351. I 4 moduli in condominio per la RAI di Bologna. 
Oggi venerdì 23 / 5, da Barbiano è aumentato di 4 dB, il segnale del mux ch 28.
Il canalizzato, tenuto il più possibile "flat", non perdona.
Adesso in antenna, il 28 è forte come il 40 della RAI, 82 dBuV.
Il 45 sale e scende di 4 dB, 80 - 84 dBuV quasi di continuo.
Il 21 è sempre inutilmente il più alto di zona, 86,5 dBuV, basterebbero 80 come il 24 RAI MUX 1.
Il 27 ogni tanto "si spegne" ( da mesi ), poi riparte dopo 2 secondi.

Immagine cliccabile.

Foto dedicata a Massimo Cichèro, amante delle antenne mega di banda terza.

Questa è proprio una banda III^ in verticale su Barbiano RAI, ostacolata da un palazzo più alto.



I 4 moduli per i mux RAI, si montano quando abbiamo una buona ricezione di tutti i multiplex verticali ricevuti da Castelmaggiore.

L'unico inconveniente è se dalla verticale che può guardare un po' Monte Venda, arrivano pure i tre mux 26, 30, 40 del Veneto, che farebbero a pugni con i nostri di Barbiano, ma nei casi "pesi" mettiamo una trappola per eliminarli il più possibile.

Quindi, disponendo di un centralino con due entrate UHF, mettiamo la verticale in un ingresso e regoliamo l'attenuazione, i 4 mux RAI preselezionati tramite i moduli dedicati, li mandiamo dentro all'altro ingresso UHF.

Si entra col cavo dell'antenna puntata sul trasmettitore RAI, sul primo modulo di sinistra ( il 24 ), poi tramite i tre ponticelli come sotto, si porta il segnale anche agli altri 3 moduli rimanenti, questo "passaggio" superiore si chiama "autodemiscelazione", e va sempre chiusa a 75 ohm ( spinotto rosso isolato ).

Sotto, che abbiamo l'uscita dalla parte dello spinotto bianco, si chiama "automiscelazione", e va chiusa dall'altra parte sempre a 75 ohm.

E' vero che i moduli a 3 celle sono un po' "larghi", ma sempre meno della selettività di una programmabile, poi per giunta vanno sempre un po' attenuati, quindi, degli adiacenti indesiderati se ne vedono pochi.

Da noi qua imperava la TEKO, ma nulla vieta di usare tutte le altre marche.

Il risultato finale è migliore che se si usa un mix - trappola - passacanali, perchè intanto non perdo 6 dB su tutti i mux, non ho con le trappole compromesso gli OTTO mux adiacenti ai 4 mux RAI, e inoltre posso agire su diverse attenuazioni: dal centralino, l'intero insieme dei mux presi in verticale, e sempre dal centralino il gruppo dei 4 RAI in toto, e dai singoli moduli, su un mux RAI a piacere . . . "mi fai una casa !", diciamo qua a Bologna.

In più posso velocemente alla bisogna, inserire un pre UHF, o sulla verticale o su Barbiano, insomma, di tutto e di più.

Certo che nell'antenna singola, va usato il mix quadruplo ( come ho fatto in un occasione ), e se si può, E' SEMPRE MEGLIO METTERLO NEL SOTTOTETTO, perchè è a portata di mano, si lavora meglio e rimane NUOVO.

Anche nel piccolo condominio, il mix quadruplo può trovare impiego, tanto non è il numero degli utenti che determina una scelta o l'altra . . . certo che se sono in molti, preferisco un insieme più controllabile come il semi - canalizzato a 4 o più moduli.


Con solo 3 celle, si fa prima a tararli, e il modulo che è attivo per via di un transistor, guadagna anche di più del 5 celle.


L'interno è un po' spoglio, ma se raggiunge l'obiettivo che voglio io, dove sta il problema ?



Il famoso e anziano pre a cubo dell'HELMAN ELETTRONICA, 13 dB di guadagno e un uscita massima in analogico, che era di 113 dBuV.

Difatti, non "s'imballa" neanche con i segnali strapotenti della mia K 95 D di Barbiano, gli 83 dBuV del ch 40 arrivano a 99, e il mux Mediaset ch 49 di 18 dB più BASSO, conserva inalterati tutti i dati riguardanti la qualità ( anzi, il CBER, che è il BER prima di Viterbi, migliora pure inchiodandosi su 1.0E-5, tenessero "botta" così, in proporzione, tutti i centralini da condominio, quando pretendiamo in uscita, potenze "importanti" !


Il transistor è un BFR 91 A - PH 77.



L'altro componente è della SGS mod. BC 556 B, e penso serva a stabilizzare la tensione.



Io ho solo di questi sulla mia centrale . . .

In alto a destra, all'esterno vi era saldato il filettino blu con spinottino HELMAN, ma il "cubetto" supportava anche un'utile telealimentazione via cavo o proveniente dagli ingressi superiori dei loro moduli di preselezione dotati di jumper a molletta.

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Risposte ai commenti / domande.


Quelli lì sono a caso, ma sopra, che il 21, 22, 23, 24 sono alti, sono gli ultimi del gruppo servito dell'antenna 21 - 39, e sono entrato dall'altra parte.
La regola è mettere quelli con la frequenza più ALTA vicino al finale UHF, o comunque quelli che hanno i segnali in antenna più deboli ed entrare su di essi.
Ma con i moduli HELMAN, si poteva entrare e uscire ovunque, che i livelli erano pressochè uguali, tanto erano fatti bene nel mantenere costante l'impedenza nelle loro ponteggiature interne sopra e sotto.

Era lo schema del luglio 2010.
Adesso non c'è più il convertitore 42 in 4, cioè da 639,25 a 62,5 MHz, il mix Siemens per banda terza e banda prima, adesso i moduli dal 5 al 12 entrano nel VHF nel centralino, l'MVU8 demiscelava la loga in VHF e UHF.
Una centrale così costerebbe 4000 euro circa, 70 euro a modulo ... + il resto.
I cavi del rotore arrivano qui dietro al PC come tanti altri, ho lo strumento qua, per le antenne sarebbero bastate le 8 loga sul palo, poi ho aggiunto altri 2 pali con tre antenne ciascuno, per avere più riscontri, non per vedere necessariamente più mux.
Non ci sono più i moduli dal 61 al 69, però ne ho messi tre per i tre gestori telefonici, sui segnali LTE 4G da 791 a 821 MHz.
E' tutto scritto nel blog, basta partire dall'agosto di 5 anni fa, e venire in su ai giorni nostri, sono solo poco più di 200.000 parole, cosa vuoi che sia.

Vai alla pagina 10, poi dalla 10 vai alla 18, lì si vede la centrale, ma se vai nel sito linkabile lì a destra, il 4° dall'alto, ci trovi anche lo schema di com'era a quella data lì.
Forza !

Nooo Vince, ma sembra che tu non abbia visto le foto della mia centrale.
I moduli sotto si ponticellano quasi sempre tutti fra loro, per poi entrare nell'ingresso UHF del finale / centralino.
Io che ne ho tanti, ho fatto due gruppi e sono entrato nei due UHF che ha il centralino.
Per i moduli VHF si fa uguale, poi con un solo cavo sono entrato nel VHF dello stesso centralino Offel 30 dB VHF-UHF-UHF.
Vai indietro nel blog, e ne vedrai di tutti i colori.

VINCENZO, sei pronto ? ( ....... non sei ancora pronto ...... ).

Ti rispondo . . .

Sì, un modulo tende a far passare solo quel mux per il quale è tarato, poi in pendenza a destra e sinistra si vedono un po' i panettoni degli adiacenti ( perchè da noi ci sono anche i privati vicino a Barbiano ), e dipende da quanto è selettivo il modulo, 5 celle sono meglio di tre, ma per dare i 4 mux RAI qui in città bastano i 3.

Io sono entrato da sinistra e ho "chiuso" a destra, ma non vi è una regola precisa, a volte si entra sul modulo del mux RAI meno potente e si esce da quello mettendo la resistenza in fondo agli altri tre.

Le resistenze le ho messe "isolate" perchè sono rosse e le vedi meglio, ma sulla maggior parte dei moduli in commercio, incluso questi della TEKO, non importavano, non essendoci telealimentazioni attivabili dai singoli moduli come quelli dell'HELMAN.

E poi ci vogliono, se no l'impedenza del circuito / cavo non è controllata, e se ne va a farsi benedire con avvallamenti vari, visibili nello spettro sui MUX filtrati dai 4 moduli.

I valori di MER e BER rimangono pressochè identici, perchè un 3 celle ti restituisce un panettone pari più facilmente, che un 5 tarato un po' alla veloce.

I valori peggiorano se, quando alzo l'attenuatore dell'altra antenna, questa mi porta dentro altri RAI isocanale di altra regione, mandando in criticità l'SFN, allora bisogna trappolare, ma noi qui, gli "altri" li abbiamo in verticale, allora siamo più avvantaggiati.

Il canalizzato totale, si faceva di più una volta, perchè qua da noi, per vedere 15 canali analogici al meglio, li dovevi prendere da 3, 4, 5 o più postazioni, così potevi scegliere i MIGLIORI, canalizzare / filtrare solo loro, e regolarli pure singolarmente come livello.

Più è alto il numero dei condòmini da servire, e più si è propensi a fare una centrale a moduli, che costa di più, ma è più lavorabile, e la spesa viene divisa fra molti, quindi risulta bassa.

Con l'avvento del solo digitale, piano piano, tutte le emittenti nel frattempo, si sono sempre più piazzate in un posto, massimo due, quindi a seconda di dove ti trovi e soprattutto a cosa ricevi, decidi cosa fare, certo che più l'impianto è vasto, più un modulare è d'obbligo.

Nel semicanalizzato, all'infuori dei 4 MUX RAI, tutti gli altri, mica li puoi regolare singolarmente, ma comunque rimane sempre un buon compromesso, riuscendo a dare anche quei canalucoli che con un modulare ragionevole, lasceresti perdere, non montando circa 35 moduli, ma magari solo 25.

Se poi RAI e locali + network, sono sulla stessa postazione / collina / montagna con la stessa polarità, allora niente semicanalizzato . . . si fa un larga banda se i livelli sono abbastanza omogenei, altrimenti si livella tutto per il meglio con un canalizzato ben messo in opera.

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Sòccia Davide, devo andare indietro coi ricordi, quindi ti dico che prima del 1980, io spostavo la taratura dei moduli di pochi canali, usando lo strumento PreStel ad ago, cioè senza lo spettro, che ebbi poco dopo con l'acquisto del primo UNA OHM con immagine fornita da tubo catodico.

Se dovevo portare un modulo da ch 25 a ch 23, guardavo quanto c'era in antenna sul 25, lo mettevo nel modulo tutto aperto e misuravo quanto segnale c'era in uscita, se il segnale era pressochè lo stesso, sapevo che quel modulo tarato dalla casa rendeva TOT, cioè guadagno 0 dB.

Così facendo, sapevo il comportamento di quel modulo, allora misuravo in antenna il ch 23 e dovevo ristabilire la stessa resa ( sulla portante video analogica) che avevo prima sul ch 25.

Quindi, antenna col ch 23 dentro al modulo del ch 25, strumento in uscita sintonizzato sul ch 23, che ovviamente non dava quasi nulla, si inizia ad avvitare leggermente verso l'interno, tutti e 4 i nuclei dei Siemens minicaset ( fatti dall'HELMAN ) in egual maniera in diversi step, man mano che l'ago sale, trovo il massimo del guadagno dell'unica portante presa come riferimento ( che è sempre quella video ), a questo punto si scopre che ci sono circa 5 dB in più, rispetto al segnale d'ingresso, e questo vuol dire che la taratura, essendo tutta sulla portante video, non ha tenuto conto della portante audio che si trova a 5,5 MHz più a destra, cioè verso il ch 24, e il modulo ovviamente sembra rendere di più.

Per avvicinarsi il più possibile ( a occhio / all'incirca ), alla taratura ottimale della casa, adesso basta svitare leggermente un pelo i 4 nuclei, fino a che il segnale della portante video, ritorna ad essere del livello che vi era in antenna sul ch 23, e molto probabilmente, la portante audio ( che si poteva anche misurare, ma non lo facevo ), era pressochè la stessa che vi era in ingresso . . .

Durai non tanti mesi in queste condizioni, poi prendemmo l'UNA OHM che aveva l'analizzatore di spettro radiofrequenziale, e dopo quella gavetta fatta con la lancetta del PreStel, ciaoooooooo, per me era tutta discesa.

Col Promax, faccio come 34 anni fa, vedo il ch. dove sta lavorando il modulo, ho lo spettro UHF ( o VHF ), mi sposto dalla parte dove devo andare, e con solo 3 nuclei è un panino.

Poi un modulo originale di frequenza alta, va sempre ottimizzato internamente, se si vuole che renda al meglio nella parte bassa della banda quarta ( e viceversa ).

Con un 3 celle, quando in uscita si è raggiunto un segnale superiore a quello che si ha in entrata di oltre 6 - 8 dB, e gli adiacenti "scendono" più ripidamente che con una programmabile, siamo a posto.

Siccome un modulo è un passacanale "attivo", non è che ci siano tanti misteri, solo che senza un minimo di strumentazione, è impossibile in generale, avventurarsi in tarature . . . se ci fosse ancora l'analogico, con un TV e un attenuatore nel sottotetto, grazie all'effetto "neve", potrei ritararti un "MEF" su un altro canale alla portata di quel MEF, ma adesso i mef sono anche quadrupli, il segnale è digitale, senza uno strumento, bisogna essere dei "manici" . . .


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