268. Nei canali HD 501 e 506 c'è "più immagine". 


Non si guadagna in basso, ma sopra, a sinistra e a destra sì, quindi preferisco assolutamente le immagini di destra.




Anche Italia 1 HD è uguale, ma non sono i TV, è così con tutti.

Lo faceva anche LA 7 quando c'era.




Storico cavo Offel con dielettrico espanso, direttamente paragonabile all'FMC 00399 . . . attenuava pochissimo.




Il KT 2/3/4 si metteva alla fine di una serie di FD 2/3/4 passanti, e chiudeva la "colonna" ( questo tanti anni fa ) .




All'interno, oltre alle resistenze di prelievo ( arancio - blu - marron ), vi erano in aggiunta, proprio quelle fra i morsetti neri e la massa ( marron - nero - marron ) e pure fra il morsetto d'arrivo verde e la massa ( marron - arancio - marron ).

Il sistema di chiusura ottimale di una colonna di derivatori resistivi, si calcolava in relazione a "com'erano" costruiti lungo la linea questi prelievi resistivi ( valori delle resistenze ) , io sono arrivato che oramai c'erano gli induttivi direzionali e quindi conosco solo la chiusura a 75 ohm.




Il partitore a 2 uscite per eccellenza dell'epoca .




L'articolo "PP 2" quindi, in passato esisteva già, strano che la Fracarro si sia ripetuta nel ribatezzare un'articolo relativamente nuovo ( fino a 2400 MHz + passaggio della c. c. e blindatura tostissima ) con una sigla già usata in passato .




La storica presa TV "magic" della B Ticino "passo 13" ( 60 ohm ) .


Il contatto di massa con lo spinotto "13", era assicurato dal quel pezzo di metallo ricurvo visibile superiormente e studiato apposta con una molla di spinta "long life" + "un fine corsa", e nella parte opposta non vi era contatto metallico.

Dopo questa presa "passo 13", fu la volta di quelle "passo 9,5" femmina "dirette" a perdita zero e passanti resistive da - 20 dB, entrambe con sul retro 3 viti, una centrale e le due dei due schiaccia calza.

La zero dB aveva il morsetto di centro con la plastica attorno di colore blu, quella da - 20 dB mi sembra nero e comunque a parallelepipedo intero a tre misure ( larghezza / altezza / profondità ), e conteneva due resistenze, una di prelievo e una verso massa ( proprio come la presa di prova - 20 dB Siemens ).

Poi fecero quella a 4 viti ( passante induttiva direzionale ) di cui ho già parlato nel blog.




La presa era pronta se veniva utilizzata come "semplice", cioè derivata / diretta, se invece ci serviva una "passante", bisognava costruirsela saldando assieme quelle due appendici col forellino, farci arrivare le "anime" dei due cavi ( arrivo e partenza, senso indifferente ) nei fori delle due viti in primo piano, poi dalla saldatura, si faceva partire una resistenza calcolata secondo l'attenuazione che serviva in quel punto dell'impianto, per poi collegarla alla terza vite laterale che corrispondeva al "centrale" della presa davanti.

Una delle resistenze più alte impiegate era la 820 ohm.

Ecco pronta una "presa resistiva passante".

La terza appendice in fondo, che è lo stesso contatto di massa dello schiaccia calze, serviva per la resistenza di chiusura che andava messa nell'ultima presa della catena, quindi nella "finale" / "terminale" se ne vedevano due: una di prelievo e una di chiusura fra la saldatura di prima ( montante ) e la "massa".




Quando si voleva la presa diretta e basta, l'anima del cavo si piegava subito dentro al primo buco, per poi essere serrata dalla vite in primo piano.

In realtà, dentro alla presa non vi era nulla, se non un contatto diretto fra questa vite e il cilindretto centrale sul davanti ( presa polo caldo ) .




Negli anni, mi sono trovato queste prese, montate nei modi più disparati:

1 ) Arriva un solo cavo, e dopo il contatto di calza sotto l'apposito morsetto, il dielettrico con dentro il centrale prosegue, e l'anima s'infila a caso in uno dei due fori lontani ( che fanno capo al nulla ).

Così collegato, incredibilmente per induzione, "passava" in presa sul davanti un discreto segnale, tanto che un giorno ne "sbragai" una per vedere il perchè di un così tale risultato . . . non me lo spiegai allora, come non me lo spiego adesso ( mega induzione ??? La bachelite teneva tutto il segnale lì dentro ??? ).

2 ) Arrivano i due cavi, le anime entrano nei due fori in fondo, c'è la saldatura che unisce le due appendici . . . e nulla più ( no resistenza di prelievo, ma almeno, segnale del montante che prosegue ).

Anche lì, un po' di segnale per induzione !

3 ) Arrivano i due cavi come sopra, ma manca adirittura la saldatura fra le due appendici . . . ciao montante che prosegue . . .

4 ) Arrivano i due cavi ( aridaje ), e le due anime, entrano insieme dove c'è la vite centrale ! ! !

Poca perdita, ma impianto sbagliatissimo, come un groviglio di cavi !

Tipo d'impianto battezzato da me "Boccia", dal cognome del cliente, che ne aveva uno proprio fatto così in tutta la casa.

Allora un giorno in casa da un'altro cliente, esordii dicendo al collega: la presa che hai "aperto", è montata bene o alla "Boccia" ? . . . ( pausa di silenzio ), e il cliente che era lì fa: scusi, cosa vuol dire "montata alla boccia" ?

Sssssch, sono cose nostre . . . poi gliel'ho spiegato . . .

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