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Che cos'è la TV digitale
terrestre?
In sigla DTT (Digital Terrestrial Television)
o DVB-T (Digital Video Broadcasting - Terrestrial)
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La TV digitale terrestre, in sigla DTT, è una
evoluzione tecnologica dell'attuale sistema televisivo. Computer, cellulari,
compact disc: ormai tutto funziona in digitale, solo la radio e la televisione
sono ancora analogici.
La novità per la TV è rappresentata
dall'adozione di un sistema di trasmissione numerico, ossia di una modalità
che non risente di interferenze, abbassamenti di livello del segnale
né disturbi e che permette di moltiplicare il numero di canali
disponibili. La trasformazione della TV da analogica a digitale coinvolgerà
progressivamente gli oltre 50 milioni di apparecchi televisivi del nostro
Paese, praticamente tutta la popolazione italiana.
Voluta prima dal libro bianco e poi dalla nuova Legge Gasparri, tratteremo della nuova televisione digitale
terrestre che sembra ci cambierà la vita, anche se in Inghilterra, dove è già attiva da parecchi mesi si è
già rivevata un grande "flop"! Per ora i grandi vantaggi saranno: gratuita (tranne acquisto del set-box), nessuna parabola
e per ogni canale che oggi vediamo sul nostro vecchio tv ne avremo 10. Ma entriamo ora nel dettaglio di come funziona la DTT.
I VANTAGGI
1: LA MULTICANALITA'
Il principale vantaggio della televisione digitale è la possibilità
di moltiplicare il numero dei canali che possono essere trasmessi attraverso
le stesse frequenze già oggi utilizzate. Ogni singola frequenza,
utilizzata in modo analogico, permette infatti di trasmettere un solo
canale TV. Grazie al digitale è invece possibile trasmettere
audio e video insieme, attraverso una codifica/decodifica numerica delle
informazioni. Le informazioni, ridotte a dati numerici, possono essere
compresse, cioè essere trattate secondo un procedimento informatico
(alla cui invenzione ha contribuito il ricercatore italiano Leonardo
Chiariglione), denominato MPEG-2 (Movie Picture Expert Group),
che permette di moltiplicare il numero di canali trasmessi contemporaneamente
da un'unica frequenza. In questo modo, il numero di canali TV che diventano
disponibili con la televisione digitale terrestre è moltiplicabile
anche fino a otto, dato che ogni singola frequenza, impiegata in
digitale, può trasportare 5, 8 e anche 10 canali TV. Questo
significa che con gli stessi televisori e le stesse antenne di adesso,
più un adattatore digitale, diventa possibile vedere un centinaio
di canali al posto dei circa dodici attuali.

Leonardo Chiariglione
Nel 1992 mette a punto MP3, rivoluzionario standard di compressione
digitale del suono.
2: L'INTERATTIVITA'
L'introduzione del digitale alle trasmissioni televisive permette anche
l'interazione, o interattività, cioè l'opportunità
di trasmettere informazioni non solo dall'emittente (canale televisivo)
al ricevente (spettatore), ma anche dallo spettatore all'emittente (canale
di ritorno). L'interattività permetterà di compiere operazioni
semplici attraverso il telecomando. In alcuni Paesi l'interattività
è diventata parte integrante dei nuovi format televisivi, come
ad esempio il televoto in quiz e concorsi, o l'espressione di giudizi
di gradimento sui programmi trasmessi, fino all'invio di brevi messaggi
di testo da e verso l'emittente e tra i telespettatori. Il canale di
ritorno non sarà via etere. Questo significa che le attuali antenne
delle abitazioni non dovranno essere sostituite con antenne ricetrasmittenti:
l'interattività sarà possibile attraverso un collegamento
telefonico.
SERVIZI AGGIUNTIVI
Grazie all'interattività, il ricevitore digitale permetterà
di accedere inoltre a un teletext di nuova generazione, molto più
ampio e rapido, e di usufruire di una nuova serie di servizi informativi
e di pubblica utilità, come ad esempio notizie sul traffico e
la viabilità locale, gli orari di treni ed aerei, l'elenco dei
numeri telefonici, la consultazione dell'estratto conto del proprio
conto corrente postale o bancario, fino alle operazioni bancarie.
COM'E' POSSIBILE PER IL DIGITALE MOLTIPLICARE
I CANALI?
Attualmente gli apparecchi ricevono i canali
in analogico, (è una tecnologia di trasmissione messa a punto tra la fine
degli anni Quaranta ed i primi anni Cinquanta). In quei primi anni radio e televisori
erano a valvole, consumavano molta elettricità e, letteralmente,
scaldavano. Successivamente i transistor hanno permesso di amplificare
segnali elettrici modulati senza le distorsioni tipiche delle valvole
e senza dissipare troppa corrente elettrica sotto forma di calore. Un'altra
evoluzione epocale per la televisione è stata l'introduzione
del colore, avvenuta tra gli anni Cinquanta ed i Settanta. Ma i cambiamenti
non hanno mai interessato la modalità di trasmissione, che è
rimasta sempre uguale, a uno stato tecnologico piuttosto involuto rispetto
ai cambiamenti che si sono avuti ad esempio nelle telecomunicazioni:
mentre la TV rimaneva ancorata all'analogico, in tutti gli altri settori
dell'elettronica diodi e transitor lasciavano la scena ai microprocessori,
con relativa miniaturizzazione di apparecchi e componenti, e al digitale.
La vecchia valvola dura ancora, nella stragrande maggioranza dei casi,
per un uso un pò speciale: il tubo catodico!
La modulazione adottata è la COFDM Coded Orthogonal FDM e le bande saranno quelle attuali dell'analogico, quindi 8 MHz per canale. Si pensa che sarà
utilizzata solo la banda UHF anche se lo standard non esclude l'utilizzo del VHF. Per ogni canale analogico ci saranno 5 o 6 canali digitali,
a seconda del bit-rate di trasmissione. Con un ricevitore DVB-T Fuba l'aggancio è perfetto con solo 45 dBµV di segnale, il tutto disturbato da un programma analogico isofrequenza più
forte di 20 dB. Per maggiori info si può fare riferimento al libro bianco del Digitale Terrestre. (ETSI sul DVB-T).
COSA DEVO FARE? (I COSTI)
Grazie all'introduzione del digitale terrestre, la TV italiana potrà
proporre nuovi programmi e canali tematici in chiaro, in grado di soddisfare,
insieme all'intrattenimento, anche le istanze di consumo culturale e
di approfondimento che scaturiscono da un pubblico sempre più
esigente. Per accedere alla nuova televisione digitale sarà possibile
acquistare gli apparecchi TV di nuova concezione, predisposti per il
digitale (in sigla: iDTV), oppure un adattatore (set-top-box) che consenta
di continuare a utilizzare, oltre all'impianto d'antenna esistente,
anche lo stesso apparecchio televisivo già in uso. Il decodificatore
digitale potrà avere diverse funzioni, a seconda dei modelli
e del prezzo. Il modello base, un semplice ricevitore digitale per programmi
televisivi, consentirà l'organizzazione di liste di programmi
preferiti e permetterà di accedere al teletext. Un tale dispositivo,
privo di funzioni interattive, è il minimo indispensabile per
rendere un televisore analogico capace di ricevere programmi TV in digitale.
Il suo prezzo di vendita, in Inghilterra, si aggira tra i 100 ed i 190
euro. I set-top-box con funzioni avanzate si distinguono in tre grandi
categorie. Quelli di "livello 1" sono dotati di interattività
locale, cioè limitata ad applicazioni scaricate dall'etere, con
le quali l'utente può interagire tramite telecomando. Un altro
esempio di applicazioni a interattività locale sono i videogiochi
scaricabili via etere. I decoder di "livello 2" sono caratterizzati
da funzionalità multimediali di tipo interattivo, attraverso
un apposito canale di ritorno. Il prezzo dei decoder di livello 1 e
2 è superiore da 20 - 60 percento rispetto ai decodificatori
base, cioè tra i 150 e i 300 euro circa. Il set-top-box di livello
3, infine, è dotato di interattività spinta (anche Internet)
e di diversi optional come tastiera per SMS, posta elettronica, videoscrittura,
videocamera e microfono per chiacchierare con gli amici dotati di computer
o di videotelefonino UMTS, con la possibilità di fare anche videoregistrazioni
magnetiche sul disco incorporato e di memorizzare documenti e dati.
Il prezzo medio, sempre riferito al mercato inglese, dove i decoder
digitali oltre che a noleggio sono disponibili anche per la vendita,
è compreso tra i 320 ed i 480 euro.
CONCLUSIONI
La strada che porterà alla TV digitale terrestre in Italia richiederà
di non essere percorsa precipitosamente e sarà inoltre necessario
garantire agli utenti la possibilità di non dover buttare via
i televisori.
 Tratto dal sole 24 ore, Lunedi 3 aprile 2006
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PERCHÉ
PASSARE AL DIGITALE
Innanzitutto
la trasmissione in digitale, rendendo il segnale particolarmente robusto
nei confronti dei disturbi, restituisce allo spettatore la percezione
di un’immagine di massima qualità. La natura numerica dei
segnali, infatti, consente di utilizzare dei potenti strumenti matematici
che permettono di ricostruire perfettamente il segnale originale anche
in condizioni fortemente critiche. Ciò significa che l’immagine
televisiva viene finalmente liberata da tutti quei fenomeni di interferenza
che ne deteriorano la qualità e che ben conosciamo.
Un altro motivo che sta spingendo tutti i paesi all’adozione della
TV digitale è la possibilità di sfruttare con maggiore
efficienza la porzione di spettro riservata ai canali televisivi, con
la conseguente quadruplicazione dei canali disponibili. Il numero di
frequenze utilizzabili è limitato e soprattutto nel nostro Paese
è da tempo motivo di scontro anche politico. Sempre per il fatto
che il segnale è numerico, è possibile utilizzare dei
complessi algoritmi matematici che consentono di ridurre sensibilmente
il numero di bit necessario per rappresentare l’immagine televisiva.
Questa operazione prende il nome di compressione ed è diffusissima
nel mondo dell’audio e video digitale. Utilizzando la compressione
MPEG-2 è possibile trasmettere su una frequenza prima utilizzata
da una singola emittente, fino a 6 canali contemporaneamente in digitale.
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