259. I derivatori ad attenuazione di prelievo "lineare" Fracarro "CD 142" e "CD 144". 
Non pochi anni fa, la Fracarro affiancò ai suoi famosi derivatori ad "attenuazione differenziata per bande" ( la serie CAD a morsetti schermati, quelli che ho io in casa, -27, -18, -14, -14 ), un'altra serie esternamente uguale, ad "attenuazione lineare / fissa / costante per tutto lo spettro 40 - 860 MHz", cioè, se erano prelievi da - 14 dB, erano sempre quei 14 tanto nella banda I^ quanto sul finire della banda V^, questo per allinearsi si vede agli altri costruttori, diverse esigenze, o a nuove norme europee.

Esistono poi anche altri modelli della serie con maggior attenuazione, e sono:

I CD 201-202-204 da - 20 dB a 1 / 2 / 4 prelievi, poi i CD 261-262-264 da - 26 dB, sempre da 1 / 2 / 4 prelievi, così si può fare un bel "montantone" unico giù per la scala di un palazzo molto alto, equilibrando meglio da cima a fondo il segnale prelevato ai piani ( -26, -26, -26, -20, -20, -20, -14, -14, -14, -10 = " CAD 104" ) cosa che con 10 CAD in serie tradizionali non si può ottenere, il segnale calerebbe inesorabilmente man mano che si scende verso il basso, arrivando comunque agilmente al primo piano, ma negli appartamenti in cima, ci sarebbero segnali veramente troppo forti alle prese.

105 dB in uscita dal centralino - 14 del CAD 14 = 91, 91 - 5 di perdita cavo = 86 dB, troppi in assoluto.

Invece con sempre 105 dB in uscita, ma - 26 del CD 264 = 79, 79 - 5 del cavo = 74 dB circa alle prese degli appartamenti dell'ultimo piano.

Il fatto che riguardo al modello "CD 144", vengano fornite due misure in dB per ogni banda, sul parametro "separazione fra due uscite derivate", significa FORSE che, la prima fa riferimento alla separazione che si ha fra le due uscite adiacenti / ravvicinate ( magari ottenute con un semplice split da -4 dB come nei derivatori NON ad "alta direzionalità" dell'Helman ), mentre la seconda si riferisce alla separazione tra una di queste due appena menzionate, e UNA a caso delle altre due gemelle che stanno dall'altra parte del derivatore.

Il CD 142, avendo solo due derivazioni, può dare solo un valore di separazione fra le due uniche "porte" sulle 4 bande ( I^-III^-IV^-V^ ).

Difatti, la scarsa separazione tra le adiacenti ( 13, 16, 18, 18 ), portererebbe a pensare proprio all'impiego di un semplice "split".

Quello che mi meraviglia però, è il valore di separazione fra non si sa cosa ( 21, 27, 35, 40 ).

Io a suo tempo ne aprii subito uno, ed era totalmente differente da un CAD ( ovviamente ), e non mi par di ricordare che ci fossero degli split sulle uscite adiacenti . . .

Adesso ne ricompro uno per tipo poi faccio le foto !



Interno del CD 144.




CD 142.




CD 142.


Eccomi qua, ho aperto il CD 144, vi è un derivatorino a un prelievo molto dolce, questo prelievo va a uno splitterone a 4 vie chiuse con 4 resistenze verso massa, ed è per questo che la prima indicazione sulla separazione non è elevatissima.

La seconda indicazione sarà "l'attenuazione inversa", cioè immetto segnale in una derivazione e misuro sul montante ( in ingresso o in uscita cambia poco, è un filo diretto che fa un giro dentro a un cilindretto corto di ferrite ) quanto mi esce, così sò quanto un'eventuale disturbo a ritroso mi può influenzare la linea.

Ho aperto anche il CD 142, ed è talmente semplice, che forse l'attenuazione di prelievo coincide con l'attenuazione inversa, e sarà per quello che la Fracarro mette la misura solo sull'attenuazione di prelievo.

Io paragono una montante ( di derivatori in serie o una colonna di prese passanti ) a una "pentola a pressione", cioè finchè c'è il coperchio chiuso, otteniamo lo scopo che è quello di cuocere in minor tempo sfruttando un principio fisico, se lo togliamo vanifichiamo il tutto.

Nel cavo che fa da montante, l'impedenza in gioco deve essere rigorosamente mantenuta sui 75 ohm, e questa la si ottiene o mantiene solo inserendo un "carico resistivo" alla fine del cavo, cioè all'uscita dell'ultimo "utilizzatore", presa o derivatore che sia.

Senza la resistenza, è come se un po' l'impianto si "sgonfiasse", sulle derivazioni noteremmo dislivelli anomali e "buchi" di frequenza variabili a seconda delle lunghezze dei cavi, creati da un forte "disadattamento di impedenza" sulla linea montante.

Molti anni fa mi capitò solo di rifare una piccola distribuzione di tre CD 142 in verticale su due scale, e man mano che ricollegavo gli appartamenti, andavo in casa per vedere se tutto funzionava, e ricordo che il "D" di Rai Uno analogico era orrendo, per il semplice fatto, che non ero ancora arrivato in fondo a montare l'ultimo CD con la resistenza di chiusura a 75 OHM.

Solo quando serrai la "CR 75", il "D" ridiventò bellissimo . . . senza quella vi erano dei "buchi" di segnale ovunque, un macello, bisognava esserci di persona, per vedere cosa effettivamente comportava lasciare aperta una linea montante di "CD".

I CAD erano molto più tolleranti sotto questo punto di vista, anche se andavano ovviamente "chiusi" pure loro.

Da allora, a parte i CD 11 e i CD 12, gli altri modelli con maggiore attenuazione, non li ho mai più comprati, sono rimasto fedele ai CAD, ma se uno fa tutto a CD, non succede niente, vanno benissimo lo stesso, basta ricordarsi di "chiudere" tutti gli ultimi . . . con la resistenzaaaaaaaaaa ! ! !


Grazie ad Andrea e Giuseppe.

Un grazie particolare a Masterone che mi dà quasi sempre il primo "5" a prescindere !


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