330. Centralino d'annata . . . afflitto da "alternata". 

Anno di costruzione, direi attorno al 1980, un esempio di qualità costante nel tempo, marcato HELMAN ELETTRONICA.

L'ho dismesso da un sottotetto, dove tutto il condominio formato da 8 famiglie, lamentava la non ricezione delle reti Mediaset ( mux 49 e altri ).

Arrivo sul posto, e il Samsung di turno spernacchia sull'audio del mux 49 a schermo nero, misuro potenze anche esagerate ( 83 dBuV sul ch 24 della RAI ), e il 49 a 64 ma con mer a 22 e ber oltre il solito QEF.

L'ho sostituito con il mio collaudato 34 dB della Teleco, messo un equalizzatore Offel ( per abbassare la banda IV^ causa ch 24, 26, 30 troppo forti rispetto al resto ) sull'unica antenna UHF che guarda Barbiano, attenuato l'ingresso UHF del Teleco fino a portare il 24 a circa 100 dBuV, tenendo così la saturazione abbastanza lontanuccia, e ottenendo così un discreto segnale anche sul 49, dal mer praticamente non degradato rispetto a quello che vi era in antenna.

Arrivo giù e tutto andava ovviamente "a palla", poi mi ero tenuto il vecchio centralino, così da farci un articolino . . .


Veduta senza il coperchio con incastro a molla.



Targhetta esplicativa delle caratteristiche, manca solo il consumo in watt, che ipotizzo per l'epoca attorno ai 10 - 15, anche perché ha delle resistenze all'interno che scaldano non poco, e come transistor finale UHF monta un Siemens BFT 98 650 fissato a massa per dissipare meglio il calore . . . oh, il tutto funziona ancora egregiamente, perfino gli attenuatori, lineari come nuovi, escluso quello di banda III^, che è spalato e gira un po' a vuoto . . .

Certo che montare un centralino di questa potenza, per soli 8 appartamenti, era un'esagerazione comunque . . . era più indicato per il grande condominio.

Poi, L. B. ( larga banda ), semmai "multi banda" o "multi ingresso", i larga banda sono quelli che hanno un ingresso UNICO, con al massimo le due regolazioni separate per VHF e UHF e l'amplificazione magari pure, o anche amplificazione a larga banda totale ( 40 - 860 MHz ), con un attenuatore unico in ingresso o due ( VHF - UHF ), a seconda del modello.

Questo addirittura, era ad amplificazioni VHF - UHF separate, cioè dal comportamento qualitativamente migliore, di quello invece offerto da un mediocre L. B. ad amplificazione unica / totale, per l'intero spettro RF TV.

Per esempio, le "sotto centrali" o "sotto stazioni di rilancio", sono tutte dei "larga banda" di qualità ad ingresso unico, con amplificazione e regolazioni SEPARATE, perché devono essere "trasparenti" a qualsiasi segnale VHF / UHF, proveniente dalla centrale di testa / pilota.

Se mi arriva un cavo unico, con tutti i segnali elaborati e livellati dalla centrale pilota, come faccio a servirmi di "questo" centralino, definito " L. B." ? ? ?

Mi devo procurare un demiscelatore a 3 uscite con B^ I^ - B^ III^ - UHF, e poi entrare nei tre ingressi su cinque di cui dispone, ignorando i due di B. IV^ e B. V^ che hanno il "buco" sul ch 36 . . .

Alla fine vedo tutti i canali / mux lo stesso, però la definizione di "larga banda" è ( era ) appunto in questo caso impropria e fuorviante al tempo stesso.

Adesso gli amplificatori con un solo ingresso e l'uscita, vengono definiti giustamente "amplificatori di linea", e possono avere le due regolazioni solite VHF - UHF, o addirittura tre: VHF - IV^ . V^, come in alcuni modelli dell'OFFEL . . . spero solo che, trattandosi di un'ampli di linea, il "buco" fra IV^ e V^ non esista assolutamente, ma abbiano fatto 21/36 - 37/60, poi noi ci arrangiamo . . .



Spettro in uscita senza alcun segnale sugli ingressi, praticamente è rumore, ma è tutto seghettato causa condensatore elettrolitico sull'alimentazione, completamente in perdita ( di prestazioni ).

Il picco a destra, è la solita LTE che non si abbassa neanche mettendo le tre resistenze di chiusura sulle entrate ( per me, in questi contesti, da sempre considerate all'atto pratico inutili ) UHF, V^ e IV^ + gli attenuatori tutti chiusi . . . si abbassa solo mettendo le due mani una sull'altra poggiate sopra la zona ingressi ( a coperchio levato ).


I 5 ingressi, il led rosso di accensione e il vecchio condensatore sostituito da 50 volt - 1000 uF(M) con uno dalle stesse caratteristiche e incredibilmente marca: ELNA.


Risposta sull'ingresso di IV^ con marker sul ch 36, e segnale in ingresso della discesa dei moduli UHF tutti a cavallo dei 63 dBuV.


Risposta sull'ingresso di V^, lo "spartiacque" è il ch 36, che ci rimette in entrambi gli ingressi . . .


In UHF, ragazzi, l'eccellenza italiana di un tempo, amplificazione media ( guadagno ) di 39 dB sul dichiarato "maggiore di 36" !

33 Anni e non sentirli, una "roccia", 2,4 Kg di peso, faccio fatica a tenerlo su con una mano, una serie credo prima degli chassis in pressofusione, che io che son quasi vecchio, non ho mai visto in vendita . . . e va quasi meglio di uno nuovo . . . è rimasto lì attaccato al muro per oltre 3 decenni, ha sopportato distacchi e sbalzi di tensione, fulmini nei paraggi, impedenze in - out non proprio ortodosse ( serviva ultimamente un PP 12 e due PP 14 lì nel sottotetto, per fare gli 8 utenti ), 4 + 8 dB di attenuazione, cioè 12, ci sarebbero dovuti andare 2 CAD 14 ravvicinati con montante chiuso in uscita, ma per questioni di tempo, budget, e 2 dB di perdita in più, non ho voluto rischiare sorprese, ma era tecnicamente da fare, così anche i "casini" in casa degli 8 condomini non si ripercuotevano fra di loro.

L'ennesimo pezzo d'Italia manifatturiera che non c'è più . . . si sente già dire in giro: quando c'era l'Helman . . .

Il marchio "HELMAN Elettronica" è stato assorbito dalla BTK TEL Srl, che continua a produrre il materiale d'antenna con gli stessi standard qualitativi.

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22 / 11 / 2013


Pranzo a Monte Calderaro offerto da TELEROMAGNA, con visita agli impianti di Monte Grande.


Purtroppo, mi scuso per essere stato assente per la seconda volta.




Il tecnico dell'alta frequenza di Teleromagna Luigi Pambianco, e il rappresentante dell'Emme Esse per l'Emilia Romagna e Toscana, Gian Nicola Giovannini.


Ristorante normale, mica come quelli frequentati dai politici.



Mauro Macchiavelli e un suo amico con Billy Clay.



Pranzo...



Su a Monte Grande con il naso per aria.



Elio, da dove vieni ? . . . Hai trovato il bagno ? . . .



l'Incompiuta


Venerdi 22 novembre alcuni di noi si sono ritrovati alla trattoria La Quercia di Montecalderaro. Il programma prevedeva un buon pranzo (gentilmente offerto da Teleromagna) e la successiva visita agli impianti trasmittenti di Monte Grande. Nell'occasione, sono stati dei nostri oltre che ben 2 tecnici di Teleromagna, anche il (quasi) ex tecnico ripetitorista di Ferretti, Mauro Macchiavelli. Ex perchè ormai sulla soglia della pensione, visto che lascerà l'attività a fine anno.
Ovviamente a tavola l'argomento principe è stata l'alta frequenza, e non poteva essere altrimenti, ma le chiacchiere non hanno impedito di "ingozzarsi" al limite del possibile. Tutto MOLTO buono, penso ci ritorneremo.
Il pomeriggio, purtroppo con un tempo pessimo e molto freddo, la seconda, interessantissima parte: la visita sul campo. Alla fine di una stradina tutta buche (Davide avrà maledetto di aver preso la sua auto!) arriviamo in uno spiazzo in leggera pendenza. Mai visti tanti tralicci tutti assieme, piccoli, grandi, enormi, uno persino...incompiuto. Luigi Pambianco ovviamente fa da cicerone, indicando le proprietà dei "ferri". C'è veramente di tutto, dall'emittente televisiva privata a quella Nazionale, dall'emittente FM fino agli impianti militari. Da rimanere a bocca aperta. Infine, apre la porta di due "casette" e ci mostra le apparecchiature di trasmissione, raccomandandosi di non diffonderne le foto. Da notare l'ordine maniacale in casa Teleromagna, non un filo fuori posto, tutto pulito ed ordinato. Non si può dire la stessa cosa di un altro container di cui ometterò la proprietà per pura pietà: un vero casino!
Praticamente la cima del monte è occupata da una serie di tralicci con relativa casetta, di tutte le fogge e di tutte le dimensioni. Stranamente quello Mediaset non è il più alto, di fianco a quello GTV sembra un nano. Ci viene spiegato che ora è anche più alto di prima in quanto i pannelli sul fianco della struttura sono stati sostituiti da un torrino che ne ha alzato la quota. A lato si notano dei pannelli indirizzati verso Bologna, ma dovrebbero essere staccati. In casa Teleromagna la cura si nota ovunque, addirittura i cavi di acciaio delle controventature sono coperti di grasso marino!
Il freddo è micidiale, l'unico punto dove si sta benino è sotto alla fuoriuscita dell'aria calda degli impianti di raffreddamento. Decidiamo quindi di rientrare. Bella giornata, da ricordare.

Cesare Celin


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