A momenti mi dimenticavo di "questa" ! 
Aah, la vecchiaia che avanza . . .

Circa a metà degl'anni '80, in un afoso sabato di luglio, ero lì in cucina che avevo finito di mangiare, e mentre stavo guardando Rai due sul 28, mi accorgo che specialmente durante la pubblicità (che ha scene più dinamiche), le immagini avevano, a seconda dei contrasti, dei strani "trascinamenti" verso destra, tipo quando c'è troppo bianco, ma non era quello il motivo, fatto sta che vado in camera mia e lo metto a confronto col 25 di Venda (che in luglio ve lo raccomando), comunque era sufficente per una verifica, e difatti il 25 quello "scherzo" non lo faceva.

Stò lì ancora un po' per sincerarmi di non avere le traveggole, e visto che il fenomeno continuava, decido di telefonare alla Rai di Bologna, spiego il caso e mi mettono in contatto con un tecnico dell'alta frequenza, spiego anche a lui l'accaduto e mi fa: -Guardi, sono proprio qui a Barbiano, se viene su, ci guardiamo insieme . . .

Se viene su a Barbiano A ME ??? Che era il sogno della mia vita !!!
Ero più elettrizzato che se mi avesse chiamato su, Raquel Welch a . . . "braccia" aperte !
Vai piano Claudio, che è il tuo grande giorno, non t'impastare fuori porta proprio adesso.

Arrivo su, sbarra aperta (mai vista), seguo la stradina, e arrivo, varcando un cancello anch'esso aperto per l'occasione, ai piedi della palazzina che ospita tutto l'"ambaradan", salgo i gradini ... Permessoo, venga venga, ci scambiamo le presentazioni e ci mettiamo entrambi davanti a un monitor anni '60, ma dalla visione (!), e mi dice che quello che vediamo, è il 28 in uscita.

Aspettiamo un po', ("sta da vàdder, ca fag onna ed cal figurazi" . . . come dal dentista), invece no, arriva la pubblicità e il difetto si fa strada, allora lui cosa fa, avendo a disposizione 2 ponti radio, commuta sull'altro, e constatiamo che l'anomalia non c'è più, il problema è su uno dei trasferimenti in arrivo, e non in loco a Barbiano.

Uno dei due "ponti" veniva da Milano, (ecco quell' M 2 nel monoscopio irradiato negl'anni '60) l'altro non me lo ricordo. Scoperto l'arcano che avranno in seguito sistemato, mi fa da cicerone sui vari rack presenti in sala, e partiamo con quello di Rai tre E. R. ch 48,

- Questo è francese e raffreddato ad acqua ... , difatti c'era un secchio blu pieno d'acqua lì vicino, più in là, i 3 trasmettitori in disuso per l'FM (esteticamente datati), con però vicino, i 3 moderni, più nuovi e funzionanti, e dove eravamo noi prima, il 28 stagionato, con il suo "problemino", non dovuto però a lui.

I ponti radio che alimentavano il ripetitore del secondo canale erano 2, perchè se uno smetteva di andare, entrava automaticamente in funzione l'altro ... il tecnico si chiamava Zavalloni, ed era lo zio di un mio compagno alle elementari (il più bravo della classe), che ricordo mi disse all'epoca: - Mio zio lavora alla Rai ! Vent'anni dopo, ne ho avuto la conferma.

Tornai lì una seconda volta, ma non ricordo praticamente nulla, forse trovai tutto aperto e mi presentai a chi era lì a lavorare.

C'è da chiedersi che ci facesse Zavalloni sù al ripetitore di sabato, se non era per quella "pippa" lì, lui non sapeva nulla del difetto, sarebbe stato un grand'attore a fingere . . . ogni tanto estraeva una scheda posta in basso, messa verticalmente, ma dai collegamenti "collegati", e con un cacciavitino sembrava gironzolare qualche trimmer, ma come si può fare ciò senza strumenti di grossa importanza, sul monitor c'era sempre Rai due . . . (e cosa se no, era attaccato al rack del 28) Sembrava uno in pensione o in procinto di andarci, uno che non avesse più molto da dire, e perciò lì per nostalgia dei bei tempi, in un sabato di luglio in compagnia di un giovane, anche lui appassionato di RF . . .

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Nuova antenna da interni FR. 


Dopo il successo della Sigma 6HD, ecco la versione da interno denominata "Manina 2PHV" (doppia polarizzazione). Per il design, si è preso spunto dalla LPV345F, già nota agli antennisti . . .

A destra, una mia recente realizzazione, con in basso una loga puntata a metà fra M. Stoze e M. Venda.

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3 Stili di antenne. 

Struttura alta, con antenne in linea, sita in via Arno, fatta dalla ditta ZINI GIUSEPPE Bologna.
Antenna bassa recente, in via dell'Osservanza.
Catafalco alto 5 pali, innalzato parecchi anni fa col martinetto dal sottoscritto, su una casa di un piano e un "barattolo", in via Faenza 3. Se mi interpellano per l'E9, gli dico: -Aspettate il 24 !

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E per i fans . . . Ancora aneddoti ! 
Sempre ai miei inizi, prima dell''80, ci capitò di fare un'antenna per ricevere Svizzera e Capodistria in via Bergami a Bologna, alta sempre.

Allora, verso Corticella / via Byron, c'era l'ospedale Maggiore, quindi "miseria", dietro, verso "Monte Freddi" (Oggioli) c'era un po' di Svizzera (tsi) sul ch 50 (miseria 2).

Mentre eravamo lì che misuravamo con lo strumanto PreStel a lancetta (tipo tester o vu meter) 50 miseri microvolt (uV, non dB uV, che sarebbero stati 34), il grande Renzo, uno dei capi, mi disse:-Vuoi vedere come si fa a far crescere il segnale? -Vediamo (?) Prende il capo del cavo che andava sù all'antenna e ne taglia via un centimetro, poi lo rispela in fretta, e rimisuriamo ... era calato un pelo, ripete l'operazione, ancora un pelo in meno, così fino a che, a un certo punto comincia a ricrescere: 47, 49, 52, 55, 58, poi ricalava.

Morale, trovando un taglio di cavo dove quella frequenza "prendeva l'onda giusta di massima resa", si era propensi a pensare, che alla fine della fiera, si sarebbe pututa ottenere un'immagine meno annebbiata di quella riscontrabile, magari avendo proprio preso il taglio di cavo, sul minimo del segnale.

Alchè io, pignolo già allora, dissi: ALT ! E chi ci dice che dopo l'ingresso dello strumento, non vi sia (come sempre c'è) un "cavettino" schermato che collega l'entrata con "la faccenda" dello strumento dove l'onda proseguirebbe, sbugiardando il tuo "taglio top" . . . ehm, mmh, effettivamente . . .

Tello dicco iiio (Giorgio Bracardi) come bisognerebbe fare.

Prendi il tuo cavo, lo metti in un preamplificatore Teko 503, lo alimenti (ma siamo sui tetti), poi misuri a quanti uV sei arrivato, e infine fai i tagli di cavo entrando ogni volta nel "503", così sei sicuro di trovare il "taglio" giusto per il massimo del segnale.

Sì, ma come lo alimentiamo ? Ghe pensi mì (il premier).

Il giorno dopo, trovai un vecchio alimentatore retro - tv Fracarro, non quello grigio un po' spigoloso, quello stravecchio, più profondo e arrotondato col gancino in metallo.
Lo svuoto di tutto tranne il condensatorino fra i due morsetti, gli faccio star dentro 3 pile piatte da 4,5 Volt, che in serie fanno 13,5, lo doto di un microswitch di quelli tic - tic, che alla "pigiata", danno la tensione al morsetto con scritto "antenna", poi al rilascio, torna in posizione OFF, e lo completo con i due cavi, uno già spellato / pronto da collegare all'uscita del pre, l'altro, con lo spinotto adatto allo strumento.

Ed ecco l'alimentatore prova - preamplificatori "da tetto".

Lo usai per diverso tempo . . . Besstia, che mitico !

Poi a quei tempi, si usava anche portarsi un TV e prolunga luce sui tetti, ricordo un 20" BW Phoenix (industrie Formenti) e in seguito, un 14" Europhon rosso, alla fine comprammo l'UNA OHM col monitor (fantascenza !)

E un collega mi ha "confessato" di essersi trascinato in spalla, un 26" a colori LOEWE - OPTA . . . Ma come hai fatto a farlo passare dal lucernaio ? . . . . . . . ero su un terrazzo.

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"Puntatina annuale" a Barbiano 

Lato nord.

Vista da sud, seduto su una sedia, lì dal paletto "Barbiano 295 m"

Vista da nord.
Indicazione a metà fra RAI e Privati (sotto al quadrato bianco c'era una "M." . . . Poveri noi !).
Targa RAI WAY su dal cancello.

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