255. "Scelte di vita". 


I "fantasmi" negli impianti tv a volte si presentano, ed è compito dell'antennista farli sparire.

Nello strumento è saltato fuori quello del mitico che sembra dire: cos'è quel coperchio al posto della presa diretta, passo 13, non schermata, che avevi montato trentun'anni fa ?




E' un mio "brevetto".



Vuoi che io dopo aver posato quasi 30 metri di cavo Bieffe da "sciuri", da camera mia fin quaggiù in sala, lo vada a tagliare per rimetterci una presa che non serve praticamente a una "mazza" ?

( Il cavo proviene sempre da un prelievo di un derivatore Fracarro, mod. CAD 14. )

I vantaggi rispetto al montaggio di una presa "diretta", "semplice", "derivata", "a perdita zero", ( i cui nomi si riferiscono allo STESSO tipo di presa, le altre sono le "passanti" ad attenuazione differenziata o fissa, e le "terminali" che invece chiudono il circuito inserendo nel morsetto d'uscita, una resistenza apposita da 75 ohm, e si usano per linee di prese in serie concatenate l'una all'altra ) . . . sono:

1 ) Perdita di connessione ( 0,2 / 0,5 / 1 dB ) INESISTENTE ( impossibile ).

2 ) Possibilità di falsi contatti futuri, ( viti della presa, contatto maschio - femmina / centrale - massa, viti dello spinotto, cortocircuiti fra calza e conduttore centrale, o nella presa o nello spinotto ) INESISTENTE ( impossibile ).

3 ) Guasti futuri interni alla presa ( saldature dei contatti del condensatore di blocco C. C. ), INESISTENTI ( impossibili ).

4 ) Grado di schermatura = Quello del cavo impiegato, che è superiore a quello della presa che avevo prima di sicuro.

5 ) Impossibilità di sbagliare l'aquisto, sul tipo di presa da impiegare ( questo per i neofiti ) . . .

Dovete però sapere, che dietro a quella presa a muro vi è l'esterno lato sud, cioè via Castiglione con Barbiano quasi in vista ottica di fronte, e non so se mi spiego . . .

Meglio avere un cavo DIRETTO con spinotto terminale schermato, a scanso di qualsiasi "fantasma" di funzionamento anomalo, causa intrusioni di segnale dall'esterno, indesiderato ( non ultimo, i futuri segnali LTE ).




Avevo 22 anni nel 1981, quando feci la mia prima antenna di casa condominiale, e sbagliai pure a scrivere "receiver" ( fu un "lapis" ) .

La 90 elementi UHF era una Gorenje - Elrad, slovena, distribuita dalla Philips, leggerezza e gran guadagno, ma rapporto A I scarso, causa riflettore un po' ridicolo ( E' quella che ho in mano nella foto di apertura del sito ) .

Poco tempo dopo accesero i "verticali" da Castel Maggiore ( sgrunt ), e rimasi per una vita nell'impossibilità di monitorarli, sia loro che il 65 analogico di Rai Tre da Casteldebole ( che vidi nel 2005, arrivarmi effettivamente DEBOLE ).

Quando dopo 24 anni, nel 2005 rottamai tutto, il riflettore era oramai ridotto a carta velina causa ruggine, e il cavo FMC 00399 si era già del tutto semi-interrotto nella curva volante di rotazione del rotore Channel Master.

Quindi fui proprio costretto a rifare l'antenna, nel momento in cui il DTT era da poco comparso all'orizzonte ( ch 51, ottobre 2003 ).

La "11 D" Fracarro . . . che antenna ! Guadagno 12 dB, 3 in più della "6 D".

Molti canali di V^ erano all'Osservanza, allora avevo sul palo un MEF 48 per Rai tre, il D e il G avevano 2 passacanali della Teko a innesto e si miscelavano tramite un "T" entrando nel VHF del mix Fracarro "M 54 V", poi c'era la IV^ di Barbiano, il tutto in un div 3 Teko "SP 375" ( differenziato: -3,5, -7, -7 dB ) per le tre discese dei 3 appartamenti, poi io in casa avevo come ampli il 20 dB della Teko . . .

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