224. Vicissitudini ... 

Quando uno sa dove vuole arrivare, sapendo quali bande verranno utilizzate per il DTT ( solo III^, IV^, V^ ), butta giù uno schizzo di come dovrà essere un'antenna dalla versatilità a prova di futuro ( maggio 2005 ).


Derivatore resistivo classico a 2 prelievi ( 2 uscite derivate per 2 prese nell'appartamento ). Sarà materiale di circa 35 anni fà, ma non so qual'era la marca, sembra Elciv o Siva.

Ne ho smontati diversi in un condominio di 15 appartamenti, dove stavano rifacendo l'intonaco e si erano tartassati i 3 montanti sotto traccia in tubi corrugati di "11".

I tubini entravano e uscivano dagli appartamenti, e in casa vi era una scatola murata 10 x 10 contenente questi derivatori, magari differenziati come attenuazione per piano. Inutile dire che i 3 terminali del piano rialzato, chissà da tempo che fine avevano fatto !

Sono andato a comprare 250 mt di tubo del "20" così i muratori, partiti a "randa" con le 3 tagliole, non sarebbero stati fermi subito dopo.

Nel frattempo mi sono prodigato a fare la distribuzione nuova parallela nel sottotetto, lasciando momentaneamente in funzione la vecchia: interrotto montante subito dopo l'uscita del finale, con frutto presa "T4" Teko controllata ad occhio ( che è un pertitore a 2 ), ho fatto il pezzo di cavo con spinotto inserito nella presa e partitore nuovo da meno 6 dB Mitan a 3 uscite, ho inchiodato i 3 cavi montanti fino in zona dove scendevano prima i vecchi, ho messo un cad 12 e un 14 chiuso per ogni linea, e così avevo il segnale pronto su 18 morsetti per i 5 x 3 = 15 tubi che a breve mi sarebbero spuntati nel sottotetto.

Fermati i 15 tubi dai muratori, in prossimità delle vecchie entrate, abbiamo infilato dal sottotetto tutti i cavi, calcolando che arrivassero fin dentro casa.

Una volta in casa, dopo aver sfilato i vecchi cavi e aver allargato un foro dei 2 esistenti dentro alla scatola con la punta di 22, si faceva passare il tubo col cavo già dentro e segnale presente, si collegava le linee esistenti con all'occorrenza un div 2 o pp 13, e si dava un'occhiata se tutto funzionava, ma al primo collegamento era sparito il "D", e gli altri canali dell'UHF erano in numero minore nelle stanze più lontane.

Così per tutti i condòmini a seguire, allora li tranquillizzavo dicendo che prima possibile sarei andato su a scoprire cos'era che mi dava quella miseria abissale.

Difatti, il giorno dopo ho indagato facando una misura su un cad, e c'erano 35, 40 dB appena, ho provato in uscita dal finale e ce n'erano 100 sul D e 106 sul mux più alto dell'UHF.

Allora non poteva che essere il div 3 della Mitan ad essere in fallo ( come avevo sospettato fin dall'inizio ), difatti misuro e mi attenuava 50 dB sul D in tutte e tre le uscite . . . MAVAFFFANGALA, ne capiterà uno su 1000 di fallati da nuovo, va a capitare proprio in una fase lavorativa dove lo strumento non è indispensabile e l'avevo lasciato in furgone, eravamo su e giù per appartamenti e ponteggio a cercare di concluderne il più possibile, cosa vuoi stare a misurare che a fine collegamenti gli darò pure quei 4 dB in più della divisione provvisoria dei 2 impianti nel sottotetto . . . Va a fér dal pépp, Mitan cinàis ta ni èter.

Vicissitudini che capitano a chi lavora . . . a qui chi stan al guéren, nò ed sicur !


Coperchietto posteriore ( introvabile per anni ).


Le due resistenze all'interno da 150 ohm.


Catalogo Elciv 1968: Prova che le antenne a pannello esistevano già. Ehi, ma erano delle 21 / 60 = Ready for "scans LTE".


Gli onesti dati dichiarati di un tempo . . . Adesso ci aggiungerebbero: Ready for DTT HD and T2.

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