287. Angelo Lombardi: un tuffo nel passato ! 

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Prese, spine e traslatore dove veniva impiegata la "piattina" raffigurata sotto.




Piattina a 300 ohm impiegata prima del cavo coassiale a 60 ohm, portato poi in seguito a 75.


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Ricevo e pubblico

12 febbraio 2013, 13:32

Buon giorno, ho visto nel blog il TV Irradio, sono un ex riparatore, a suo tempo ho visto i fratelli minori del TV in oggetto,( la versione soprammobile non consolle ) uguale in tutto, faccio notare che erano costruiti negli anni '57 - '58.
Possiedo un Grundig del '59 che ho revisionato qualche anno fa, e che ha funzionato fino all'avvento del DTT. Ultimamente volevo tentare una modifica inserendo il segnale video e audio dopo i rispettivi rivelatori.
avrei voluto allegare una foto.
La ringrazio, leggo sempre con curiosità le sue prove.

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17 Feb 2013, 02:19:01 PM

Buon giorno,
ho appena visto sul suo sito la foto della presa FR anni '60, ne ho montate diverse, veramente ardue da collegare ed infilare nella scatola a incasso !
Per curiosità le allego la foto di alcune prese volanti e da muro che si usavano alla fine degli anni '50, per piattina 300 ohm e rarissimamente cavo, ( notare nella presa a muro il trasformatore isolatore 1:1 !! )
Mi farebbe piacere vederle pubblicate nel suo sito.
Ho altre diavolerie del tempo: centralini valvolari Siemens e FR, attenuatori da parete Siemens, antenna bi-banda V - UHF Lionello Napoli, oggi Aldena.
Mi scuso per il disturbo, continui cosi', grazie.
Angelo

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17 Feb 2013, 07:22:06 PM

Il pezzo è un traslatore VHF 75 / 300 ohm, ho il catalogo FR dell'epoca che descrive l'articolo.
Ho iniziato la mia attività nel mese di giugno 1961, il mio incontro con la televisione era avvenuto nel 1954.
Frequentavo le scuole elementari, una mattina di ottobre, le maestre con le rispettive scolaresche, ci accompagnarono in un bar del paese, dove da qualche mese era stato installato un televisore. Infatti, un giorno di quell'estate, avevo notato che sulla ringhiera nel cortile di quel bar, era stato issato uno strano rastrello metallico, dal quale scendeva un filo (antenna Lionello Napoli can. G 4 elementi, Milano Sempione) Giunti nella sala del bar, senza sapere il motivo di quella strana passeggiata, ci sedemmo davanti ad una strana scatola da dove uscivano immagini e voci.
Ad un tratto ci fu ordinato di alzarci, e mentre nel frattempo una banda intonava l'Inno di Mameli ci mettemmo a cantare.
Dopo ci dissero che erano i festeggiamenti per il ritorno di Trieste all'Italia.
Durante i primi mesi della mia attività di garzone in un negozio di radio e TV di un paese vicino, acquistai un televisore Radioson predisposto per il 2° programma.
Col tempo mi ero procurato il gruppo UHF adatto al mio TV, e la mattina 4 novembre di quell'anno, essendo festa, di buon'ora montai il gruppo UHF.
Al momento di provare il tutto, dopo aver sintonizzato il canale 23 ( M. Penice ) dai fori imperiali una fanfara intonò l'Inno famoso.
L'antenna l'avevo già montata con L'UHF ( can.B e can 23, Lionello Napoli )
Nell'estate 1975, utilizzando materiale di recupero, misi in funzione una piccola trasmittente sul can. B, utilizzando un registratore a nastro portatile con telecamera che aveva l'uscita RF sul can B .
Dopo aver filmato alcuni scorci del paese e montato una colonna musicale adatta, il VCR era collegato ad un modulo FR di canale dotato di CAG, seguito da un vecchio modulo valvolare FR con uscita regolabile collegato ad una antenna 2 elementi FR con balun in cavo.
Durante le pause che la RAI spegneva il trasmettitore,( dalle 12.05 alle 14.45 circa e la sera dopo le 23 circa ) io mandavo in onda il filmato.
La voce era circolata, e la gente bastava che accendesse la TV che apparivano le mie immagini.
Conservo tuttora tutto il materiale tranne il VCR che mi era stato prestato.
Spero di non aver approfittato della sua pazienza, se vuole posso postare qualche foto delle immagini fotografate dal tv, e del materiale suddetto.
A proposito, un mio amico mi aveva portato una foto polaroid con il monoscopio che avevo disegnato e che usavo nelle prove di trasmissione, ricevute a Lonate Pozzolo, circa 15 Km in linea d'aria da casa mia.
La saluto e la ringrazio per l'ospitalità.
Angelo Lombardi

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17 Feb 2013, 10:13:24 PM

Dimenticavo, il 4 novembre 1961 alle ore 11.00, iniziavano ufficialmente le trasmissioni del 2° programma RAI con la cerimonia della sfilata delle forze armate dai Fori Romani.
Mi va bene che pubblichi quello che ritiene opportuno, grazie.
Angelo

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Per me, ci sono 2 elementi invertiti nell'antenna del "G": il 1° col 3°, il riflettore deve stare dietro al dipolo, e deve essere il più lungo dei tre che si vedono . . . è quello con i 2 segni.









22 Feb 2013, 03:38:14 PM

Buon giorno Claudio,

ho riesumato il "trasmettitore" can B che le avevo detto, nella scatola c'era anche il monoscopio RAI modificato in TRAM ( trasmissioni Malvaglio ) che usavo per le prove di trasmissione, inquadrandolo con la telecamera.
Il contenitore e l'alimentatore per i filamenti e l'anodica del modulo a valvole, sono originali da un centralino valvolare Siemens .
Come vede è tutto materiale recuperato già obsoleto allora.
Ho fotografato anche una antenna bibanda terza e quarta Lionello Napoli, usata nella zona di Milano ( can. G e 26 ) negli anni 60°
Grazie per la cortesia, a presto.
Angelo

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286. Varie. 
Vi avverto, la diatriba su come chiamare correttamente i vari tipi di prese TV, non finirà MAI ! ! !

Se si ristruttura un' appartamento in un condominio degli anni '60, che ha solo una presa PASSANTE TV condominiale nel tinello ( da - 14 dB ), e si fa murare al suo posto una bella scatola, per farvi star dentro un derivatore a 4 prelievi da - 14 dB al posto della vecchia presa PASSANTE, per portare il segnale TV nelle 4 stanze: tinello, cucina, camera da letto e camera dei bambini . . . come potranno mai chiamarsi quelle 4 prese nuove che andrò a mettere, se non DERIVATE !

DERIVATE dalla "colonna montante", tramite un DERIVATORE . . . la bTicino non aveva tutti i torti, quando le chiamò così per distinguerle dalle PASSANTI, magari per rispettare nuove normative / direttive imposte in quegli anni, fatevene una ragione !





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Quando iniziai io, vi erano le "passanti" e le "dirette", dove per passanti, si intendevano quelle presenti negli appartamenti dei condomini, con solamente una presa TV per abitazione.

Essa, era collegata alle altre, presenti negli appartamenti sovrastanti e sottostanti, per mezzo di un'unico cavo disposto verticalmente ( detto "montante" ), che da in cima a in fondo, le concatenava tutte.

L'ultima in fondo della catena, doveva obbligatoriamente "chiudere" il circuito delle prese in serie ( passanti ) con una resistenza da 75 ohm, inserita sul morsetto d'uscita, questo perchè non vi era più alcun cavo montante che procedesse.

La Siemens, faceva ANCHE la versione "terminale", con resistenza interna da 75 ohm saldata opportunamente fra montante in uscita e la massa.
Questa presa aveva un solo morsetto a scatto sull'ingresso, contro i due della versione "passante", inoltre si distingueva da quelle che la precedevano, per il coperchietto posteriore NERO.

Le prese invece "dirette" dette anche "semplici", non avevano attenuazione come le passanti ( da - 26 dB fino a scalare a - 7 dB ), al massimo, avendo in alcune il condensatore di blocco c.c., la perdita poteva essere di 0,5 dB.

La presa passante, è praticamente un derivatore a un prelievo, fatto a forma di presa TV, il circuito interno è spesso identico perchè il principio è il medesimo: effettuare un prelievo di segnale utile, da un cavo passante, che ne fornisce una quantità sensibilmente superiore.

Che io sappia, la sola marca di materiale elettrico, cimentatasi nel costruire prese a frutto TV senza sbagliare le denominazioni, fu la VIMAR con la serie 8000.

Ne faceva 3 tipi: passante, terminale, semplice, più chiaro di così ? !
Solo che usava ancora il sistema "resistivo", quando la Siemens aveva brevettato 15 anni prima, la presa passante con prelievo induttivo ad accoppiamento direzionale, il sistema vincente anche nei vetusti CAD Fracarro.

La passante era da - 20 dB di attenuazione sul prelievo ( con all'interno 2 resistenze, una di prelievo e una verso massa, come la presa di prova Siemens - 20 dB ) , la terminale era sempre una - 20 dB, ma con una ulteriore ( terza ) resistenza di chiusura verso massa, la semplice era semplice-diretta, e non perdeva nulla.

Quindi, chi ancora oggi, chiama erroneamente "terminali" le prese "dirette" / "semplici", sarebbe ora che correggesse il tiro, perchè se io sento parlare di prese terminali, perlomeno mi chiedo: terminali di che ? ? ? Cosa c'è, cosa viene prima di queste prese "terminali", cosa terminano ? ? ?

Se mi rispondono : una serie di prese "passanti". A ecco, così sì che ci siamo !

Se invece mi dicono: NIENTE, c'è solo il cavo proveniente dal derivatore posto sulle scale. Allora io dico, é sbagliato, ci va una "derivata" ( diretta-semplice, che non perde segnale ), non una "terminale", che ha un'altro significato, attenua pure lei come le passanti ( prelievo ), chiude internamente il circuito ( il "montante" ) su di un carico resistivo di 75 ohm, ed è costruita solo per questo scopo ! ! !

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Difatti, proprio venerdì scorso, veniamo chiamati in un "nostro" condominio, perchè in un appartamento al primo piano, nel tinello si vede bene tutto, ma in camera da letto quasi niente ( i Mediaset sotto ai 22 dBuV ).

Arriviamo là, e nel muro vi era come presa condominiale, una VIMAR serie 8000 da incasso, su telaio a graffette per scatola tonda diametro "65".
Misuriamo, e ci sono 35 dBuV di media su tutti i mux ( centrale modulare canalizzata ).

La smonto eeeh, leggo "terminale" . . . beeeeene, siamo a posto, successo assicurato, anche perchè il cavo proveniva dal basso, e mi ricordavo che vi erano i derivatori nelle scale al piano terra di sotto, alloggiati in scatole poste in alto.

Misuriamo dal cavo diretto con dielettrico compatto Cavel "CS 75": 55 dBuV, OTTIMO !

Ragazzo, vammi a prendere il saldatore e un pezzetto di cavo TV, che SEMPLIFICHIAMO questa presa "terminale", facendola diventare una "DIRETTA".

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Il "ragazzo" per la verità è il mio capo, e ha 3 anni meno di me . . . gli do il telaio della presa in mano e gli dico: vai giù in furgone, e guarda se trovi una "8000" semplice o una già modificata da me con la scritta a pennarello " 0 dB ", se non la trovi, vieni su col saldatore che semplifico alla svelta questa qua . . .

Torna su dopo un lasso di tempo interminabile, perchè essendo un tossico, deve fermarsi a fumare una sigaretta, e si ripresenta SENZA saldatore e con in mano un frutto-presa VIMAR "IDEA" che non c'azzecca con il telaio della "8000" che gli avevo dato apposta perchè conoscendolo, non facesse l'ennesima "cappellata" . . .

Con calma gli dico: ma questa è un'IDEA, non entra nel telaio 8000, è molto più larga . . . e lui, accidenti, ho visto le mollette d'incastro ed ero convinto fosse quella giusta . . .

Torna giù a prendere saldatore e cavo TV.

Capito come sono messo ? ? ? Sono sempre a rischio, perchè chi va con lo zoppo, impara a zoppicare, e faccio sempre più fatica a venirne fuori.

Se andava giù Andrea Bocelli o Stevie Wonder o José Feliciano, sta sicuro che tornava su col saldatore al primo colpo, perchè anche se non vedente, sensibile com'è, sentiva subito che la presa era più grossa dell'alloggiamento dove doveva entrare . . .

Lui che ci vedeva, era convinto . . .

Quando dico che sono "sprecato" . . . mi pigliano in giro . . . ma va là, INFERIOORI . . . ( da: "MURATTTOORI . . . " - Raimondo Vianello - )

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Ho smontato il frutto-presa, dissaldato le tre resistenze eliminandole totalmente, e creato un contatto diretto, saldandogli un cm. di anima di rame tolta dal pezzetto di cavo TV.

Lì, vi era presente l'immancabile "T" schermato, di metallo, che serviva il TV Philips che era lì vicino e andava benissimo ( con 31 dBuV ), POOOI, dal T, partiva un cavo da 5 mm. tipo "SAT", che si infilava sotto la mascherina della presa LUCE vicina, risbucando dalla presa LUCE della camera da letto, che non era neanche tanto vicina . . .

Finisco l'operazione "chirurgica" ( già fatta decine di volte ), rimonto il tutto, rifaccio i collegamenti sui 2 spinotti, e vado a misurare di là in camera . . . SOCCIA, erano tutti attorno ai 48 dB, vacca, non perde niente 'sto cavo !

Anche lì, rifatto i collegamenti che erano precari, e via con la sintonia del "Samsunghino", = tutti i canali dell'impianto, evvaiiii ( ma lo sapevo ), successo pronosticato, e ottenuto !

Questo deve saper fare un'antennista degno di tale nome!
A quello invece che ha infilato il cavo da 5 mm. nell'impianto elettrico, la fatica più l'insuccesso ! ! !

Visto cosa succede a montare le "terminali" VERE, senza saperne a fondo il loro reale significato, e confondendole con le "dirette" che invece non hanno attenuazione . . .

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Poi, un bel giorno, successe il "patatrac", la bTicino decise di chiamare le sue prese a perdita 0 dB ( contrassegnate dalla lettera "D" = per tutti, dirette-semplici ), DERIVATE ! ! ! ! !

Proprio quando anche la Siemens, chiamò così le sue prese dirette da incasso su scatola tonda da "65", per distinguerle dalle passanti - 10 dB in UHF, - 14 dB in banda III^, pressochè identiche alle appena ribattezzate "DERIVATE", con tanto di adesivo identificativo verde "S43855 DA-1" DERIVATA ( "S43855 DA" PASSANTE ) !

Fu uno sgambetto, per colpa dal quale, qualcuno che aveva sempre semi-erroneamente chiamato così le PASSANTI da distribuzione a "prese in serie", non si è ancora ripreso e ravveduto !

Io ebbi uno "scossone", solo per il fatto di avere a che fare con una TERZA denominazione, oltre alle due già conosciute ( diretta e semplice ), e pensai, l'avranno chiamata così per far capire, che sia opportuno che il cavo che le alimenta, provenga da un morsetto di prelievo di un derivatore, e da lì in poi non ci pensai più, aggiunsi solo al mio sapere, il terzo termine "derivata".

Una particolare menzione va fatta alla presa denominata "a partitore" ( la SPI 05 Fracarro ) o "derivata per due TV" ( la vecchia "T 4" della Teko ), essa rappresenta un caso a parte, nato per camuffare / nascondere un partitore / divisore a due vie ( splitter ) con le sembianze di una insospettabile presa TV, per poi andare a servirne una seconda di tipo assolutamente "diretta" a zero perdita.

Pur facendo del suo meglio, la bTicino complicò non poco, la comprensione del significato del nuovo termine attribuito a quella semplice presa diretta, tant'è che a tutt'oggi, come si vede dal forum, il caos regna sovrano. ! ! !

Certo, se l'avesse chiamata "DIRETTA", avrebbe creato molti ma molti meno casini ! ! ! Poi la "D" stampata sul modello, andava bene lo stesso.

Quindi, finchè si continuerà a chiamare "derivate" le prese "PASSANTI", e "terminali" le prese "DERIVATE-SEMPLICI-DIRETTE-A PERDITA ZERO", i neofiti, di 'ste prese TV, continueranno sempre ad avere idee confuse e a NON CAPIRCI UNA MAZZA ! ! !

Pazienza, che la Fracarro nel '65, le chiamasse "DERIVAZIONE con PRESA" ( che era più giusto di "derivata" ), ma da allora ad oggi son passati 48 anni, vogliamo, visto che qualcuno del forum ha già cercato di controsterzare, provare di rimetterci del tutto "in carreggiata" ! ? !




Filtro LTE Offel a innesto, con caratteristiche uguali a quello da palo.



Ne monto parecchi negli impianti centralizzati, quelli con molti fabbricati facenti capo a un'unica antenna.



Su alcuni mux UHF, è arrivato a guadagnare ben 44 dB, tenendo ancora lontana la saturazione ( quella "pesa" ), nonostante i 35 mux tutti pari e presenti in ingresso ( 67 dbuV circa ).



Storica presa passante resistiva della Fracarro di metà anni '60, art. DU 8.

Il "passo" era ancora da 13 mm., ma si specifica 75 ohm, bah.



Retro della presa.
Il cavo montante, veniva interrotto e collegato alla presa in modo che le due anime fossero serrate contemporaneamente sotto l'unica vite centrale che si vede, da lì vi era saldata la resistenza di prelievo che si andava poi ad insinuare sotto, collegata al centrale della presa in uscita.
Per evitare ovvi cortocircuiti con la massa, vi era poi un pezzetto di carta-tela-isolante arancione plastificata che ho rimosso io nello smontaggio.

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285. 60 anni ... e non li dimostra ! ! ! 


Immagine trasmessa in 16 : 9, vista in un TV 4 : 3, con decoder esterno settato in 4 : 3 L B ( letter box ).

La funzione 4 : 3 P S ( pan - scan ) invece, è quella che ZUMMA l'immagine trasmessa in 16 : 9 al fine di non vedere le barre nere sopra e sotto, solo che così facendo si perdono le 2 porzioni d'immagine verticali a sinistra e a destra . . . per me, un settaggio che non doveva neanche esistere, chi è quel "defo" che si "sciroppa" una caterva di emittenti, senza sapere su quale si trova, causa la scomparsa del logo di riconoscimento finito fuori quadro !

Il TV vecchio aveva l'immagine regolata troppo verso destra, l'ampiezza verticale troppo aperta, e pure la linearità in basso, tanto da non vedere le fasce nere orizzontali sopra e sotto, avevo provato a regolarlo per il giusto, ma il registro posteriore o andava così o si chiudeva di colpo verticalmente un casino, allora ho dovuto arrendermi e lasciarlo così.

Alla fine vi è un'immagine, come se il decoder fosse stato settato in 16 : 9, ma ricordo di aver fatto il giro delle 3 opzioni, e di aver escluso quella con lo zoom ( evidente ) e la 16 : 9 per immagini lunghissime ( visto i problemi del TV ).




Un'occasione così, non me la sono lasciata sfuggire !

Un televisore del 1953 ( con solo il gruppo VHF ) ancora funzionante, con audio, video e sincronismi OK, tanto da meritare questo modesto reportage.

Per rendergli giustizia, ridargli vita, e un momento di popolarità, il signor Fernando Tamburini ( collezionista ultraottantenne con oltre 300 radio d'epoca ), aveva già provveduto a dotarlo di decoder DTT e modulatore ( versione con uscita max 90 dBuV ).

Arrivati io e Elio, abbiamo settato il modulatore a dip-switch sul canale analogico "D" VHF, girato il manopolone a scatti di destra fino a trovarlo, azionata la ghiera per la sintonia fine, regolato l'uscita segnale del modulatore a occhio circa a metà, perchè al minimo faceva un po' di nebbia, e al massimo si vedeva che era un po' "compresso".

Demiscelatore FR MVU 9 usato come traslatore VHF con "bananozzi" e piattina, et voilà, il vero black and white d'annata !

Pare che i proprietari, dopo la donazione di questo TV al museo, e la susseguente visione in casa loro del DTT che ci ritroviamo in Italia, tramite un pannello LCD da 40", abbiano iniziato a compiere dei gesti inconsulti.

Sono stati salvati appena in tempo, e ricoverati in una casa di riposo per "ANZIANI DELUSI DAL DIGITALE TERRESTRE" ( c'è l'insegna fuori ! ) , la quale risulta già tanto piena di degenti, che ne stanno costruendo un'altra enorme di fianco, con 5000 camere dotate di TV Mivar, Indesit, AutovoX, Brionvega, Condor, Philips, Grundig, Voxon, Rex, Siemens, Televideon, Radiomarelli, Pael, Ultravox, Singer, Europhon, Westinghouse, Crosley, Minerva, Hiper, Sinudyne, United, Saba, Galaxy, NordMende, Sèleco, Telefunken, Hirundo, Metz, Sambers, Formenti, Irradio, Stern, Wega, Emerson, Magnavox, CGE, Sylvania, Atlantic, Dumont, Admiral b/w a tubo, e impianto d'antenna TV a transmodulazione COFDM / AM, con 12 canali analogici . . . e BASTA !

Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, R.4, Can.5, Ita.1, LA7, Padre Pio TV, Tele Pace, Medjugorie Italia TV, Parole di vita, Lo sapevo che andava a finir male Channel ( a pagamento ) .

Nella sala TV al piano terra, su di un carrello, posto in alto, campeggia ovviamente un PHILCO 24" valvolare a tubo catodico, B / W, con mobile in legno e altoparlante laterale, comprensivo di "stabilizzatore di rete", donato da un ex "tennico" ( mai più ripresosi dopo il proliferare dei flat TV ), ospite anch'egli della struttura.

Questo per scongiurare "defezioni indesiderate" .



Fotocopia per caratteristiche e valutazioni.



Immagine cliccabile.

Sembra un fotomontaggio, ma vi giuro che non lo è ( ieri domenica, quelli che il calcio . . . su Rai Due ) .

La manopola di sinistra è il volume, i 3 neri sono: verticale, orizzontale, e luminosità, il contrasto non l'ho trovato, dietro vi erano: ampiezza verticale e linearità.

Un TV costruito prima che nascessi io, . . . che sono già vecchio . . . that's incredible !



Da dietro si vede la luce del tubo.




IRRADIO Milano Modello TV 21 T42 C Anno 1953


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284. Gli attrezzi del mitico. 


Marsupio CAVEL pieno di ogni ben di Dio, peso effettivo: 3,5 Kg ( come un neonato ) .

All'interno, alla rinfusa si DEVONO trovare: spinotti IEC 9,5, raccordi femmina - femmina sempre 9,5, connettori "F" per cavo 6,8 e 5 mm., barilotti femmina - femmina "F", piccoli mamut e isolatori a campana, etc, etc.

Nelle tasche laterali, resistenze isolate e non, a spinotto, alcuni pre UHF 12 e 24 volt, filtro FM volante a innesto, equalizzatore volante a innesto, filo rosso e nero, stagno, viti di tutti i tipi, tasselli di "6" con viti adeguate infilate, resistenze "F", etc, etc .



Forbici - nastro - pinze - cacciavite ( poker irrinunciabile ), POI, cacciavite a croce medio, cacciavitino per tarature sul campo e le vitine dei CAD, chiave combinata da "13" e "17" per le viti a testa esagonale dei pali telescopici vecchi e nuovi, chiave di 10 / 11.



Cacciavitone per viti pari più grosse, altro cacciavite da tarature per essere trovato prima nel marsupio, cacc. - punteruolo per forare tavolette e inserirvi viti, pennarello per scrivere date, modifiche canali moduli, coppia cacc. corti: pari e a croce per distrcarsi negli spazi stretti, chiave a rullino da 1 euro al discount per aiutarsi con i bulloni e l'altra chiave, chiavetta a tubo aperta esagonale di 11 per avvitare / svitare i connettori "F" ( non crimperò mai ) .



Strumento "TES" anni '70. Foto fornita da Fabrizio Barattini.



Un antennista nel 1981 ( ancora in vita ). Antenna singola con UHF Gorenje Elrad su rotore Channel Master, antenna 6 G verticale + pv 1 Fracarro fissa + mix V - U.



. . . Fotografami mentre esco dall'abbaino ( mia idea di allora ) .



Demiscelatore VHF - UHF: da cavo unico a 75 ohm a 2 piattine VHF UHF a 300 ohm, usato fino ai primi anni '70



Lato morsetti.




Demiscelazione, più traslatori dedicati ( balun / trasformatori d'impedenza ) per le bande VHF - UHF 75 / 300 ohm.

L' MVU 9 è quello con le uscite isolate, difatti in zona rossa VHF si vedono i 2 condensatorini piatti circolari che bloccano le tensioni parassite del TV, in UHF zona verde non ci sono perchè blocca tutto il condensatore collegato all'entrata morsetto grigio, non presente nel passabanda VHF di sotto.



Lo stesso monoscopio a 5° Ovest ( un po' di colore in questo blog ) .

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283. Mix / passacanale - trappola "quadruplo". 


Purtroppo al pubblico costa ivato circa 90 euro.




Sono decenni che l'Offel costruisce a mano i suoi mix - passacanali.




Tutto l'interno.




Spettro in entrata ch 21 - 42 UHF. Il ch 25 e il ch 28 sono completamente assenti.


E pensare che quando eravamo ancora con l'analogico, sulle frequenze 25 e 28, c'erano i due RAI DUE ricevibili a Bologna e non solo.

E' da lì, che si percepisce tangibilmente il . . . lento, inesorabile, inarrestabile, decadimento di una NAZIONE ! ! !



Collegamenti per testare la sezione "passacanali", con resistenza di chiusura sull'ingresso "tutti i canali escluso" che altrimenti risulterebbe "aperto" e potrebbe falsare un pelino lo spettro.

Ho provato a toglierla, ma essendo i circuiti "separati" e un po' complessi, non ho rilevato scompensi, e difatti è in un passacanale singolo che si nota un pelo di più.



Considerato il tipo di articolo, buona selettività sui 4 MUX, 24, 26, 30, 40, con perdita di 5 dB uguale per tutti e quattro.



Entrata opposta, "tutti i canali escluso".




In versione trappola se la cava bene, i 4 nuclei sono tarati in pieno centro panettone, e più di così mi sa che non si possa fare, solo che se ne vanno pure 5 dB anche sul passaggio di "tutti i canali escluso", ( come minimo ).



24 e 26 "in espansione"




Il 30.




Il 40.


Nella realtà dei fatti, le trappole del passacanale quadruplo, si troveranno ad attenuare i 4 panettoni/mux Rai disastrati, sbilenchi, storti, spiegazzati e meno potenti di sicuro, che riceve l'antenna che non è puntata sul trasmettitore Rai, quindi l'intervento dei singoli nuclei di "trappolaggio"-annientamento, sarà più facilitato di quello che ho rappresentato io usufruendo del mio impianto, che al contrario fornisce al morsetto di "tutti i canali escluso" 4 "panettoni"/mux pari e forti, come appunto NON saranno nella realtà, causa antenna per gli altri canali puntata altrove.



I 4 nuclei - trappola, un solo nucleo per mux.




Le 4 celle "passacanale" aventi 2 nuclei di taratura ognuna.


L'ordine da sinistra verso destra, dovrebbe essere: 40, 30, 26, 24, lo si capisce perchè quei 4 filettini bianchi in primo piano, sono sempre più vicini al "ricciolo" in funzione della frequenza: ch 40 = maggior passaggio di segnale per induzione, ch 24 = frequenza più bassa = maggior difficoltà di passaggio, quindi maggior vicinanza del filo bianco.

E' così anche nei moduli di preselezione ( filtri attivi ).



Entrata del cavo che porta i 4 mux Rai.




La funzione di questo particolare miscelatore "personalizzato" per i 4 mux della RAI, è quella di poter miscelare 2 antenne UHF fra di loro, orientate in 2 direzioni differenti senza che si "disturbino" / interferiscano a vicenda, poichè il trasmettitore RAI si trova in una direzione molto diversa da quella dove invece si trovano tutti gli altri canali.

Così il risultato finale, consente di avere tutti i canali presenti, come se venissero da un'unica direzione, cosa che in molti posti è fortunatamente una realtà da sempre, ma che purtroppo in altri non lo è, e non lo sarà mai.

Solo in casi rarissimi, di potenze, polarità, e direzioni favorevolmente differenti di 90°, si può ben sperare che miscelando le 2 antenne UHF "alla bruta" con un partitore rovesciato, i santi ci aiutino nel vedere che nessun mux di importanza vitale è andato perduto, altrimenti, bisogna sempre confidare nell'aiuto reale di questi "mix / passacanali - trappola" combinati.

Se operassi di frequente in zone dove questo mix fosse indispensabile, è ovvio che ne monterei "a pacchi" anch'io.



Nel Mitan si fa passare anche il ch 25 e i morsetti sono schermati.




E' molto più semplice, ma costa quasi come l'Offel.


A sinistra le tre coppie di nuclei - passacanali: 24 - 25 - 26 / 30 / 40, a destra i 5 nuclei - trappola.

Il percorso di "tutti i canali escluso" è molto breve, entra, percorre la "emme", ed esce perdendo veramente poco: 1 dB o poco più come dichiarato.



Come "passacanale" è più blando ( "largo" ) dell'Offel, ma non è detto che alla fine della fiera non sia pure vantaggioso per quanto riguarda il totale dei canali ricevuti . . .

Anche qui perdite sui 4 / 5 dB.



Anche come trappola non se la cava male, il 24 è sparito, forse sapendo che è il mux 1 Rai, hanno usato 2 nuclei di soppressione dei 5 a disposizione, chi lo sa.

Il 26 è ancora un po' presente, 30 e 40 invece, "portati giù".




Hai capito cosa c'è sotto il coperchietto ?




A sinistra il DAB di Barbiano sul ch 12 A, col rotore indirizzatogli in pieno, e la presenza in etere di un ch 12 C del CLUB DAB ITALIA, proveniente da non si sa dove di preciso.

A destra il panettone del ch 12 C al suo massimo del segnale, ottenuto girandomi in senso orario da Barbiano verso Brescia ( ??? ).

3 - 3 - 2013 . . . Mi dicono da Velo Veronese con 2000 W . . . ci può stare.




Aspetto un terzo "montaggio".


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