434. Schemini da appartamento. 
NOTIZIA 429: Emittenti in DTT a Bologna.

Appartamento con 5 prese TV in serie / concatenate.

Il cavo di segnale proviene dal derivatore di piano, le 5 prese sono nate col palazzo, quindi la potenza in gioco deve essere sufficiente, e a grandi linee ricalcare i valori presenti nel disegno.

Il cavo deve essere del tipo SAT, da 6,8 mm., e perdere circa 16 dB in 100 metri, a 800 MHz.

Le prese da -14 dB, perdono circa 1 dB di "passaggio", quelle da -10, circa meno di 1,5.

La -7, circa 2,5, ma essendo l'ultima, ci va la resistenza, e la perdita di passaggio ovviamente non ci interessa.

Se il CD 11 Fracarro, derivatore a un prelievo da -10 dB per le frequenze terrestri, perde di passaggio 0,8, e quello a due prelievi 1,6, è improbabile che una presa passante da - 10 dB perda tanto più di 1 dB . . . non arriverà a 1,5 se è costruita bene.


Qui abbiamo una soluzione mista: derivatore più prese passanti.

Al derivatore vanno allacciate prese dirette, che possono arrivare anche a perdere 1,8 dB, come certe "terminali" dell'Offel, ma il problema non esiste.

Perdere 0, o 0,5, o 1, o 1,8, sempre di "pulviscolo" si tratta . . . della serie "non ti percepisco" . . . oppure, "ma come sei apparecchiato ?"


Qui abbiamo l'appartamento ristrutturato con 8 prese TV, partendo dall'unica vecchia presa condominiale presente da 50 anni.

Se in presa abbiamo in media dei 55 dBuV, e ci va anche "grassa", NON possiamo pretendere di ricavarne 8 ( o 12, o 16 ), senza prevedere un'amplificatore "di linea" da 20 dB, inglobato in una bella scatola, contenente anche la vecchia presa originale dell'impianto TV.

I due derivatori potranno essere un -14 il primo, e un -10 il secondo ed ultimo.

Però se si opta per due -14, non cade il mondo, ci saranno sì e no 3/4 dB in meno sulle prese dell'ultimo derivatore.

A mettere un -18 e un -14, si andrebbe a perdere segnale per niente, per il motivo che magari c'è già poco in presa condominiale ( che è sempre meglio non andare a sostituire se non è rotta ), e se è rotta, almeno sostituirla con una di valore uguale, se si riesce a risalirne ( o un derivatore a un prelievo equivalente ).

L'amplificatore dovrà avere le due regolazioni per VHF e UHF, così da pareggiare meglio i segnali dei due gruppi.

Da non dimenticare una presa volante con la 220 Volt, all'interno della scatola dove verrà collocato il centralino di linea.

Per 16 prese si può fare un -18, -14, -14, -10, oppure un div 2 da -4 dB e due linee con un - 14 seguito dal -10 sempre chiuso dalla resistenza da 75 ohm.


Questo caso si trova spesso, e lo si può anche lasciare senza tante controindicazioni oramai . . .


Se si arriva sul posto, e all'epoca della ristrutturazione, era stata massa una scatola talmente piccola, che ci stava dentro solo un PA 6 della Fracarro o equivalente, nel breve periodo c'è poco da fare, tanto se ci sono dei problemi, non saranno certo causati da questi moderni PARTITORI, i quali hanno raggiunto una buona separazione fra le uscite, le 6 linee di cavo non fanno l'effetto "STUB" come i vecchi partitori PP 4 o equivalenti nella circuitazione, e non importa chiudere le porte inutilizzate se se ne usa meno di 6, i televisori moderni non causano i casini che facevano quelli di 40 anni fa . . . etc, etc, e sottolineo etc.

E' ovvio che potendo preventivamente progettare una distribuzione migliore, e in più a norma, ci si dovrà attenere agli altri 3 schemi, i quali ci daranno un maggior "disaccoppiamento" fra presa e presa, cioè fra TV e TV, garantendo ulteriormente il NON insorgere di strani disturbi di visione ( oramai però non più riscontrabili anche con divisione del segnale, tramite il tanto denigrato partitore, utilizzato nel proprio appartamento ).

Io comunque, come tutti sanno, ho 4 derivatori CAD Fracarro in serie, ravvicinati in camera mia ( CAD 14, CAD 14, CAD 12, CAD14 chiuso ), con le linee lunghe collegate nel primo e quelle corte nell'ultimo, e si può dire che il segnale è quasi uguale in tutte le 14 prese ( spinotti sui cavi pronti all'uso ).

Marzo 2018: ho sostituito i CAD che nel frattempo erano diventati 5, con 3 derivatori moderni dell'Auriga / Terra, un - 20 db a 8 prelievi nell'armadietto, un - 18 a 4 prelievi dietro l'impianto HI - FI, e un - 16 a 8 prelievi in zona PC.


Ed eccoci alla famigerata "presa passante -5 dB", che per essere passante lo è, ma viene impiegata spessissimo pensando che di "passaggio" perda poco, invece essendo praticamente un partitore a due vie CAMUFFATO da presa passante, si incorre nell'errore, e diventa impossibile chiudere la linea correttamente a 75 ohm.

Quindi il suo utilizzo va limitato alle sole due prese: la -5dB e la 0 semplice/derivata.

Una volta erano da -3,5 / -4dB, poi con la circuitazione fatta per segnali SAT fino a 2400 MHz, si è arrivati a dichiarare giustamente -5dB.

La passante più "dolce" dell'Helman era da -6 dB ( 40-860 MHz ), poi diventata -7 nel modello "ULB" (ultra larga banda 40-2400 MHz, adatta anche per frequenze SAT in 1^ IF ).

Se uno deve fare tre prese in serie, e se ne ritrova in mano due da -5dB e una da 0, può al limite mettere in serie le due da -5 con sempre la zero come ultima.

Se ha 70 dBuV in arrivo dal cavo, ne avrà 65 dBuV alla prima presa, 58 alla seconda, e 56 alla terza ( se il cavo che le collega perde circa 2 dB al pezzo ), e la 0, PERDE ZERO.

E' quasi come avere in casa un partitore a tre vie, con però diversa attenuazione sulle tre uscite ( che non esiste ) destinate alle tre prese, in questo caso dirette / semplici / derivate / a perdita 0 ( che sono la stessa cosa !!! ).

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