413. Quando la Fracarro "inventò" la serie "CAD" ( 1, 2, 3, 4 ). 
Ancora vintage, buono pure oggi, anche se non schermato.


Quando la Fracarro negli anni '70, abbandonò progressivamente i derivatori resistivi della serie "FD", da - 20 dB di prelievo e - 3 dB di passaggio, a favore di questa fortunatissima serie induttiva ad accoppiamento direzionale, il principio di allora, sta ancora continuando nelle vendite ai giorni nostri, nella versione ormai trentennale schermata dal nome CAD 11, 12, 13, 14.

Il circuito era lo stesso della presa TV passante "PD 80", con piccole differenze sui disaccoppiamenti, dovute alle dimensioni più ridotte del circuito inserito nella presa.

Questo CAD 1 l'ho preso da una distribuzione fatta in un palazzo costruito nel 1983, per metterci un CAD 13, perchè con gli anni si erano aggiunte due prese TV nell'appartamento, e c'erano dei NODI più un cavo "sotto" al morsetto del montante.



Il CAD 1: Rosso = IN, giallo = OUT, blu = DERIVAZIONE ad attenuazione differenziata per banda.

Quando iniziai a lavorare, c'erano proprio questi bei derivatori, e sono sempre stati i miei preferiti.


Specifiche CHIARE, come si faceva una volta ( per ZIO ! ).


Atten. si riferisce all'attenuazione che il segnale ( montante ) subisce, quando attraversa quel CAD 1 lì, e per i CAD a più prelievi, questa attenuazione si alza proporzionalmente, ma sempre di poco.

Per "SEPARAZIONE" ( dalla linea in questo caso ), s'intende l'attenuazione di segnale rispetto a quello che transita sulla linea montante che attraversa il derivatore, e cioè se ho 90 dBuV in arrivo dal cavo, che mi transitano in banda III^ ( 3 ), sulla derivazione ne avrò 18 di meno = 72 dBuV.

La Fracarro diceva che il "DISACCOPPIAMENTO" fra due prese ( due morsetti blu . . . che servono due TV ), era DATO da: il valore della separazione PIU' il valore del disaccoppiamento fra derivazione e uscita ( attenuazione inversa ), che nel nostro caso di banda III^ è di ben 38 dB dichiarati, quindi 18 + 38 fa 56 che è un bel valore . . . ma in UHF si scendeva a 46 nel CAD 11, 42 nel 12, e 40 nei 13 e 14, quando in quei lontani anni anche antecedenti, le norme erano arrivate fino a chiederne 48 !

Che poi, questo metodo di calcolo sul disaccoppiamento, espresso dalla Fracarro di allora, non mi ha mai convinto, e sarebbe credibile se si fosse riferito a due derivazioni di due CAD in serie, allora capirei meglio la presa in esame dell'attenuazione inversa . . .

Fra due inquilini che stanno, uno al terzo, e l'altro al quarto piano, mi sta bene che il disaccoppiamento sia più elevato, che a due attaccati ai prelievi dello stesso CAD.

Difatti, dalle mie prove passate, su di una derivazione di 14 dB di prelievo del CAD in UHF, immettendo segnale nel prelievo stesso, se ne avevano circa 28 di meno, misurati sull'altro prelievo vicino, quindi mica tutto questo disaccoppiamento elevato ( 42 ).

E fu appunto alla "prova del 9" fra due TV color del passato, totalmente incompatibili in banda III^ ( ch D su ch H in entrambi ), che il povero CAD si ritirò con la coda fra le gambe, non riuscendo ad eliminare del tutto, il disturbo "PESISSIMO" generato dagli oscillatori locali dei due TV, cedendo la corona al ben più quotato " - 26 db ad alta direzionalità" dell'HELMAN che fece una pulizia assoluta, e fu lì che crollò un mito sul vero disaccoppiamento utile che sarebbe servito in quel caso LIMITE.

Ma un solo caso limite in 40 anni, non pregiudicò la mia predilezione verso questi derivatori Fracarro, e quei TV non esistono più.

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Oggi però venerdì 13 - 11 - 2015, riprendo il discorso perchè avendo a disposizione un frutto presa passante da - 14 dB ( quello già visto notizie indietro ), ho capito bene il concetto di "disaccoppiamento fra due prese passanti".

La presa passante è un derivatore a un prelievo, al suo interno vi è un trasformatorino che attenua il segnale verso l'utilizzatore ( cioè dove ci attacchiamo lo spinotto del cavo d'antenna che va poi collegato al TV ) di 14 dB.

E siccome il prelievo è direzionale, se immettiamo segnale nell'attacco coassiale della nostra presa, e poi misuriamo cosa esce dal morsetto dell'uscita montante che andrebbe alla presa passante successiva ( l'inquilino di sotto per esempio ), ecco che vi è un calo netto di quasi 30 dB, e questa si chiama "attenuazione inversa".

Quindi, se quando accendo il mio TV, questo mi manda fuori dei disturbi nocivi verso la presa TV, intanto so che vengono attenuati di 30 dB verso l'inquilino che segue, ma se ne aggiungono altri 14 perchè quello di sotto ha anche lui una presa che attenua 14 dB, perciò 30 + 14 fanno 44 dB di disaccoppiamento fra le due prese, che è come dire fra i due TV.

E se il disturbo si pensa anche che ovviamente salga, il problema è identico perchè la mia presa attenua 14 dB misurati anche sul morsetto di "ingresso montante" ( che è quello che arriva dall'inquilino di sopra ), e anche lui ha 30 dB di attenuazione dai segnali che provengono dal basso, misurati qui a banco immettendo segnale nel morsetto di uscita montante della presa, e misurandolo dall'attacco frontale.

Il discorso non cambia, si è sempre abbondantemente protetti da 44 dB di separazione / disaccoppiamento fra le due prese TV, quindi è vero che bisogna sommare l'attenuazione di prelievo con l'attenuazione inversa per avere il giusto dato di protezione fra due TV.

Le misure le ho fatte sempre mettendo la resistenza di chiusura, alternativamente sui due morsetti della presa, ingresso e uscita montante.

A questo punto si capisce ulteriormente, che le divisioni dei cavi TV fatte "a mazzettature" di tanti cavi, tutti fasciati insieme con del nastro isolante, è un lavoraccio deleterio per qualsiasi discorso di partizione del segnale televisivo !

Impedenza a pallino e disaccoppiamento pure !

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Pista adiacente "cattura segnale".


Qui si vede bene che il segnale del montante corre in un senso, dal morsetto rosso a quello giallo, ma il segnale prelevato per induzione, sembra preso nel senso contrario, tenuto "controllato" da una resistenza verso massa da 75 ohm.
E' sempre stato così, anche nelle più vecchie prese induttive direzionali degli altri costruttori, è un sistema consolidato da decenni "fitti" ( 5 ).

Se uno si sbaglia e collega l'arrivo del segnale nel morsetto giallo, al derivatore che segue, cambia quasi nulla, ma nel nostro prelievo blu, le misure saranno molto sballate verso il basso ( con panettoni orrendi ), rispetto alla potenza e spettro che ci aspettavamo di avere.


Resistenza di chiusura verso massa da 75 ohm, a fine pista di prelievo.


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Nah, nah, nah, qui casca l'asino, la banda I^, grazie alle sue proprietà intrinseche, poteva sfoggiare visioni ottime anche con 52 dBuV di segnale analogico in presa, quindi quei - 27 dB di prelievo sulla montante, non mi davano mai visioni annebbiate quando guardavo RAI TRE ch 48 UHF, convertito in banda I^ VHF = B - 04 negli impianti di allora.

Se però la calza del cavo non toccava la massa del componente, non si vedeva quasi più un TUBO, quindi si capiva da lì, se avevi fatto tutti i collegamenti BENE.

I CAD non erano sbagliati, erano fatti apposta perchè nella distribuzione di un condominio, la banda I^ perdeva POCHISSIMO, e grazie al CAD la si ridimensionava quasi alla perfezione, poi si sa che le frequenze più basse, fanno più fatica a transitare per induzione nei derivatori, e perdono molto meno lungo i cavi coassiali.

Poi uscirono i CD 11, CD 12, CAD 102, 104, CD 141, 142, 144, CD 201, 202, 204, CD 261, 262, 264, ad attenuazione lineare x tutte le bande da - 10, 14, 20, 26 dB.

Così si ripassa la "storia" ( che non ho mai retto a scuola ).

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Davide, negli schemi della Fracarro, non compaiono mai partitori all'interno degli appartamenti, solo derivatori opportunamente terminati, quindi se ci sono 6 prese per appartamento, si monterà un -14 dB a quattro prelievi, seguito da un -10 a due "chiuso".

Poi, se ho 30 appartamenti in condominio, mi andranno 60 derivatori, ma se ci metterò invece 30 partitori a 6 uscite da - 10 dB, ai fini delle misure di collaudo, non cambierà molto, basta che siano quelli in pressofusione con attacchi "F" che non fanno "buchi", e che nel pianerottolo vi siano derivatori a scalare sempre buoni, con l'ultimo in fondo "chiuso".

E se devo scegliere fra partitori fuori e derivatori in casa, o derivatori fuori e partitori in casa, scelgo la seconda, almeno non mi "aprono" l'impianto principale manomettendo la distribuzione nell'appartamento, perchè la montante è chiusa in fondo nella scala fuori e non in casa.




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