRAM ( trasmissioni Malvaglio ) che usavo per le prove di trasmissione, inquadrandolo con la telecamera.
Il contenitore e l'alimentatore per i filamenti e l'anodica del modulo a valvole, sono originali da un centralino valvolare Siemens .
Come vede è tutto materiale recuperato già obsoleto allora.
Ho fotografato anche una antenna bibanda terza e quarta Lionello Napoli, usata nella zona di Milano ( can. G e 26 ) negli anni 60°
Grazie per la cortesia, a presto.
Angelo

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286. Varie. 
Vi avverto, la diatriba su come chiamare correttamente i vari tipi di prese TV, non finirà MAI ! ! !

Se si ristruttura un' appartamento in un condominio degli anni '60, che ha solo una presa PASSANTE TV condominiale nel tinello ( da - 14 dB ), e si fa murare al suo posto una bella scatola, per farvi star dentro un derivatore a 4 prelievi da - 14 dB al posto della vecchia presa PASSANTE, per portare il segnale TV nelle 4 stanze: tinello, cucina, camera da letto e camera dei bambini . . . come potranno mai chiamarsi quelle 4 prese nuove che andrò a mettere, se non DERIVATE !

DERIVATE dalla "colonna montante", tramite un DERIVATORE . . . la bTicino non aveva tutti i torti, quando le chiamò così per distinguerle dalle PASSANTI, magari per rispettare nuove normative / direttive imposte in quegli anni, fatevene una ragione !





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Quando iniziai io, vi erano le "passanti" e le "dirette", dove per passanti, si intendevano quelle presenti negli appartamenti dei condomini, con solamente una presa TV per abitazione.

Essa, era collegata alle altre, presenti negli appartamenti sovrastanti e sottostanti, per mezzo di un'unico cavo disposto verticalmente ( detto "montante" ), che da in cima a in fondo, le concatenava tutte.

L'ultima in fondo della catena, doveva obbligatoriamente "chiudere" il circuito delle prese in serie ( passanti ) con una resistenza da 75 ohm, inserita sul morsetto d'uscita, questo perchè non vi era più alcun cavo montante che procedesse.

La Siemens, faceva ANCHE la versione "terminale", con resistenza interna da 75 ohm saldata opportunamente fra montante in uscita e la massa.
Questa presa aveva un solo morsetto a scatto sull'ingresso, contro i due della versione "passante", inoltre si distingueva da quelle che la precedevano, per il coperchietto posteriore NERO.

Le prese invece "dirette" dette anche "semplici", non avevano attenuazione come le passanti ( da - 26 dB fino a scalare a - 7 dB ), al massimo, avendo in alcune il condensatore di blocco c.c., la perdita poteva essere di 0,5 dB.

La presa passante, è praticamente un derivatore a un prelievo, fatto a forma di presa TV, il circuito interno è spesso identico perchè il principio è il medesimo: effettuare un prelievo di segnale utile, da un cavo passante, che ne fornisce una quantità sensibilmente superiore.

Che io sappia, la sola marca di materiale elettrico, cimentatasi nel costruire prese a frutto TV senza sbagliare le denominazioni, fu la VIMAR con la serie 8000.

Ne faceva 3 tipi: passante, terminale, semplice, più chiaro di così ? !
Solo che usava ancora il sistema "resistivo", quando la Siemens aveva brevettato 15 anni prima, la presa passante con prelievo induttivo ad accoppiamento direzionale, il sistema vincente anche nei vetusti CAD Fracarro.

La passante era da - 20 dB di attenuazione sul prelievo ( con all'interno 2 resistenze, una di prelievo e una verso massa, come la presa di prova Siemens - 20 dB ) , la terminale era sempre una - 20 dB, ma con una ulteriore ( terza ) resistenza di chiusura verso massa, la semplice era semplice-diretta, e non perdeva nulla.

Quindi, chi ancora oggi, chiama erroneamente "terminali" le prese "dirette" / "semplici", sarebbe ora che correggesse il tiro, perchè se io sento parlare di prese terminali, perlomeno mi chiedo: terminali di che ? ? ? Cosa c'è, cosa viene prima di queste prese "terminali", cosa terminano ? ? ?

Se mi rispondono : una serie di prese "passanti". A ecco, così sì che ci siamo !

Se invece mi dicono: NIENTE, c'è solo il cavo proveniente dal derivatore posto sulle scale. Allora io dico, é sbagliato, ci va una "derivata" ( diretta-semplice, che non perde segnale ), non una "terminale", che ha un'altro significato, attenua pure lei come le passanti ( prelievo ), chiude internamente il circuito ( il "montante" ) su di un carico resistivo di 75 ohm, ed è costruita solo per questo scopo ! ! !

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Difatti, proprio venerdì scorso, veniamo chiamati in un "nostro" condominio, perchè in un appartamento al primo piano, nel tinello si vede bene tutto, ma in camera da letto quasi niente ( i Mediaset sotto ai 22 dBuV ).

Arriviamo là, e nel muro vi era come presa condominiale, una VIMAR serie 8000 da incasso, su telaio a graffette per scatola tonda diametro "65".
Misuriamo, e ci sono 35 dBuV di media su tutti i mux ( centrale modulare canalizzata ).

La smonto eeeh, leggo "terminale" . . . beeeeene, siamo a posto, successo assicurato, anche perchè il cavo proveniva dal basso, e mi ricordavo che vi erano i derivatori nelle scale al piano terra di sotto, alloggiati in scatole poste in alto.

Misuriamo dal cavo diretto con dielettrico compatto Cavel "CS 75": 55 dBuV, OTTIMO !

Ragazzo, vammi a prendere il saldatore e un pezzetto di cavo TV, che SEMPLIFICHIAMO questa presa "terminale", facendola diventare una "DIRETTA".

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Il "ragazzo" per la verità è il mio capo, e ha 3 anni meno di me . . . gli do il telaio della presa in mano e gli dico: vai giù in furgone, e guarda se trovi una "8000" semplice o una già modificata da me con la scritta a pennarello " 0 dB ", se non la trovi, vieni su col saldatore che semplifico alla svelta questa qua . . .

Torna su dopo un lasso di tempo interminabile, perchè essendo un tossico, deve fermarsi a fumare una sigaretta, e si ripresenta SENZA saldatore e con in mano un frutto-presa VIMAR "IDEA" che non c'azzecca con il telaio della "8000" che gli avevo dato apposta perchè conoscendolo, non facesse l'ennesima "cappellata" . . .

Con calma gli dico: ma questa è un'IDEA, non entra nel telaio 8000, è molto più larga . . . e lui, accidenti, ho visto le mollette d'incastro ed ero convinto fosse quella giusta . . .

Torna giù a prendere saldatore e cavo TV.

Capito come sono messo ? ? ? Sono sempre a rischio, perchè chi va con lo zoppo, impara a zoppicare, e faccio sempre più fatica a venirne fuori.

Se andava giù Andrea Bocelli o Stevie Wonder o José Feliciano, sta sicuro che tornava su col saldatore al primo colpo, perchè anche se non vedente, sensibile com'è, sentiva subito che la presa era più grossa dell'alloggiamento dove doveva entrare . . .

Lui che ci vedeva, era convinto . . .

Quando dico che sono "sprecato" . . . mi pigliano in giro . . . ma va là, INFERIOORI . . . ( da: "MURATTTOORI . . . " - Raimondo Vianello - )

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Ho smontato il frutto-presa, dissaldato le tre resistenze eliminandole totalmente, e creato un contatto diretto, saldandogli un cm. di anima di rame tolta dal pezzetto di cavo TV.

Lì, vi era presente l'immancabile "T" schermato, di metallo, che serviva il TV Philips che era lì vicino e andava benissimo ( con 31 dBuV ), POOOI, dal T, partiva un cavo da 5 mm. tipo "SAT", che si infilava sotto la mascherina della presa LUCE vicina, risbucando dalla presa LUCE della camera da letto, che non era neanche tanto vicina . . .

Finisco l'operazione "chirurgica" ( già fatta decine di volte ), rimonto il tutto, rifaccio i collegamenti sui 2 spinotti, e vado a misurare di là in camera . . . SOCCIA, erano tutti attorno ai 48 dB, vacca, non perde niente 'sto cavo !

Anche lì, rifatto i collegamenti che erano precari, e via con la sintonia del "Samsunghino", = tutti i canali dell'impianto, evvaiiii ( ma lo sapevo ), successo pronosticato, e ottenuto !

Questo deve saper fare un'antennista degno di tale nome!
A quello invece che ha infilato il cavo da 5 mm. nell'impianto elettrico, la fatica più l'insuccesso ! ! !

Visto cosa succede a montare le "terminali" VERE, senza saperne a fondo il loro reale significato, e confondendole con le "dirette" che invece non hanno attenuazione . . .

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Poi, un bel giorno, successe il "patatrac", la bTicino decise di chiamare le sue prese a perdita 0 dB ( contrassegnate dalla lettera "D" = per tutti, dirette-semplici ), DERIVATE ! ! ! ! !

Proprio quando anche la Siemens, chiamò così le sue prese dirette da incasso su scatola tonda da "65", per distinguerle dalle passanti - 10 dB in UHF, - 14 dB in banda III^, pressochè identiche alle appena ribattezzate "DERIVATE", con tanto di adesivo identificativo verde "S43855 DA-1" DERIVATA ( "S43855 DA" PASSANTE ) !

Fu uno sgambetto, per colpa dal quale, qualcuno che aveva sempre semi-erroneamente chiamato così le PASSANTI da distribuzione a "prese in serie", non si è ancora ripreso e ravveduto !

Io ebbi uno "scossone", solo per il fatto di avere a che fare con una TERZA denominazione, oltre alle due già conosciute ( diretta e semplice ), e pensai, l'avranno chiamata così per far capire, che sia opportuno che il cavo che le alimenta, provenga da un morsetto di prelievo di un derivatore, e da lì in poi non ci pensai più, aggiunsi solo al mio sapere, il terzo termine "derivata".

Una particolare menzione va fatta alla presa denominata "a partitore" ( la SPI 05 Fracarro ) o "derivata per due TV" ( la vecchia "T 4" della Teko ), essa rappresenta un caso a parte, nato per camuffare / nascondere un partitore / divisore a due vie ( splitter ) con le sembianze di una insospettabile presa TV, per poi andare a servirne una seconda di tipo assolutamente "diretta" a zero perdita.

Pur facendo del suo meglio, la bTicino complicò non poco, la comprensione del significato del nuovo termine attribuito a quella semplice presa diretta, tant'è che a tutt'oggi, come si vede dal forum, il caos regna sovrano. ! ! !

Certo, se l'avesse chiamata "DIRETTA", avrebbe creato molti ma molti meno casini ! ! ! Poi la "D" stampata sul modello, andava bene lo stesso.

Quindi, finchè si continuerà a chiamare "derivate" le prese "PASSANTI", e "terminali" le prese "DERIVATE-SEMPLICI-DIRETTE-A PERDITA ZERO", i neofiti, di 'ste prese TV, continueranno sempre ad avere idee confuse e a NON CAPIRCI UNA MAZZA ! ! !

Pazienza, che la Fracarro nel '65, le chiamasse "DERIVAZIONE con PRESA" ( che era più giusto di "derivata" ), ma da allora ad oggi son passati 48 anni, vogliamo, visto che qualcuno del forum ha già cercato di controsterzare, provare di rimetterci del tutto "in carreggiata" ! ? !




Filtro LTE Offel a innesto, con caratteristiche uguali a quello da palo.



Ne monto parecchi negli impianti centralizzati, quelli con molti fabbricati facenti capo a un'unica antenna.



Su alcuni mux UHF, è arrivato a guadagnare ben 44 dB, tenendo ancora lontana la saturazione ( quella "pesa" ), nonostante i 35 mux tutti pari e presenti in ingresso ( 67 dbuV circa ).



Storica presa passante resistiva della Fracarro di metà anni '60, art. DU 8.

Il "passo" era ancora da 13 mm., ma si specifica 75 ohm, bah.



Retro della presa.
Il cavo montante, veniva interrotto e collegato alla presa in modo che le due anime fossero serrate contemporaneamente sotto l'unica vite centrale che si vede, da lì vi era saldata la resistenza di prelievo che si andava poi ad insinuare sotto, collegata al centrale della presa in uscita.
Per evitare ovvi cortocircuiti con la massa, vi era poi un pezzetto di carta-tela-isolante arancione plastificata che ho rimosso io nello smontaggio.

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