354. Baaasta con queste parabole . . . ( non fatte da noi ). 

La LEM e la Fracarro fanno dei multiswitch a 4, 6, 8 prelievi col TERRESTRE miscelato, che riconoscono se in casa da ognuno, vi è un decoder sat singolo ( legacy ) o SCR ( solo 3 porte ), e si dispongono automaticamente di conseguenza.




Partitore induttivo Siemens a 4 vie, attenuazione 7 dB, anni '70.




Due capi di ogni piattina, partono dal morsetto d'ingresso e vanno alle due uscite vicino all'entrata, le altre due, sempre unite fra loro, partono dall'altra parte dell'induttanza col cilindro di ferrite, e vanno ai morsetti più lontani.

Io però, a parte la fortissima vicinanza di un conduttore a fianco dell'altro, per cui prende segnale per induzione, non ho mai saputo il principio intrinseco su cui si basa questa configurazione di partitore a 4 vie.

So solo che anche qui, i 4 cavi ( montanti ) che vi venivano collegati, dovevano terminare su di un carico a 75 ohm, composto prima da partitori resistivi e poi da colonne di prese passanti in serie, con le ultime appunto terminate a 75 ohm.

Se i 4 montanti andavano subito a fare 4 colonne di prese induttive passanti, allora, subito dopo l'uscita del centralino, vi andava di norma un partitore a 4 vie RESISTIVO da - 11 dB ( anche l'Helman l'aveva in catalogo ).

Bisognava evitare di mettere in serie due componenti induttivi ( partitori o prese ), interponendovene uno resistivo.

Quindi: centralino > 1 div. induttivo > + div. resistivi > + colonne di prese passanti induttive con le ultime di ogni colonna / catena, chiuse a 75 ohm.

Oppure: centralino > 1 div. resistivo > + colonne di prese . . .

Ma adesso che i partitori resistivi non si usano più, non si fa più così, però era un sistema validissimo ancora presente al giorno d'oggi nei vecchi impianti.



Qui compare un'antenna di banda III^ verticale, con riflettore a tre elementi.


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Vincenzo, di preciso non lo so, ma penso io, per non peggiorare il ROS.
Perchè, induttivo il partitore principale, induttivi i partitori secondari, infine induttive pure le prese passanti ... qualcuno si accorse che qualcosa non quadrava e si andava peggiorando rispetto alla qualità di partenza.
Io ho visto "papiri", con formule e spiegazioni scritte in corsivo con la stilografica, e ti parlo di anni '60 - '70, sembrava una tesi di laurea, dove appunto si spiegava il perchè andavano messi i resistivi prima delle prese passanti induttive.
Un po' come non si deve mai mettere un partitore ( induttivo o resistivo che sia ), per andare ad alimentare delle sottocentrali di scala o condominio, ma ci vogliono sempre dei derivatori ( dal buon disaccoppiamento dalla linea e separazione fra i prelievi ), con l'ultimo chiuso a 75 ohm sul morsetto d'uscita.

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Bela frapenas, hai ragione, quella è proprio una KTR, l'ho zummata con la mia mega Sony e ho visto la punta arancione del tappo pure un po' storto, e soprattutto il gancio al palo, di inconfondibile fattura.
Non so poi se la B. III^ sia una Teleco o una Fagor o chissà cosa, non l'ho fatta io.

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Ciao Davide, il disaccoppiamento vero e proprio fra due prese provenienti dallo stesso derivatore, è dato dalla somma di due misure: una è quella della separazione dalla linea, cioè i - 12 dB del prelievo dichiarato, l'altra si chiama "disaccoppiamento fra derivazione e uscita", che non ho mai capito se è quella definita "mutua" o "inversa", questa magari dichiarata - 27 dB.

Perciò si fa 12 + 27 = 39 dB di disaccoppiamento fra due prese, all'epoca insufficienti quando le norme ne pretendevano minimo 48, e si diceva che i CAD Fracarro non erano a norme, perchè non raggiungevano quel così alto disaccoppiamento fra due prese, indispensabile per attenuare quasi del tutto, la frequenza immagine generata a ritroso dai gruppi dei vecchi televisori, verso gli altri televisori della casa, facenti capo allo stesso derivatore.

Se il derivatore, invece di essere induttivo direzionale, fosse invece ancora resistivo, allora sì che se sul prelievo dalla linea fatto con una sola resistenza, vi fossero 12 dB in meno, il disaccoppiamento fra due prese sarebbe dato da 12 + 12 = 24 dB . . . ma più che parlare di disaccoppiamento, forse allora si sarebbe solo detto "separazione / attenuazione" fra due prese.

Un appartamento, si fa di solito tutto a derivatori, poi se uno vuol mettere un partitore per andare sia nel TV che nella chiavetta di SKY, non vedo quali catastofi possano verificarsi, anche se la separazione fra i due, è in "zona" 20 dB ( separazione non disaccoppiamento, credo di poter dire ).

Siccome moltissimi derivatori, forse tutti, usano il principio "dell'accoppiamento direzionale", per via del quale non si può invertire l'ingresso con l'uscita, il termine disaccoppiamento deriva da lì, e sta ad indicare l'attenuazione totale che si ottiene entrando col segnale in un prelievo, e misurando sull'altro prelievo i dB rimasti, avendo avuto l'accortezza di chiudere l'uscita con un carico da 75 ohm.

I prelievi dei derivatori, vanno di solito a prese dirette, se i derivatori sono in casa.

Se i derivatori "calcolati" a scalare, sono nelle scale, in casa possono anche esserci 3 prese in serie, una - 14, - 14, e - 10 con resistenza di chiusura, dipende da chi progetta l'impianto condominiale alla costruzione.

Io sono sempre per fare, anche un numero elevato di prese dirette, collegate a derivatori, il primo da - 14, e il secondo da - 10 "terminato / chiuso" ... 8 prese, che vuoi di più ?!

Io che ho al centro dell'appartamento, in camera mia, 4 CAD 14 con 16 cavi che partono, vedo bene in tutte le prese, e se ad ogni presa collegassi 100 metri di cavo da 6,8 mm., non perderei un'emittente neanche .....

Adesso qui al 4° CAD ho dei 53 dBuV, ne togliamo 17 di una buona matassa di cavo, e andiamo a 36, vanno tutti come se niente fosse . . . usate cavo grosso e buono da 6,8 mm.

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Davide, il DG 113 è un cavo superiore al SAT 703 B sempre della Cavel che a volte compro anch'io, ma il problema del DTT in Italia non è certo il cavo.

Finchè i vecchi CAD della Fracarro li troverò in scansia, li comprerò.

I moderni derivatori in pressofusione, non hanno da parte mia controindicazioni, li fanno tutti, solo che i CAD li uso da una vita, e a parte le più TRISTE vitine stringi anima, mi soddisfano ancora.

Il problema è che il DTT, mi sembra funzioni meglio vicino ai ripetitori "importanti", di solito vicino alle città . . . più si è lontani e isolati, più TivùSat ha ragione di esistere.

Era così anche con l'analogico, ma purtroppo con i segnali numerici, invece di migliorare, la situazione si è aggravata, perchè è venuta a mancare quella che stava fra una "buona visione" e la "nebbia assoluta": la visione degradata da un sopportabile "effetto neve", che ci aveva salvato per 60 anni, rimanendo in moltissimi casi intelligibile.

Io sono nato e vissuto sempre in città, non posso avere la mentalità di uno che vive a 25 / 50 km da una città delle dimensioni di Bologna, non ho la verità assoluta per tutti i posti, e finirò i miei giorni qui.

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