189. Me la voglio ricordare così ! 


Aveva compiuto 86 anni il 23 d'agosto, sabato 24 settembre avevo preso per lei un piccolo spiedino di carne, forse non l'aveva masticato bene e gli era rimasto sullo stomaco.

Alla sera mi chiama e mi dice che è dal pomeriggio che ha dei dolori nel basso ventre, e mi chiede di mettergli il termoforo, passa il tempo e sta sempre peggio fino a che non comincia a metter fuori, però il male non passa come le altre rarissime volte.

Allora anche su sua richiesta, a mezzanotte chiamiamo l'ambulanza, vado dietro con la panda al pronto soccorso del Sant'Orsola, codice giallo, in seguito si scopre che ha una pancreatite acuta, calcoli alla colicisti, un focolaio ai polmoni ( ma quello sotto controllo da anni ) e poi c'era il problema del misterioso sangue nelle urine.

Detto così, il quadro era poco rassicurante, ma lei andava sempre con il suo solito tran - tran, si reggeva sempre per un pelo in piedi, in quelle rare volte che cadeva bisognava alzarla di peso puntando i suoi piedi contro i miei, con una fatica boia per rialzarla e che poi le gambe la tenessero fino a farla sedere . . .

Ricoverata, flebo di diversi tipi, anche quella grande per nutrirla, poi lei non stava più male come quella sera, si stava in una situazione d'attesa senza particolari apprensioni.

Il pensiero era però, se me la ridanno a casa anche guarita, ce la farà a stare in piedi dopo diversi giorni di letto quasi immobile?
Soffriva di mal di schiena da anni, dovuto a una vertebra scivolata su un'altra.

Il 4 ottobre che era festa, ero andato a trovarla alla mattina, a mezzogiorno, e alla sera fino alle 20 e 15, poi l'ho salutata sempre con l'incognita al 50 %, tornerà o non tornerà?

Il suo aspetto era sempre quello e quella sera mi disse di avere un po' paura, e io dissi, ma noo, aspettiamo a vedere che ti sistemano, anche se io non vedevo miglioramenti, e comunque andai a casa come le altre volte salutandola.

Alle 5 e 45 della mattina dopo, mi telefona il medico di turno e dopo avermi chiesto se ero il figlio di Franca Mazzanti, mi dice: devo comunicarle che sua madre è deceduta poco fa . . . io ricordo, mezzo assonnato, di aver risposto un'incredulo "accidenti ? ! ?" . . . adesso arriviamo . . .

Arrivo là, era ancora un po' calda, in uno stanzino da sola, io proprio al 100 % non avevo realizzato, allora l'ho presa meglio che se fossi stato fresco e riposato . . . gli ho alzato una palpebra e l'occhio guardava dritto . . .

Mentre aspettavamo gli addetti, ha fatto in tempo a raffreddarsi veramente, lì sembrava che dormisse, e le testimonianze della camera e degli infermieri, concordano nel dire che fino alle tre era viva, perchè ha chiesto di spegnergli la sua luce che voleva provare a prender sonno.

Quindi ha avuto un cedimento "peso", speriamo proprio nel sonno, dovuto a cosa, non abbiamo indagato . . .

Arrivare a casa e non averla più laggiù, in uno dei suoi 3 vani: camera da letto, cucina o bagnetto, è sempre una cosa irreale, mi passerà, anche se ha fatto tanto per me in 52 anni della mia esistenza, e io stavo contraccambiando facendole il bagno e tutte le altre cose di cui aveva bisogno . . .

Grazie per sempre ! Tuo Claudio.

Grazie a tutti per le condoglianze e i sinceri pensieri.

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