406. I modulini SIEMENS degli anni '80. 
15 / 07 Qui vediamo come si comportano questi moduli in fatto di selettività.
Ne ho alimentati solo 2, il 24 e il 26, con il 25 in antenna un pelo più basso dei due RAI, ma con il 23 e 27 un pelo più alti.
Si può vedere che i canali adiacenti passano un po', e per il 25, che è aiutato dai due moduli, lo strumento ha avuto il coraggio di farmi "vedere" un po' di barre del segnale test presente in quel mux.
Con i moduli a 3 celle, questo 25 sarebbe emerso ancora meglio, presentando una "V" al centro del panettone, dall'angolo / vertice molto meno acuto, e direi oramai ottuso, quindi visione gratuita senza modulo assicurata . . . come nelle "programmabili" tradizionali e i "passacanali / trappola" da palo.

Quanti ne ho montati. Erano moduli di preselezione per comporre gli impianti "canalizzati" della SIEMENS negli anni '80.

Se ne montavano un numero a piacere, e venivano alimentati via cavo entrando nel bocchettone sottostante dell'ultimo modulo a destra ( o sinistra ), tramite un modulo miscelatore di bande ( I^ - III^ sopra e UHF con c.c. laterale ) che forniva la tensione, abbassandola da 24 a 12 volt, così da far arrivare il segnale proveniente dai moduli nell'ingresso UHF, perchè il finalone da 45 dB VHF - UHF al quale andava inserito, funzionava a 24 volt.

Dei due ingressi superiori del modulino, quello sul davanti era sempre pronto a fornire i 12 volt per alimentare un pre ad innesto come si vede nella foto o da palo lontano, se i segnali erano forti, non ci andava il pre e si entrava nell'ingresso di dietro che non aveva i 12 volt perchè isolati dal condensatore.

Più avanti, riuscirono a proporre un mix dalle stesse caratteristiche di quello in foto, facendolo però stare dentro allo stesso contenitore in plastica di un modulo, dal quale fuoriusciva una piattina rossa e nera, terminata da uno spinotto IEC 9,5, per prelevare i 24 volt dal bocchettone in alto del finale di potenza.

Un intero sistema, geniale per quei tempi.

Le resistenze di chiusura volevano sempre isolate, appunto perchè sopra e sotto vi era sempre la tensione che transitava.

Qui possiamo vedere cosa fanno 4 moduli tarati sui canali 24, 26, 30, 40 ( ho preso un 42 e l'ho "portato" in 40 io ).

Siccome ad oggi NON c'è ancora un ch 25 a Barbiano, si può notare che il 24 a destra e il 26 a sinistra, "vengono giù dritti" in verticale a differenza del 30 e 40 che avendo degli adiacenti ( 29 e 31, 39 e 41 ), con questi moduli un pelo "larghi" non si possono eliminare quasi del tutto, e si nota un disegno tipo pantalone a campana.

Ma comunque, averne a carriolate di questi SIEMENS !

Sono blandamente selettivi, quel tanto che basta, che se fosse presente il 25 nell'aria, sarebbe selezionato un po' dal modulo 24 e un po' dal 26, e potrebbe anche avere il coraggio di funzionare, come succederà senz'altro con i filtri passacanale/trappola da palo, che sono ancora più "larghi" di questi moduli.

Li fabbricava l'HELMAN per conto della SIEMENS, e ricalcavano la loro serie "Ministarlette" a 4 celle, nella quale però erano nudi e con i nuclei di taratura posti dietro, questi invece erano inscatolati nella stessa qualità di plastica usata nei Superstarlette C.A.G, a due transistor e 24 volt di funzionamento.

Amavo dire, che erano a momenti più grandi i ponticelli che i moduli.



Da dietro si vede bene il sistema di assemblaggio a slitta, con rimanente foro per mettere viti di fissaggio a muro con tasselli o a tavoletta in PVC o tipo formica.

Il frontale nudo con attenuatore e i 4 cilindretti contenenti i nuclei di taratura.


Interno classico a un transistor. Controllo di qualità 1986 - 1987.


Sono entrato in questo "42" con 70 dBuV, ho messo le due resistenze rosse, ho attivato dallo strumento la telealimentazione a 13 volt, attenuatore al massimo, e all'uscita avevo pressochè gli stessi 70 dB con un bel panettone pari come quello in ingresso . . . questa è qualità !

Praticamente andrebbero benissimo anche adesso . . . unica pecca, se dovevi sostituire un modulo nel mezzo, dovevi togliere le viti ( 2 o 3 al massimo, mica si mettevano ad ogni modulo ) e separare mezza preselezione per liberarlo.

Vista frontale dopo aver staccato la linguetta adesiva, dalla colla eccezionale anche dopo 30 anni.

Anche qui, come per i moduli Helman, vi erano i 4 gruppi di canali sui quali si potevano tarare all'interno del range di progetto costruttivo: 21-25 / 26-32 / 33-40 / 41-69.



Alimentatore, finale e miscelatore di bande a tre ingressi: I^, III^, B. IV V ( UHF ).


Ingressi superiori di I^ e III^ banda a connettore maschio, ingresso UHF laterale con telealimentazione non escludibile a 12 volt per i moduli, e connettore femmina.

Sul connettore laterale superiore viaggiano sempre i 24 volt.

Particolare del circuito di abbassamento e stabilizzazione da 24 a 12 volt.


Quei 2 filettini nero e bianco, servivano per dare la telealimentazione / tensione 12 volt, in uscita negli ingressi di B. I^ e III^ se bisognava preamplificare a monte, e andavano saldati sulla destra dopo il componente elettronico che dava già i 12 volt, e a " volt " l'ho fatto per alzare con un "pre", un ch."D" un po' basso in antenna.

E dato che esistevano anche i moduli per i canali E2, E3, E4 ..... fino all'E12, si alimentavano tramite un'altro cavo d'antenna dal bocchettone d'ingresso appropriato del MIX, e si saldava all'interno il filettino dedicato per fargli arrivare i 12 volt di funzionamento.

L'unico attenuatore presente agiva solo sulla banda III^, poichè nel finale c'era quello VHF, e si poteva giocare un po' con i due attenuatori per livellare fra I^ e III^.


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Cappello e cappotto per il signor Antonio.

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Grazie Everardo, sono arrivato un pelo lungo ma preciso, Barbiano ? Non ci risultaaaaaa, forse domani 2 / 7 ( ? ).

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Grazie Elettt per la fiducia, che è reciproca !

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Ah, Andrea, ti riferirai ai primi modulini MINICASET grandi come il miscelatore di bande.
C'era il modello sintonizzabile dal 21 al 37, poi quello dal 38 al 68, poi il 2-3-4, poi il 5-12 per la terza.
Il bello era che avevano un registro che sembrava un attenuatore dei soliti, invece AGIVA meccanicamente facendo ruotare la rotella con scritto 21-25-30-35-40 (circa), la quale era sullo stesso asse di un condensatore variabile tipo quello delle radio, e veniva "sintonizzato" per il massimo guadagno il canale che si voleva "canalizzare", a discapito di tutti gli altri compresi nel range di funzionamento del modulo stesso.
Erano larghi, e smisero presto di produrli, appena si resero conto del sovraffollamento della banda UHF, inoltre non erano autodemiscelanti in ingresso, quindi per fare 3 canali di una banda, ci voleva un partitore a 3 vie.
Feci forse non più di 2 impianti, ma come idea, furono "forti", perchè li poteva sintonizzare chiunque, bastava un cacciavite e uno strumento che misurasse il livello massimo del segnale ( portante analogica di allora ).
Ce li ho raffigurati nell'unico listino SIEMENS in mio possesso, però potrei trovarli in qualche sottotetto, disattivati, alle ragnatele.
Ovvio che se li vedo, faccio un servizietto.
CIAO:

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Sì, verra attivato anche da Castelmaggiore.

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