367. La "messa a terra" nelle antenne. 
Ecco lo schema di un'antenna centralizzata SIEMENS negli anni '70.


Quando iniziai a lavorare, nelle case popolari erano già state fatte praticamente tutte le TERRE, a suon di corda NUDA di rame rigido ma un po' pieghevole, da 50 mm. quadri, una trecciolona con un conduttore interno al centro e i rimanenti 6 tutt'intorno.

Venivano usati capicorda con montaggio a pressione, e partendo dal bullone della staffa di sotto, la si collegava giù a un picchetto di 2 metri, piantato nel terreno, un po' lontano dal marciapiede, in un pozzetto dedicato.

Nel sottotetto, la corda era dentro un tubo corrugato di 40 mm., murato saldamente al "pavimento" fino a dove poi in parete, veniva murato in tagliola verticale su di una facciata del fabbricato, lontano dalle finestre.

Se la misura ohmmica sul picchetto non era abbastanza bassa, bisognava piantarne un'altro diversi metri più in là, e collegarli insieme con un altro pezzo di corda nuda a contatto col terreno stesso, al fine di trovare sempre meno resistenza.

Abbiamo ancora il misuratore di terra, che funzionava piantando altri due picchetti corti in dotazione e fili lunghi, e servivano allo strumento come riferimenti per le sue misure . . .

Una volta facemmo una terra portando la matassa di cavo giallo e verde flessibile da 50 mm. quadri nel sottotetto, un peso della Madonna, forse la portammo su in 2 con un paletto dentro alla bobina, poi la calammo giù per il tubo verticale in parete, perchè tirarla su dal basso con la molla, non ci sembrava una "mossa" molto intelligente . . .

Nel sottotetto, si partiva poi con un pezzo flessibile di terra gialla e verde da 6 mm. quadri dal capicorda della terra GROSSA, e si andava dietro alle tavolette, per mettere a terra tramite le apposite sbarrette, i cavi in ARRIVO dalle antenne e i cavi in USCITA dal centralino, destinati alla distribuzione del segnale TV negli appartamenti, come si vede chiaramente dallo schema.

Quindi, per mia esperienza, devo dire che praticamente quasi SOLO le antenne dello IACP - oggi ACER Azienda Case ( popolari ) Emilia Romagna, erano le uniche a possedere un vero impianto di messa a TERRA, anche in palazzine di 2 piani con 4 appartamenti, che per me a momenti, andava a costare più l'impianto d'antenna complessivo, che l'impianto elettrico.

Ma l'ente autonomo case popolari non poteva rischiare di non fare le cose a norme ... se ci scappava "il morto" erano guai.

Poi i picchetti delle varie terre nei pozzetti, andavano collegati fra di loro . . . ( equipotenziale ? )

Adesso, io sono rimasto, che per stabilire se ci vuole "la terra" o no, c'è da fare "il calcolo delle probabilità", e lo deve fare un ingegnere o un perito, non mi ricordo.

Credo lo si debba portare sul tetto, da lassù si vede quanti fabbricati sono più alti del nostro, se non ve ne sono, quanto sono distanti da noi, campanili, alberoni, torri, se vi sono costruzioni con parafulmine già in funzione . . . qua fuori da me c'è il traliccio TIM che ce l'ha, poi io ho 4 strutture di palificazioni . . . non sono tranquillissimo.

Alla fine, l'addetto preposto al calcolo delle probabilità, tramite dei tabulati prestampati, si ritirerà per deliberare ( forum ), e ci dirà SI' bisogna farla, oppure NO, perchè siamo già "protetti" da diversi fattori che sommati, scongiurano il pericolo di fulminazioni.

E io dico, ma sei sicuro di aver visto il film giusto . . . certo se succede qualcosa, il responsabile è lui.

Però, io non so a che punto siano arrivate le ultime norme in materia, so solo che ultimamente mi ritrovo spesso un "rozzo" di filettini gialli e verdi, che mi mettono a terra i cavi d'antenna, prima e dopo il centralino TV, messi da un elettricista nel sottotetto, e fanno capo all'impianto elettrico del fabbricato.

Soluzione che, in mancanza di una "TERRA SERIA" all'antenna per i fatti suoi, non è neanche malvagia, almeno si cerca di annullare quelle tensioni parassite, che quasi sempre si formano con tutti i televisori collegati in un condominio.

A me sembra che l'accendigas piezoelettrico, sia un generatore di fulmini in miniatura.

La terra dell'impianto elettrico del mio condominio, è giù in un pozzetto nel corridoio delle cantine, ma che offra una resistenza bassissima ( - di 3 ohm ), chi me lo garantisce ? Poi sarà poco più di 10 anni che l'anno ricavata, prima non c'era.

Io ho sempre pensato che mettere "A TERRA" un palo d'antenna, fosse praticamente come avvicinare il terreno ( polo negativo - ground ) al nuvolone ( caricato positivamente + ), e da lì, favorire lo scoccare dell'immensa scintilla elettrostatica ( fulmine ), quindi è molto meglio fare solo le terre sulle costruzioni più alte già di loro, e non anche sulle "casette dei cani" ( sempre che non abbiano un'antenna con palo da 30 metri ).

Non parliamo poi dei fulmini a ciel sereno in mezzo a un campo da calcio . . .
Che probabilità potevi mai calcolare . . .

In conclusione, dico che quando ci sono dei fulmini, l'importante sarebbe esserne lontani, e se proprio ci tocca, non ci resta che fare "la conta dei danni" e cercare di ritornare alla normalità che vi era in precedenza.



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