372. Fino a 5 pali per il mitico. 
Gli ostacoli erano molto alti.


Quando si sa di dover fare un'antenna alta, perchè la casa è bassa, e i ripetitori non sono di certo in ottica, si ipotizza un numero tot di pali da 3 metri, per arrivare a un'altezza si spera sufficiente.

Piazzati i pali uno dentro l'altro, si monta una UHF orizzontale con un pezzo di cavo lungo tanto che arrivi di sotto comodamente ad altezza totale presunta finale, o anche tutta la matassa nuova, tanto so che perde 16 dB.

Poi si comincia a salire, fermandosi ogni tanto a controllare se il segnale sta sempre aumentando o se ci sono delle sorprese per le quali, un certo orientamento verso una postazione conosciuta, richiederà un'altezza intermedia ( questo poi, spesso in aperta campagna dove non ci sono ostacoli ).

Quando uno ha esplorato tutte le direzioni e le altezze che dovranno essere impostate lassù a lavoro finito ( sviluppo totale dei 5 pali ), comincia da basso a fissare una dopo l'altra le antenne, ricordandosi i riferimenti di direzione e di altezze che aveva sondato prima durante le prove di elevazione e orientamento preventivo.

Qui era quella in cima verso Barbiano che aveva i palazzoni di via Saffi molto alti, e non si vedeva di certo il trasmettitore, per le altre 2 piccole a nord c'era il muro della casa confinante più una più in là ancora più alta, la 6 G verso le torri che più alta stava e meglio era, e infine se si può, è sempre meglio piazzare le antenne tutte sopra i tenditori di testa, così dopo si va su spediti.

Ma se dalle prove, fosse risultato che un'antenna avesse ricevuto veramente meglio a metà dei 5 pali, bisognava poi metterla lì, perchè più in alto il segnale sarebbe diminuito e allora non sarebbe stata più la posizione di massimo risultato ottenibile.

Di solito, in presenza di un'ostacolo, si alza l'antenna fino a quando il segnale non cresce più, sia che sia vicinissimo, sia che sia a 2 Km quando il trasmettitore e a 4 sopra la collina, e non lo vedi.

Più l'impedimento è vicino a dove stai operando, e più ti devi dar da fare per installare un'antenna ALTA, se il trasmettitore è nascosto da un palazzone in lontananza, le prove di altezza / stratificazione ( che si fanno sempre ), ti diranno dove piazzare l'antenna per avere il massimo del segnale.

Tutto questo ai tempi dell'analogico, adesso si fa uguale, solo che se qualche mux non va per il meglio, o si cambia casa, si guarda il PC, un DVD, SKY, TivùSat, la Play Station, il tablet, lo smartphone, si cambia nazione . . . ce ne sono dei modi di perdere del tempo davanti a uno schermo . . . io per esempio, lo faccio per tener aggiornata la lista delle emittenti di Bologna . . .




4 Pali e 6 controventi . . . "sempreteeeeesi" ( Il "comizio" di Carlo Verdone ).

Questa antenna centrale e quella della foto sotto, sono state fatte in tempi relativamente brevi in due punti di Via Gaspare Ungarelli, perchè l'ACER doveva demolire 6 case molto vecchie, e su una di loro vi era l'antenna centrale unica per tutto l'insieme di fabbricati, a nord e a sud di via Beroaldo nel quartiere San Donato.

Barbiano è in alto perchè se mi ricostruiscono la casa un po' alticcia, dove hanno demolito l'altra . . . "non voglio noie nel mio locale" !

L'intero impianto era fatto a forma di gigantesca H, composta da tutti i palazzi collegati, solo che l'antenna era circa nel mezzo della "H", e hanno tirato giù la casa che la ospitava e che aveva la centrale di testa con anche le due tesate, una verso nord e l'altra ( che attraversava via Beroaldo ) verso sud.

Così, quella in foto, serve a nord i 6 fabbricati più nuovi rimasti, 4 dei quali sono dei civici di Via Lyda Borelli, con tesate autoportanti ( CATV 11 AP CAVEL ) rifatte tempo fa e non visibili dall'alto di Google Maps.

Ma la comica fu quando, nonostante le nostre raccomandazioni, quelli dell'ACER riuscirono a murare la casa da demolire, e un bel giorno l'ENEL a togliere l'energia elettrica a tutto il fabbricato, con conseguente spegnimento della centrale di testa Helman a moduli CAG serie M 50, che stava dando il segnale TIVI' a tutte le oltre 20 case lì intorno.

Apriti cielo, siamo corsi là con matassa di cavo elettrico, ci siamo presi con una spina nel sottotetto dove poi ci sarebbe venuta l'antenna a nord, buttato di là in pseudo tesata provvisoria il cavo per la 220, demolito un pezzo di muro posticcio giù dov'era il portone, per accedere al vecchio sottotetto e ridare la "current par impizàr l'impiànt" e "tener a bàd gl' inquilìn imbestialìt", per poi in fretta, fare 2 antenne centrali . . . maiàl.


L'antenna UHF su Barbiano sta sotto e non si vede, l'avevo tenuta in basso perchè più in alto c'era meno segnale.

Quest'altra antenna centrale, serve 10 fabbricati dalle tesate ben visibili anche dall'alto di Google Maps, fino ad arrivare all'ultima casa che è il numero 48 di Via dell'Artigiano ( verso ovest ).

Entrambe le antenne, servono una centrale a moduli Tekmedia a regolazione manuale, e dove ci sono le nuove centrali di adesso, vi sono anche le sottocentrali di fabbricato che vi erano prima, alimentate da derivatori appropriati, per entrarvi circa con la giusta potenza che gli arrivava prima dalla vecchia centrale pilota, tramite tesata aerea.


ACER Via Magazzari. Qui fu dura e impegnativa.

Le 3 UHF Offel K 47 D che guardano verso di noi, sono nell'ordine: dall'alto Barbiano, sotto Osservanza, e sotto ancora Serramazzoni, poi di là c'è la 6 D COAX Offel, quell'altra su Venda, e la verticale su Castelmaggiore ( che con niente davanti, si vedevano da basso, tutti e tre i tralicci interi ).


Un'antenna, una centrale modulare Helman, 3 palazzi, 2 tesate, 2 sottocentrali.



Mi toccò farla alta, per via di quel palazzone marron sullo sfondo, che mi copriva Barbiano.



E feci pure questa.


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Davide, se ho un palo esistente un po' corto, e devo mettere in alto entrambe le due antenne di banda UHF logaritmiche, una orizzontale a sud e una verticale a nord, sono arrivato a montarle tutte e due a contatto fra loro, cioè a zero mm. di distanza, quindi come vedi, in questo caso limite, la distanza fra le antenne mi preoccupava molto . . .

In tutti gli altri casi, più le antenne sono piccole e più mi azzardo a tenerle vicine fra loro, più sono grandi e più le distanzio, ma più che altro per un discorso di estetica, piuttosto che di una reale attenuazione di segnale reciproca, dovuta alla troppa vicinanza delle stesse.

Direi che, più le antenne guardano nella stessa direzione, e più bisogna cercare di non avvicinarle troppo, se no una influenza l'altra più facilmente, abbassando un pochino il segnale.

Dalle foto si vedono quanto sono distanti, e direi quanto basta.

Noi usavamo il filo di ferro zincato, poi uscì in versione ricoperto di plastica verde ( migliore ), e anche bianca che però si crepava presto.

Adesso abbiamo un filo più sottile ma d' acciaio.

Per le antenne extra, si usava la cordina d' acciaio ricoperta con quella plastica trasparente morbida, e si serrava con i morsetti tipo filo da stendere più tenditore su ogni filo e redance in ogni curva.

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