415. Filtri a innesto di passa banda terza "844 b3", e "passacanale D" TEKO. 

Spettro totale compresso, e si vede un po' di "pulviscolo" di FM sotto al 30, la banda III^ che va da 174 a 230 MHz, e staccato, il "gruppone" UHF Tetra + 21 - 60 + LTE fino a 821 MHz.

Quel pelo di FM rimane anche se tolgo alimentazione alla centrale.


Qui ho inserito il passa banda III^ prima dello strumento, ed è sparito tutto il resto, compreso il "pulviscolo" di FM che entrava da tutta la distribuzione passiva ( c'era qualcosa come 45 dBuV sulle emittenti FM più forti ).


Spettro completo espanso della banda II^ ( FM con solo dipolo verticale, 87.50 - 108 MHz ), il segnale più forte qui a casa mia è quello sui 103.10 MHz, ben 97 dBuV.


A filtro inserito c'è un calo di 41 dB, che non sono certo pochi.



Questo filtro si metteva quando si aveva già alcuni canali in banda III^, e non si voleva perderli mettendo magari un "passa D", o "passa G" soltanto, e il motivo era un segnale FM esagerato in antenna, causa di saturazione della sezione VHF del centralino non dotato di ingressi separati di banda I^ - II^ e quello di III^ ( ma solo un "VHF" complessivo ), e nel contempo non si aveva un filtro FM ( che invece TRAPPOLA l'FM ) . . .


All'interno c'è quello che serve per far passare il più possibile solo la banda III^ ( un passacanale largo 56 MHz ), ma ci sono casi in cui si hanno segnali di servizi sui 170 MHz, e lì sono dolori perchè non ce la può fare, farà qualcosa sui 144 MHz dei radioamatori.


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Filtro passacanale sintonizzato in D / E5, e venduto chiuso "dalla casa".


Si metteva per salvaguardare il ch D ( il RAI UNO ANALOGICO, ora MUX UNO ) da tutte le altre frequenze del "mondo", quando si era obbligati ad entrare nell'unico ingresso VHF del centralino, il quale andava in saturazione perchè vi erano segnali "disturbatori" molto più forti di lui.


Filtro aperto "in casa", per far vedere i due condensatorini variabili, che assomigliano come principio a quelli delle radioline AM. Le viti non hanno un fine corsa, girano sempre su se stesse variando però la capacità e quindi la taratura.




Il mio spettro di banda III^ al completo, frutto di 5 moduli TEKO a 5 celle ( 5, 6, 9, 10, 12 ).


Il ch 10 è il mux Triveneta che arriva da Monte Cero, che insieme all'E9 RAI del Visentin, a volte aumentando per propagazione, mi fanno compagnia.


Con taratura sul ch D / E5, passa anche l'E6.



Con taratura sull'E9 . . .



Con taratura sul Block 12B del DAB ( un quarto di H2/E12 ).


Sembra però che la costruzione del filtro, abbia privilegiato una maggior discriminazione degli altri canali rispetto al D, che non nel caso opposto di taratura in pieno del canale H2, nella quale si nota una maggiore presenza dei canali indesiderati.

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Aaaah Everardo, è un bene che salti fuori al momento giusto, perchè io posso arrivare fino a un certo punto, e l'importante è che quello che scrivo corrisponda a verità.

Spiega pure quello che a me manca, si arricchisce il blog, ciao e grazie.

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414. Il tempo passa inesorabilmente. 

Centralino fine anni '90, rimesso in sesto con la sostituzione del solito condensatore, adesso va benissimo che sembra nuovo.

Il taglio in UHF è il solito 21-36 / 38-69, ma la "discesa" della banda IV^ consente ancora il passaggio del ch 37, attenuato di 10 dB rispetto alla parte alta dello spettro, poi in banda V^ riprende dal 37 e risale fino a piena amplificazione.

Usando l'ingresso UHF, all'uscita c'è tutto lo spettro ( 21-60 + LTE ) più alto di circa 34 dB e non fa una piega.

Dopo diversi anni, adesso il prodotto è tornato validissimo.



Partitore a due vie resistivo del 1992 HELMAN.



Si definisce "stellare", perchè si può "entrare" da qualsiasi dei tre morsetti.


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Nel condominio dove abita Elio, hanno tutto Barbiano UHF + un modulo x il 57 di Retecapri, mischiati tramite un partitore Mitan a due vie rovesciato e usato come mix, prima di entrare nel finale UHF di potenza Teko MP 48.

Nel tempo, aveva avuto un tracollo del mux 59, perchè a Barbiano avevano ridotto la potenza verso est, e ultimamente avevano pure SPENTO il 39 di Suzzi.

Siccome Elio deve avere più mux possibili ( per poter aggiornare meglio la tabella della situazione bolognese, se no non ci capiamo al meglio ), mi son deciso a salire su per recuperare una stabile visione dei due mux praticamente assenti.

Senza neanche vedere il finale, ho misurato cosa usciva dal modulo del 57, gli ho affiancato altri due moduli TEKO a 5 CELLE presi dalla sfilza che c'era lì un tempo, gli ho tarati sul 39 e 59 sempre presi da Castelmaggiore, il pre Teko da 10 dB era sempre presente, e ho regolato i tre mux tutti attorno ai 64 dBuV, perchè di più da alzare "NON CE N'ERA".

Ho rinfilato lo spinotto di uscita dei tre moduli, e sono andato in cantina da Elio per il collaudo, risultato, tutti a 97 % di qualità con 39 resuscitato e 59 senza visione a quadretti, un successone, anche perchè disponendo di un'altro 59 buono, con un modulo dedicato, si riesce ad "asfaltare" quello più debole e malconcio.


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Nel caso ci si trovi, a voler VEDERE un 24 e 25 provenienti da altra direzione rispetto a quella dove, in una centralina programmabile si è già usato un CLUSTER per selezionare i mux ricevibili dal ch 22 al ch 28 ( ma mancano proprio il 24 e 25 ), come minimo bisogna disporre di un mix-trappola per i ch 24 e 25.

Lo si installa per far si che le due antenne diventino come una sola, l'uscita del mix andrà di nuovo dove entrava prima nella programmabile, e ci saranno così due frequenze in più rispetto a prima, sempre nel gruppo programmato per "selezionare" i ch dal 22 al 28 ( 7 max per cluster come solito ).

Altra soluzione: Antenna che entra in due moduli attivi di preselezione, un ponticello, resistenza alla fine dei moduli, l'altra antenna che entra SOTTO al modulo di sinistra, ponticello, e uscita che va alla programmabile, non è una sicurezza totale per via di una miscelazione poco ortodossa ( il segnale dato dai due moduli esce sotto a destra e sinistra, quindi una parte va anche nel cavo proveniente dall'altra antenna, e questo sballa un po' i due panettoni e l'impedenza in gioco ), ci vorrebbe anche il partitore rovesciato come da Elio, ma è un'alternativa per provare . . .

Da me per i tre mux extra 50, 56, e 57 presi da 2 direzioni alternative, va benissimo senza partitore.

Riferito alla discussione extra lunga sul DTT FORUM, come includere un 24 e 25 da altra direzione rispetto a VALCAVA che ha altra "ROBA" notoriamente di IV^ banda.

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Ti ringrazio Stefano, difatti io leggo molto le problematiche che compaiono nella sezione "discussioni tecniche" del Digital Forum, e questo blog nacque appunto per aiutare quelli che a loro volta, dovevano dispensare consigli utili a neofiti, appassionati, fai da te, antennisti alle prime armi, e vedendo suggerimenti un po' errati, decisi di dire la mia, e da allora ne ho scritte veramente tante.

Spesso anticipo i tempi sulle problematiche che verranno, vedi un 25 nuovo in tutta Italia, che complica non poco la sua ottenibilità in particolari condizioni di ricezione da altra direzione.

Come il 40 della RAI, che dopo un po', si è capito che se fosse stato un 34, sarebbe stato meglio per l'Italia intera.

In questo mestiere, che si fa sui tetti, nei sottotetti, sui pianerottoli, e in casa dai clienti, non bisogna essere ingegneri con i mocassini e i fiocchetti, ma comunque prima vengono loro, poi il tecnico ( ripetitorista ) dell'alta frequenza, poi infine l'antennista.

Ma mentre l'ingegnere e il tecnico dell'A. F. possono viaggiare insieme, l'antennista ( che credo non possa essere una "CIMA", se no era uno degli altri due ), è sempre solo lui che deve risolvere i problemi che hanno gli impianti di ricezione, e sono due mondi diversi, io praticamente non capisco le loro "strade" RF, ASI ecc. ecc., ma loro, è meglio che non mettano mano a quello che fa di solito un'antennista ( perchè non è il loro mestiere ), a partire dall'antenna per finire alla presa TV.

I trasmettitori irradiano segnale grazie a questi tecnici dell'alta frequenza . . . dall'altra parte della barricata ci sono gli antennisti, in mezzo l'etere con ostacoli di tutti i generi, colline, palazzi, alberi, SFN fatta male, LTE, disturbi elettrici impulsivi non del tutto eliminabili e scarsamente mitigabili, solo per citarne alcuni ( poi vengono quelli dal sottotetto IN GIU', che sono pure di più ).

Il materiale è buono, e non manca certo quello, sono i segnali dei diversi gestori, che sono stati trasmessi NON con la stessa veduta di idee sul come si deve "uscire" dallo stesso punto di trasmissione. Chi "spara" vicino e poi si ferma, tanto spingiamo molto dall'altra parte ( da 130 Km. ), chi sceglie di "sparare" all'orizzonte per poi registrare i "ritardi" opportuni per far funzionare al meglio l'SFN.

Il povero antennista ci va sempre di mezzo, sembra che sia lui l'incapace, quando invece il problema è a monte ( anche se era improponibile ridisegnare tutta una rete di copertura nazionale, per far funzionare meglio la tecnologia SFN ).

Adesso aspetto le lamentele degli "aficionados" di LA 7 quando passerà sul 25 . . . .

Prima ????? . . . LA 7 ????? . . . Sempre vista benissimo, mai un'interruzione !!!

Per migliorare la sua copertura, forse neanche sui tralicci della RAI, sarebbe potuta andare meglio di adesso, visto che sta andando su quelli di Mediaset . . . AUGURIIIIIIIIII !!!

Cominciate a meditare gente, cominciate . . .

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413. Quando la Fracarro "inventò" la serie "CAD" ( 1, 2, 3, 4 ). 
Ancora vintage, buono pure oggi, anche se non schermato.


Quando la Fracarro negli anni '70, abbandonò progressivamente i derivatori resistivi della serie "FD", da - 20 dB di prelievo e - 3 dB di passaggio, a favore di questa fortunatissima serie induttiva ad accoppiamento direzionale, il principio di allora, sta ancora continuando nelle vendite ai giorni nostri, nella versione ormai trentennale schermata dal nome CAD 11, 12, 13, 14.

Il circuito era lo stesso della presa TV passante "PD 80", con piccole differenze sui disaccoppiamenti, dovute alle dimensioni più ridotte del circuito inserito nella presa.

Questo CAD 1 l'ho preso da una distribuzione fatta in un palazzo costruito nel 1983, per metterci un CAD 13, perchè con gli anni si erano aggiunte due prese TV nell'appartamento, e c'erano dei NODI più un cavo "sotto" al morsetto del montante.



Il CAD 1: Rosso = IN, giallo = OUT, blu = DERIVAZIONE ad attenuazione differenziata per banda.

Quando iniziai a lavorare, c'erano proprio questi bei derivatori, e sono sempre stati i miei preferiti.


Specifiche CHIARE, come si faceva una volta ( per ZIO ! ).


Atten. si riferisce all'attenuazione che il segnale ( montante ) subisce, quando attraversa quel CAD 1 lì, e per i CAD a più prelievi, questa attenuazione si alza proporzionalmente, ma sempre di poco.

Per "SEPARAZIONE" ( dalla linea in questo caso ), s'intende l'attenuazione di segnale rispetto a quello che transita sulla linea montante che attraversa il derivatore, e cioè se ho 90 dBuV in arrivo dal cavo, che mi transitano in banda III^ ( 3 ), sulla derivazione ne avrò 18 di meno = 72 dBuV.

La Fracarro diceva che il "DISACCOPPIAMENTO" fra due prese ( due morsetti blu . . . che servono due TV ), era DATO da: il valore della separazione PIU' il valore del disaccoppiamento fra derivazione e uscita ( attenuazione inversa ), che nel nostro caso di banda III^ è di ben 38 dB dichiarati, quindi 18 + 38 fa 56 che è un bel valore . . . ma in UHF si scendeva a 46 nel CAD 11, 42 nel 12, e 40 nei 13 e 14, quando in quei lontani anni anche antecedenti, le norme erano arrivate fino a chiederne 48 !

Che poi, questo metodo di calcolo sul disaccoppiamento, espresso dalla Fracarro di allora, non mi ha mai convinto, e sarebbe credibile se si fosse riferito a due derivazioni di due CAD in serie, allora capirei meglio la presa in esame dell'attenuazione inversa . . .

Fra due inquilini che stanno, uno al terzo, e l'altro al quarto piano, mi sta bene che il disaccoppiamento sia più elevato, che a due attaccati ai prelievi dello stesso CAD.

Difatti, dalle mie prove passate, su di una derivazione di 14 dB di prelievo del CAD in UHF, immettendo segnale nel prelievo stesso, se ne avevano circa 28 di meno, misurati sull'altro prelievo vicino, quindi mica tutto questo disaccoppiamento elevato ( 42 ).

E fu appunto alla "prova del 9" fra due TV color del passato, totalmente incompatibili in banda III^ ( ch D su ch H in entrambi ), che il povero CAD si ritirò con la coda fra le gambe, non riuscendo ad eliminare del tutto, il disturbo "PESISSIMO" generato dagli oscillatori locali dei due TV, cedendo la corona al ben più quotato " - 26 db ad alta direzionalità" dell'HELMAN che fece una pulizia assoluta, e fu lì che crollò un mito sul vero disaccoppiamento utile che sarebbe servito in quel caso LIMITE.

Ma un solo caso limite in 40 anni, non pregiudicò la mia predilezione verso questi derivatori Fracarro, e quei TV non esistono più.

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Oggi però venerdì 13 - 11 - 2015, riprendo il discorso perchè avendo a disposizione un frutto presa passante da - 14 dB ( quello già visto notizie indietro ), ho capito bene il concetto di "disaccoppiamento fra due prese passanti".

La presa passante è un derivatore a un prelievo, al suo interno vi è un trasformatorino che attenua il segnale verso l'utilizzatore ( cioè dove ci attacchiamo lo spinotto del cavo d'antenna che va poi collegato al TV ) di 14 dB.

E siccome il prelievo è direzionale, se immettiamo segnale nell'attacco coassiale della nostra presa, e poi misuriamo cosa esce dal morsetto dell'uscita montante che andrebbe alla presa passante successiva ( l'inquilino di sotto per esempio ), ecco che vi è un calo netto di quasi 30 dB, e questa si chiama "attenuazione inversa".

Quindi, se quando accendo il mio TV, questo mi manda fuori dei disturbi nocivi verso la presa TV, intanto so che vengono attenuati di 30 dB verso l'inquilino che segue, ma se ne aggiungono altri 14 perchè quello di sotto ha anche lui una presa che attenua 14 dB, perciò 30 + 14 fanno 44 dB di disaccoppiamento fra le due prese, che è come dire fra i due TV.

E se il disturbo si pensa anche che ovviamente salga, il problema è identico perchè la mia presa attenua 14 dB misurati anche sul morsetto di "ingresso montante" ( che è quello che arriva dall'inquilino di sopra ), e anche lui ha 30 dB di attenuazione dai segnali che provengono dal basso, misurati qui a banco immettendo segnale nel morsetto di uscita montante della presa, e misurandolo dall'attacco frontale.

Il discorso non cambia, si è sempre abbondantemente protetti da 44 dB di separazione / disaccoppiamento fra le due prese TV, quindi è vero che bisogna sommare l'attenuazione di prelievo con l'attenuazione inversa per avere il giusto dato di protezione fra due TV.

Le misure le ho fatte sempre mettendo la resistenza di chiusura, alternativamente sui due morsetti della presa, ingresso e uscita montante.

A questo punto si capisce ulteriormente, che le divisioni dei cavi TV fatte "a mazzettature" di tanti cavi, tutti fasciati insieme con del nastro isolante, è un lavoraccio deleterio per qualsiasi discorso di partizione del segnale televisivo !

Impedenza a pallino e disaccoppiamento pure !

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Pista adiacente "cattura segnale".


Qui si vede bene che il segnale del montante corre in un senso, dal morsetto rosso a quello giallo, ma il segnale prelevato per induzione, sembra preso nel senso contrario, tenuto "controllato" da una resistenza verso massa da 75 ohm.
E' sempre stato così, anche nelle più vecchie prese induttive direzionali degli altri costruttori, è un sistema consolidato da decenni "fitti" ( 5 ).

Se uno si sbaglia e collega l'arrivo del segnale nel morsetto giallo, al derivatore che segue, cambia quasi nulla, ma nel nostro prelievo blu, le misure saranno molto sballate verso il basso ( con panettoni orrendi ), rispetto alla potenza e spettro che ci aspettavamo di avere.


Resistenza di chiusura verso massa da 75 ohm, a fine pista di prelievo.


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Nah, nah, nah, qui casca l'asino, la banda I^, grazie alle sue proprietà intrinseche, poteva sfoggiare visioni ottime anche con 52 dBuV di segnale analogico in presa, quindi quei - 27 dB di prelievo sulla montante, non mi davano mai visioni annebbiate quando guardavo RAI TRE ch 48 UHF, convertito in banda I^ VHF = B - 04 negli impianti di allora.

Se però la calza del cavo non toccava la massa del componente, non si vedeva quasi più un TUBO, quindi si capiva da lì, se avevi fatto tutti i collegamenti BENE.

I CAD non erano sbagliati, erano fatti apposta perchè nella distribuzione di un condominio, la banda I^ perdeva POCHISSIMO, e grazie al CAD la si ridimensionava quasi alla perfezione, poi si sa che le frequenze più basse, fanno più fatica a transitare per induzione nei derivatori, e perdono molto meno lungo i cavi coassiali.

Poi uscirono i CD 11, CD 12, CAD 102, 104, CD 141, 142, 144, CD 201, 202, 204, CD 261, 262, 264, ad attenuazione lineare x tutte le bande da - 10, 14, 20, 26 dB.

Così si ripassa la "storia" ( che non ho mai retto a scuola ).

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Davide, negli schemi della Fracarro, non compaiono mai partitori all'interno degli appartamenti, solo derivatori opportunamente terminati, quindi se ci sono 6 prese per appartamento, si monterà un -14 dB a quattro prelievi, seguito da un -10 a due "chiuso".

Poi, se ho 30 appartamenti in condominio, mi andranno 60 derivatori, ma se ci metterò invece 30 partitori a 6 uscite da - 10 dB, ai fini delle misure di collaudo, non cambierà molto, basta che siano quelli in pressofusione con attacchi "F" che non fanno "buchi", e che nel pianerottolo vi siano derivatori a scalare sempre buoni, con l'ultimo in fondo "chiuso".

E se devo scegliere fra partitori fuori e derivatori in casa, o derivatori fuori e partitori in casa, scelgo la seconda, almeno non mi "aprono" l'impianto principale manomettendo la distribuzione nell'appartamento, perchè la montante è chiusa in fondo nella scala fuori e non in casa.




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412. Le nostre case italiane non si fermano. 
Lavoro a Molinella centro, Via Marconi.


Dovevo fare un'antenna centrale x 5 appartamenti, che si volevano "staccare" dall'impianto ben più vasto, causa frequenti ammanchi di segnale serali, sui Mediaset da Velo Veronese.

Dopo i rilievi a varie altezze, ho messo quella su Velo-M.Stoze in cima, subito sotto quella su Barbiano, e più in basso quella su Monte Grande di Calderaro, perchè alzandosi peggiorava il mux sul ch.36, e poi si vedevano i trasmettitori proprio in direzione di una cella di telefonia mobile.

La scelta del centralino è andata su di un programmatore elettronico a 3 ingressi UHF, i soliti 10 cluster a disposizione, 5 dB di guadagno, e uscita che entra in un Teleco da 34 dB, poi attenuato pure lui.

La combinazione dei 10 cluster l'ho impostata 2-7-1.

Due per Barbiano, 4 per M. Grande, e 1 per M.Stoze.

Da Barbiano ho fatto dal 24 al 30 col primo cluster, il secondo solo per il 40.

Da M. Grande ho fatto dal 42 al 44, dal 46 al 50, dal 51 al 57, il 59 da solo, impegnando quindi solo 4 cluster, 3 sono rimasti inutilizzati.

Dato che da M. Grande NON C'E' IL 37, da M. Stoze col 10° cluster ho preso dal 33 al 38, così in un Samsung si sono acchiappati più di 440 canali, e non hanno i Mediaset che alla sera vanno via ( almeno speriamo ).

I tre Timb, non sono per niente bassi da M. Grande, e insieme ai Mediaset, hanno dei dati molto buoni, MER da 34, CBER alla -5 e via andare, migliori che da Velo.

Per le antenne, le solite R43Z (21-60) dell'Offel.

Forse dai ripetitori hanno migliorato la "questione" in questi ultimi mesi, chi lo sa.


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Nuovo "mix-trappola-passacanale" triplo, da parte di Offel.


Qui siamo di fronte alla soluzione: faccio passare insieme il ch. 24-25-26, poi il 30, poi il 40, tutti dalla direzione RAI, e dal lato "ingresso 21 - 60", vengono trappolati al centro il 24, 26, 30 e 40.

All'uscita mi ritrovo tutti i mux su di un cavo SOLO.


E' stato migliorato sotto tutti i punti di vista: componentistica SMD, coperchi più spessi e schermanti, connettori "F", attenuatori sui due ingressi d'antenna, due interruttori a slitta per eventuali telealimentazioni per preamplificatori posti a monte dell'Offel sul cavo proveniente dall'antenna, nuclei per tarature frontali, contenitore più robusto e totalmente ridisegnato . . .

A sinistra vi è l'ingresso 21-60 con i 4 nuclei variabili di "trappolaggio", "centrati" sul 24, 26, 30, 40, a destra vi è quello demandato a "passa mux", con le 3 coppie in verticale per la corretta sintonia, due per il gruppo allargato di 24 MHz 24, 25, 26, poi due per il 30 e due per il 40.

Le perdite di segnale sono sempre sull'ordine dei 5 / 6 dB per entrambi gli ingressi, perciò regolatevi.

Comunque, da questo prodotto si evince che è impossibile trappolare un 24 e 26, senza che un 25 nel mezzo non cali drasticamente, quindi anche con il vecchio modello a componenti "in aria", sarà stato lo stesso.

A questo punto ci arrangeremo sul posto, portando i due notch ( 24 e 26 ) sotto al 21, rinunciando a trappolarli, a vantaggio di un 25 che ci serve dall'ingresso 21 - 60, e che dalla direzione Barbiano RAI ( e privati deboli ), invece ci arriverà bassissimo ( parlo delle nostre zone a ovest e sud-ovest di Bologna ).


Veduta frontale senza coperchio ( spesso ) a pressione.



Veduta posteriore, anch'essa a coperchio asportato.



Spettro dei mux "passacanalati". Abbiamo il gruppetto 24-25-26, il 30, e il 40.



Senza toccare lo strumento e invertendo l'ingresso del mio segnale "full mux" da destra a sinistra, possiamo vedere dove i nuclei "trappolatori" singoli, hanno creato i loro "notch" lungo lo spettro.

I mux 24, 26, 30, e 40, sono andati giù a picco al centro del panettone, il 25 passa un po' lo stesso, il 28 e il 32 sono bassi e variabili già dal mio impianto.

Una "performance" da primo della classe ( anche nel prezzo, circa 90 euro ), però, tant'è, se ci vuole . . .


Con quello che costa, è un vero peccato metterlo fuori alle intemperie . . . se si può, è sempre meglio metterlo sotto al coperto ( anche per ritarature extra ).

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Aleeee, la 3B Elettronica in gran spolverooo!



Centralino multibanda con 2 ingressi UHF 21 - 60 e filtraggio LTE, da 30 dB di amplificazione, e telealimentazione automatica in presenza di preamplificatori a monte ( vicini o sul palo, non fa differenza ).


Ne ho subito comprato uno, e andrò avanti: costo interessante, amplificazione UHF molto lineare con buona "tenuta", in banda III^ mi ha fatto 34 dB, taglio LTE "gratificante" e ch 60 rimasto integro, max livello d'uscita: 118 dBuV, che con tutti i mux presenti si arriva a dei buoni 107, dopo comincia a saturare.


Zona LTE "tosata" . . . "alla Lucchetta" ( volleyball ).


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Torniamo sul "mix-passacanali-trappola" dell'Offel.


Sulla scatola c'è scritto "LTE ready" . . .



Spettro prima di entrare nell' ingresso 21 - 60, = tutti pari.



Spettro dopo all'uscita di centro: attenua come il filtrino coassiale "entry level" di Terra ( altra marca ), mah.



Monoscopio variabile di Rai sport 1 HD, nella lista dei canali di TivùSat.


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Ci ho pensato Davide, ma ero più preoccupato di riuscire a dare di più dell'impianto esistente da cui si volevano staccare che al resto, tenendo conto che ero nella bassa, poi erano solo 3 antenne in linea, non un gran studio.
Il programmabile era di quelli che montavi tu, ciao.

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Ah, allora Everardo, avranno riveduto anche il "TILT", per arrivare così bene, ciao.

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411. Come vedere se c'è "LTE 800 MHz" che arriva dal cavo d'antenna. 
I TV SAMSUNG e tanti altri, non possono farci vedere il livello in arrivo dei potenziali segnali LTE 4G a 800 MHz, semplicemente perchè non essendo emissioni in standard DVB-T, non vengono proprio considerati, neanche durante la sintonia manuale per CH singolo, come invece fa questo decoder visibile qua sotto.


Il ch 60 DVB-T dà potenza 70 e qualità 97, che sono i due fondoscala di questo tipo di decoder esterno, X-FAIT e molti altri.


Dopo il ch 60 UHF DVB-T, ci sono i 32 MHz degli EX 4 canali UHF da 8 MHz: 61, 62, 63, 64, che da un po' sono stati impegnati dai tre gestori telefonici per l'LTE 4G in Downlink, e hanno panettoni da 10 MHz ciascuno, quindi in totale 30 MHz, poi vi è l'ex ch 65 UHF rimasto libero da tutto.

Io come si sa, gli ho canalizzati nell'impianto modulare da tempo, quindi ne vedo anche la potenza, ma ovviamente non la qualità.


30 MHz di banda occupata dai ( sempre tre ) gestori LTE, ci stanno nei 32 MHz lasciati liberi dalle ex frequenze TV UHF 61 - 64.


Il decoder segna sempre la potenza di "presenza segnale RF", ma non può dare assolutamente il dato sulla qualità, perchè si tratta di tutt'altra "modulazione".

Fino al ch 64 si "sente" la presenza di un gestore ( il terzo, Vodafone ), dopo, dal ch 65 al ch 69 è inutile ricercare chissà quali segnali LTE provenienti dalle BTS vicine, perchè le loro 3 frequenze di emissione si trovano proprio al di sotto del ch 65.

Sull'ex ch 65 ( 822-830 MHz ), che fra l'altro risulta libero ( zona duplex gap ), l'indicazione della potenza, cala decisamente, segno che non c'è LTE o chicchessia su quel canale UHF, e l'indicazione cala progressivamente andando verso il ch 69.



Pooooi, dal ch 66 UHF fino al 69 ( zona viola ) , ci saranno i segnali ( altri 30 MHz ) dei terminali portatili in Uplink, che potrebbero entrare nei TV di casa, causa cavetti d'antenna "cinesi" per nulla schermati, e in quel caso ci andranno dei filtrini LTE "dolci" ( anche economicamente ) retro TV, sull'ingresso "antenna", o rifacimento del cavo d'antenna "presa-TV", con qualità "professional".

Tutte queste cose, le ripeto perchè c'è sempre qualcuno nuovo che non le sa, e così le impara . . . . . e gli altri ripassano.

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Grazie Gherardo.




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